Author: Bene Comune Cernusco (page 1 of 10)

Uniti per il parco degli Aironi

L’erba tagliata, i rifiuti raccolti, non ci voleva poi molto: qualche ora di lavoro svolta da un gruppo di volenterosi ed il parco degli Aironi o, almeno, la porzione che va dalla piazzola d’ingresso sino al margine del lago è tornata agibile.
In un venerdì d’autunno  i volenterosi sponsorizzati da Insieme per crescere (iniziativa di marketing promozionale del progetto Carosello)  hanno dimostrato come ci si possa prendere il parco, letteralmente. Il parco infatti, lasciato in stato di colpevole abbandono dall’amministrazione comunale che da anni non ne cura più la manutenzione, non era quasi più accessibile a causa degli alberi caduti e della vegetazione che ne ha invaso i sentieri.
Quello che oggi si chiama parco degli Aironi è ciò che rimane della vecchia cava Merlini di sabbia e ghiaia a Nord Ovest di Cernusco. L’intensa estrazione senza regole degli anni passati dei preziosi sedimenti, testimonianza di un antico antico alveo fiuviale, ha lasciato fronti di cava verticali ed un lago, prodotto dalla risalita della falda. Terminato il periodo di coltivazione, l’area venne ceduta nel 1996 al comune e trasformata in un parco pubblico.
Luogo privilegiato di svago per pescatori e boy scout, da dieci anni a questa parte l’amministrazione non se ne è più curata. Così l’erba è cresciuta, le staccionate a protezione delle sponde sono marcite, gli alberi non sono più stati controllati, quelli mal piantumati sono caduti e mai più rimossi dai sentieri, i rifiuti portati via senza periodicità. E poiché abbandono chiama abbandono, vi si trovano sempre più rifiuti di tutti i tipi.
Non ci si spiega il motivo di tale incuria, specie se si considera che a poca distanza un’area con le stesse caratteristiche, la vecchia cava Increa, è stata invece trasformata dal comune di Brugherio in un parco che richiama moltissime persone.
Perché non realizzare un ambiente analogo, anzi collegare le due realtà vicine, che fanno pure del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave?
La mancanza di risorse non può essere la giustificazione: Cernusco è un comune ricco che per le opere pubbliche spende – giustamente – molta parte del suo bilancio per rendere la città più accogliente. Eppure il parco degli Aironi è stato dimenticato e messo da parte.
Uno dei motivi dell’abbandono può essere legato ai progetti previsti su quell’area al centro di ingenti interessi immobiliari privati. Era quindi essenziale cancellarne la funzione di parco pubblico per sminuirne il valore sociale. Nessuna comunità permetterebbe la vendita di un parco che apprezza e frequenta, mentre di un luogo abbandonato e sconosciuto ci si sbarazza facilmente.
Ha quindi buon gioco l’operatore immobiliare a dichiarare che “ora il Parco degli Aironi, non è utilizzabile a causa di alberi divelti, rifiuti abbandonati ed incuria generale. Noi crediamo che lasciandolo in queste condizioni non potrà essere vissuto da nessuno, tantomeno dalle nuove generazioni. Occorre un intervento concreto; la pulizia che abbiamo realizzato il 6 ottobre è stato un primo passo. Il nostro progetto prevede di riqualificarlo, interconnetterlo agli altri parchi della zona per creare un sistema dei parchi unico nel suo genere e accessibile dal tetto verde costruito sulla nuova ala del centro (che aggiungerà 20 mila mq di area verde)“.
E così arriva il mecenate di turno a fare quello che per venti anni avrebbe dovuto fare l’amministrazione. La pulizia del parco usata come marketing commerciale e come forma preliminare di occupazione dell’area.

Augusto tende la mano alla res publica per farla rialzare

Nulla di nuovo, la figura del mecenate è antica e piena di luci ed ombre.
Augusto ad esempio, rempì di marmi la Roma che aveva trovato di mattoni, ma il prezzo questa trasformazione fu la libertà dei cittadini. Su un aureo del 12 d.C. l’iscrizione “Res publica restituta” ( e cioè la repubblica restaurata”) viene resa esplicita con la figura della Res Publica in ginocchio, mentre Augusto le dà una mano per sollevarla: egli uccide la Repubblica perché ne ha condizionato la resurrezione.
Così il prezzo del recupero del parco degli aironi sarà possibile solo a condizione che diventi parte del progetto -privato – di ampliamento del centro commerciale.
Al contrario di ciò che si legge su Insieme per crescere, le nuove generazioni saranno davvero private del parco se questo verrà venduto e sottratto al patrimonio della comunità.
Per impedire che il parco degli Aironi si trasformi nel parco dell’Eurocommercial è necessario che la comunità se ne riappropri, ne ri-occupi lo spazio, che il parco ritorni a svolgere la sua funzione sociale, riconosciuta dai cittadini.
Il primo appuntamento sarà il prossimo 28 ottobre, naturalmente al parco degli Aironi con iniziative promosse in coordinamento fra i comuni di Carugate e Cernusco.

 

 

Le cave a Cernusco

Nel fine settimana che il Ministero dei Beni Culturali dedica alle Giornate Europee del Patrimonio,  che a Cernusco hanno visto  in campo diverse iniziative, il comitato Bene  Comune Cernusco ha deciso di visitare alcune delle cave del suo territorio.

Perché il “territorio” va considerato “patrimonio”, bene comune della nostra comunità.

Nel comune di Cernusco le cave sono numerose, anche se sono una realtà di cui la maggior parte dei cernuschesi non ha percezione, lontane come sono dal centro cittadino e nascoste in ambiti  marginali del suo territorio.

Per alcune, ormai  inattive da decenni, nessun intervento di ripristino ambientale è stato realizzato dai concessionari, sono abbandonate e prive pure di recinzione , costituendo un serio pericolo dal momento che i fronti di escavazione sono molto ripidi e di facile accesso.

Altre aree, che oggi sono campi coltivati, sono recintate  e riportano l’indicazione “scavi”, segno che  anche lì presto  inizierà l’attività di estrazione

Per altre basta scalvare il guard rail della provinciale e si incrociano subito le testimonianze dell’attività estrattiva

Eppure a pochi passi, nel vicino comune di Brugherio, quella che era una ferita aperta del territorio è stata trasformata in una risorsa, in un “patrimonio” di cui usufruisce tutta la popolazione.


E’ il parco Increa: quello che era un campo e che negli anni ’60 era diventato una grande cava  di sabbia e ghiaia è stato trasformato in un parco.

A Cernusco  l’unica area estrattiva che era stata trasformata in parco, il parco degli Aironi,  è stata abbandonata, colpevolmente lasciata priva di manutenzione da dieci anni, ora non è fruibile. Per di più,  su  una parte  c’è un progetto di cessione ad un privato  che la utilizzerà per ampliare un centro commerciale.

Eppure il territorio è patrimonio della comunità. Nel giorno del patrimonio abbiamo voluto ricordarlo  visitando le aree ed i siti dimenticati ed in pericolo del nostro comune.

Zanzare a Cernusco: né comunicazione, né informazione

Se si prova cercare “zanzare” sul portale dell’amministrazione comunale di Cernusco, i documenti  proposti sono numerosi:

 

la maggior parte dei quali è contenuta nella sezione “ordinanze comunali“. In questa sezione però ci sono documenti ed informazioni che risalgono a molti anni fa e non aggiornati riguardo alle misure adottate dall’amministrazione contro le zanzare.

Ad esempio l’ordinanza riportata è quella del 2006 (sì, avete letto bene) ed il calendario delle disinfestazioni è del 2010

 

 

Occorre scorrere tutte le pagine della ricerca per trovare qualcosa che riguardi il 2017

dove finalmente si trova un AVVISO ALLA CITTADINANZA datato 31 agosto 2017 che informa i cittadini di interventi di disinfestazione adulticida su tutto il territorio di Cernusco per il giorno 31 agosto dalle ore 23.30 e si premura di dare numerose indicazioni precauzionali:

– TENERE CHIUSE LE FINESTRE
– SPEGNERE GLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
– NON STENDERE I PANNI ALL’ESTERNO DELLE ABITAZIONI
– NON LASCIARE ALL’ESTERNO DELLE ABITAZIONI I GIOCATTOLI DEI BAMBINI
– RACCOGLIERE I PRODOTTI DELL’ORTO PREVENTIVAMENTE AL TRATTAMENTO OPPURE DOPO ALMENO UNA SETTIMANA DALL’AVVENUTO TRATTAMENTO PROVVEDENDO AD UN LORO ACCURATO LAVAGGIO
– NON LASCIARE ALIMENTI ALL’ESTERNO
-TENERE ALL’INTERNO DELLE ABITAZIONI O IN ZONE PROTETTE GLI ANIMALI DOMESTICI
– SVUOTARE LE CIOTOLE PER CANI, GATTI E ALTRI ANIMALI DOMESTICI

Nello stesso tempo, però, a seguito di una segnalazione  e richiesta d’intervento contro la presenza zanzara comune e tigre fatta lo scorso 13  luglio, dalla risposta del nucleo Pronto Intervento  dell’Ufficio Tecnico del comune  si rileva che un altro intervento c’è stato lo scorso 3 agosto

D’altra parte la ditta incaricata ha un appalto  di  diversi anni e l’amministrazione avrebbe avuto tutto il tempo di informare in modo adeguato i cittadini  del calendario degli interventi di disinfestazione, sulle precauzioni da adottare durante tali interventi e quelle che ciascuno di noi può mettere in atto per limitare la proliferazione di questi insetti. Così come sarebbe stato opportuno il coinvolgimento degli amministratori di condominio attraverso la trasmissione di tali indicazioni.

Quindi sulle zanzare, per i cittadini di Cernusco  sinora non c’è stata né informazione, né comunicazione (che è il modo in cui viene ormai chiamata la propaganda).

Eppure si tratta di un problema significativo legato alla salute dei cittadini.

 

Cernusco e l’informazione del sito del comune

Le informazioni disponibili sul portale del comune di Cernusco hanno qualche problema di aggiornamento. Meglio, alcune sono aggiornate in tempo reale, come per il comunicato stampa che informa sulla nomina della nuova giunta

 

Per altre, invece, a due settimane dall’insediamento, non sono state ancora aggiornate le pagine di riferimento

Altre indicazioni, come i documenti tecnici di corredo al PGT  (Tavole Sinottiche, Studio Geologico, VAS, Zonizzazione acustica, Erir) riportano un messaggio di errore.

 

Si tratta di elementi importanti, che riguardano l’ambito della rappresentanza e dell’informazione e che dovrebbero essere a disposizione dei cittadini. Perché «la conoscenza deriva dalle informazioni come le informazioni derivano dai dati», come dice la premio Nobel Elinor Ostrom, e quindi uno dei compiti prioritari di un’amministrazione che vuole avere cittadini informati e quindi consapevoli è mettere a disposizione  dati ed indicazioni aggiornate.

Il triste parco degli Aironi

 

Il parco degli Aironi sta morendo. Una lenta agonia per mancanza di manutenzione e tutela.

Anni di completo abbandono lo hanno ridotto nello stato testimoniato dalle foto che seguono, scattate ieri.

Eppure solo qualche mese fa, il sentiero che lo circondava era ancora praticabile. Oggi molti tronchi d’albero caduti ne ostruiscono il passaggio, i parapetti delle sponde sono mangiati dal tempo e dagli insetti, la vegetazione spontanea, priva di manutenzione, conquista spazi cancellando i sentieri, un intero filare di alberi sul margine della sponda Sud si seccato.

Non è quindi più possibile da parte dei cittadini alcuna fruizione del parco. Lo scopo di far perdere al bene comune la sua funzione sociale di parco è stato raggiunto.

Risulta così facile sostenere che si tratta di un’area priva di interesse, troppo costosa da mantenere e curare e quindi ben venga il benefattore privato che si accolla gli oneri della messa in sicurezza, del ripristino ambientale e della sua gestione.

Attenzione, tutti noi invece dobbiamo attivarci, pretendere che al parco sia restituita la sua funzione sociale e chiamare a rispondere l’amministrazione di omessa  tutela di un bene comune. Altrimenti sarà perduto e venduto come merce.

Vedi alla voce Cromo per le case dell’acqua di Cernusco

fonte: portale isituzionale CAP Holding

Valori medi ponderati – I semestre 2016 – case dell’acqua di Cernusco

Come si vede, la concentrazione di Cromo totale, valutata come media ponderata per il primo semestre 2016, è di 13 µg/l.
Qual è la concentrazione del Cromo esavalente? Quali sono i valori aggiornati al primo semestre 2017 della qualità dell’acqua dei pozzi di Cernusco e delle due case dell’acqua?
L’amministrazione chieda al gestore del servizio i valori aggiornati. Acqua ed informazione sono beni comuni da tutelare.

Cominciamo dall’acqua

Entrano oggi in vigore le modifiche al decreto sulla qualita’ delle acque che hanno introdotto il limite di concentrazione massima per il Cromo esavalente nell’acqua dei nostri acquedotti: sinora il limite normativo faceva riferimento al Cromo totale (50 µg/l), da oggi occorrerà valutare anche il Cromo esavalente, elemento cancerogeno e che costituisce gran parte del Cromo totale presente nelle acqua.

Quando i valori di tale elemento superano la concentrazione di 10 µg/l, come accade per molti dei pozzi di Cernusco, occorre effettuare la valutazione anche del Cromo esavalente i cui limiti massimi sono fissati in 10 µg/l, valore al di sopra del quale occorre la caratterizzazione del sito e l’analisi del rischio,

Avevamo già segnalato come nell’acqua di Cernusco si rilevi da tempo una concentrazione elevata di Cromo, specie per i pozzi della zona Ovest della città, con valori medi spesso molto vicini ai limiti normativi e che neppure i trattamenti riuscivano ad abbattere. I pozzi di Melghera e Vespucci  dal 2015 non risultano più attivi, secondo le informazioni fornite dalla ASL (ora ATS) che verifica la qualità dell’acqua fornita dal gestore del servizio. E proprio il mese scorso si sono conclusi i lavori di adeguamento degli impianti di filtraggio e trattamento dei pozzi di via Buonarroti e via Verdi.

I dati sulla qualità dell’acqua di Cernusco, per il Cromo in particolare, si fermano al 2015, quelli del 2016 non sono ancora disponibili e, comunque, arrivano solo dalla ATS dal momento che CAP Holding pubblica solo quelli dell’etichetta dell’acqua che non comprendono il cromo, sebbene negli anni scorsi si fosse impegnata, sottoscrivendo  Carta d’intenti dell’acqua promossa dal nostro comitato, a rendere disponibili un maggior numero di indicatori.

Il comitato Bene Comune Cernusco chiede che fra i primi atti dell’Amministrazione che andrà ad insediarsi il prossimo 17 luglio sia inserita l’informazione sulla qualità dell’acqua della nostra città rendendo noti i valori relativi alle concentrazioni di Cromo (totale ed esavalente) e degli altri inquinanti presenti nell’acqua dei pozzi di Cernusco. Tali informazioni vanno richieste al gestore del servizio, insieme alle indicazioni del numero dei pozzi attivi, degli impianti di trattamento e dei dati sull’efficienza del servizio.

Sarebbe un segnale di concreta attenzione  verso Acqua ed informazione, beni comuni essenziali che chi amministra è chiamato a tutelare.

 

 

 

 

Il sortilegio e le elezioni

Alla vigilia elettorale Cernusco si guarda allo specchio e l’immagine riflessa, a seconda dei candidati, diventa un racconto sospeso fra incanto, nostalgia e disincanto. Una città da cartolina, tutta verde, sport e concerti che rende felici (!) i cittadini  grazie alla sua grande bellezza attuale oppure una città dallo smalto perduto che va riconquistato per ristabilire la primazia nella Martesana (!).

Più banalmente e prosaicamente è una città che negli ultimi quindici anni ha visto un notevole incremento della popolazione (circa il 15% ) grazie ad un’espansione urbanistica andata a saturare le poche aree verdi rimaste libere. Cernusco è infatti l’approdo privilegiato di una domanda immobiliare che non può permettersi i prezzi della metropoli e quindi cerca nella sua periferia nuove costruzioni in un contesto urbanistico in parte preservato dall’espansione edilizia del secolo scorso. Le case costano meno che a Milano centro, sebbene molto di più che nel resto della periferia urbana, così interi quartieri sono stati costruiti là dove c’erano campi, in un crescendo di consumo di suolo e territorio e di problemi connessi ad un così rapido incremento della popolazione.

A cominciare dalla gestione dei servizi di interesse collettivo, come la raccolta dei rifiuti – ripensata da un anno a questa parte con l’introduzione del sacco rosso (falsamente) tracciabile – che non prevede forme di aiuto per quelle famiglie o situazioni che si trovano a dover smaltire molto più rifiuto indifferenziato a causa di pannoloni e pannolini per i quali non è previsto alcun ritiro dedicato come accade in molti altri comuni, più attenti e solidali con chi ha problemi. Così come non esistono forme di solidarietà fiscale della tariffa sui rifiuti destinate a chi è in difficoltà, né forme di attenzione per chi non può recarsi in piattaforma ecologica, né attivazione quelle misura di incentivazione della raccolta differenziata legate all’informazione  con il coinvolgimento delle scuole e  del civismo organizzato, all’adozione di incentivi per gli esercizi commerciali  per la riduzione e l’uso di imballaggi a minor impatto,  la creazione  di aree di vendita dei prodotti sfusi, la promozione di  prodotti  più sostenibili (lettiere ecologiche, pannolini riciclabili) , sino all’importante centro del riuso.  Nulla di tutto ciò è stato messo in atto e per di più  l’assoluto rifiuto di dialogo ha prodotto un  vero e proprio corto circuito con la cittadinanza: se da una parte con il sacco rosso la raccolta differenziata è arrivata all’85%, dall’altra c’è stato un peggioramento della qualità del multipack e del decoro complessivo della città per i numerosi abbandoni di rifiuti .  E neppure un bilancio  dell’andamento vero si può fare per i dati farlocchi che vengono forniti ai cittadini.

Eppure un osservatorio sui rifiuti, strumento che come comitato Bene Comune Cernusco avevamo proposto sin dall’inizio del sacco rosso, sarebbe molto utile, soprattutto per effettuare verifiche di efficacia del servizio e conciliazione  delle parti in gioco.

Nella bella perla della Martesana  (cit.) si respira però un’aria cattiva (le concentrazioni di polveri sottili sono elevate e nel periodo invernale sempre a livelli fuori dai limiti) e si beve acqua che presenta concentrazioni elevate – sebbene nei limiti, ma ancora per poco – di Cromo. Eppure l’entità di tali inquinamenti per Cernusco non è un dato disponibile perché non ci sono stazioni di rilevamento della qualità dell’aria e per l’acqua i dati degli inquinanti dei pozzi non sono disponibili.

Così come non è noto l’indice di consumo di suolo, indicatore fondamentale per capire come è cresciuta la  città e verso quale modello  di sviluppo intenda andare. Sino a cinque anni fa era circa il 30 % del territorio ma, fra l’avanzare delle case costruite e delle aree di escavazione, la percentuale  di suolo libero oggi sarà notevolmente più bassa, senza che questo rientri  fra gli elementi di allarme ed induca ad adottare piani di blocco del consumo del suolo entro tempi definiti .

A questo riguardo è emblematica la volontà da parte dell’amministrazione di vendere di una porzione del parco degli aironi ad un fondo immobiliare con sede in Olanda per consentirgli di ampliare il centro commerciale Carosello. Il comitato Bene Comune Cernusco  è sempre stato contrario a tale operazione che trasforma un bene comune con funzione sociale di parco in una merce, ne ha ribadito la sua contrarietà dopo che l’atto d’indirizzo è stato riproposto nel gennaio scorso in consiglio comunale e la ribadisce oggi, alla vigilia elettorale.

I cittadini hanno poche occasioni per far sentire la loro voce,  le elezioni sono una di queste,  e con il voto  di oggi possono disegnare il futuro di Cernusco. E’ bene ricordare che  il parco degli Aironi è stato lasciato in abbandono ed ora si spaccia l’intervento del privato come una panacea grazie al ripristino ambientale del parco di cui si farebbe carico e per i benefici economici dell’operazione (sette milioni di euro). Si tratta al contrario di urbanistica contrattata volta a far cassa (Cernusco non ne avrebbe neppure bisogno, non è un comune in dissesto, anzi) e a favorire interessi di privati.

Il ritiro dell’atto di indirizzo ed il rigetto dell’accordo di programma sull’ampliamento del centro commerciale Carosello sono pertanto condizioni essenziali per la tutela del bene comune della città, sia in relazione ai beni materiali (suolo, territorio, aria) che immateriali (aspetti compensativi ed etici).

Dalla trappola che vuole la città, a partire dal parco degli Aironi, trasformata in un divertificio si può uscire: la città non è più quella di un tempo, le sue radici rurali sono ormai quasi perdute ed è avviata verso  un processo di  progressiva gentrification.  Così non è con la patetica  e stucchevole forzatura del recupero di un lontano ricordo letterario trasformato in gastronomico che si recupera il passato, ma con l’attenzione e la cura per le sue testimonianze. Guardate a come sono ridotte oggi le cascine di Cernusco, tutte assediate da nuove costruzioni e nuove strade senza alcuna fascia di rispetto, mentre si sprecano iniziative e progetti per il divertimento.

La cancellazione delle testimonianze del passato e l’alienazione del patrimonio comune privavano le comunità del loro senso collettivo. E’ oggi l’occasione per rompere  il sortilegio .

 

(Assenza di) visione di un territorio

via alla Castellana – ingresso (o uscita) su via Cavour

 

via alla Castellana

via alla Castellana

 

via Castellana – ingresso via Dante?

 

via castellana

 

Elezioni e beni comuni: un anno di ecuo sacco


Il punto più basso delle relazioni fra cittadini ed amministrazione.

L’assemblea del 17 maggio dello scorso anno. Convocata per presentare ai cernuschesi le nuove modalità di raccolta differenziata a sole due settimane dall’entrata in vigore.

Sindaco ed assessore all’ecologia hanno illustrato il sacco rosso, pomposamente e falsamente chiamato ecuo, attraverso la presentazione di un dossier basato su dati forniti dal gestore del servizio, poi rivelatisi inesatti.

Mai si era visto il comandante dei vigili tenuto in piedi ai margini del tavolo dei relatori – immagine più esplicita di qualsiasi parola – come se si temesse la sollevazione popolare. Che non c’è stata. Dai cittadini sono arrivate invece richieste di chiarimenti e segnalazioni di criticità. Tutte respinte con sussiego, a partire  dalla notazione sulla mancanza dei dispositivi amministrativi a copertura del servizio, emessi poi in tutta fretta per rimediare. Per di più con una relazione tecnica di corredo copiata da quella usata per l’analogo provvedimento del comune di Brugherio dell’anno precedente.

La riduzione del numero di raccolte, la riperimetrazione delle zone, l’introduzione del sacco rosso (blu per le utenze non domestiche) per i rifiuti indifferenziati, le ore di coda per il ritiro presso gli sportelli comunali dei sacchi rossi contingentati  sono state spacciate per sperimentazione verso la tariffa puntuale.  E l’unico momento di confronto con i cernuschesi è stato usato come occasione di propaganda e promozione dell’attività del nuovo gestore del servizio di igiene urbana, piuttosto che momento di ascolto e ricezione delle esigenze dei cittadini.

Ad un anno di distanza nulla è stato fatto da parte dell’amministrazione per rimediare a quella profonda frattura segnata dall’assemblea dello scorso 17 maggio. Al contrario i cittadini cernuschesi, nonostante l’irrisione cui sono stati sottoposti dal presidente di CEM Ambiente, non hanno attuato la temuta sollevazione ma hanno incrementato la raccolta differenziata.

Anzi c’è una cosa che è stata fatta: la tassa sui rifiuti quest’anno ha subito una diminuzione di circa il 10% dovuta proprio ai minori costi del servizio di igiene urbana legati alla maggiore quantità di rifiuti differenziati.

Nessuna delle misura di solidarietà avanzate nell’assemblea del 17 maggio e segnalate in questi mesi è stata adottata:

  • pannolini, pannolini e presidi sanitari vanno conferiti nel sacco rosso e si poteva prevedere una raccolta dedicata, come accade in molti altri comuni;
  • punti di raccolta cittadini per alcune tipologie di rifiuto (ad es. olio vegetale, sughero) per facilitare quei cittadini che non possono recarsi in auto alla piattaforma ecologica;
  •  promozione azioni positive volte alla riduzione degli imballaggi da parte degli esercizi commerciali del territorio con meccanismi premiali per l’introduzione di aree per la distribuzione dei prodotti alla spina, la predisposizione di raccolta di alcune tipologie di rifiuti, per l’utilizzo di imballi e la vendita di prodotti (tipo lettiere per gatti) a maggiore sostenibilità ambientale;
  • riduzione della quota variabile per chi usa la compostiera;
  • riduzione/abolizione della tariffa per alcune categorie in difficoltà;
  •  incentivi per l’adeguamento dei locali condominiali adibiti allo stoccaggio dei rifiuti per quegli immobili che ne sono privi;
  • incremento dell’orario di apertura della piattaforma ecologica.

In molti avrebbero preferito spendere qualche euro in più pur di avere questi servizi garantiti a chi ne ha bisogno.

E’ inoltre mancata una visione complessiva – un vero e proprio “piano per i rifiuti” – utile a costruire sinergia fra cittadini ed istituzioni, attraverso processi coordinati fra assessorati:

  • assessore al bilancio per una valutazione delle priorità e compatibilità economiche dei servizi solidali proposti
  • assessore all’istruzione per la collaborazione con le scuole di programmi di informazione e divulgazione;
  • assessore al commercio per la promozione delle azioni positive;
  • assessore all’urbanista per gli adeguamenti edilizi
  • assessore ai servizi sociali per le situazioni di difficoltà
  • assessore all’ecologia per la verifica ed il controllo del gestore del servizio
  • sindaco per il coordinamento complessivo.

Tutto questo è mancato, come è mancato l’osservatorio sui rifiuti, che avevamo subito proposto lo scorso anno in modo da avere il quadro davvero oggettivo dell’andamento del servizio.

Come pure sono mancati i riscontri alle indicazioni sui dati della raccolta differenziata forniti al comune dal gestore. Neppure di fronte alle evidenti discrepanze di tali dati rispetto a quelli regionali dell’ARPA, dimostrate dalle analisi puntuali condotte da alcuni cittadini e soci del nostro comitato, l’amministrazione non ha voluto fare chiarezza e rispondere alle sollecitazioni.

La gestione dei rifiuti è un affare da milioni di euro, che coinvolge il benessere e la salute dei cittadini. Solo una gestione del servizio attenta, efficace, solidale e trasparente ne garantisce il buon funzionamento. Anche di questo occorre tener conto nel valutare chi sceglieremo per amministrare la città nei prossimi anni.

 

Older posts