Il bilancio sui beni comuni

L’immagine con cui viene presentata Cernusco è quella di una città verde e ricca di servizi, ma se solo si prova a fare un bilancio in relazione ai beni comuni, diventa in realtà più opaca.

Trasparenza

Per fare un bilancio serio, non basato su percezione o propaganda, occorrono dati, vale a dire termini certi di riferimento per la situazione attuale da comparare con quella del passato.

Uno dei principali problemi infatti è costituito dalla difficoltà a reperire i dati, specie quelli legati alla qualità ambientale, in modo che sia possibile valutarli nella loro evoluzione temporale.

Il tema è quindi quello più generale della trasparenza, un bene immateriale  cui deve ispirarsi chi intende amministrare nel segno della buona politica. L’accesso ai dati sulla qualità dell’ambiente e del territorio è quindi condizione essenziale perché si possa sviluppare la conoscenza dei problemi. Pensiamo che un cittadino informato e consapevole svolga un ruolo essenziale per la sua comunità e l’amministrazione dovrebbe essere sua alleata nel percorso di formazione della conoscenza.

Su questo tema la strada da percorrere è ancora molta, perché la quantità e la qualità dei dati resi disponibili in rete dall’amministrazione è ancora troppo piccola ed esile, laddove dovrebbe essere elemento preliminare di confronto con la cittadinanza.

 

Gli elementi alla base della valutazione di ambiente e territorio riguardano la qualità dell’aria, dell’acqua e del consumo di suolo. Partiamo proprio da quest’ultimo.

Suolo

Solo il 30% percento del territorio comunale è rimasto libero da costruzioni, infrastrutture o cave, ma si tratta di un dato del 2012  di cui non è disponibile l’aggiornamento. Negli ultimi cinque anni, nonostante la crisi abbia coinvolto pure il settore edilizio, si è continuato a costruire da parte dei privati, ma anche l’edilizia pubblica ha fatto la sua parte con il nuovo polo scolastico.

Tutti elementi dei quali non conosciamo che incidenza abbiano avuto sulla percentuale di consumo di suolo (vedi alla voce trasparenza del precedente capitolo). Segnaliamo che la Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio prescriveva la valutazione dell’andamento temporale del consumo di suolo, elemento invece del tutto disatteso.

Un’amministrazione davvero attenta all’ambiente deve porsi in un’ottica conservativa rispetto al consumo di suolo: a Cernusco ormai le aree verdi o agricole che dovrebbero svolgere la funzione di corridoio ecologico fra un comune e l’altro, fra un tessuto urbano e l’altro, si sono ridotte sempre più, a causa dalle nuove urbanizzazioni realizzate dai privati ma pure dalla pubblica amministrazione (vedi nuovi insediamenti scolastici) e dalle cave che continuano la loro l’attività estrattiva per milioni di metri cubi di materiale.

E’ quindi giunto ora il momento di fare un atto coraggioso: Cernusco può porre fine al consumo del suo territorio scegliendo di conservarlo per le generazioni che verranno.

In quest’ottica è quindi davvero dissennata la scelta di voler addirittura vendere una parte del parco degli Aironi ad un operatore privato per consentire l’ampliamento del centro commerciale Carosello. Dell’operazione da parte dell’amministrazione si minimizza l’impatto (cessione di “mezzo campo di calcio”) a fronte dei benefici in termini economici (circa sette milioni di euro) ed occupazionali (320 di posti di lavoro), ma non c’è alcun accenno agli aspetti critici: la cessione dell’area degli Aironi significa trasformare in una merce una parte di patrimonio indisponibile che ha, per di più, funzione sociale di parco. L’operazione è un esempio di urbanistica contrattata: attraverso la compensazione ambientale richiesta per i 5000 mq consumati si introducono elementi impropri di discrezionalità da parte dell’amministrazione a causa dell’individuazione delle aree oggetto della transazione e di opacità in relazione alle plusvalenze che derivano dalla triangolazione per la cessione delle aeree che si realizza attraverso un soggetto terzo. Ricordiamo inoltre che le aree sono già agricole e quindi non ci sarebbe alcun incremento di superfici verdi a favore dell’amministrazione.

Il progetto prevede un ampliamento delle superfici di vendita per 28.000 mq proprio per incrementare il numero di clienti (già dell’ordine di decine di migliaia al giorno) con un conseguente aumento di traffico veicolare su una viabilità che è ormai al collasso, con tutti i problemi correlati all’inquinamento.

C’è poi un aspetto del tutto sottaciuto legato all’intraprendere da parte del Comune una trattativa con un soggetto costituito da un fondo di investimento immobiliare con sede legale in Olanda, ove vige un regime fiscale agevolato per le società*. Non appare eticamente appropriato che un soggetto pubblico faccia affari con un soggetto privato che utilizza in modo opportunistico il regime fiscalmente più favorevole di un altro paese.

L’amministrazione di Cernusco pone l’accento sulla necessità di partecipare al tavolo della trattativa sull’ampliamento che, realizzandosi in gran parte sul territorio di Carugate, vede questo comune come capofila dell’accordo di programma. Ma il tema è proprio quello dell’inopportunità di sedersi ad un tavolo con un interlocutore che ha stabilito la sua sede fiscale in Olanda per non pagare le tasse.

Il ritiro dell’atto di indirizzo ed il blocco dell’accordo di programma sull’ampliamento del centro commerciale Carosello sono pertanto condizioni essenziali per la tutela del bene comune della città, sia in relazione ai beni materiali (suolo, territorio, aria) che immateriali (aspetti compensativi ed etici).

continua

  • “As a Dutch fiscal investment institution, Eurocommercial is zero rated for corporate income tax”, da Eurocommercial Factsheet