Il comitato Bene Comune Cernusco (BeCoCe), che dopo i referendum sull’acqua ha rivolto la sua attenzione al tema dei beni comuni in senso lato, ha incontrato il 4 febbraio l’assessore Giordano Marchetti per fare il punto sulla qualità dell’acque di Cernusco ed intraprendere eventuali iniziative.

Da troppo tempo i dati relativi alla qualità dell’acqua di Cernusco riportati sul sito del Comune sono datati e lacunosi, poiché il gestore del servizio (Amiacqua ed in seconda battuta la ASL) cui competono rilievi ed analisi, non li gira con tempestività e completezza all’amministrazione.
L’Amiacque non risponde alle ripetute richieste inviate dall’amministrazione, o meglio, risponde che sono troppi i comuni coinvolti e non riesce ad inviare i dati a tutti, mentre la provincia li invia solo una volta l’anno, quindi i valori riguardano sempre una media delle campionature effettuate l’anno precedente.
Per Cernusco siamo fermi al 2010 ed è un ritardo ormai ingiustificabile, per questo è stata rinnovata all’assessore Marchetti la richiesta di sollecitare all’AMIacque ad inviare dati completi e tempestivi, facendo leva anche sul fatto che l’amministrazione è componente societaria del gestore del servizio idrico e potrebbe esercitare maggiore pressione persuasiva.
Nello stesso tempo BeCoCe ha espresso piena disponibilità a collaborare con l’amministrazione, viste le limitate risorse di cui dispone l’ufficio ecologia, anche per tenere d’occhio l’evoluzione temporale e spaziale dei dati (variazione nel tempo e nei diversi pozzi dei parametri analizzati).
Altro elemento valutato è l’effettiva vulnerabilità della qualità dell’acqua di Cernusco: una valutazione dei dati più puntuale può essere utile anche per una verifica di fattibilità del progetto della Casa dell’acqua e dello stato della qualità dell’acqua dell’acquedotto distribuita nelle mense scolastiche.

Clima collaborativo e reciproci impegni positivi. Bilancio positivo dunque? Si, anzi no, perché solo il giorno seguente nel consiglio comunale che ha approvato la fusione di Ianomi, Tam e Tasm in CAP Holding, che diventerà così quindi il gestore unico integrato del patrimonio idrico sul territorio della provincia di Milano, non è stata colta l’opportunità di segnalare tale lacuna ad Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP holding (azionista al 60% di Amiacque) presente in consiglio proprio per illustrare il progetto.

BeCoCe auspica che di qui in avanti l’Amministrazione stabilisca con Amiacque un protocollo procedurale per la comunicazione puntale dei parametri relativi alla qualità dell’acqua dei pozzi di Cernusco dal momento che il gestore del servizio ha fra i suoi compiti istituzionali pure informazione e trasparenza.