Autore: Bene Comune Cernusco (Pagina 1 di 15)

Note a margine dell’audizione sull’interramento del lago Gabbana

lavori intorno al lago Gabbana – 07.09.2020

E’ più facile che un comitato venga ascoltato in regione che invitato in comune.

Almeno per il lago Gabbana è andata così, ed è una delle notazioni a margine della vicenda emersa nell’estate 2019 grazie alla mobilitazione dei cittadini di Vimodrone che hanno visto improvvisamente all’opera le ruspe all’interno dell’area del lago Gabbana, specchio d’acqua che si è formato per emersione della falda nella cava di inerti contigua alla cascina Gabbana, da cui prende il nome.

Un’attività estrattiva selvaggia a partire dal dopoguerra ha sfruttato intensamente le preziose sabbie e ghiaie del sottosuolo, lasciando in tutto il territorio comunale numerose e profonde ferite . Criteri di salvaguardia e modalità estrattive meno devastanti sono arrivati solo molti anni dopo, così la cava Gabbana, una volta esauriti gli orizzonti utili, è stata abbandonata, iniziando un nuovo ciclo come lago.

Per decenni lì hanno fatto il bagno e pescato gli abitanti di Vimodrone, era un luogo di svago collegato alla settecentesca cascina Gabbana in cui si trovava il dopolavoro della Cariplo. Con la crisi economica degli anni 2008-2012, l’area passa di proprietà e viene acquistata da un’immobiliare, che nel 2018 ottiene dal comune di Vimodrone l’autorizzazione ad interrare il lago grazie ad un semplice permesso di costruire: un atto amministrativo che serve per autorizzare la realizzazione di qualcosa sopra il piano campagna, ma, come in uno specchio, anche sotto: dunque viene autorizzato il riempimento di un lago con 620.000 mc di materiali, l’equivalente di due stadi. Ma, se per costruire uno stadio occorre valutare la compatibilità paesaggistica (siamo in un’area protetta, il PLIS Est delle Cave), geologica ed ambientale,  per interrare 620.000 mc basta un permesso di costruire (almeno, questa è la versione del comune di Vimodrone).

Eppure le acque del lago sono importanti, servono da ricarica dell’acquifero, pertanto qualsiasi sostanza inquinante immessa nel lago ne metterebbe a rischio la potabilità; ciò nonostante il progetto non prevede alcuna rete di monitoraggio della qualità dell’acqua, dei materiali di riempimento non si sa nulla, solo un’autocertificazione ne attesterà la provenienza.

E poi ci sono gli animali: nel lago ci sono molti pesci, specie autoctone e molte altre alloctone, di cui non si sa che fine faranno; le sue acque e le numerose piante dell’area ospitano molti uccelli che le utilizzano come area di sosta durante le migrazioni e come luogo di nidificazione. Le aree umide sono infatti essenziali per queste specie e sono tutelate da stringenti normative europee. Interrare il lago significa dunque fare una strage.

C’è il paesaggio: un tempo lì c’erano i campi, solo campi, poi venne la cava e poi il lago che è lì da più di cinquanta anni. In un contesto che ha perduto i suoi connotati rurali a causa dell’attività estrattiva e della speculazione edilizia che fanno di Vimodrone uno dei comuni con la più alta densità abitativa del milanese, il lago Gabbana ha rappresentato una forma di “appaesamento”: è diventato elemento connotativo ed identitario del paesaggio.
Modificarne l’assetto, trasformandolo nella migliore delle ipotesi in un prato verde con qualche alberello e nella peggiore in un ricettacolo di materiali di provenienza ignota, significa cancellare anche la memoria storica degli abitanti e dei luoghi

Infine il PLIS Est delle cave: mai come in questo caso è emersa l’inadeguatezza delle tutele che questo tipo di area protetta prevede, legate come sono ai soli vincoli urbanistici che ciascun comune del parco dispone sul suo territorio e che quindi possono essere sempre modificati. Né esistono regole che impongono forme di consultazione e approvazione preliminari da parte degli organi del PLIS per i progetti che ricadono al suo interno, tanto meno valutazioni di impatto.

L’interramento del lago Gabbana costituisce dunque un precedente, anzi il precedente: d’ora in poi per interrare un lago inserito in un PLIS basterà un permesso di costruire.

Perché ciò non accada, perché non vengano cancellate le istanze di tutela degli interessi della comunità rispetto agli interessi di un privato, si batte da un anno il comitato Salviamo il lago Gabbana e noi di Bene Comune Cernusco siamo stati sempre al suo fianco.

Per questo lo scorso 9 settembre abbiamo esposto insieme in audizione ai componenti la VI commissione Ambiente della regione Lombardia le criticità dell’interramento del lago. Sia il presidente Riccardo Pase che i numerosi consiglieri intervenuti hanno ascoltato con attenzione i problemi legati al progetto e le conseguenze per la collettività, elementi incontrovertibili, rispetto ai quali stava all’amministrazione comunale valutarne l’incidenza, al momento del rilascio dell’autorizzazione, e validi ancora oggi. Prima che sia troppo tardi.

un gheppio vigila sui lavori di interramento del lago gabbana

La zona buia di Cernusco: i vandali del bene comune


La Cernusco che si fa bella dei suoi numerosi riconoscimenti (“città verde”, “città ciclabile”, “città europea dello sport 2020” sede persino dell’ultima tappa del giro d’italia, poi rimandato ad ottobre per covid), ha un’ombra nera che appanna il suo fulgore: i suoi beni comuni sono spesso presi di mira da vandali.

Accade in molte città ed anche a Cernusco si verificano spesso episodi di vandalismo contro strutture pubbliche. E’ capitato di nuovo nella notte del 30 giugno, quando alcune persone si sono introdotte in alcuni spazi della Casa delle Associazioni di via Buonarroti, bivaccando e distruggendone gli arredi, sino a renderli inagibili.
La Casa delle Associazioni è costituita da locali che dal 2016 il comune di Cernusco ha messo a disposizione delle associazioni che ne avessero fatto richiesta a fronte di un canone modesto. Anche Bene Comune Cernusco ha lì la disponibilità di una sede per due sere al mese e questo costituisce per noi, come a molte altre realtà associative, uno strumento con cui le istituzioni rendono praticabile in concreto e non come retorica, la partecipazione dei cittadini.

Dal 1 luglio la nostra sede è inagibile, devastata da persone che hanno banchettato sui tavoli di riunione, lasciato rifiuti, sporcato le pareti, rotto i sanitari, sfondato le porte. Dunque uno spazio pubblico che funge da bene comune non è più disponibile ed i costi del suo ripristino saranno notevoli, vista l’entità dei danni.

Abbiamo a lungo riflettuto sull’opportunità di rendere pubblico l’accaduto, dal momento che far parlare di sé è spesso il fine di tali vandali e quindi non volevamo prestarci a fare da cassa di risonanza ma, a più di un mese da quest’episodio, pensiamo che il silenzio nostro, ma anche dell’amministrazione, non aiuti e che sia opportuno far conoscere anche il volto buio della nostra città.

Noia, disagio sociale, bisogno di protagonismo per soggetti deboli, incultura: non intendiamo fare sociologia da bar perché le ragioni che portano a danneggiare beni comuni posso avere motivazioni profonde a volte legate a bisogni futili.
Ma occorre rompere la catena, perché degrado chiama degrado e gli atti si ripeteranno se non si fa luce sulle conseguenze che producono i danni commessi sui beni comuni.
Abbiamo inviato un mese fa, dopo il sopralluogo, una nota all’ufficio cultura del comune evidenziando la necessità di maggiore attenzione per gli spazi della Casa delle Associazioni attraverso una migliore illuminazione (l’ingresso violato è posto sul retro dell’immobile in una zona poco illuminata), un sistema di videosorveglianza e lo spostamento della posizione dell’ingresso su via Buonarroti anziché sul retro.
Non abbiamo ricevuto risposta, neppure alla richiesta di poter utilizzare, vista l’inagibilità dei locali danneggiati, una delle altre stanza disponibili presso l’altro ingresso.

Dopo la lunga pausa del covid che non ha permesso ai cittadini quella socialità che sta alla base della vita pubblica, vorremmo ricominciare a trovarci ogni due lunedì. Sarà possibile?
Non lasciamo che a settembre a riunirsi per festeggiare siano solo i vandali della nostra città.

Perciò chiediamo all’amministrazione di intervenire, dandoci la possibilità di usare un’altra sede ma, soprattutto, di non lasciare al degrado la Casa delle Associazioni e di aprire un dibattito cittadino sul problema del vandalismo che, colpendo i beni comuni, colpisce tutti noi.

Gli alberi: i nostri alleati contro il caldo

Non c’è trucco e non c’è inganno, il termometro parla chiaro: sotto le fronde dei tigli di Via Verdi, uno dei pochi viali alberati rimasti a Cernusco, la temperatura è di ben 11 gradi inferiore a quella delle zone assolate della stessa via.
In questi giorni di caldo insopportabile gli alberi esercitano una preziosissima azione di mitigazione della temperatura: un condizionatore naturale, gratis, a disposizione di tutti e che non inquina, anzi, assorbe anche la CO2!

E sono proprio gli alberi dalle grandi chiome lungo le nostre strade gli alleati più efficaci.

Dunque non sacrifichiamoli, perché nessuna miglioria della viabilità potrà restituirci la loro ombra.

Gli alberi, un bene comune preziosissimo per questo e mille altri motivi, le aree naturali e in generale le risorse ambientali di Cernusco saranno al centro delle nostre iniziative autunno/inverno 2020-21.

Continuate a seguirci…

Rimandato a settembre


Rimandato a settembre!

Materia: “Variante parziale al PGT

Voti:
– CITTADINI: PROMOSSI CON LODE
– COMUNE: RIMANDATO A SETTEMBRE

Ben diciotto tra privati cittadini, enti e associazioni hanno presentato circa 50 osservazioni sulla Variante parziale al PGT, segno esplicito di interesse, preparazione e capacità di rispettare tempi e procedure.

A fronte di questo straordinario impegno (in occasione dello scorso PGT le osservazioni presentate erano solo 8!), la risposta dell’amministrazione comunale non sembra all’altezza: “Non ci aspettavamo un numero così alto di osservazioni!”, dimostrando così di non avere affatto il polso della situazione rispetto alle questioni ambientali del proprio territorio.

Per paradosso, dopo aver convocato la seconda conferenza VAS a soli sei giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni come se fosse un mero adempimento formale, il comune è costretto a fare retromarcia e, per di più:

– si concede altro tempo per studiare, rimandando a settembre i successivi passaggi dell’iter di esame della variante.
Domanda: ai cittadini è richiesto l’assoluto rispetto delle scadenze, perché non vale lo stesso per l’amministrazione?

– ricorre a una consulenza esterna.
E qui ci chiediamo: sono davvero necessarie queste “ripetizioni private”? Perché il Comune non ha al proprio interno le competenze necessarie? Quanto costa questo “aiutino”?

– o addirittura pensa di rivalutare l’iter stesso.

Un iter che doveva essere così urgente da essere avviato in pieno lockdown e da prevedere tempi risicatissimi per la conferenza VAS ora viene dilazionato di più di due mesi: è chiaro che qualcosa non è andato secondo i piani di chi ha promosso questa variante.

A parziale bilancio di questa vicenda, ci preme sottolineare ancora una volta che:
– è importante impegnarsi, approfondire e fare sentire la propria voce
– un vero coinvolgimento e ascolto dei cittadini da parte dell’amministrazione (perché, contrariamente a quanto grottescamente affermato da qualcuno sulla stampa locale, non c’è stato niente del genere) avrebbe portato a un percorso più condiviso e proficuo.

Buone vacanze!

Variante PGT: privato-pubblico 2:0

L’interesse privato sta per mettere a segno due punti a spese dell’interesse pubblico:

– un campo da baseball e un parcheggio al posto di un’area verde, corridoio ecologico indispensabile per proteggere gli spostamenti della fauna locale

– edilizia convenzionata, originariamente prevista in un’area di pregio, relegata in un’area periferica e a basso valore.

Questo (e altro) prevede la variante al PGT in discussione in questi giorni.

Entro il termine del 14 luglio presenteremo le nostre osservazioni: hai anche tu qualcosa da dire su questo tema? Scrivici a benecomunecernusco@gmail.com, integreremo le tue osservazioni alle nostre.

Per saperne di più leggi gli approfondimenti su benecomunecernusco.it.

Per rimanere sempre aggiornato su quello che succede al nostro territorio iscriviti alle nostre news e metti like alla nostra pagina FB!

Saluti da Cernusco sul Naviglio

A breve aree preziosissime per la fauna locale che permettono e proteggono gli spostamenti verso altre aree naturali protette, spariranno per essere sostituite da un campo da baseball e da un parcheggio.

Un corridoio ecologico sacrificato per ampliare lo spazio dedicato allo sport a spese di aree verdi e con ulteriore consumo di suolo: secondo noi una diversa soluzione deve essere possibile.

Vuoi saperne di più? Leggi le nostre pillole dedicate alla variante al PGT in fase di approvazione in queste settimane:

La variante al PGT in pillole – Il PLIS delle Cave

La variante al PGT in pillole – Via Brescia

La variante del PGT in pillole – Via Cevedale

La variante del PGT in pillole – l’Ampliamento del centro sportivo

Hai anche tu qualcosa da dire su questo tema? Facci avere le tue osservazioni a questa mail benecomunecernusco@gmail.com, le integreremo alle nostre. Abbiamo poco tempo! Il termine per presentarle scade il 14 luglio.

Stazione meteo di Cernusco: 1° webinar 17 giugno ore 18

Mercoledì 17 Giugno 2020 dalle ore 18 – alle 19:30 

Primo webinar sul progetto di riqualificazione della stazione meteorologica di Cernusco sul naviglio a cura del meteorologo Paolo Bonelli che presenterà il progetto per la riqualificazione in chiave didattica e volontaria della stazione meteorologica del Parco dei Germani di Cernusco, in abbandono da molti anni e ne discuterà con i partecipanti.

Il 21 maggio scorso il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione su questo progetto promosso dal comitato Bene Comune Cernusco e questa vuole essere la prima iniziativa di scienza attiva volta a coinvolgere i cittadini interessati e a promuovere la cultura ambientale della nostra città.

per collegarsi:

inviare una mail a: paolob087@gmail.com  oppure a benecomunecernusco@gmail.com

 

La variante del PGT: come fare le osservazioni

Gli interventi proposti nella variante del PGT in discussione in questi giorni avranno effetti di medio periodo sulla struttura del tessuto urbano e di lungo periodo sull’ambito ambientale.
Pur essendo una variante parziale che, secondo quanto dichiarato, dovrebbe incidere solo in relazione a specifici elementi puntuali, presenta alcuni interventi di particolare valenza e rilievo dal momento che interessano aree sensibili dal punto di vista ambientale ed urbanistico.

Abbiamo già presentato alcune delle proposte (l’ampliamento del centro sportivo in un’area del PLIS Est delle Cave, l’edificazione di via Cevedale in aree che ora sono dei campi agricoli), continueremo a raccontarvi ciò che contengono le altre.

Nello stesso tempo vi segnaliamo che sino al 14 luglio è possibile far pervenire all’Amministrazione osservazioni e rilievi, perché siano valutate dai soggetti competenti per la Valutazione Ambientale Strategica.

I documenti si trovano sul portale SIVAS regionale a questo link
le osservazioni vanno inviate all’Autorità Procedente per la VAS del comune di Cernusco sul Naviglio  –  Settore Infrastrutture e Urbanistica-Edilizia Privata del Comune di Cernusco sul Naviglio –  per posta certificata all’indirizzo: comune.cernuscosulnaviglio@pec.regione.lombardia.it

In alternativa, potete mandarle a noi all’indirizzo benecomunecernusco@gmail.com
le raccoglieremo in un documento complessivo insieme alle nelle nostre.

Stazione meteo di Cernusco: 1° webinar 17 giugno ore 18


La stazione meteorologica del Parco dei Germani è rimasta abbandonata per molti anni e come associazione Bene Comune Cernusco intendiamo ripristinarla. A questo proposito un anno e mezzo fa abbiamo presentato al Comune di Cernusco sul naviglio un progetto per la sua riqualificazione in chiave didattica e volontaria.
Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità nei giorni scorsi una mozione che lo impegna a dar seguito al nostro progetto e ci aspettiamo a breve la possibilità di iniziarne le attività.

Il nostro criterio guida è un ripristino basato sul volontariato e motivato da interessi culturali nelle varie discipline: dal monitoraggio della qualità dell’aria alla meteorologia, dall’elettronica all’informatica. Pertanto vorremmo formare un gruppo di persone, non necessariamente esperte, che prendano a cuore questo progetto dando un contributo di tempo e passione.

Ne parleremo in dettaglio in un seminario on line (webinar) mercoledì 17 Giugno 2020 dalle ore 18 – alle 19:30

Ci sarà la presentazione del progetto sulla realizzazione della stazione meteo di Cernusco sul naviglio,  con l’indicazione degli obiettivi, dei costi, il programma didattico e poi seguirà la discussione.

Chi è interessato può mandare la sua mail (necessaria per connettersi al webinar) a:

paolob087@gmail.com

o

benecomunecernusco@gmail.com

La variante del PGT in pillole – l’Ampliamento del centro sportivo

Una delle principali variazioni proposte dalla variante n. 2 del PGT riguarda un’area posta sulla sponda Nord della Martesana, incuneata fra il margine ovest del centro sportivo ed i campi agricoli a confine con Vimodrone.

Attualmente è un’area verde, agricola, rientra nel perimetro del parco (PLIS) Est delle Cave, in particolare costituisce uno dei corridoi ecologici di Cernusco, vale a dire un’area che ha la funzione creare una connessione fra habitat naturali posti a Nord e a Sud del suo territorio, isolata da  una  fascia “tampone” rispetto agli ambiti antropizzati circostanti.
Risulta attraversata da un elettrodotto (nella relazione ambientale non è indicato il voltaggio) e ricade nell’ambito di tutela paesaggistica del Naviglio Martesana.

L’area coinvolta ha una superficie complessiva di 20.675 mq (circa tre campi di calcio),  fa parte di un “ambito di non trasformazione” ed ha come attuale destinazione d’uso “parchi e giardini” (Sg4_NP3).

La variante proposta prevede che quest’arena venga destinata all’ampliamento dell’adiacente centro sportivo di via Buonarroti ma i vincoli attuali non lo permettono. Così la variante propone di escludere l’area dal perimetro del parco e trasformarne la destinazione  in “edifici ed attrezzature” connesse a servizi per lo sport (Sv_P2).

Per non ridurre la superficie complessiva del parco e delle aree agricole tale operazione viene fatta  in compensazione: vale a dire che i metri quadri di verde  sottratto in un’area devono venire compensati da almeno altrettanti che possono essere trovati nell’intero territorio del comune in modo tale che il bilancio complessivo sia a somma positiva.

Per compensare la perdita del corridoio ecologico la variante propone di lasciare lungo il Naviglio una fascia di rispetto di 10 m (“per consentire almeno la permeabilità della fauna terrestre”) ed un’altra più a Sud, lungo il margine della statale 11 ed in un’area di fronte all’albergo Melghera.

tutto bene dunque?

Noi abbiamo alcune considerazioni:

1) IMPORTANZA DEI CORRIDOI ECOLOGICI: servono per mettere in comunicazione delle aree naturali importanti per la conservazione dell’ecosistema e della biodiversità presente, permettendo il passaggio di specie migratrici ma anche spostamenti quotidiani di molte specie animali; il corridoio ecologico che la variante vuole ridurre per ampliare il centro sportivo connette direttamente il PLIS al Parco Agricolo Sud Milano e indirettamente con altri due parchi regionali vicini.

2) SCOMPARSA INSETTI: la trasformazione di destinazione d’uso implica la cancellazione dell’attuale prato naturale. Ciò comporterà come conseguenza la diminuzione di insetti, tra cui insetti impollinatori, fondamentali per l’uomo e molti prodotti alimentari che acquista quotidianamente; queste azioni nei prossimi decenni porteranno il 40% delle specie di insetti conosciute sempre di più verso l’estinzione.

3) SCOMPARSA IRUNDINIDI: in Cascina Gaggiolo nidificano le rondini e, tutto intorno, sono di passaggio rondoni e balestrucci. L’ampliamento del centro sportivo, a cui va aggiunta la conversione dei due campi da calcio in prato sintetico, può significare l’abbandono dei nidi da parte delle rondini, perché diminuiranno le fonti di cibo (insetti) e il materiale primario per i nidi (fango).
Situazione che si è già verificata (con i balestrucci) in seguito alla conversione in sintetico del campo da calcio dell’Oratorio Paolo VI.

4) ALTRI PROBLEMI: queste non saranno le uniche conseguenze, aumenteranno infatti ancora cementificazione, frammentazione di habitat naturali, incremento di traffico e inquinamento.

A nostro avviso, questo non è il momento storico per fare scelte contro gli ecosistemi e la biodiversità, neppure in nome di strutture pubbliche destinate alle attività sportive.

Abbiamo la responsabilità etica di conservare e tutelare il nostro ambiente e gli ecosistemi fintanto che c’è il tempo per farlo.

E bisogna farlo per conservare il parco (PLIS) Est delle cave, un parco sottovalutato dai più che, con le giuste competenze e determinate azioni volte al potenziamento e alla conservazione, potrebbe diventare un’area protetta di interesse naturalistico, luogo di insegnamento, divulgazione e ricerca.

E’ necessario dunque che emergano e vengano fatte conoscere le conseguenze che la variante verrà a determinare con la cancellazione dei vincoli ambientali prodotta dalla trasformazione d’uso dell’area per ampliare il centro sportivo.

Quante rondini, quante api vale un centro sportivo? Sono state valutate le alternative a questa proposta? Qual è l’impronta ecologica, l’incidenza reale dal punto di vista ambientale di questa trasformazione?

a cura di Federico Belloni e Jasmine La Morgia

 

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