Author: Bene Comune Cernusco (page 1 of 10)

Visita al parco Increa – sabato 11 novembre

Dove c’è oggi il parco Increa nella zona Sud Est di Brugherio, c’erano i fertili campi della cascina Increa. La grande cava di sabbia e ghiaia inizia la sua attività estrattiva negli anni ’60, gli anni del boom economico quando centinaia di migliaia di metri cubi di materiali venivano utilizzati per la costruzione delle infrastrutture del nostro paese senza tener conto dei effetti sul territorio di tale attività.

Occorre arrivare alla fine degli anni ’80 perché inizino le prime opere di ripristino e sistemazione ambientale dell’area della Cava Increa che nel 1987 diventa patrimonio comunale. Ma la formazione del parco pubblico, inaugurato nel 1994, è lunga e complicata e viene realizzata  in un arco temporale di vent’anni per i numerosi contenziosi con la società incaricata del recupero dell’area.

Oggi il parco Increa si estende per 330.000 metri quadri ed è una delle aree verdi più estese del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave.

Il Parco Increa comprende grandi aree a prato, zone boschive, percorsi ciclo-pedonali zone relax, due parcheggi, un chiosco bar attrezzato, un anfiteatro all’aperto, un’area giochi con panchine, cestini e fontanelle per l’acqua, un’ampia area cani e zone per le attività ludico-sportive. Inoltre all’ingresso, in zona ombreggiata, sono presenti bagni chimici e una piazzola ecologica per la raccolta dei rifuiti.

Degni di nota il lago, che occupa poco meno della metà dell’area, il roccolo dei tigli nel pratone centrale (recuperati dalla riqualificazione della via Manara), i tre meravigliosi platani lungo il viale dei gelsi, a nord del parco, e per gli amanti delle curiosità, la panchina in plastica riciclata più lunga d’Italia.

Guide d’eccezione nel racconto della cava diventa un parco e delle sue vicende di recupero e manutenzione saranno Marco Troiano, sindaco di Brugherio, e Marco Magni, assessore all’ambiente, sabato 11 novembre 2017 dalle10,00 alle 12,00.

Vi aspettiamo.

Ringraziamo  il sindaco Marco Troiano e l’assessore Marco Magni per la loro disponibilità e per l’occasione che ci danno di conoscere come una situazione di degrado e sfruttamento possa diventare opportunità di ripristino e di valorizzazione del territorio che in questo modo diventa parte identitaria di una comunità.

La qualità del parco degli Aironi

Niente di più che una “sponda di cava” (sic), così era stato definito il parco degli Aironi, un’area in stato di abbandono di cui valeva solo la pena liberarsi.

Invece è un ambito il cui valore qualitativo è riassunto dalla matrice dei valori ecologico-ambientale, estetico/percettivo, climatico, dove il parco degli Aironi (indicato come parco delle Cave) totalizza quattro giudizi positivi su cinque.

Relazione illustrativa - AdP Ampliamento Carosello

tabella per la determinazione valore qualitativo del patrimonio vegetazione

Descrizione qualitativa patrimonio vegetazionale esistente

estratto dalla T.02

Il dettaglio nella T.02 ove emerge che il parco degli Aironi ha un valore del patrimonio vegetazione da “elevato” a “potenziale”.
Val la pena di ricordare che il parco degli Aironi è un bene indisponibile, la cui cessione a favore di un di un privato priverebbe la comunità di un importante bene ambientale.

Effetto parco

Da qualche settimana il comitato Bene Comune Cernusco rileva anche nella nostra città, ove non è presente una centralina dell’ARPA, valori di polveri sottili elevatissimi. Eppure le misure effettuate nel pomeriggio di sabato, nel corso della manifestazione “Uniti per il parco degli Aironi” con il rilevatore del comitato hanno evidenziato una brusca caduta dei valori delle concentrazioni di polveri sottili passando dal centro cittadino all’interno del parco.
Le misure sono state effettuate sulle sponde del lago e lungo i sentieri interni al parco nel corso della manifestazione a tutela del parco degli Aironi promossa dalle associazioni e comitati di Carugate e Cernusco contrari all’ampliamento del centro commerciale Carosello insieme a numerosi esponenti politici locali e nazionali.
E si nota la netta differenza rispetto ai valori precedenti rilevati nel centro abitato di Cernusco.

Sono numerosi i fattori che possono aver influenzato le misure, sicuramente gli alberi del bosco del parco degli Aironi insieme al dislivello di qualche metro dal piano campagna su cui si trova il lago sono elementi utili a determinare un effetto “barriera” rispetto alla dispersione degli inquinanti.
La conservazione degli ambiti naturali, delle aree verdi non urbanizzate è essenziale specie ai confini fra un centro abitato e l’altro proprio per costituire quei corridoi ecologici utili alla connessione degli habitat naturali. Il fatto che una parte del parco degli Aironi possa diventare area di espansione del vicino centro commerciale viene a rompere completamente la funzione per cui era stato concepito – da area estrattiva di sabbie e ghiaie era stato trasformato in un parco pubblico – funzione confermata, anzi rafforzata dai vincoli del Piano di Governo del Territorio di Cernusco che lo considera pure corridoio ecologico.

Ma, al di là dei valori registrati, basta fare due passi sui sentieri per entrare in un’altra dimensione: i rumori del traffico si perdono grazie alla mitigazione acustica realizzata dall’effetto combinato degli alberi e del dislivello, lo specchio d’acqua riflette il bosco piantumato da molti anni, gli aironi volano tranquilli perché ormai sono di casa

Basta alzare lo sguardo e si scopre il nido del picchio oppure abbassarlo e si trovano i funghi, segno di un ambiente ecologicamente evoluto che nessun prato, tipo quello previsto sul tetto del centro commerciale come compensazione ecologica ai metri cubi costruiti, potrà mai uguagliare.
Persino i cestini colmi di rifiuti sono la testimonianza esplicita che il parco è frequentato nonostante la mancata manutenzione e, poiché non si trovano altri rifiuti sparsi in giro, vuol dire che le persone usano i cestini dei rifiuti, ma il servizio di igiene urbana non li raccoglie con sistematicità.
Con l’ampliamento del centro commerciale Carosello il nido del picchio e la garzaia degli aironi non ci saranno più, nessuna delle misure compensative previste dalla proposta di accordo di programma potrà restituirceli. I problemi della viabilità già al collasso con flussi di auto che arrivano sino a 50.000 veicoli al giorno non saranno mai risolti dalle piste ciclabili previste dal progetto.

Il parco degli Aironi è un bene comune e deve essere tutelato, non venduto. I milioni di euro promessi non copriranno mai i costi ambientali connessi al progetto, il patrimonio venduto è perduto per sempre.

Uniti per il parco degli Aironi


L’erba tagliata, i rifiuti raccolti, non ci voleva poi molto: qualche ora di lavoro svolta da un gruppo di volenterosi ed il parco degli Aironi o, almeno, la porzione che va dalla piazzola d’ingresso sino al margine del lago è tornata agibile.
In un venerdì d’autunno  i volenterosi sponsorizzati da Insieme per crescere (iniziativa di marketing promozionale del progetto Carosello)  hanno dimostrato come ci si possa prendere il parco, letteralmente. Il parco infatti, lasciato in stato di colpevole abbandono dall’amministrazione comunale che da anni non ne cura più la manutenzione, non era quasi più accessibile a causa degli alberi caduti e della vegetazione che ne ha invaso i sentieri.
Quello che oggi si chiama parco degli Aironi è ciò che rimane della vecchia cava Merlini di sabbia e ghiaia a Nord Ovest di Cernusco. L’intensa estrazione senza regole degli anni passati dei preziosi sedimenti, testimonianza di un antico antico alveo fiuviale, ha lasciato fronti di cava verticali ed un lago, prodotto dalla risalita della falda. Terminato il periodo di coltivazione, l’area venne ceduta nel 1996 al comune e trasformata in un parco pubblico.
Luogo privilegiato di svago per pescatori e boy scout, da dieci anni a questa parte l’amministrazione non se ne è più curata. Così l’erba è cresciuta, le staccionate a protezione delle sponde sono marcite, gli alberi non sono più stati controllati, quelli mal piantumati sono caduti e mai più rimossi dai sentieri, i rifiuti portati via senza periodicità. E poiché abbandono chiama abbandono, vi si trovano sempre più rifiuti di tutti i tipi.
Non ci si spiega il motivo di tale incuria, specie se si considera che a poca distanza un’area con le stesse caratteristiche, la vecchia cava Increa, è stata invece trasformata dal comune di Brugherio in un parco che richiama moltissime persone.
Perché non realizzare un ambiente analogo, anzi collegare le due realtà vicine, che fanno pure del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave?
La mancanza di risorse non può essere la giustificazione: Cernusco è un comune ricco che per le opere pubbliche spende – giustamente – molta parte del suo bilancio per rendere la città più accogliente. Eppure il parco degli Aironi è stato dimenticato e messo da parte.
Uno dei motivi dell’abbandono può essere legato ai progetti previsti su quell’area al centro di ingenti interessi immobiliari privati. Era quindi essenziale cancellarne la funzione di parco pubblico per sminuirne il valore sociale. Nessuna comunità permetterebbe la vendita di un parco che apprezza e frequenta, mentre di un luogo abbandonato e sconosciuto ci si sbarazza facilmente.
Ha quindi buon gioco l’operatore immobiliare a dichiarare che “ora il Parco degli Aironi, non è utilizzabile a causa di alberi divelti, rifiuti abbandonati ed incuria generale. Noi crediamo che lasciandolo in queste condizioni non potrà essere vissuto da nessuno, tantomeno dalle nuove generazioni. Occorre un intervento concreto; la pulizia che abbiamo realizzato il 6 ottobre è stato un primo passo. Il nostro progetto prevede di riqualificarlo, interconnetterlo agli altri parchi della zona per creare un sistema dei parchi unico nel suo genere e accessibile dal tetto verde costruito sulla nuova ala del centro (che aggiungerà 20 mila mq di area verde)“.
E così arriva il mecenate di turno a fare quello che per venti anni avrebbe dovuto fare l’amministrazione. La pulizia del parco usata come marketing commerciale e come forma preliminare di occupazione dell’area.

Augusto tende la mano alla res publica per farla rialzare

Nulla di nuovo, la figura del mecenate è antica e piena di luci ed ombre.
Augusto ad esempio, rempì di marmi la Roma che aveva trovato di mattoni, ma il prezzo questa trasformazione fu la libertà dei cittadini. Su un aureo del 12 d.C. l’iscrizione “Res publica restituta” ( e cioè la repubblica restaurata”) viene resa esplicita con la figura della Res Publica in ginocchio, mentre Augusto le dà una mano per sollevarla: egli uccide la Repubblica perché ne ha condizionato la resurrezione.
Così il prezzo del recupero del parco degli aironi sarà possibile solo a condizione che diventi parte del progetto -privato – di ampliamento del centro commerciale.
Al contrario di ciò che si legge su Insieme per crescere, le nuove generazioni saranno davvero private del parco se questo verrà venduto e sottratto al patrimonio della comunità.
Per impedire che il parco degli Aironi si trasformi nel parco dell’Eurocommercial è necessario che la comunità se ne riappropri, ne ri-occupi lo spazio, che il parco ritorni a svolgere la sua funzione sociale, riconosciuta dai cittadini.
Il primo appuntamento sarà il prossimo 28 ottobre, naturalmente al parco degli Aironi con iniziative promosse in coordinamento fra i comuni di Carugate e Cernusco.

 

 

Le cave a Cernusco

Nel fine settimana che il Ministero dei Beni Culturali dedica alle Giornate Europee del Patrimonio,  che a Cernusco hanno visto  in campo diverse iniziative, il comitato Bene  Comune Cernusco ha deciso di visitare alcune delle cave del suo territorio.

Perché il “territorio” va considerato “patrimonio”, bene comune della nostra comunità.

Nel comune di Cernusco le cave sono numerose, anche se sono una realtà di cui la maggior parte dei cernuschesi non ha percezione, lontane come sono dal centro cittadino e nascoste in ambiti  marginali del suo territorio.

Per alcune, ormai  inattive da decenni, nessun intervento di ripristino ambientale è stato realizzato dai concessionari, sono abbandonate e prive pure di recinzione , costituendo un serio pericolo dal momento che i fronti di escavazione sono molto ripidi e di facile accesso.

Altre aree, che oggi sono campi coltivati, sono recintate  e riportano l’indicazione “scavi”, segno che  anche lì presto  inizierà l’attività di estrazione

Per altre basta scalvare il guard rail della provinciale e si incrociano subito le testimonianze dell’attività estrattiva

Eppure a pochi passi, nel vicino comune di Brugherio, quella che era una ferita aperta del territorio è stata trasformata in una risorsa, in un “patrimonio” di cui usufruisce tutta la popolazione.


E’ il parco Increa: quello che era un campo e che negli anni ’60 era diventato una grande cava  di sabbia e ghiaia è stato trasformato in un parco.

A Cernusco  l’unica area estrattiva che era stata trasformata in parco, il parco degli Aironi,  è stata abbandonata, colpevolmente lasciata priva di manutenzione da dieci anni, ora non è fruibile. Per di più,  su  una parte  c’è un progetto di cessione ad un privato  che la utilizzerà per ampliare un centro commerciale.

Eppure il territorio è patrimonio della comunità. Nel giorno del patrimonio abbiamo voluto ricordarlo  visitando le aree ed i siti dimenticati ed in pericolo del nostro comune.

Zanzare a Cernusco: né comunicazione, né informazione

Se si prova cercare “zanzare” sul portale dell’amministrazione comunale di Cernusco, i documenti  proposti sono numerosi:

 

la maggior parte dei quali è contenuta nella sezione “ordinanze comunali“. In questa sezione però ci sono documenti ed informazioni che risalgono a molti anni fa e non aggiornati riguardo alle misure adottate dall’amministrazione contro le zanzare.

Ad esempio l’ordinanza riportata è quella del 2006 (sì, avete letto bene) ed il calendario delle disinfestazioni è del 2010

 

 

Occorre scorrere tutte le pagine della ricerca per trovare qualcosa che riguardi il 2017

dove finalmente si trova un AVVISO ALLA CITTADINANZA datato 31 agosto 2017 che informa i cittadini di interventi di disinfestazione adulticida su tutto il territorio di Cernusco per il giorno 31 agosto dalle ore 23.30 e si premura di dare numerose indicazioni precauzionali:

– TENERE CHIUSE LE FINESTRE
– SPEGNERE GLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
– NON STENDERE I PANNI ALL’ESTERNO DELLE ABITAZIONI
– NON LASCIARE ALL’ESTERNO DELLE ABITAZIONI I GIOCATTOLI DEI BAMBINI
– RACCOGLIERE I PRODOTTI DELL’ORTO PREVENTIVAMENTE AL TRATTAMENTO OPPURE DOPO ALMENO UNA SETTIMANA DALL’AVVENUTO TRATTAMENTO PROVVEDENDO AD UN LORO ACCURATO LAVAGGIO
– NON LASCIARE ALIMENTI ALL’ESTERNO
-TENERE ALL’INTERNO DELLE ABITAZIONI O IN ZONE PROTETTE GLI ANIMALI DOMESTICI
– SVUOTARE LE CIOTOLE PER CANI, GATTI E ALTRI ANIMALI DOMESTICI

Nello stesso tempo, però, a seguito di una segnalazione  e richiesta d’intervento contro la presenza zanzara comune e tigre fatta lo scorso 13  luglio, dalla risposta del nucleo Pronto Intervento  dell’Ufficio Tecnico del comune  si rileva che un altro intervento c’è stato lo scorso 3 agosto

D’altra parte la ditta incaricata ha un appalto  di  diversi anni e l’amministrazione avrebbe avuto tutto il tempo di informare in modo adeguato i cittadini  del calendario degli interventi di disinfestazione, sulle precauzioni da adottare durante tali interventi e quelle che ciascuno di noi può mettere in atto per limitare la proliferazione di questi insetti. Così come sarebbe stato opportuno il coinvolgimento degli amministratori di condominio attraverso la trasmissione di tali indicazioni.

Quindi sulle zanzare, per i cittadini di Cernusco  sinora non c’è stata né informazione, né comunicazione (che è il modo in cui viene ormai chiamata la propaganda).

Eppure si tratta di un problema significativo legato alla salute dei cittadini.

 

Cernusco e l’informazione del sito del comune

Le informazioni disponibili sul portale del comune di Cernusco hanno qualche problema di aggiornamento. Meglio, alcune sono aggiornate in tempo reale, come per il comunicato stampa che informa sulla nomina della nuova giunta

 

Per altre, invece, a due settimane dall’insediamento, non sono state ancora aggiornate le pagine di riferimento

Altre indicazioni, come i documenti tecnici di corredo al PGT  (Tavole Sinottiche, Studio Geologico, VAS, Zonizzazione acustica, Erir) riportano un messaggio di errore.

 

Si tratta di elementi importanti, che riguardano l’ambito della rappresentanza e dell’informazione e che dovrebbero essere a disposizione dei cittadini. Perché «la conoscenza deriva dalle informazioni come le informazioni derivano dai dati», come dice la premio Nobel Elinor Ostrom, e quindi uno dei compiti prioritari di un’amministrazione che vuole avere cittadini informati e quindi consapevoli è mettere a disposizione  dati ed indicazioni aggiornate.

Il triste parco degli Aironi

 

Il parco degli Aironi sta morendo. Una lenta agonia per mancanza di manutenzione e tutela.

Anni di completo abbandono lo hanno ridotto nello stato testimoniato dalle foto che seguono, scattate ieri.

Eppure solo qualche mese fa, il sentiero che lo circondava era ancora praticabile. Oggi molti tronchi d’albero caduti ne ostruiscono il passaggio, i parapetti delle sponde sono mangiati dal tempo e dagli insetti, la vegetazione spontanea, priva di manutenzione, conquista spazi cancellando i sentieri, un intero filare di alberi sul margine della sponda Sud si seccato.

Non è quindi più possibile da parte dei cittadini alcuna fruizione del parco. Lo scopo di far perdere al bene comune la sua funzione sociale di parco è stato raggiunto.

Risulta così facile sostenere che si tratta di un’area priva di interesse, troppo costosa da mantenere e curare e quindi ben venga il benefattore privato che si accolla gli oneri della messa in sicurezza, del ripristino ambientale e della sua gestione.

Attenzione, tutti noi invece dobbiamo attivarci, pretendere che al parco sia restituita la sua funzione sociale e chiamare a rispondere l’amministrazione di omessa  tutela di un bene comune. Altrimenti sarà perduto e venduto come merce.

Vedi alla voce Cromo per le case dell’acqua di Cernusco

fonte: portale isituzionale CAP Holding

Valori medi ponderati – I semestre 2016 – case dell’acqua di Cernusco

Come si vede, la concentrazione di Cromo totale, valutata come media ponderata per il primo semestre 2016, è di 13 µg/l.
Qual è la concentrazione del Cromo esavalente? Quali sono i valori aggiornati al primo semestre 2017 della qualità dell’acqua dei pozzi di Cernusco e delle due case dell’acqua?
L’amministrazione chieda al gestore del servizio i valori aggiornati. Acqua ed informazione sono beni comuni da tutelare.

Cominciamo dall’acqua

Entrano oggi in vigore le modifiche al decreto sulla qualita’ delle acque che hanno introdotto il limite di concentrazione massima per il Cromo esavalente nell’acqua dei nostri acquedotti: sinora il limite normativo faceva riferimento al Cromo totale (50 µg/l), da oggi occorrerà valutare anche il Cromo esavalente, elemento cancerogeno e che costituisce gran parte del Cromo totale presente nelle acqua.

Quando i valori di tale elemento superano la concentrazione di 10 µg/l, come accade per molti dei pozzi di Cernusco, occorre effettuare la valutazione anche del Cromo esavalente i cui limiti massimi sono fissati in 10 µg/l, valore al di sopra del quale occorre la caratterizzazione del sito e l’analisi del rischio,

Avevamo già segnalato come nell’acqua di Cernusco si rilevi da tempo una concentrazione elevata di Cromo, specie per i pozzi della zona Ovest della città, con valori medi spesso molto vicini ai limiti normativi e che neppure i trattamenti riuscivano ad abbattere. I pozzi di Melghera e Vespucci  dal 2015 non risultano più attivi, secondo le informazioni fornite dalla ASL (ora ATS) che verifica la qualità dell’acqua fornita dal gestore del servizio. E proprio il mese scorso si sono conclusi i lavori di adeguamento degli impianti di filtraggio e trattamento dei pozzi di via Buonarroti e via Verdi.

I dati sulla qualità dell’acqua di Cernusco, per il Cromo in particolare, si fermano al 2015, quelli del 2016 non sono ancora disponibili e, comunque, arrivano solo dalla ATS dal momento che CAP Holding pubblica solo quelli dell’etichetta dell’acqua che non comprendono il cromo, sebbene negli anni scorsi si fosse impegnata, sottoscrivendo  Carta d’intenti dell’acqua promossa dal nostro comitato, a rendere disponibili un maggior numero di indicatori.

Il comitato Bene Comune Cernusco chiede che fra i primi atti dell’Amministrazione che andrà ad insediarsi il prossimo 17 luglio sia inserita l’informazione sulla qualità dell’acqua della nostra città rendendo noti i valori relativi alle concentrazioni di Cromo (totale ed esavalente) e degli altri inquinanti presenti nell’acqua dei pozzi di Cernusco. Tali informazioni vanno richieste al gestore del servizio, insieme alle indicazioni del numero dei pozzi attivi, degli impianti di trattamento e dei dati sull’efficienza del servizio.

Sarebbe un segnale di concreta attenzione  verso Acqua ed informazione, beni comuni essenziali che chi amministra è chiamato a tutelare.

 

 

 

 

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