Carosello: mai nome fu più azzeccato. Quello che fu il primo centro commerciale costruito in Italia nel 1972, allo svincolo Carugate della tangenziale Est, è stato chiamato Carosello dalla Eurocommercial, società olandese che lo ha rilevato nel 1997 e che da qualche anno vuole ingrandirlo, nonostante i vincoli urbanistici dei comuni di Carugate e Cernusco non lo permettano.

Il progetto prevede l’aumento delle superfici commerciali a spese di una porzione grande quanto un campo di calcio del Parco degli Aironi, una cava di inerti dismessa donata dai cavatori al comune di Cernusco il cui lago di risulta è diventato un parco dove nidificano gli aironi, ma in stato di abbandono per mancanza di manutenzione da parte dell’amministrazione. Verrebbero inoltre utilizzate una parte delle aree di parcheggio che si trovano nel comune di Carugateche il cui territorio è ormai “saturo” di centri commerciali.

L’Eurommercial, proprio per superare tali vincoli, aveva chiesto nel 2014 ai due comuni di avviare un accordo di programma in regione. In cambio ci sono un po’ di milioni di euro e la promessa di qualche posto di lavoro.

Sebbene l’accordo di programma preveda che gli interlocutori siano la proprietà, le rappresentanze del commercio e degli utenti e le amministrazioni coinvolte, i sindaci di Carugate e Cernusco hanno preferito far approvare dai propri consigli comunali degli atti di indirizzo (luglio 2014), non necessari al procedimento, ma a  copertura della loro adesione.

L’accordo di programma è però rimasto fermo in regione per due anni, sino al maggio 2016 quando con una forzatura procedurale, Umberto Gravina, sindaco di Carugate, comune capofila ed ormai in scadenza di mandato, ha convocato la conferenza dei rappresentanti, primo passaggio per l’accordo di programma. E’ in questa occasione che il comune di Cernusco si impegna a “conferire 9400 mq all’interno dell’AdP” trasformandoli da edilizia residenziale a verde come mitigazione per i 5000 mq del parco degli Aironi richiesti dalla proprietà per l’ampliamento.

Le elezioni della primavera scorsa hanno segnano però il cambio di giunta a Carugate, segno che il progetto di ampliamento non era affatto gradito alla popolazione e, fra i primi atti di governo del nuovo sindaco Luca Maggioni c’è proprio la revoca dell’atto d’indirizzo votato dal consiglio due anni prima. Segue a ruota anche Cernusco che non può procedere più da sola e quindi la revoca del procedimento iniziato.

Ma la società Eurocommercial non può far cadere il suo progetto di ampliamento: il Carosello deve rendersi più attrattivo per far fronte ad una concorrenza che a poche decine di chilometri di distanza prevede la nascita di un mega centro a Segrate (286.000 mq) e gli ampliamenti di quelli di Cinisello (133.000 mq), Orio al Serio (140.000 mq), Arese (150.000 mq).

Occorre tener presente che Carosello ha pesanti vincoli strutturali: è praticamente circondato e limitato nella sua espansione dalla tangenziale, dalle cave, dalla provinciale. L’unica soluzione per non chiudere è sfruttare le poche aree disponibili: i parcheggi che si trovano sul comune di Carugate e la porzione di parco degli Aironi con affaccio sul lago di cava, che però è di proprietà del comune di Cernusco. Su quest’area il progetto prevede la costruzione di un altro piano dell’immobile, che sarà destinato più che a contenitori commerciali in senso stretto all’intrattenimento ed allo svago degli clienti. La visuale fronte-lago è quindi essenziale, oltre che funzionale, a creare la narrazione di un meraviglioso centro loisir ove sia possibile trascorre piacevolmente il tempo grazie ai servizi disponibili (cinema, ristorante, centro benessere), magari poi passeggiando a piedi nudi sul tetto che gli architetti progettisti hanno trasformato in un prato verde.

E così Eurocommercial presenta una nuova richiesta nel novembre scorso ai comuni di Carugate e Cernusco, che è già stata approvata il 26 gennaio nel consiglio comunale di Carugate e proposta in discussione nel prossimo consiglio comunale di Cernusco previsto per il 1 febbraio.

Cos’è che non funziona in questa storia? Sembrerebbe un buon affare per le amministrazioni assecondare le richieste dell’operatore privato. Un discreto bottino di milioni di euro grazie agli introiti legati agli oneri di urbanizzazione, un flusso di cassa costante per la tassazione annuale sugli immobili, una serie ripristini e recuperi ambientali su aree degradate pagati dal privato, un po’ di studi ambientali sempre pagati Eurocommercial, la promessa di qualche centinaia di posti di lavoro e di iniziative a favore del commercio locale.

In tempi di casse vuote, una vera manna. Se non fosse che il comune di Carugate ha il suo territorio ormai “saturo” di grandi strutture di vendita (Ikea, Leroy Merlin, Decathlon, Bottega verde) che hanno desertificato il commercio interno e la vita sociale della cittadina, ormai tutta rivolta al centro commerciale Carosello. Mentre per Cernusco il parco degli Aironi è appunto un parco, classificato fra i beni indisponibili del comune di Cernusco su cui ci sono precisi vincoli di tutela ambientale.

Il fatto che il parco degli Aironi sia un bene comune destinato alle generazioni future, una risorsa non rinnovabile che verrà consumata in cambio di denaro, scambiato, trasformato in una merce per rispondere agli interessi di breve periodo della classe politica contingente è un argomento messo in disparte ed allontanato con fastidio. Si dovrebbe invece rendere conto ai cittadini dello stato di abbandono in cui versa e rispondere di omessa tutela del patrimonio ambientale.

Colpisce la mancanza di visione della classe politica che si è fatta promotrice di tale scambio per interessi di breve periodo (dieci anni sono un breve periodo rispetto a beni quali il territorio e la qualità dell’aria che andrebbero tutelati per le generazioni future).

Dal punto di vista culturale poi si avalla un’operazione che serve a rendere più appetibile il centro commerciale Carosello come asset finanziario – il cui destino sarebbe segnato rispetto ai colossi che lo circondano – trasformandolo in un centro di svago da riempire ogni fine settimana con decine di migliaia di persone. L’operazione maquillage ha bisogno della veduta sul laghetto perché uno scatolone allo sbocco di una tangenziale fuori dal tessuto urbano non attirerebbe più nessuno: le stesse cose, le stesse marche, le puoi trovare ormai in tutti i centri commerciali del mondo, se vai al Carosello è perché lì sai che potrai passare anche una parte del tuo tempo libero guardando volare gli aironi, fra un film, una passeggiata sul prato verde (da diserbo). Ci si potrà arrivare persino a piedi o in bici dal centro città attraverso la passerella ciclopedonale che scavalca la provinciale e si potrà partecipare ad iniziative tipo “La festa del territorio a Km 0”, vera parodia del patrimonio culturale ed agricolo locale.

Di costi esterni poi non si parla: le ripercussioni sugli inquinanti a causa del traffico di decine di migliaia di auto? Tranquilli, il tesoretto che arriva dall’operazione Carosello serve anche a coprire i costi delle indagini ambientali che per essere veramente attendibili non devono essere pagate da chi è parte in causa, ma essere affidate a soggetti terzi.

Si consumerà un po’ di suolo, quel pezzetto di ex cava, quell’area sfigata al margine Nord della città fuori dal tessuto urbano consolidato, lasciata colpevolmente in stato di abbandono, ma è stato previsto un rimedio: verrà “compensata” con altre aree verdi in misura quattro volte maggiore e con la trasformazione a verde di aree originariamente previsti ad edilizia sociale. Ma non si dice che la compensazione ambientale si farà per aree che andranno a produrre generose plusvalenze perché Eucommercial le dovrà acquistare e che avrebbero dovuto essere acquisite direttamente il comune di Cernusco se avesse voluto integrarle nel costituendo Parco della Martesana.

Non si dice che le aree previste per l’edilizia sociale sono nel tessuto urbano consolidato, mentre le aree del parco per la costruzione dell’ampliamento sono in area suburbana, tradendo così uno dei criteri guida del PGT, la densificazione urbana, che vuole l’aumento della densità edilizia delle aree urbane, proprio per non “consumare” nuovo suolo agricolo e per razionalizzare la vita all’interno della città in termini di servizi pubblici, a partire dai trasporti.

Invece così vedrete come nel giro di pochi anni le aree verdi intorno al Carosello diventeranno catalizzatore di nuovi insediamenti urbani.

Infine, ma non ultima, vale la pena di ricordare la sciatteria o meglio l’arroganza con cui è si è svolto sempre tutto l’iter procedurale: dagli atti d’indirizzo approvati nei consigli comunali privi della documentazione di supporto, ai progetti cambiati nel corso del tempo, alle forzature procedurali, alla mancanza di trasparenza, ai dispositivi copia ed incolla.

Un altro giro di giostra è iniziato.