Category: Ambiente (page 1 of 6)

La variante al PGT in pillole – Il PLIS delle Cave

La seconda variante al PGT di Cernusco dedica un intero capitolo al PLIS Est delle Cave ed alle variazioni che lo interessano.
Un PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) è un’area che si estende nel territorio di vari comuni adiacenti, a cui dovrebbero essere applicate particolari regole per tutelare la naturalità e l’ambiente agricolo, costituendo una fascia verde di separazione tra i tessuti urbani dei vari comuni che lo circondano.
Il PLIS Est delle Cave, condiviso da Cernusco con Cologno, Vimodrone, Brugherio e Carugate, fu istituito nel 2009 per “garantire, a fronte dell’intensificarsi di un alquanto disordinato sviluppo insediativo, una continuità del sistema ecologico nord-sud nell’est Milano, dal Parco delle Cascine fino al canale Villoresi, attraverso il Martesana”.
Dicevamo “dovrebbero essere applicate” perché in realtà il sistema delle tutele è molto debole, al punto che uno qualsiasi dei comuni coinvolti può modificarne i confini, per includere o escludere una qualunque area.
E’ quanto sta avvenendo con questa seconda variante al PGT di Cernusco, in cui uno degli interventi più significativi (l’ampliamento del centro sportivo) vede appunto la sottrazione di un’area agricola di più di 20.500 mq al PLIS, cambiandone la destinazione da “parchi e giardini” a “servizi per lo sport” (vedi foto 8.2.3 qui sotto, presa, come le altre, dal documento di Valutazione Strategica della variante).
Un’altra area in sottrazione sarà in Via Olmo (la strada che va a Cologno), dove un rettangolo di terreno, all’altezza della cava Gaggiolo, sarà adibito a parcheggio (vedi foto 8.2.2).
Entrambe queste aree fanno attualmente parte delle “Aree di tutela dei corridoi ambientali” (le frecce verdi che si vedono nelle foto) secondo il documento di Piano delle Regole (art. 17). Tali riduzioni implicano una netta restrizione delle aree che fungono da corridoio ecologico sul margine ovest del tessuto urbano consentendo la connessione diretta con il parco del Molgora, il Parco delle Cascine e il parco Media Valle del Lambro e per via indiretta con altri due parchi regionali vicini Parco Agricolo Sud Milano e Parco Nord Milano.
Si tratta di aree naturali importanti per la conservazione dell’ecosistema e della biodiversità poiché permettono il passaggio di specie migratrici ma anche gli spostamenti quotidiani di molte specie animali
Proseguendo nell’analisi dell’impatto della variante sul PLIS, si scoprono alcuni aggiustamenti (in sottrazione ed ampliamento) attorno alla piattaforma ecologica in via Resegone e lungo la Provinciale 121, relativamente alla nuova stazione di controllo del metanodotto SNAM.
Il totale delle aree sottratte ammonta alla fine a 37.000 mq, mentre i documenti della variante parlano di un totale di aree proposte in ampliamento per 65.500 mq. Apparentemente, quindi, sembra esserci un aumento della superficie del PLIS di 28.500 mq.

Andando però ad analizzare i dettagli degli ampliamenti, vi si trovano due aree che erano già nella proposta di ampliamento del PGT 2010, ma non conferite poi effettivamente e quindi ci sembrerebbe corretto non conteggiarle una seconda volta, per non mischiare i fatti con le intenzioni.
La prima delle due aree in questione è un triangolo nel Parco degli Aironi (foto 8.2.1), oggetto della prevista espansione del centro Carosello, fortunatamente abbandonata per l’opposizione di cittadini e associazioni (anche la nostra). In totale, 10.000 mq promessi al PLIS dal PGT 2010, ma mai conferiti. La seconda area è una parte del cannocchiale davanti al ex albergo Melghera, che sarebbe collegato al resto del PLIS da un ridicolo corridoio largo 2 metri e costituito dal fosso lungo la Statale 11 (si vede nella foto 8.2.3), fino al confine con Vimodrone: in totale 30.000 mq, promessi dal PGT 2010, ma mai conferiti. Per quest’ultima area, poi, ci si chiede perché venga promessa solo la metà del cannocchiale e non l’intera superficie fino all’ex albergo.
Questi 40.000 mq quindi vengono inseriti nei conteggi per compensare la sottrazione dell’area necessaria all’ampliamento del centro sportivo, ma ci sembra un’operazione scorretta e inutile. Anche perchè tutte queste aree sono già verdi perciò non aggiungono valenza ambientale alla variante parziale; al contrario, la sottrazione di quanto necessario al centro sportivo trasformerà un’area naturale in antropizzata, con una perdita secca di naturalità, oltre ai danni previsti al corridoio ecologico ed alla relativa fauna presente e passante.
In conclusione, ci sembra che la Cernusco “città europea dello sport” non può farsi a spese dell’ambiente, della perdita dell’ecosistema costituito da un grande prato naturale, con la conseguente diminuzione di insetti e definitiva scomparsa di qualche specie animale. Per l’incremento delle strutture sportive, si possono cercare altre soluzioni, meno impattanti sull’ambiente e magari puntando sul recupero di aree abbandonate, che in città non mancano.
Insistere sulle proposte della variante, ci sembra una scelta in netta controtendenza rispetto agli impegni di sostenibilità ambientale assunti nei mesi scorsi anche in consiglio comunale ed agli indirizzi di pianificazione più recenti volti a privilegiare l’incremento e la valorizzazione degli ambiti di naturalità rispetto alle dotazioni di servizi, fossero anche strutture di pubblica utilità, come lo sport.

Stazione meteo di Cernusco: 1° webinar 17 giugno ore 18

Mercoledì 17 Giugno 2020 dalle ore 18 – alle 19:30 

Primo webinar sul progetto di riqualificazione della stazione meteorologica di Cernusco sul naviglio a cura del meteorologo Paolo Bonelli che presenterà il progetto per la riqualificazione in chiave didattica e volontaria della stazione meteorologica del Parco dei Germani di Cernusco, in abbandono da molti anni e ne discuterà con i partecipanti.

Il 21 maggio scorso il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione su questo progetto promosso dal comitato Bene Comune Cernusco e questa vuole essere la prima iniziativa di scienza attiva volta a coinvolgere i cittadini interessati e a promuovere la cultura ambientale della nostra città.

per collegarsi:

inviare una mail a: paolob087@gmail.com  oppure a benecomunecernusco@gmail.com

 

La variante al PGT in pillole – Via Brescia

Eccoci alla terza puntata di illustrazione delle modifiche al PGT vigente proposte dalla 2° variante parziale; ci occupiamo ora del campo della modificazione M2-3: Via Brescia.
Siamo nella zona sud di Cernusco, nel punto indicato con V5 nella mappa pubblicata qualche settimana fa, all’incrocio tra via Brescia e via Pio X.

Quest’ultima via segna proprio il confine con Pioltello: percorrendola verso sud, a sinistra è Cernusco, a destra Pioltello. L’area interessata è compresa tra le vie Brescia, Pio X e Scirea.

Vista dall’alto del comparto M2-3: via Brescia

Il PGT vigente già prevedeva questo intervento, che trasforma un’area industriale, di circa 14,000 metri quadri, quasi del tutto abbandonata, in un nuovo insediamento misto residenziale e commerciale. L’edilizia residenziale prevista era, fino all’80%, convenzionata e per il resto libera. Le attività commerciali si affacceranno su via Brescia, mentre le abitazioni sulla via Scirea, in continuità con quelle già esistenti sul lato nord della stessa via.

La variante introduce una prima modifica importante e cioè spezza il comparto in due (uno di 3,200 mq, l’altro di 10,800 mq circa), permettendone così l’attuazione in autonomia per ciascuno dei due e rendendo quindi più semplice l’intervento. Inoltre, introduce alcune varianti allo scopo di precisare meglio i dettagli realizzativi: l’altezza massima consentita aumenta da 10 a 13.5 metri, consentendo la realizzazione di un ulteriore piano per le abitazioni, che però dovranno essere al 100% in edilizia convenzionata. In ultimo, diminuisce del 11% l’indice di copertura (il rapporto tra metri quadri totali e metri quadri coperti), che passa da 0.45 a 0.40. Ci saranno poi parcheggi alberati, aree attrezzate, marciapiedi e percorsi ciclabili che collegheranno via Scirea a via Brescia sul lato est del comparto.

Nel filmato che segue, la nostra “incursione” in zona.

Nonostante il nostro giudizio su questo intervento sia sostanzialmente positivo (è sempre bene recuperare, in maniera intelligente, aree abbandonate, rivitalizzando un tessuto urbano compromesso da anni di incuria e abbandono), restano pur sempre alcune perplessità, che speriamo possano stimolare qualche riflessione da parte dell’Amministrazione comunale.
Prima di tutto constatiamo che l’edilizia convenzionata, eliminata dal comparto già esaminato, a nord di Cernusco (via Cevedale), viene relegata in quest’area veramente decentrata rispetto al centro della città, al punto che le attività commerciali essenziali, raggiungibili a piedi, saranno quelle di Pioltello; la connessione stradale più veloce per le auto passa da via Mantegna (di Pioltello), mentre la ex Statale 11 sarà un ostacolo non indifferente all’integrazione del nuovo comparto (e di quelli già esistenti) con il resto della città (si pensi alle scuole, la biblioteca, il mercato, la maggior parte dei negozi, le chiese, i trasporti pubblici, …).
In secondo luogo, il contesto generale in cui sorgerà questo nuovo insediamento abitativo rimane di tipo industriale: via Brescia ha solo attività industriali sul lato sud e parzialmente anche sul lato nord, il traffico è principalmente di tipo commerciale, di sera e nei giorni festivi tutta l’area diventa un deserto, come tutti i luoghi in cui vengono svolte attività principalmente diurne e legate al mondo del lavoro.
Andranno perciò attuate tutte le iniziative necessarie per migliorare il collegamento logistico e sociale con il resto della città, per far sentire anche alle persone che abiteranno in questo comparto l’appartenenza ad una comunità accogliente.

La variante del PGT: come fare le osservazioni

Gli interventi proposti nella variante del PGT in discussione in questi giorni avranno effetti di medio periodo sulla struttura del tessuto urbano e di lungo periodo sull’ambito ambientale.
Pur essendo una variante parziale che, secondo quanto dichiarato, dovrebbe incidere solo in relazione a specifici elementi puntuali, presenta alcuni interventi di particolare valenza e rilievo dal momento che interessano aree sensibili dal punto di vista ambientale ed urbanistico.

Abbiamo già presentato alcune delle proposte (l’ampliamento del centro sportivo in un’area del PLIS Est delle Cave, l’edificazione di via Cevedale in aree che ora sono dei campi agricoli), continueremo a raccontarvi ciò che contengono le altre.

Nello stesso tempo vi segnaliamo che sino al 14 luglio è possibile far pervenire all’Amministrazione osservazioni e rilievi, perché siano valutate dai soggetti competenti per la Valutazione Ambientale Strategica.

I documenti si trovano sul portale SIVAS regionale a questo link
le osservazioni vanno inviate all’Autorità Procedente per la VAS del comune di Cernusco sul Naviglio  –  Settore Infrastrutture e Urbanistica-Edilizia Privata del Comune di Cernusco sul Naviglio –  per posta certificata all’indirizzo: comune.cernuscosulnaviglio@pec.regione.lombardia.it

In alternativa, potete mandarle a noi all’indirizzo benecomunecernusco@gmail.com
le raccoglieremo in un documento complessivo insieme alle nelle nostre.

#cheariatiraacernusco – Dicembre 2019

Con il ritorno delle alte pressioni invernali, tornano a presentarsi le condizioni atmosferiche favorevoli all’accumulo degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera e tornano quindi le criticità, a cui ci siamo ormai purtroppo abituati. Ma pare che nessuno ci faccia più caso, non se ne parla più.
Guardando il grafico qui sotto, si vede come siano stati raggiunti e superati i limiti di concentrazione delle polveri sottili PM10 per vari giorni durante il mese di dicembre, ma non sembra che Milano e la sua area metropolitana abbiano preso provvedimenti restrittivi, come dovrebbero fare dopo 5 giorni di superamento delle soglie critiche.

(cliccare sull’immagine per ingrandirla – in verde i valori misurati da noi; in rosso e blu i valori delle due stazioni di Pioltello e Lambrate; in giallo i valori simulati da ARPA per Cernusco). Si noti come i picchi misurati da noi, che sono pur sempre delle medie giornaliere, non siano mai presenti in ARPA, sia nelle misure che nelle simulazioni, quasi venissero smorzati da un algoritmo dedicato ad “ingentilire” le misure. In realtà, i giorni di superamento sono maggiori per Pioltello che per il nostro strumento, anche se con valori assoluti meno variabili.

Anche il sito di ARPA Lombardia (lo trovate a questo link) mostra da parecchi giorni una mappa con colori preoccupanti, in particolare per PM2.5 e PM10, ma sembra nessuno se ne preoccupi.
Noi di Bene Comune Cernusco continuiamo a chiedere che la normativa prevista dall’Area B della città di Milano venga estesa a tutta la città metropolitana (provincia di Milano), come misura minima per contenere l’inquinamento da polveri sottili e da Biossido di azoto (NO2), altrettanto pericoloso e critico.

Ancora una volta, poi, ci troviamo a dimostrare quanto sia dannosa per l’ambiente la pratica dei botti di fine anno: come già l’anno scorso (vedi questo post), subito dopo la mezzanotte il nostro strumento ha rilevato un picco di polveri sottili (PM10), come si vede dalla figura che segue.


Certo, gli effetti durano solo poche ore, ma le condizioni già critiche dell’inquinamento in questi giorni dovrebbero suggerirci di evitare ogni ulteriore aggravamento, per l’ambiente e per la nostra salute: ci possiamo provare l’anno prossimo?

Il parco blu degli Aironi: un ecosistema dimenticato – 24 ottobre 2019

Federico Belloni, naturalista cernuschese, ci guiderà con l’aiuto delle sue splendide foto alla ri-scoperta di ecologia e fauna del Parco Blu degli Aironi.

Sarà l’occasione per conoscere meglio le caratteristiche dei laghi risultato dell’attività estrattiva, questi ambienti particolari del nostro territorio e del PLIS Est delle Cave: specchi d’acqua dalle sponde ripidissime, molto profondi, spesso abbandonati dopo il termine dell’escavazione, ove le operazioni di ripristino sono difficili ma che con il tempo hanno finito per costituire degli ecosistemi, sia pur con i limiti di evoluzione e complessità propri di un ambito di origine artificiale.

La conoscenza di questi ambienti è importante anche per capire, ad esempio, le ripercussioni che un intervento quale l’interramento del lago Gabbana può causare sulla fauna presente.

Vi aspettiamo

giovedì 24 ottobre 2019, ore 21 – biblioteca civica Livio Penati – Cernusco sul Naviglio, via Fatebenefratelli

Facciamo il punto – incontro aperto 14 ottobre 2019

Nell’incontro aperto di lunedì 14 ottobre 2019 alle ore 21

presso la casa delle associazioni, via Buonarroti 59 a Cernusco

presenteremo

e sarà presente una delegazione di cittadini di Vimodrone per illustrare quanto sta accadendo al lago Gabbana, oggetto di un intervento di riempimento con materiali di scavo.

Quattro passi nel bosco del Fontanone

Bastano quattro passi dalle case e sei nel bosco del Fontanone.

Praticamente un bosco in città, come si vede dalla foto aerea, a cui si arriva anche con la pista ciclabile dal margine meridionale di via Falcone e Borsellino.
Un’area riforestata che segue il profilo di un antico fontanile, il Fontanile di Lodi, già segnalato nel catasto di Carlo VI del 1721 e in quello del 1865, proprio per la fondamentale importanza per l’agricoltura che avevano queste emergenze di acqua, tipiche della pianura padano-veneta. L’acqua della falda freatica riesce a risalire in superficie perché i livelli impermeabili che la racchiudono tendono a ridursi ed innalzarsi lungo il margine meridionale padano sino ad emergere in una particolare fascia della pianura chiamata appunto la fascia dei fontanili. Il fontanile di Lodi era attivo sino agli anni sessanta, poi l’attività estrattiva della vicina cava ne ha cancellato completamente l’esistenza.

La perdita di questa emergenza ambientale, che dà origine ad un microclima che favorisce l’insediamento di flora e fauna peculiari e che era utilizzata per l’alimentazione di rogge e canali, ne ha determinato anche la rimozione semantica, dal momento che il bosco vicino ha cominciato ad essere chiamato del “Legionario” oppure “parco verde delle allodole“: un’area che è parte del verde pubblico di Cernusco, l’unica – insieme al bosco di cascina Torriano Guerrina – che è riconosciuta e mappata come bosco nel Piano di Indirizzo Foresta della Città Metropolitana, ma che non è mai diventata come il famoso bosco in città milanese.

I boschi urbani sono difficili da gestire, perché hanno bisogno di attenzioni e manutenzione, ma rappresentano un patrimonio inestimabile per la comunità, spiace quindi vedere le condizioni del bosco del Fontanone che, pur essendo stato oggetto di un importante intervento di manutenzione solo due anni fa, è praticamente in stato di abbandono: i sentieri quasi ricoperti e cancellati, la segnaletica sbiadita, ma soprattutto le piante infestate dalle larve di Ifantria ed il sottobosco infestato da fitolacca.

larve di Ifantria

albero infestato da Ifantria

fitolacca

Per non parlare delle condizioni in cui sono le panchine o la struttura di tronchi installate solo tre anni fa.

 

Non cè più alcuna manutenzione, tant’è vero che lo stesso sindaco Ermanno Zacchetti finisce per ringraziare la Protezione Civile per aver ripulito i sentieri dagli alberi caduti. E solo grazie all’intervento dei volontari della Protezione Civile che è quindi possibile attraversare il bosco del Fontanone, altrimenti  impraticabile.

Eppure la manutenzione è compito dell’amministrazione comunale, ma ci chiediamo se e quando venga effettuata viste le condizioni di abbandono in cui versa il bosco.

Nel contempo  segnaliamo che questo bosco rientra nell’ambito del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle  Cave  all’interno del quale è stato realizzato il progetto di recupero che però ha mancato sia l’obiettivo di farlo diventare uno degli elementi di forza che quello di migliorarne le condizioni.

Il parco del Fontanone, insieme al parco degli Aironi ed al sistema delle aree verdi pubbliche di Cernusco, hanno bisogno di risorse finanziare ed umane, ma soprattutto di essere messi al centro di un progetto in cui la comunità si riconosce e della volontà di realizzarlo.

 

L’occasione mancata del nuovo Piano degli Interventi del PLIS Est delle Cave

Il PLIS Est delle Cave era nato con molte buone intenzioni per tentare di inserire un sistema di vincoli – sia pur blando – in un contesto fortemente compromesso da urbanizzazione ed attività estrattiva fra i cinque comune di Brugherio, Carugate, Cernusco, Cologno e Vimodrone, ma non ha mai funzionato: le sue valenze non sono conosciute e percepite dalle comunità, le amministrazioni che lo costituiscono hanno solo in piccola parte dato seguito agli strumenti di tutela e pianificazione coordinati.

Cosa c’è che non va e cosa serve per farlo funzionare meglio? A queste domande il nuovo Piano Pluriennale degli Interventi, presentato il mese scorso, poteva dare una risposta. In realtà troppe sono le ombre rimaste legate al metodo ed al merito del piano.

Come già evidenziato nel nostro memorandum, il PLIS soffre di un problema strutturale di gestione che le proposte del PPI non risolvono.

In primo luogo le modalità con cui si è arrivati all’approvazione non lasciano dubbi: il Forum consultivo di partecipazione è stato chiamato solo a posteriori ad esporre il suo parere, i suoi componenti sono stati ascoltati solo dopo la stesura del PPI e le proposte inviate nella fase preliminare non sono neppure state prese in considerazione. La partecipazione viene così trasformata in un espediente retorico, poiché nulla è l’incidenza dei soggetti del Forum chiamati ad esprimere a posteriori  un parere e neppure vincolante.

Nel merito vengono proposte quattro linee d’intervento rispetto alle quali vi proponiamo le nostre valutazioni:

  1. Gestione
  • Gestione ordinaria

Per migliorare la gestione ordinaria il PPI propone di potenziare la struttura tecnica con personale a tempo pieno (ora ci sono solo 16 ore settimanali di segreteria), un tecnico di livello C per 60.000 euro l’anno ed il supporto di un “cacciatore di bandi” a 25.000 euro l’anno.

Si poteva ripensare, come già suggerito, il profilo del Direttore del parcoprevisto nella convenzione: tale funzione viene ora svolta dal dirigente tecnico del comune capofila, con tutti i limiti che la somma di incarichi comporta, ma con 85.000 euro si può affidare l’incarico ad un tecnico esterno di categoria D che si occupi solo e soltanto del PLIS.

  • Gestione condivisa

Per quella che è chiamata gestione condivisa il PPI propone invece di allargare la composizione del Forum consultivo di partecipazione a tutti gli ambiti del civismo organizzato (scolastico, sportivo, associazioni di migranti, Protezione Civile).  Nel segnalare che il Forum è un soggetto misto, vale a dire composto da componenti istituzionali (consiglieri di maggioranza e minoranza dei comuni coinvolti) e componenti civiche (associazioni che si occupano di tutela del territorio), se davvero si intende realizzare un maggiore “coinvolgimento della cittadinanza nella tutela degli ambienti naturali” non serve a nulla aumentare il numero dei componenti se poi tale organismo non ha alcuna capacità decisionale e deliberativa.

Pertanto è necessaria una radicale revisione nella convenzione delle funzioni attribuite al Forum.

  1. Sviluppo delle conoscenze
    Studi sulle valenze ambientali e territoriali

La mancata valorizzazione delle valenze ecologiche e storico architettoniche presenti nel PLIS in relazione a fauna, flora, ambiti agricoli e cascine è stata uno degli elementi che abbiamo sempre sottolineato. Questo deficit informativo viene attribuito nel PPI ad una carenza di studi specifici sul territorio, da colmare attraverso l’elaborazione di studi dedicati a ciascun ambito per complessivi 35.000 euro.

In realtà ci sono già diversi studi ambientali cui riferirsi per il PLIS (ad esempio a corredo della VAS degli ambiti estrattivi presenti, dell’ampliamento del centro commerciale Carosello, dei PGT dei comuni), inoltre nel vecchio PPI ci sono sezioni dedicate alle emergenze ambientali ed architettoniche.

Gli studi proposti nel PPI sono finalizzati al censimento delle presenze faunistiche e vegetali presenti ed al loro monitoraggio, ma tali azioni hanno senso se inquadrate in un progetto complessivo che faccia del PLIS  Est delle cave un vero parco, vale a dire un ambito di tutela dell’ambiente e del territorio. Tale obiettivo è però inconciliabile con l’attività estrattiva presente.

  • Il piano cave e le istanze di tutela

Nei prossimi dieci anni il piano cave appena approvato da Città Metropolitana prevede che vengano estratti per le due cave che rientrano nel PLIS (e che sono sul territorio di Cernusco) 3.500.000 di mc di sabbie e ghiaie. Ma né il comune di Cernusco né il PLIS hanno fatto nulla per evitare tale scempio (per una cava che si sviluppa per 35 m sotto il livello della falda non è più possibile alcun ripristino ambientale), mentre il comune di Cusago ed il parco Sud che avevano presentato osservazioni al piano cave e richiesto lo stralcio dell’ambito estrattivo l’ATEg11 dal loro territorio dalla Proposta di Piano hanno visto accolta la loro richiesta. Segno evidente della scelta di campo delle amministrazioni coinvolte in favore della tutela del territorio.

  • Perimetrazione degli ambiti estrattivi

Si segnala inoltre fra la azioni proposte nel PPI la mancanza di uno studio che evidenzi gli ambiti estrattivi presenti e la loro perimetrazione, sia rispetto al Piano Cave che del PGT di riferimento (Cernusco), dal momento che abbiamo rilevato numerose incongruità fra i due dispositivi vigenti.

  1. Azioni materiali/Interventi sul territorio
    La subalternità al modello vigente

La preminenza dell’attività estrattiva rispetto alla tutela ambientale viene conferma nel piano delle azioni che prevede come intervento cardine un progetto di percorso ciclabile di interconnessione del PLIS chiamato proprio la via delle cave. Anziché emanciparsi dall’identità delle cave, così forte che è stata usata come toponimo del PLIS, nel PPI si conferma, anche dal punto di vista linguistico, la subalternità al contesto ed al modello di sviluppo legato alle cave e la sua l’inviolabilità.

  • La via delle cave e la mappa dei sentieri

Nei tratti proposti ci sono spesso percorsi misti ciclopedonali e promiscui affiancati alla viabilità stradale già esistente, laddove sarebbe stata opportuna una valorizzazione della viabilità minore presente. La mappatura dei sentieri è un altro studio che non è stato inserito nelle azioni del PPI e che invece costituirebbe un riferimento essenziale per la fruizione del parco.

Si segnala inoltre che i percorsi proposti tagliano fuori il comune di Carugate, mentre circuiti studiati sui sentieri e la viabilità minore già presente avrebbero consentito una connessione completa dei territori.

  • Il recupero della cava dismessa di cascina Gaggiolo

Gli interventi proposti per il recupero dell’area estrattiva dismessa di Cascina Gaggiolo evidenziano la difficoltà ed i notevoli costi di tali interventi, ulteriore conferma che una cava è una profonda ferita del territorio da rimarginare a prezzi altissimi e con cicatrici che rimangono per sempre.

  • La rimozione semantica del Parco degli Aironi

Inspiegabile appare la rimozione semantica operata sul parco degli Aironi: mai chiamato con il suo nome, ma attraverso la perifrasi “ramo Nord-Est del bacino di ATEg23”, cancellandone così l’identità, sebbene il suo perimetro sia quasi tutto interno al PLIS e faccia parte a pieno titolo dei parchi pubblici del comune di Cernusco, insieme al parco dei Germani ed al bosco del Fontanone.

A questo riguardo, proprio per restituire continuità al bosco del parco degli Aironi ed omogeneità agli strumenti urbanistici che prevedono sull’intera area la destinazione a forestazione urbana, è necessario che vengano ricomprese all’interno della perimetrazione del PLIS delle Cave le aree su cui grava il progetto di ampliamento del contiguo centro Commerciale Carosello e che venga restituita dignità di toponimo al parco degli Aironi.

Solo se le istanze di tutela ambientale risulteranno prevalenti rispetto agli interessi privati, il parco avrà un senso e verrà percepito come tale dalla sua comunità.

  1. Conoscenza
    L’identità del PLIS

Infine ma non ultima l’identità del PLIS Est delle Cave, a cosa serve e cosa si può far diventare.  Nel Memorandum propositivo avevamo proposto che diventasse presidio ambientale e sede di laboratori funzionali alla conservazione della biodiversità ed all’osservazione dei cambiamenti climatici attraverso l’installazioni di stazioni meteorologiche di rilevamento e lo sviluppo di percorsi collegati alla formazione scolastica e non scolastica.

  • La valorizzazione delle competenze dei cittadini

Molto importante a questo riguardo è il coinvolgimento ed il contributo che cittadini dotati di particolari competenze e conoscenze possono mettere a disposizione della comunità, occorre pertanto favorire ed agevolare tutte le forme di collaborazione fra cittadino e PLIS.

Le cose da fare: la qualità dell’aria

Proprio per dare concretezza alla voglia di fare qualcosa per risanare l’ambiente, prima che sia troppo tardi, cominciamo ad approfondire uno dei temi che più stanno a cuore a Bene Comune Cernusco: la qualità dell’aria.

Cernusco è solo un puntino, se guardiamo dall’alto la pianura padana, ma la somma delle azioni virtuose, di cittadini ed amministrazioni, degli infiniti puntini porteranno, pian piano, ai risultati sperati.
Il comune di Milano ha iniziato, con l’introduzione dell’AREA B, un percorso che, anno dopo anno, porterà al divieto di circolazione completo degli automezzi inquinanti: dalla fine di febbraio, auto a benzina Euro 0 e Diesel fino a Euro 3 non possono entrare, per gran parte del giorno, nel territorio comunale. Dall’anno prossimo, il divieto sarà esteso anche ai Benzina Euro 1 e Diesel Euro 4 ed il programma continuerà fino al 2030, in cui saranno messi al bando tutti i diesel (noti al momento).
E’ questa una iniziativa molto coraggiosa, non compresa e criticata da molti, ma probabilmente unico rimedio, al momento, per limitare la diffusione di polveri sottili e di altri inquinanti pericolosi, come il Biossido di azoto (NO2), l’Ozono (O3) eccetera.

E’ evidente però che il comune di Milano, da solo, non riuscirà a migliorare la qualità dell’aria della Lombardia o del nord Italia. Perciò crediamo che sia indispensabile che le misure adottate dalla città capoluogo vengono estese prima a tutta la provincia di Milano, poi all’intera Lombardia, poi a tutta la Pianura Padana. Perchè l’Area B non viene subito adottata anche dal nostro Comune? Per ora valgono solo dei divieti parziali, legati a condizioni particolari di innalzamento dei valori di PM10, ma se non si decide di accellerare nella direzione già intrapresa da pochi, si rischia di vanificare i meritevoli sforzi di qualcuno con lo spreco di molti altri.

Le favorevoli condizioni meteorologiche degli ultimi giorni (in particolare il vento che ha caratterizzato l’ultima settimana), hanno prodotto un netto miglioramento dell’inquinamento atmosferico, come rilevato da ARPA ed anche dal nostro strumento (vedi grafico qui sopra), ma non hanno risolto il problema. La risalita dei valori di PM10 ( e degli altri inquinanti) è sempre in agguato, finchè non verranno eliminate le cause.
La prova è nell’immagine qui sotto, che mostra come nella mattinata di oggi, non appena le condizioni meteo sono tornate favorevoli all’accumulo di polveri sottili (calma di vento, pressione in diminuzione, ma su valori ancora alti), la risalita sia immediata e preoccupante. 

Non possiamo più aspettare, è il momento di azioni decise e coraggiose. Qualcuno l’ha fatto, e noi?

 

Older posts