Categoria: Beni Comuni

21 Novembre: giornata nazionale degli alberi

Arredo urbano a chi?
Definire gli alberi in città “arredo urbano” è riduttivo e ingiusto. Soprattutto oggi, 21 novembre, Giornata nazionale degli alberi, questi nostri amici “ben piantati per terra”.
Riduttivo, perché un albero in città è molto di più: è un piccolo polmone che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno, senza il quale non ci sarebbe vita sulla Terra. E poi è un riparo dalla calura estiva, è una barriera contro i venti, è indispensabile per innumerevoli animali che ne utilizzano le fronde o le radici o il fusto, aiuta a trattenere l’umidità del terreno, a produrre l’humus che rigenera il suolo, a risparmiare energia elettrica ombreggiando le nostre case d’estate.
E, non ultimo, un albero è un essere vivente.
E, dicevamo, è ingiusto, perché a ben pensarci loro, gli alberi, c’erano prima di noi, occupavano il suolo dove ora sorgono le nostre città e noi li abbiamo sostituiti con costruzioni e nastri di asfalto all’infinito.
Eppure li trattiamo come un complemento d’arredo.

La convivenza tra noi e gli alberi, in città, è diventata conflittuale: c’è da far spazio a un parcheggio? Concedere più metri quadri a una nuova costruzione? Tracciare una nuova pista ciclabile? La motosega è subito pronta, e a rimetterci sono proprio gli alberi. Raramente, o potremmo dire anche mai, vengono valutate soluzioni alternative.
Parassiti, condizioni ambientali particolarmente critiche, una cattiva manutenzione ne compromettono la salute e spesso vengono grossolanamente potati o addirittura eliminati piuttosto che curati.
Come un oggetto qualunque, che si butta quando è rotto o occupa troppo spazio in garage.

Ogni albero è patrimonio della comunità. È un bene comune e come tale va tutelato.

In questa giornata speciale che ha per protagonisti i nostri alberi vorremmo iniziare un progetto di conoscenza e di sensibilizzazione rivolto a tutti i cittadini, articolato in tre filoni.

  1. Gli alberi cernuschesi
    Abbiamo iniziato a riempire una mappa navigabile, che vedete qui di seguito e che resterà sempre consultabile nella colonna destra del nostro sito, sulla quale mapperemo:
    • gli alberi che vediamo tagliati, in maniera a volte incomprensibile, sparsi a decine lungo le strade e nei parchi di Cernusco. Con un “moncherino” che viene lasciato a perenne memoria.
    • gli alberi importanti, monumentali o comunque particolarmente imponenti e belli. Quelli individuati sinora sono anch’essi riportati sulla mappa, evidenziati con un colore diverso.
      Il nostro obiettivo è iniziare a conoscerli, a dare loro un nome ed un volto, perché ciascuno di loro ci appartiene.
      Vuoi contribuire anche tu? Segnalaci altri esemplari non ancora presenti nella mappa, possibilmente con foto e posizione, e noi li aggiungeremo.
  1. Le funzioni degli alberi
    Un albero contribuisce al benessere della città e ad attenuare le criticità ambientali. Pubblicheremo degli approfondimenti per far conoscere meglio l’importanza e la funzione indispensabile del verde urbano.
  1. Ripensare la qualità ambientale della nostra città
    Nel terzo filone affronteremo il tema della qualità urbana della nostra città attraverso la lente della qualità ecologica ed ambientale, anche in considerazione dei cambiamenti climatici e, come ignorarli, dei problemi legati alla pandemia.
    Oggi occorre progettare il verde urbano e la vegetazione per generare benessere, favorire l’esercizio fisico, supportare la mobilità lenta, migliorare la qualità dell’aria e la mitigazione delle temperature estive. Vorremmo che nella nostra città queste buone pratiche venissero adottate dall’amministrazione.
    Da parte nostra (e anche qui chiederemo la vostra collaborazione), faremo sentire ancora più forte la voce di chi vuole proteggere l’ambiente e migliorarne le condizioni attraverso alcune iniziative.

Ci aspetta un grande lavoro, che ci auguriamo possa raccogliere attorno a questi progetti l’adesione di molte persone, grandi e piccine, particolarmente attente e sensibili verso i temi ambientali.
Sperando di festeggiare la prossima Giornata degli alberi, tra un anno, con un po’ più di speranza.

Un campo non vale l’altro

Un campo agricolo a fianco di un naviglio cinquecentesco è paesaggio. Paesaggio, tutelato dall’articolo 9 della Costituzione, che è bene comune. Un campo agricolo che ha mille anni è biodiversità, un campo da baseball ha zero biodiversità. Non dobbiamo farci trarre in inganno dalla parola campo. Un campo non vale l’altro.

Il professor Paolo Pileri, ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano, evidenzia quella che è prima di tutto una tragedia culturale: le scelte urbanistiche sono indirizzate da decisori politici ignoranti perché

non sanno gli effetti che producono le loro decisioni perché ignorano l’essenza delle risorse ambientali, il loro funzionamento e i benefici che generano o gli effetti negativi che producono. È grave quel che stanno facendo anche perché non colgono l’occasione per impostare una spiegazione ai cittadini facendoli crescere, ecologicamente parlando. È grave perché alla fine si specula sulla debolezza delle persone e si usa l’ignoranza della gente per continuare a non fare cose migliori.

Dobbiamo fare di più e meglio. Noi dobbiamo trasformare le aree dismesse in ospedali se di ospedali abbiamo bisogno. Dobbiamo far crescere campi da calcio e scuole sulle parti abbandonate delle nostre città. Questa è l’unica competizione che dobbiamo innescare. Qui deve lavorare la politica e per farlo deve capire, imparare, appassionarsi. So bene che è dura, che non si è mai fatto e che gli strumenti giuridici sono spuntati, ma so anche che se i politici non ne hanno voglia possono tornare a fare altro.

Il destino del campo del Gaggiolo dipende da noi. Oggi. La variante al PGT in discussione in questi giorni che vuole trasformarlo in un campo da baseball va respinta. E va respinta la narrazione mistificante per cui il campo da baseball farebbe “il bene dei nostri figli”, riducendo così il campo agricolo a merce di scambio, laddove è invece un bene comune, paesaggio che è parte dell’identità collettiva e della memoria storica della nostra comunità.

Un grazie di cuore a Paolo Pileri per le sue parole e a quanti vorranno difendere e conservare il campo del Gaggiolo. La vostra testimonianza è preziosa, lasciateci un selfie davanti al nostro striscione lungo il Naviglio della Martesana.

Vi invitiamo a leggere l’intero articolo di Paolo Pilieri Quando un campo da baseball fa male al suolo. E non tutti lo capiscono pubblicato su Altraeconomia.

Pedalando a Cernusco

La foto qui sopra mostra lo striscione che, alla vigilia della seconda conferenza di VAS [prevista per il 30 settembre, poi nuovamente rimandata al 22 ottobre], abbiamo esposto lungo il Naviglio, in corrispondenza del prato che sarà trasformato in campo da baseball, secondo le intenzioni della nostra amministrazione cernuschese.

Non sappiamo esattamente quante persone si siano fermate, mentre percorrevano la ciclabile lungo Naviglio, per leggere la nostra segnalazione. Certamente qualcuno l’ha fatto e tra questi Paolo Pileri, professore di Pianificazione e Progettazione urbanistica presso il politecnico di Milano, nonchè studioso e appassionato difensore dell’ambiente, in particolare per i temi legati al consumo di suolo. Conosciamo anche la sua passione per la bici, al punto che è tra i promotori della ciclabile che, lungo il fiume Po, dovrebbe congiungere Torino con Venezia

Il prof. Pileri, che avevamo conosciuto nel 2015 ad una nostra conferenza organizzata per fermare l’ampliamento del Centro Commerciale Carosello e difendere il Parco degli Aironi, ha voluto lasciarci un suo messaggio di incoraggiamento e di condivisione, che riportiamo qui sotto.

Il suo messaggio ci ha fatto molto piacere, perchè ci conferma che siamo sulla strada giusta e ci incoraggia a perseverare nel nostro impegno civile e concreto a difesa dell’ambiente e dei beni comuni.

A tutti i nostri sostenitori, a chi legge questo post e lo condivide, chiediamo di inviarci un selfie fatto davanti allo striscione (che è ancora al suo posto). Li pubblicheremo sulla nostra pagina fb, per dare maggior forza alla nostra richiesta: un ripensamento della variante al PGT da parte dell’Amministrazione comunale ed un gesto di responsabilità nei confronti delle generazioni future, cancellando l’ampliamento del centro sportivo e conservando intatto il corridoio ecologico che passa proprio da questi campi. O dobbiamo aspettare politici migliori?

Grazie al professor Pileri e grazie a tutti!


Questo il messaggio ricevuto:

Da: PAOLO PILERI 
Oggetto: Bravi
Corpo del messaggio:
Buongiorno
ho visto lo striscione lungo la Martesana che interroga e informa i cittadini sull’inappropriata scelta del comune o di un privato di consentire la distruzione di un suolo agrario per farci un campo da baseball.
Bravi a comunicare così.
Bravi a ricordare che ogni filo d’erba fa parte del grande bene comune di cui dovremmo occuparci.
Molti diranno che un campo da baseball non fa male a nessuno e invece non è così. Non è più così. Il presente che stiamo vivendo è un presente nel quale siamo dentro un guasto climatico che è esattamente il risultato di milioni di scelte urbanistiche apparentemente innocue legittime e necessarie ma che invece ci hanno tolto il fiato.
Il baseball è bello e lo sport è importantissimo. Nessuno nega questo. Ma oggi la sfida è trovare il modo di fare un nuovo campo da baseball senza torcere un solo filo d’erba. Se c’è la possibilità va fatto in ogni modo. Possibile che in Cernusco non vi sia un’area dismessa….un parcheggio di troppo…un piazzale abbandonato da desigillare per farne un campo da baseball? Questa è la cosa da fare e da spiegare. Questo è fare politica per la sostenibilità oggi. Il resto rimane a libro paga della comodità, del danaro, del non capire, della pigrizia a non innovare.
Eppure i politici della Martesana dovrebbero ricordare l’esondazione del naviglio nell’aprile 2009….o l’hanno dimenticata? Ecco ricordiamogli allora che se le acque della Martesana si sversano su un campo permeabile questo assorbe quelle acque e il danno si minimizza. Se invece le stesse acque esondano su un campo di baseball non saranno assorbite allo stesso modo, se ne andranno in giro e faranno molti danni. Non andiamo poi a piangere dallo Stato o non imprechiamo contro la natura cattiva….perché sono queste scelte urbanistiche a essere miopi ed enormemente inopportune oggi, era dell’antropocene ovvero epoca nel mezzo di una tempesta climatica.
Abbiamo bisogno di una politica migliore e di politici migliori. Bravi voi a far notare queste cose.
Paolo Pileri

La zona buia di Cernusco: i vandali del bene comune


La Cernusco che si fa bella dei suoi numerosi riconoscimenti (“città verde”, “città ciclabile”, “città europea dello sport 2020” sede persino dell’ultima tappa del giro d’italia, poi rimandato ad ottobre per covid), ha un’ombra nera che appanna il suo fulgore: i suoi beni comuni sono spesso presi di mira da vandali.

Accade in molte città ed anche a Cernusco si verificano spesso episodi di vandalismo contro strutture pubbliche. E’ capitato di nuovo nella notte del 30 giugno, quando alcune persone si sono introdotte in alcuni spazi della Casa delle Associazioni di via Buonarroti, bivaccando e distruggendone gli arredi, sino a renderli inagibili.
La Casa delle Associazioni è costituita da locali che dal 2016 il comune di Cernusco ha messo a disposizione delle associazioni che ne avessero fatto richiesta a fronte di un canone modesto. Anche Bene Comune Cernusco ha lì la disponibilità di una sede per due sere al mese e questo costituisce per noi, come a molte altre realtà associative, uno strumento con cui le istituzioni rendono praticabile in concreto e non come retorica, la partecipazione dei cittadini.

Dal 1 luglio la nostra sede è inagibile, devastata da persone che hanno banchettato sui tavoli di riunione, lasciato rifiuti, sporcato le pareti, rotto i sanitari, sfondato le porte. Dunque uno spazio pubblico che funge da bene comune non è più disponibile ed i costi del suo ripristino saranno notevoli, vista l’entità dei danni.

Abbiamo a lungo riflettuto sull’opportunità di rendere pubblico l’accaduto, dal momento che far parlare di sé è spesso il fine di tali vandali e quindi non volevamo prestarci a fare da cassa di risonanza ma, a più di un mese da quest’episodio, pensiamo che il silenzio nostro, ma anche dell’amministrazione, non aiuti e che sia opportuno far conoscere anche il volto buio della nostra città.

Noia, disagio sociale, bisogno di protagonismo per soggetti deboli, incultura: non intendiamo fare sociologia da bar perché le ragioni che portano a danneggiare beni comuni posso avere motivazioni profonde a volte legate a bisogni futili.
Ma occorre rompere la catena, perché degrado chiama degrado e gli atti si ripeteranno se non si fa luce sulle conseguenze che producono i danni commessi sui beni comuni.
Abbiamo inviato un mese fa, dopo il sopralluogo, una nota all’ufficio cultura del comune evidenziando la necessità di maggiore attenzione per gli spazi della Casa delle Associazioni attraverso una migliore illuminazione (l’ingresso violato è posto sul retro dell’immobile in una zona poco illuminata), un sistema di videosorveglianza e lo spostamento della posizione dell’ingresso su via Buonarroti anziché sul retro.
Non abbiamo ricevuto risposta, neppure alla richiesta di poter utilizzare, vista l’inagibilità dei locali danneggiati, una delle altre stanza disponibili presso l’altro ingresso.

Dopo la lunga pausa del covid che non ha permesso ai cittadini quella socialità che sta alla base della vita pubblica, vorremmo ricominciare a trovarci ogni due lunedì. Sarà possibile?
Non lasciamo che a settembre a riunirsi per festeggiare siano solo i vandali della nostra città.

Perciò chiediamo all’amministrazione di intervenire, dandoci la possibilità di usare un’altra sede ma, soprattutto, di non lasciare al degrado la Casa delle Associazioni e di aprire un dibattito cittadino sul problema del vandalismo che, colpendo i beni comuni, colpisce tutti noi.