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Il triste parco degli Aironi

 

Il parco degli Aironi sta morendo. Una lenta agonia per mancanza di manutenzione e tutela.

Anni di completo abbandono lo hanno ridotto nello stato testimoniato dalle foto che seguono, scattate ieri.

Eppure solo qualche mese fa, il sentiero che lo circondava era ancora praticabile. Oggi molti tronchi d’albero caduti ne ostruiscono il passaggio, i parapetti delle sponde sono mangiati dal tempo e dagli insetti, la vegetazione spontanea, priva di manutenzione, conquista spazi cancellando i sentieri, un intero filare di alberi sul margine della sponda Sud si seccato.

Non è quindi più possibile da parte dei cittadini alcuna fruizione del parco. Lo scopo di far perdere al bene comune la sua funzione sociale di parco è stato raggiunto.

Risulta così facile sostenere che si tratta di un’area priva di interesse, troppo costosa da mantenere e curare e quindi ben venga il benefattore privato che si accolla gli oneri della messa in sicurezza, del ripristino ambientale e della sua gestione.

Attenzione, tutti noi invece dobbiamo attivarci, pretendere che al parco sia restituita la sua funzione sociale e chiamare a rispondere l’amministrazione di omessa  tutela di un bene comune. Altrimenti sarà perduto e venduto come merce.

Il sortilegio e le elezioni

Alla vigilia elettorale Cernusco si guarda allo specchio e l’immagine riflessa, a seconda dei candidati, diventa un racconto sospeso fra incanto, nostalgia e disincanto. Una città da cartolina, tutta verde, sport e concerti che rende felici (!) i cittadini  grazie alla sua grande bellezza attuale oppure una città dallo smalto perduto che va riconquistato per ristabilire la primazia nella Martesana (!).

Più banalmente e prosaicamente è una città che negli ultimi quindici anni ha visto un notevole incremento della popolazione (circa il 15% ) grazie ad un’espansione urbanistica andata a saturare le poche aree verdi rimaste libere. Cernusco è infatti l’approdo privilegiato di una domanda immobiliare che non può permettersi i prezzi della metropoli e quindi cerca nella sua periferia nuove costruzioni in un contesto urbanistico in parte preservato dall’espansione edilizia del secolo scorso. Le case costano meno che a Milano centro, sebbene molto di più che nel resto della periferia urbana, così interi quartieri sono stati costruiti là dove c’erano campi, in un crescendo di consumo di suolo e territorio e di problemi connessi ad un così rapido incremento della popolazione.

A cominciare dalla gestione dei servizi di interesse collettivo, come la raccolta dei rifiuti – ripensata da un anno a questa parte con l’introduzione del sacco rosso (falsamente) tracciabile – che non prevede forme di aiuto per quelle famiglie o situazioni che si trovano a dover smaltire molto più rifiuto indifferenziato a causa di pannoloni e pannolini per i quali non è previsto alcun ritiro dedicato come accade in molti altri comuni, più attenti e solidali con chi ha problemi. Così come non esistono forme di solidarietà fiscale della tariffa sui rifiuti destinate a chi è in difficoltà, né forme di attenzione per chi non può recarsi in piattaforma ecologica, né attivazione quelle misura di incentivazione della raccolta differenziata legate all’informazione  con il coinvolgimento delle scuole e  del civismo organizzato, all’adozione di incentivi per gli esercizi commerciali  per la riduzione e l’uso di imballaggi a minor impatto,  la creazione  di aree di vendita dei prodotti sfusi, la promozione di  prodotti  più sostenibili (lettiere ecologiche, pannolini riciclabili) , sino all’importante centro del riuso.  Nulla di tutto ciò è stato messo in atto e per di più  l’assoluto rifiuto di dialogo ha prodotto un  vero e proprio corto circuito con la cittadinanza: se da una parte con il sacco rosso la raccolta differenziata è arrivata all’85%, dall’altra c’è stato un peggioramento della qualità del multipack e del decoro complessivo della città per i numerosi abbandoni di rifiuti .  E neppure un bilancio  dell’andamento vero si può fare per i dati farlocchi che vengono forniti ai cittadini.

Eppure un osservatorio sui rifiuti, strumento che come comitato Bene Comune Cernusco avevamo proposto sin dall’inizio del sacco rosso, sarebbe molto utile, soprattutto per effettuare verifiche di efficacia del servizio e conciliazione  delle parti in gioco.

Nella bella perla della Martesana  (cit.) si respira però un’aria cattiva (le concentrazioni di polveri sottili sono elevate e nel periodo invernale sempre a livelli fuori dai limiti) e si beve acqua che presenta concentrazioni elevate – sebbene nei limiti, ma ancora per poco – di Cromo. Eppure l’entità di tali inquinamenti per Cernusco non è un dato disponibile perché non ci sono stazioni di rilevamento della qualità dell’aria e per l’acqua i dati degli inquinanti dei pozzi non sono disponibili.

Così come non è noto l’indice di consumo di suolo, indicatore fondamentale per capire come è cresciuta la  città e verso quale modello  di sviluppo intenda andare. Sino a cinque anni fa era circa il 30 % del territorio ma, fra l’avanzare delle case costruite e delle aree di escavazione, la percentuale  di suolo libero oggi sarà notevolmente più bassa, senza che questo rientri  fra gli elementi di allarme ed induca ad adottare piani di blocco del consumo del suolo entro tempi definiti .

A questo riguardo è emblematica la volontà da parte dell’amministrazione di vendere di una porzione del parco degli aironi ad un fondo immobiliare con sede in Olanda per consentirgli di ampliare il centro commerciale Carosello. Il comitato Bene Comune Cernusco  è sempre stato contrario a tale operazione che trasforma un bene comune con funzione sociale di parco in una merce, ne ha ribadito la sua contrarietà dopo che l’atto d’indirizzo è stato riproposto nel gennaio scorso in consiglio comunale e la ribadisce oggi, alla vigilia elettorale.

I cittadini hanno poche occasioni per far sentire la loro voce,  le elezioni sono una di queste,  e con il voto  di oggi possono disegnare il futuro di Cernusco. E’ bene ricordare che  il parco degli Aironi è stato lasciato in abbandono ed ora si spaccia l’intervento del privato come una panacea grazie al ripristino ambientale del parco di cui si farebbe carico e per i benefici economici dell’operazione (sette milioni di euro). Si tratta al contrario di urbanistica contrattata volta a far cassa (Cernusco non ne avrebbe neppure bisogno, non è un comune in dissesto, anzi) e a favorire interessi di privati.

Il ritiro dell’atto di indirizzo ed il rigetto dell’accordo di programma sull’ampliamento del centro commerciale Carosello sono pertanto condizioni essenziali per la tutela del bene comune della città, sia in relazione ai beni materiali (suolo, territorio, aria) che immateriali (aspetti compensativi ed etici).

Dalla trappola che vuole la città, a partire dal parco degli Aironi, trasformata in un divertificio si può uscire: la città non è più quella di un tempo, le sue radici rurali sono ormai quasi perdute ed è avviata verso  un processo di  progressiva gentrification.  Così non è con la patetica  e stucchevole forzatura del recupero di un lontano ricordo letterario trasformato in gastronomico che si recupera il passato, ma con l’attenzione e la cura per le sue testimonianze. Guardate a come sono ridotte oggi le cascine di Cernusco, tutte assediate da nuove costruzioni e nuove strade senza alcuna fascia di rispetto, mentre si sprecano iniziative e progetti per il divertimento.

La cancellazione delle testimonianze del passato e l’alienazione del patrimonio comune privavano le comunità del loro senso collettivo. E’ oggi l’occasione per rompere  il sortilegio .

 

Elezioni e beni comuni: 1a parte – suolo e territorio

Il bilancio sui beni comuni

L’immagine con cui viene presentata Cernusco è quella di una città verde e ricca di servizi, ma se solo si prova a fare un bilancio in relazione ai beni comuni, diventa in realtà più opaca.

Trasparenza

Per fare un bilancio serio, non basato su percezione o propaganda, occorrono dati, vale a dire termini certi di riferimento per la situazione attuale da comparare con quella del passato.

Uno dei principali problemi infatti è costituito dalla difficoltà a reperire i dati, specie quelli legati alla qualità ambientale, in modo che sia possibile valutarli nella loro evoluzione temporale.

Il tema è quindi quello più generale della trasparenza, un bene immateriale  cui deve ispirarsi chi intende amministrare nel segno della buona politica. L’accesso ai dati sulla qualità dell’ambiente e del territorio è quindi condizione essenziale perché si possa sviluppare la conoscenza dei problemi. Pensiamo che un cittadino informato e consapevole svolga un ruolo essenziale per la sua comunità e l’amministrazione dovrebbe essere sua alleata nel percorso di formazione della conoscenza.

Su questo tema la strada da percorrere è ancora molta, perché la quantità e la qualità dei dati resi disponibili in rete dall’amministrazione è ancora troppo piccola ed esile, laddove dovrebbe essere elemento preliminare di confronto con la cittadinanza.

 

Gli elementi alla base della valutazione di ambiente e territorio riguardano la qualità dell’aria, dell’acqua e del consumo di suolo. Partiamo proprio da quest’ultimo.

Suolo

Solo il 30% percento del territorio comunale è rimasto libero da costruzioni, infrastrutture o cave, ma si tratta di un dato del 2012  di cui non è disponibile l’aggiornamento. Negli ultimi cinque anni, nonostante la crisi abbia coinvolto pure il settore edilizio, si è continuato a costruire da parte dei privati, ma anche l’edilizia pubblica ha fatto la sua parte con il nuovo polo scolastico.

Tutti elementi dei quali non conosciamo che incidenza abbiano avuto sulla percentuale di consumo di suolo (vedi alla voce trasparenza del precedente capitolo). Segnaliamo che la Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio prescriveva la valutazione dell’andamento temporale del consumo di suolo, elemento invece del tutto disatteso.

Un’amministrazione davvero attenta all’ambiente deve porsi in un’ottica conservativa rispetto al consumo di suolo: a Cernusco ormai le aree verdi o agricole che dovrebbero svolgere la funzione di corridoio ecologico fra un comune e l’altro, fra un tessuto urbano e l’altro, si sono ridotte sempre più, a causa dalle nuove urbanizzazioni realizzate dai privati ma pure dalla pubblica amministrazione (vedi nuovi insediamenti scolastici) e dalle cave che continuano la loro l’attività estrattiva per milioni di metri cubi di materiale.

E’ quindi giunto ora il momento di fare un atto coraggioso: Cernusco può porre fine al consumo del suo territorio scegliendo di conservarlo per le generazioni che verranno.

In quest’ottica è quindi davvero dissennata la scelta di voler addirittura vendere una parte del parco degli Aironi ad un operatore privato per consentire l’ampliamento del centro commerciale Carosello. Dell’operazione da parte dell’amministrazione si minimizza l’impatto (cessione di “mezzo campo di calcio”) a fronte dei benefici in termini economici (circa sette milioni di euro) ed occupazionali (320 di posti di lavoro), ma non c’è alcun accenno agli aspetti critici: la cessione dell’area degli Aironi significa trasformare in una merce una parte di patrimonio indisponibile che ha, per di più, funzione sociale di parco. L’operazione è un esempio di urbanistica contrattata: attraverso la compensazione ambientale richiesta per i 5000 mq consumati si introducono elementi impropri di discrezionalità da parte dell’amministrazione a causa dell’individuazione delle aree oggetto della transazione e di opacità in relazione alle plusvalenze che derivano dalla triangolazione per la cessione delle aeree che si realizza attraverso un soggetto terzo. Ricordiamo inoltre che le aree sono già agricole e quindi non ci sarebbe alcun incremento di superfici verdi a favore dell’amministrazione.

Il progetto prevede un ampliamento delle superfici di vendita per 28.000 mq proprio per incrementare il numero di clienti (già dell’ordine di decine di migliaia al giorno) con un conseguente aumento di traffico veicolare su una viabilità che è ormai al collasso, con tutti i problemi correlati all’inquinamento.

C’è poi un aspetto del tutto sottaciuto legato all’intraprendere da parte del Comune una trattativa con un soggetto costituito da un fondo di investimento immobiliare con sede legale in Olanda, ove vige un regime fiscale agevolato per le società*. Non appare eticamente appropriato che un soggetto pubblico faccia affari con un soggetto privato che utilizza in modo opportunistico il regime fiscalmente più favorevole di un altro paese.

L’amministrazione di Cernusco pone l’accento sulla necessità di partecipare al tavolo della trattativa sull’ampliamento che, realizzandosi in gran parte sul territorio di Carugate, vede questo comune come capofila dell’accordo di programma. Ma il tema è proprio quello dell’inopportunità di sedersi ad un tavolo con un interlocutore che ha stabilito la sua sede fiscale in Olanda per non pagare le tasse.

Il ritiro dell’atto di indirizzo ed il blocco dell’accordo di programma sull’ampliamento del centro commerciale Carosello sono pertanto condizioni essenziali per la tutela del bene comune della città, sia in relazione ai beni materiali (suolo, territorio, aria) che immateriali (aspetti compensativi ed etici).

continua

  • “As a Dutch fiscal investment institution, Eurocommercial is zero rated for corporate income tax”, da Eurocommercial Factsheet

Tangenzialina: una storia tutta sbagliata

Presentazione(*) da scaricare: TANGENZIALINA&C

Una tangenziale serve a dirottare il transito degli autoveicoli fuori dalle zone urbanizzate, può avere due o più corsie per ogni senso di marcia, oppure una sola corsia, come accade a Cernusco, dove il diminutivo tangenzialina indica la strada che alla fine degli anni ottanta venne costruita per creare un collegamento Nord-Sud della città evitando centro abitato. Così vennero usati i campi sul margine orientale e piano piano intorno a quel nastro di asfalto si sono sviluppate nel tempo prima le case e poi la viabilità annessa. Il vecchio vincolo che prevedeva una fascia di rispetto di 100 (cento!) metri venne presto messo da parte ed oggi i risultati sono quelli che avete visto nella presentazione, dove persino la nuova scuola è stata costruita in quello che è uno dei poli di espansione edilizia e viabilistica.

Così per difendersi dagli effetti nefasti del traffico (ci passano migliaia di auto al giorno) sono state realizzate a ridosso delle costruzioni dei rilevati con terra di riporto con funzione di barriera acustica che costituiscono un impedimento strutturale che restringe l’orizzonte di chi abita ai piani bassi delle costruzioni retrostanti. Chi abita lì, vive in trincea.

“É una storia di periferia, è una storia un poco scontata, è una storia sbagliata”

La tangenzialina, così chiamata con lessico edulcorato come se usare il diminutivo ne azzerasse gli impatti, è stata una formidabile occasione di sviluppo urbanistico e consumo di suolo, in barba alle previsioni del PGT che tanto si possono cambiare ed assecondare alla volontà del governo di turno.

Anche il nuovo polo scolastico non fa eccezione: nonostante venga proposto come esempio di edilizia scolastica green, è stato costruito su terreni privati e non pubblici e soprattutto dentro quella che era la fascia di rispetto prevista per la tangenziale e così si ritrova anch’esso circondato da una montagna di terra più alta della scuola stessa e più larga dell’area a prato a disposizione dei bambini (vedi diapositiva 20 della presentazione).  E’ stato cancellato l’orizzonte: i bambini non potranno più vedere i profili del Monte Rosa, del Resegone, della Grigna e dei Corni di Canzo, ma avranno un il prato interno dove giocare.

Alle scelte sbagliate del passato si aggiungono gli errori del presente, scuola e rotonde comprese. Ma si è raggiunto il limite, è giunto il momento di porre un punto, occorre darsi regole più rispettose dell’ambiente e l’occasione delle prossime elezioni offre l’opportunità di valutare chi propone almeno un’inversione di rotta.

*presentazione a cura di Sergio Pozzi che ringraziamo 

 

 

 

 

Vedi alla voce compensazione ambientale

La compensazione ambientale è uno dei cardini su cui si basa l’accordo fra le amministrazioni di Carugate e Cernusco sul Naviglio per l’ampliamento del centro commerciale Carosello. Un accordo, appunto, rispetto al quale un bene comune sacrificato, sia esso il territorio, il paesaggio, i corridoi ecologi o la salute dei cittadini  viene “compensato”. E’ un esempio di urbanistica contrattata, dove gli attori in campo (proprietà del Carosello ed amministrazioni) patteggiano il presente senza preoccuparsi del futuro.

Pensiamo sia utile il riepilogo di dove abbiamo già parlato di compensazione ambientale legata al Carosello.

Carosello ed il culmine dell’ipocrisia: Sulla compensazione ambientale mediante la cessione al comune di Cernusco di aree verdi di 4 mq per ogni mq di SLP edificata abbiamo già segnalato numerose criticità: le plusvalenze fiscali delle transazioni legate alla duplice transizione dei terreni (cessione da privato ad Eurocommercial, successiva cessione a titolo gratuito al comune di Cernusco) e la discrezionalità legata all’individuazione selettiva dei terreni oggetto della transazione da parte dell’amministrazione. Soprattutto la leva economica applicata ad un bene pubblico deve essere complementare a quella regolativa ed usata come estrema ratio e  solo dopo aver definito in via preliminare gli obiettivi di consumo di suolo che si vuole perseguire. In questo modo si potrà valutare se un intervento rientra o meno in quegli obiettivi e l’eventuale compensazione applicabile. Ma Cernusco non ha individuato tali obiettivi, il bilancio sul consumo del suolo non è noto e lo si potrà fare solo a posteriori, dopo che  degli interventi sono stati autorizzati e realizzati. – 7 FEBBRAIO 2017

Carosello: un altro giro di giostra: Si consumerà un po’ di suolo, quel pezzetto di ex cava, quell’area sfigata al margine Nord della città fuori dal tessuto urbano consolidato, lasciata colpevolmente in stato di abbandono, ma è stato previsto un rimedio: verrà “compensata” con altre aree verdi in misura quattro volte maggiore e con la trasformazione a verde di aree originariamente previsti ad edilizia sociale. Ma non si dice che la compensazione ambientale si farà per aree che andranno a produrre generose plusvalenze perché Eucommercial le dovrà acquistare e che avrebbero dovuto essere acquisite direttamente il comune di Cernusco se avesse voluto integrarle nel costituendo Parco della Martesana. –  

Carosello: dieci rilievi sull’ampliamento: 3. La compensazione ecologica (per ciascuno dei metri quadri edificati vengono ceduti al comune 4 mq di aree a servizi) dal punto di vista ambientale non dovrebbe essere utilizzata come prassi, ma solo come estrema ratio, poiché la leva economica applicata ad un bene pubblico dove essere complementare a quella regolativa. Occorre cioè che gli obiettivi di consumo di suolo siano individuati in via preliminare, in modo tale che si possa poi valutare se un intervento rientra o meno in quegli obiettivi e l’eventuale compensazione applicabile.
Cernusco non ha individuato tali obiettivi e quindi il bilancio sul consumo del suolo si può fare solo a posteriori degli interventi autorizzati. – 23 LUGLIO 2014

#Caroselloleaks: a chi giova la compensazione ambientale – 1: la compensazione ambientale preventiva andrebbe usata con molta cautela, solo come rimedio estremo e non come strumento in sanatoria di errori o, peggio, come leva per modifiche degli strumenti urbanistici vigenti – 16 GENNAIO 2015 /

#Caroselloleaks: a chi giova la compensazione ambientale – 2: i riflessi fiscali – 25 FEBBRAIO 2015

Ricominciamo dal suolo: note a margine: Quanto all’istituto della compensazione ambientale, è importante sottolinearne gli elementi di discrezionalità che comporta se non inquadrato – prima degli interventi – all’interno di una pianificazione degli obiettivi di consumo di suolo e valutato rispetto a precisi indici ambientali. In questo caso inoltre, si verrebbe a produrre anche una significativa plusvalenza per le aree richieste per la compensazione che verrebbero acquistate da terzi (come abbiamo già sottolineato qui e qui). 25 MAGGIO 2015

Carosello: un anno dopo: Inoltre la compensazione ambientale volta ad acquisire la proprietà di aree lungo il Naviglio in modo da garantire continuità al parco della Martesana è un elemento di grande opacità per le plusvalenze che genera la cessione/acquisizione fra privati delle aree coinvolte, aggravata dalla discrezionalità con cui l’amministrazione individua queste ultime. A ciò si aggiunge il fatto che il proprietario dei terreni oggetto di compensazione ambientale è anche presidente del consorzio proprietario dei terreni ceduti all’amministrazione sui quali verrà costruito il nuovo polo scolastico. Caso perfetto di conflitto/convergenza d’interessi. – 30 LUGLIO 2015

 

Carosello: un’eredità politica tradita


L’approvazione in consiglio comunale dell’atto d’indirizzo finalizzato all’avvio del procedimento per l’ampliamento del centro commerciale Carosello segna il tradimento di quella cultura politica che ha consentito, a partire dagli anni ’90, di preservare l’Est milanese dallo sviluppo sconsiderato che connota altre aree della provincia di Milano.
La volontà di conservare il territorio aveva visto la convergenza di forze che, pur appartenendo ad orientamenti politici diversi, avevano saputo costruire relazioni e collaborazioni per il bene comune. Il Parco Locale d’Interesse Sovracomunale Est delle Cave è stato uno dei risultati più significativi di questa collaborazione: le aree a Nord di Cernusco, pesantemente interessate da attività di escavazione, venivano inserite in un quadro di tutela paesistico-ambientale in modo da realizzare una continuità del sistema ecologico nord-sud nell’est Milano. E quindi colpisce il vuoto di memoria degli attuali amministratori e politici di Cernusco che stanno svuotando le conquiste del passato trasformandole in vuoti simulacri.
Le vicissitudini dei comuni del PLIS Est delle cave ne hanno allungato l’avvio ma, almeno per Cernusco ove c’è sempre stata continuità amministrativa, colpisce la mancanza di attenzione con cui è stato gestito: è stato lasciato in abbandono, privo di manutenzione e persino di segnalazione. Oggi dall’ampliamento del Carosello sono interessate quelle aree del parco degli Aironi che erano state volutamente tenute fuori nel 2014 dal PLIS e che verranno così vendute per favorire l’interesse di un privato, sebbene il comune di Cernusco abbia i conti in ordine e non avrebbe necessità di fare cassa. Eppure tutti conoscono bene la congestione del traffico in corrispondenza del Carosello e della viabilità di accesso, i problemi di inquinamento legati alle emissioni degli inquinanti a causa del traffico.
Come non vedere che il progetto di ampliamento del Carosello c’è una visione di città che tradisce completamente le scelte del passato.
“Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero”, dice Goethe. Per questo l’eredità delle battaglie del passato va difesa e non può essere rinnegata per interessi contingenti di breve periodo.
Emanuele Aquila

Carosello ed il culmine dell’ipocrisia

Arriva nel cuore della notte del 1 febbraio l’approvazione dell’atto di indirizzo per l’ampliamento dell’ampliamento del centro commerciale Carosello messo all’ultimo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di Cernusco.

C’è stata una gran “fretta politica”, sia a Carugate che a Cernusco: far discutere all’una di notte un provvedimento così importante presentato in commissione territorio solo due giorni prima testimonia la fretta di avviare la procedura dell’accordo di programma prima che le elezioni amministrative di primavera cambino troppo gli equilibri politici.

Le vicende che da tre anni a questa parte ne hanno caratterizzato l’iter sono riassunte qui, il nostro giudizio negativo su questo progetto lo abbiamo espresso sin dall’inizio e gli elementi contenuti nell’atto d’indirizzo approvato giovedì scorso non l’hanno modificato,  anzi lo consideriamo persino peggiorativo in alcuni tratti.

Si conserva il tratto di falsificazione con cui viene presentato: sebbene l’Accordo di Programma riguardi l’“ampliamento a regime di circa 31.000 mq di SLP” nell’anti-lingua con cui viene presentato diventa «realizzazione di interventi di riqualificazione territoriale e di adeguamento del sistema della viabilità connessi alla realizzazione di un intervento a carattere commerciale riguardante il centro “Carosello” e le aree ad esso limitrofe».

Come se l’ampliamento fosse la conseguenza e non la causa di tali interventi.

Questo approccio non è casuale, ma risponde all’esigenza di far apparire gli interventi sulla viabilità come necessari ad alleggerire il traffico ipercongestionato dell’area, il prossimo passaggio da parte del comune sarà di dichiararli funzionali al “pubblico interesse” in conferenza dei servizi. Nella realtà è l’ampliamento delle superfici di vendita e quindi l’incremento del numero di clienti (decine di migliaia al giorno) a produrre l’aumento di traffico che andrà a gravare su una viabilità ormai al collasso e non sarà certo il ridisegno di alcuni svincoli a risolvere il problema.

Altro tratto comune è il denaro che entrerà nelle casse del comune grazie al gettito di fiscalità annuale cui si sommano alcuni milioni di euro per la vendita di un pezzo del parco degli Aironi. Un discreto tesoretto, pari ad esempio al costo annuale del servizio di igiene urbana. Ma il nostro comune non è in difficoltà anzi, gli è appena stato assegnato il primo premio per virtuosità di bilancio fra i comuni con più di 10mila abitanti della regione Lombardia. Nessun dissesto da sanare, i suoi abitanti hanno un reddito più elevato della media nazionale, Cernusco potrebbe quindi rinunciare ad un po’ di denaro contingente e non privarsi della porzione del parco degli Aironi su cui verrà realizzata parte dell’ampliamento del Carosello, visto che si tratta di un bene comune che sta nel patrimonio indisponibile.

Il bilancio di consumo di suolo è, invece, in deficit, sebbene non se ne conosca l’entità precisa perché l’amministrazione non ha quantificato le superfici urbanizzate, non ha ancora aggiornato il PGT, né pubblicato il bilancio di mandato. Così per compensare i suoli consumati per l’ampliamento, l’amministrazione “mette a disposizione” un’area di 9400 mq di proprietà comunale originariamente destinata dal PGT ad edilizia sociale trasformandola a verde. E’ sempre significativo quando si aumenta la dotazione di verde, ma questa trasformazione rinnega il criterio guida della “densificazione” del PGT perché avviene all’interno del tessuto urbano consolidato, vale a dire dentro il perimetro della città, mentre l’ampliamento del centro commerciale si fa nell’area suburbana a spese del corridoio ecologico previsto dal PGT.

Sulla compensazione ambientale mediante la cessione al comune di Cernusco di aree verdi di 4 mq per ogni mq di SLP edificata abbiamo già segnalato numerose criticità: le plusvalenze fiscali delle transazioni legate alla duplice transizione dei terreni (cessione da privato ad Eurocommercial, successiva cessione a titolo gratuito al comune di Cernusco) e la discrezionalità legata all’individuazione selettiva dei terreni oggetto della transazione da parte dell’amministrazione. Soprattutto la leva economica applicata ad un bene pubblico deve essere complementare a quella regolativa ed usata come estrema ratio e  solo dopo aver definito in via preliminare gli obiettivi di consumo di suolo che si vuole perseguire. In questo modo si potrà valutare se un intervento rientra o meno in quegli obiettivi e l’eventuale compensazione applicabile. Ma Cernusco non ha individuato tali obiettivi, il bilancio sul consumo del suolo non è noto e lo si potrà fare solo a posteriori, dopo che  degli interventi sono stati autorizzati e realizzati.

Altro elemento negativo è l’ennesimo conflitto tra salute e lavoro: il lavoro non dovrebbe essere usato per giustificare situazioni che contribuiscono a compromettere la salute a causa degli inquinanti legati all’incremento delle emissioni del traffico veicolare.

E ci sono infine elementi di novità che prevedono il finanziamento da parte dell’Eurocommercial di studi sull’impatto (in particolare per quanto riguarda la viabilità, l’ambiente e l’occupazione) che l’ampliamento del centro commerciale porterà sul territorio; di misure compensative per il commercio di vicinato e persino il sostegno alle iniziative e alle realtà sportive, culturali e sociali promosse dai due Comuni.

Come se i precedenti della Montedison e dell’Ilva non avessero insegnato nulla sull’attendibilità delle relazioni pagate dai committenti e come se non si sapesse quanto l’indipendenza delle associazioni sia inversamente proporzionale ai finanziamenti ricevuti.

“Il sistema raggiungerà il culmine dell’ipocrisia, quando le imprese di armi arriveranno a finanziare ospedali per curare i bimbi mutilati dalla guerra”, così si è espresso il Papa domenica sull’eticità del capitalismo. In questo caso si è persino andati oltre perché è l’amministrazione stessa che propone alla proprietà del centro commerciale di finanziare gli studi sull’inquinamento ed i fondi da erogare alle associazioni.

Carosello: gli atti d’indirizzo a confronto

ATTO D’INDIRIZZO 28 LUGLIO 2014 ATTO D’INDIRIZZO 1 FEBBRAIO 2017
1. Le motivazioni sostenute dalla proprietà per la richiesta si possono così sintetizzare: 1.       Le motivazioni sostenute dalla proprietà si possono così sintetizzare:
–      La prossima realizzazione del nuovocentro commercialedi Segrate (175 mila di SLP, il più grande d’Italia, 1.3 miliardi di investimento, 300 negozi di grandi firme) con apertura prevista fra 2017 e 2018; la salvaguardia dell’attrattività del centro commerciale e delle attività ivi locate, e dunque la salvaguardia dei posti di lavoro e la prospettiva di sviluppo con nuovi posti di lavoro; la concorrenza principale da fronteggiare rappresentata da un nuovo centro commerciale a Segrate, di circa 286.000 mq di SLP; inoltre sono previsti altri importanti ampliamenti di centri commerciali che impattano sul bacino di influenza di quello carugatese, quali il centro commerciale di Cinisello Balsamo, 90.000 mq circa di SLP che si andranno ad aggiungere agli attuali 43.000 mq; l’ampliamento del centro commerciale di Orio al Serio con nuovi 30.000 mq di SLP, arrivando a coprire una superficie di 140.000 mq; il nuovo ampliamento del centro commerciale di Arese, che porterà gli attuali 90.000 mq di SLP a 150.000 mq.
–      La concorrenza da fronteggiare;
– La Regione Lombardia ha sospeso la realizzazione di nuovi centri commerciali, eccetto quello di Segrate poiché già autorizzato, consentendo il consolidamento dei centri commerciali esistenti per evitare rischi occupazionali e urbanistici;
–      La prospettiva di sviluppo con nuovi posti di lavoro;
2. La proposta di sviluppo sinteticamente è la seguente: 1.       La proposta di sviluppo presentata dalla proprietà sinteticamente è la seguente:
a) Ampliamento a regimi di circa 31.000 mq, con la seguente ripartizione sui due comuni coinvolti: a) ampliamento a regime di circa 31.000 mq di SLP, con la seguente ripartizione sui due comuni coinvolti:
Cernusco s/N: non superiore a 9.000 mq di SLP di nuova edificazione su un’area di circa 5.000 mq a nord del Parco Aironi; ·    Cernusco sul Naviglio: circa 9.000 mq di SLP di nuova edificazione su un’area di circa 5.000 mq a nord del Parco Aironi;
 Carugate: circa 22.000 mq SLP di nuova edificazione e circa 8.000 mq SLP di ristrutturazione edilizia (demolizione di parte del centro esistente e sua ricostruzione), riutilizzando spazi commerciali e parcheggi; ·    Carugate: circa 22.000 mq di SLP di nuova edificazione, riutilizzando principalmente spazi commerciali, parcheggi e un’area verde di circa 600 mq;
b) Riqualificazione della viabilità mediante gli interventi di seguito riassumibili: b) riqualificazione della viabilità mediante:
·          In aree comprese nei comuni di Cernusco sul Naviglio e di Carugate: adeguamento della viabilità in ingresso ed egresso dalla tangenziale Est come di seguito indicato: ·    la realizzazione di un nuovo ingresso-uscita al centro commerciale;
o     In direzione Milano/Venezia con realizzazione di nuova rotatoria costituente l’ingresso nord alle strutture commerciali con realizzazione di nuovo ponte a scavalco della Tangenziale; ·   l’ampliamento del sovrappasso sulla Tangenziale Est mediante l’aggiunta di una corsia per ogni senso di marcia;
o     In direzione Venezia/Milano con realizzazione di apposite corsie di ingresso ed uscita a livello, a valle della quale si articola una viabilità di servizio, costituita da percorsi di collegamento alle due entrate/uscite e da due rotatorie, una centrale di distribuzione e una di collegamento con la SP121; ·   l’eliminazione della contrapposizione dei flussi veicolari in uscita dalla Tangenziale Est direzione MilanoNenezia e di quelli provenienti da Carugate, sgravando la rotatoria fronte centro commerciale posta lungo la SP208 e di conseguenza migliorando le condizioni di traffico sulla SP121 perimetrale al centro abitato di Carugate;
·   la realizzazione di una nuova rotatoria nel Comune di Brugherio;
·          L’attuazione della nuova viabilità comporterà:
o     Investimenti per circa 10 milioni di euro;
o     Realizzazione del terzo accesso al centro commerciale ad ovest, dalla tangenziale EST;
o     La previsione, a regime, della riduzione del 10% circa del traffico sulla SP121 /via Verdi
c) Sviluppo occupazionale con la creazione di circa 250 nuovi posti lavoro e la salvaguardia dei 1.100 lavoratori attuali c)       sviluppo occupazionale con la creazione di almeno 320 nuovi posti lavoro e la salvaguardia dei 1.514 lavoratori attuali;
f)        utilizzo di fonti energetiche alternative e pulite per provvedere al fabbisogno di climatizzazione estivo ed invernale, in misura superiore a quanto previsto dai regolamenti edilizi vigenti e comunque in misura superiore a quanto previsto dalle normative di settore nazionali e regionali vigenti.
Nel valutare la richiesta l’Amministrazione comunale di Cernusco ha tenuto conto di quanto segue: Visto che, per valutare la richiesta, le Amministrazioni Comunali coinvolte hanno reputato rilevante:
1 L’area dall’intervento sita in Comune di Cernusco s/N può considerarsi non strategica nella pianificazione urbanistica del Comune, dato che l’impianto del PGT vigente non subisce stravolgimenti
2.       l’adeguata cura dell’impatto paesaggistico-ambientale;
2 Lo sviluppo occupazionale; 3.       lo sviluppo occupazionale con una significativa attenzione al territorio di riferimento del centro commerciale ed il contestuale mantenimento degli attuali livelli occupazionali, anche con particolare riguardo all’indotto generato dalla presenza del centro commerciale stesso;
3 Le risorse da cessione d’area;
4 Le risorse dirivanti da oneri di urbanizzazione; 5.     le risorse derivanti da oneri di urbanizzazione, da utilizzare per il Comune di Cernusco sul Naviglio nell’ambito della programmazione triennale degli investimenti comunali;
4.       l’importanza complessiva delle misure compensative e/o di mitigazione:
·    la riqualificazione del Parco degli Aironi di Cernusco sul Naviglio e del parco urbano di Carugate e la loro unificazione mediante interramento della strada che oggi conduce al centro commerciale provenendo da Cernusco sul Naviglio: tale intervento renderebbe effettivamente fruibile tale area verde oggi poco utilizzabile a causa della sua conformazione e delle caratteristiche originarie;
5 Le risorse da IMU; 6.     le risorse da gettito fiscale;
6 Il miglioramento della viabilità; 1.       il miglioramento della viabilità;
7 L’importanza complessiva delle contropartite da ottenere:
a)    La riqualificazione del Parco degli Aironi e l’unificazione di tale parco con il limitrofo parco di Carugate; d)      collegamento e riqualificazione del Parco degli Aironi di Cernusco sul Naviglio e del parco urbano di Carugate adiacente alla SP121;
e)      implementazione e miglioramento del collegamento tra il parco urbano di Carugate ed il centro abitato, attualmente costituito da un sottopasso;
b)    Una compensazione ambientale determinata in 4 mq di verde per ogni mq di SPL commerciale edificato; ·    una compensazione ambientale mediante la cessione al Comune di Cernusco sul Naviglio di aree verdi nella misura non inferiore a 4 mq per ogni mq di SLP da edificarsi o, in alternativa, l’impiego di pari risorse economiche necessarie all’acquisizione di aree verdi ovvero di superfici già edificate da trasformarsi in aree con funzioni paesaggistico-ambientali. L’acquisizione avverrà previa perizia asseverata.
c)    Il sostegno della mobilità dolce; ·    il sostegno alla mobilità dolce;
d)    Le risorse per il commercio locale;
L’Accordo di Programma dovrà prevedere: L’eventuale Accordo di Programma dovrà prevedere:
1 Per gli aspetti di carattere generale: I. Per gli aspetti di carattere generale:
·       Il percorso istruttorio, promuovendo percorsi di partecipazione dei portatori di interesse (commercianti,imprese, terzo settore, associazioni ambientaliste) e della cittadinanza; ·    un percorso istruttorio che potrà essere aperto alla partecipazione guidata dei portatori di interesse (commercianti, imprese, terzo settore, associazioni ambientaliste) e della cittadinanza;
·       Il rispetto delle indicazioni e dei valori del PGT vigente, volte a tutelare il paesaggio e il territorio e in particolare le aree verdi anche mediante lo strumento della compensazione ambientale; ·    la tutela del paesaggio e del territorio;
·       L’individuazione di risposte concrete al bisogno di lavoro in questo periodo di crisi, con particolare attenzione all’occupazione giovanile; ·    la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e la prospettiva di sviluppo con nuovi posti di lavoro;
·    il vincolo ad aprire al pubblico le aree di nuova edificazione solo a seguito del completamento e del collaudo delle opere viabilistiche previste nell’Accordo di Programma;
·       Il sostegno al commercio locale in quanto cuore sociale e culturale della città; ·    il sostegno al commercio di vicinato mediante misure economiche compensative;
·                  l’impegno unilaterale della proprietà del centro commerciale a non concedere spazi commerciali per agenzie di scommesse, sale bingo, sale giochi-slot machine (VLT), ambienti dedicati all’installazione degli apparecchi VLT
·                  l’impegno da parte della proprietà a finanziare studi autonomi, coordinati e incaricati dai Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio, sul futuro impatto che l’ampliamento del centro commerciale porterà sul territorio (in particolare per quanto riguarda la viabilità, l’ambiente e l’occupazione), da definire in sede di Accordo di Programma.
2 Per gli aspetti di viabilistici: Per gli aspetti viabilistici:
·       La realizzazione, a totale cura del proponente, delle modifiche ed integrazioni viabilistiche, per contribuire a ridurre lo stato di congestione che si verifica sulla SP121 e sulla viabilità di Cernusco s/N posta a sud del complesso del centro commerciale come descritto in premessa; ·    la realizzazione, a totale cura del proponente, delle modifiche ed integrazioni viabilistiche, per contribuire a ridurre lo stato di congestione che si verifica sulla SP208 e SP121 e sulla viabilità di Carugate posta a est del complesso del centro commerciale come descritto in premessa;
·       L’area di Cernusco s/N individuata come agricola-strategica nel PTCP vigente qualora la Regione lo consentisse, potrà esssere destinata unicamente a viabilità, con esclusione di ogni altra destinazione, utilizzo ed edificazione, ivi compresi distributori di carburante, autolavaggi e simili, salvaguardando per quanto possibile le aree verdi;
·       Lo sviluppo di una viabilità dolce mediante il miglioramento, la nuova dotazione e la cura di piste ciclabili integrate con la rete esistente che colleghino il centro commerciale con l’abitato; ·    lo sviluppo di una mobilità dolce mediante il miglioramento, la nuova dotazione e la cura di piste ciclabili integrate con la rete esistente che colleghino il centro commerciale con l’abitato di Carugate e che integrino la rete esistente di collegamento tra Carugate e Cernusco sul Naviglio, includendo anche il parco urbano di Carugate, il Parco degli Aironi di Cernusco sul Naviglio ed il Parco lncrea di Brugherio;
·    la realizzazione di un nuovo collegamento ciclopedonale tra Carugate e Brugherio;
·    la creazione di un tavolo di lavoro permanente tra Amministrazione comunale di Carugate e gli esercizi commerciali, in particolare quelli a grandi superfici di vendita, il cui traffico veicolare indotto grava sulla SP208 e SP121, al fine di ottimizzare le modifiche viabilistiche al servizio di tutta l’area;
·    interventi di mitigazione ambientale, da valutare in sede di Accordo di Programma.
3 Per gli aspetti edilizi: 3. Per gli aspetti edilizi:
·         Ampliamento a regime di circa 31.000 mq con seguente ripartizione sui due comuni coinvolti: ·    ampliamento a regime di circa 31.000 mq con seguente ripartizione sui due Comuni coinvolti:
a) Comune di Cernusco s/N: edificazione di nuova SLP non superiore a 9.000 mq, su un’area da cedersi da parte del Comune di Cernusco s/N posta a nord del Parco degli Aironi, in adiacenza al laghetto di cava esistente con edificazione su due livelli e due piani interrati, per una superficie coperta di circa 5.000 mq; b)      Cernusco sul Naviglio: circa 9.000 mq di SLP di nuova edificazione su un’area di circa 5.000 mq a nord del Parco Aironi.
b) Comune di Carugate: circa 22.000 mq SLP di nuova edificazione e circa 8.000 mq SLP di ristrutturazione edilizia (demolizione di parte del centro esistente e sua ricostruzione), riutilizzando spazi commerciali e parcheggi; a)      Carugate: circa 22.000 mq di SLP di nuova edificazione, riutilizzando principalmente spazi commerciali, parcheggi e un’area verde di circa 600 mq;
4 Per gli aspetti economici: 4. Per gli aspetti economici:
·         Cessione dell’area di proprietà comunale di circa 9.000 mq, da valutarsi con perizia giurata, comunque con una stima di introito non inferiore ad € 3.500.000,00 al netto di ogni imposta e tassa, che resteranno comunque a carico dell’operatore; ·    Cessione dell’area di proprietà comunale di circa 5.000 mq, da valutarsi con perizia giurata, comunque con una stima di introito non inferiore ad euro 3.500.000, al netto di ogni imposta e tassa, che resteranno a carico del proponente;
·         Interventi a favore del commercio locale tramite un’allocazione periodica di risorse a disposizione del Distretto del Commercio Locale; ·    interventi a favore del commercio locale tramite un’allocazione periodica di risorse economiche a disposizione — per il Comune di Cernusco sul Naviglio — del Distretto del Commercio Locale, per tutta la durata dell’attività del centro commerciale sul territorio, oltre alle compensazioni economiche già dovute per legge;
·    sostegno alle iniziative e alle realtà sportive, culturali e sociali promosse dai due Comuni;
·         Applicazione degli oneri di urbanizzazione con le tariffe più alte in uso nei due Comuni coinvolti; ·    applicazione degli oneri di urbanizzazione con le tariffe più alte in uso nei due Comuni coinvolti.
5 Per gli aspetti paesaggistici ed ambientali: 5. Per gli aspetti paesaggistici ed ambientali:
·     conferma dell’impegno del Comune di Cernusco sul Naviglio a conferire all’interno dell’Accordo di Programma una superficie di circa 9.400 mq di proprietà comunale, già destinata dal PGT ad edificazione residenziale, rinunciando al progetto là previsto e riservando l’area stessa a verde;
·         Compensazione ambientale mediante la cessione al Comune di Cernusco sul Naviglio di aree a servizi di cui all’Art. 14 del Piano delle Regole del PGT, comunque nella misura non inferiore a mq 4 di cessione a fronte 1 mq di edificazione (SLP); ·    una compensazione ambientale mediante la cessione al Comune di Cernusco sul Naviglio di aree verdi nella misura non inferiore a 4 mq per ogni mq di SLP edificata, previa perizia asseverata, secondo quanto previsto dall’art.14 del Piano dei Servizi;
·         Interventi ad esclusiva vocazione naturalistica del Parco degli Aironi e rinaturalizzazione e consolidamento delle sponde del lago ex-cava; ·    interventi ad esclusiva vocazione naturalistica all’interno del Parco degli Aironi e rinaturalizzazione e consolidamento delle sponde dell’ex lago di cava;
·         Integrazione del Parco degli Aironi con l’attuale parco sito in Comune di Carugate a ridosso del centro commerciale; ·    unione del Parco degli Aironi di Cernusco sul Naviglio con il parco urbano di Carugate, in modo tale da rendere i due parchi un’unica area verde, meglio fruibile dai cittadini;
·         Manutenzione ordinaria e straordinaria del Parco degli Aironi a carico dell’Operatore per tutto il tempo in cui sarà operative il centro commerciale. ·    riqualificazione ex-novo, manutenzione ordinaria e straordinaria del parco che si verrà a creare in seguito all’unione del Parco degli Aironi di Cernusco sul Naviglio e del parco urbano di Carugate, a carico dell’Operatore per tutto il tempo in cui sarà operativo il centro commerciale (con convenzione da definire), compreso l’interramento della viabilità comunale di accesso al centro commerciale dalla SP121, nonché il sistema di illuminazione relativo (strada e parco), per la parte di consumi e manutenzione ordinaria e straordinaria;
·         Realizzazione dell’intervento commerciale con estrema attenzione all’inserimento paesaggistico, con particolare riguardo alla facciata che verrebbe realizzata sul Parco degli Aironi fronte lago cava, anche secondo indicazioni vincolanti fornite dal Comune. ·    realizzazione dell’intervento commerciale con estrema attenzione all’inserimento paesaggistico, anche secondo indicazioni condivise fornite dai Comuni, con particolare riguardo all’impatto paesaggistico della nuova costruzione sul parco urbano e sul Parco degli Aironi;
·    impegno da parte della proprietà ad effettuare interventi di mitigazione ambientale, mediante piantumazioni e interventi di ingegneria naturalistica;
·    impegno, da parte della proprietà, a finanziare insieme all’Amministrazione comunale di Carugate un intervento specifico nei confronti delle cause principali di inquinamento.
6. Per gli aspetti legati al trasporto:
·    impegno unilaterale della proprietà del centro commerciale a partecipare, per la quota in carico al Comune di Carugate, alle spese per l’affidamento di studi di fattibilità del prolungamento della linea metropolitana MM2 o di altre forme di trasporto ad essa alternative;
·    impegno unilaterale della proprietà del centro commerciale, qualora ci fosse la possibilità di un prolungamento della linea metropolitana (o di forme di collegamento alternative) che riguardasse il Comune di Carugate, a compartecipare con gli altri operatori interessati, ai costi di realizzazione di tale opera, con particolare riguardo alla costruzione della stazione;
·    implementazione di forme di trasporto integrative ai servizi attualmente disponibili sul territorio carugatese, in particolare per collegare Carugate con territori ad oggi poco o per nulla raggiunti, quali Milano e Monza;
·    realizzazione di stazioni di ricarica per auto elettriche all’interno del parcheggio del centro commerciale.

Osservazioni alla bozza di regolamento del Forum del PLIS Est delle cave

Riportiamo di seguito le osservazioni inviate il 25.01.2017 al Comitato di Gestione del PLIS Est delle Cave da parte delle associazioni che fanno parte del Forum consultivo di partecipazione.

A seguito della comunicazione n. 62522 del 20.12.2016 con cui si trasmetteva la bozza del regolamento del Forum Consultivo di Partecipazione del PLIS Est delle Cave come associazioni componenti il Forum rileviamo quanto segue come notazioni preliminari:

  • non siamo mai state coinvolte nella definizione dello strumento regolamento dell’ambito di partecipazione del PLIS Est delle Cave facendo così venir meno l’assunto preliminare della partecipazione come connotazione guida del Forum consultivo;
  • veniamo ora chiamate ad esprimere un parere su una bozza che delinea già un assetto volto a ridurre sempre di più gli spazi della cittadinanza, perdendo così l’occasione per rimettere al centro il coinvolgimento delle comunità nella vita del parco;
  • tali modalità operative confermano come la gestione del parco sia rivolta al solo versante amministrativo e priva di volontà di dar voce al civismo organizzato presente sul territorio.

Per quanto riguarda il merito della bozza segnaliamo:

  • le funzioni del Forum rispecchiano quelle previste dalla convenzione che non prevedono alcuna capacità d’incidenza da parte delle associazioni, rendendo di fatto inutile la loro presenza in quest’organismo dove le rappresentanze tecniche ed istituzionali dei comuni – già presenti negli altri organismi – risultano preponderanti. Andrebbe quindi completamente ripensata nella convenzione la rappresentanza di questo ambito, riservandola al solo civismo organizzato insieme alla ridefinizione dei poteri attribuiti;
  • in ogni caso, a convenzione invariata, nella bozza proposta solo il Presidente del Parco può convocare il Forum, mentre andrebbe prevista la possibilità di convocazione anche da parte delle associazioni e/o delle altre componenti;
  • l’elezione di un coordinatore del Forum con funzione di raccordo con il comitato di gestione riduce ancora di più la possibilità di interlocuzione da parte delle associazioni dal momento che, per come si evince ora dalla bozza, tale figura potrebbe essere una qualsiasi delle parti componenti il Forum, quindi non necessariamente un rappresentante delle associazioni;

Al momento nel Forum consultivo sei sono i componenti che arrivano dalle associazioni, laddove quelli provenienti dagli organismi tecnico-istituzionali sono più di venti (due consiglieri comunali per comune, sindaci, comitato tecnico). Quindi è l’eccesso di rappresentanza tecnico-amministrativa in quest’ambito che deve essere ripensato nella convenzione, come già segnalato al punto 1);

Pertanto la nostra proposta è che le componenti amministrative si facciano parte attiva per una revisione della convenzione in tal senso;

  • dalla bozza non è chiaro se i componenti il Comitato di gestione ed il comitato tecnico, che possono partecipare alle sedute del Forum, abbiamo diritto di voto o solo di tribuna.
  • per come è definito dalla convenzione, il Forum non è un ambito decisionale, ma solo “consultivo” per l’indicazione al comitato di gestione di proposte e pareri rispetto ai quali comunque non sono previsti i criteri con cui si definirebbero priorità ed indirizzi.

Cogliamo inoltre l’occasione per ribadire la nostra contrarietà al bilancio proposto nella seduta del 14 dicembre scorso dal momento che i fondi dedicati (17.280 euro) si limitano a coprire le sole spese amministrative senza prevedere risorse per alcun tipo di progetto.

Rileviamo infine che non è stata recepita neppure la richiesta, espressa come associazioni nella lettera inviata ai sindaci lo scorso anno, di armonizzare gli strumenti urbanistici delle aree contigue fra i diversi comuni in modo da renderli omogenei rendendo così inefficace pure la sola gestione amministrativa del parco.

ACEA Onlus, Amici del Parco Medio Lambro, Comitato Bene Comune Cernusco, Forum Ambiente Area Metropolitana Parco Est delle Cave, Legambiente Adda Martesana, WWF STL Martesana Onlus

L’ecuosacco ed il bilancio di fine anno

Cinque mesi sono un intervallo temporale anomalo, ma a fine anno è tempo di bilanci ed il clima natalizio è pure propizio per le buone notizie. Così arriva il bilancio per l’ecuo sacco, il sacco di plastica rossa per la raccolta dei rifiuti indifferenziati su cui è riportato un codice numerico associato alle utenze, introdotto a Cernusco dal 1 giugno di quest’anno e destinato ad una “sperimentazione” che durerà sino alla fine del 2017.  L’innovazione si deve a CEM Ambiente, società partecipata che dal 1 gennaio 2016 e per nove anni è diventata il nuovo gestore del servizio di igiene urbana.
Nel mese di maggio le famiglie hanno dovuto mettersi in coda agli sportelli comunali per ritirare i sacchi rossi da quaranta litri in quantità predefinita per nucleo familiare (o azzurri da 120 lt per le utenze non domestiche) e destinati a durare sino alla fine del 2017. Per gli spreconi gli eventuali sacchi in più sono a pagamento, mentre per i virtuosi non c’è nessun premio.
Potrebbe sembrare uno dei molti modi che i gestori del servizio di igiene urbana usano per cercare di ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati, aumentare la raccolta differenziata ed arrivare ad una tariffa puntuale ove le tasse per i rifiuti sono in relazione diretta ai rifiuti prodotti da ciascuno. Ma così non è, perché l’ecuo sacco, oltre che un orrore lessicale, rappresenta una vera e propria falsificazione semantica.

Analisi del rapporto dotazione ecuo sacco e tipologia nucleo familiare fra i comuni aderenti all’ecuo sacco.
fonte: studio sull’ecuo sacco di Sergio Pozzi e Sergio Rocchi

La dotazione familiare di sacchi è la stessa per tutti i comuni ove CEM Ambiente ha introdotto l’ecuo sacco ma, mentre a Cernusco la produzione di rifiuti indifferenziati è di 150 Kg all’anno per abitante, a Bellusco se ne producono solo 54. La risposta non può essere la stessa su territori con quantità di produzione di rifiuti così diverse: la definizione della dotazione familiare avrebbe dovuto basarsi su criteri più equi e soprattutto più rispondenti ai reali quantitativi di immondizia da smaltire. Quindi, nonostante il nome ecuo sacco voglia richiamare insieme equità ed ecologia, i sacchi rossi non possono affatto definirsi equi.

Inoltre la ripartizione delle aree urbane di raccolta da quattro a tre e la riduzione del numero di ritiri dell’indifferenziato da due alla settimana ad uno solo si connota come una riduzione del servizio a cui non corrispondono misure di compensazione del disagio.
A Cernusco infatti non è stata messa in atto nessuna delle misure di compensazione e solidarietà sociale che si utilizzano in molti altri comuni. Non sono state previste ad esempio raccolte dedicate per chi deve smaltire pannolini e pannoloni oppure presidi sanitari, né realizzati punti di raccolta nel territorio per quei materiali di uso quotidiano (tazzine rotte, lampadine, olio vegetale, ecc) che andrebbero conferiti alla piattaforma ecologica che però si può raggiungere solo in auto. Dare ai cittadini l’opportunità di ridurre l’uso dell’auto significa non solo mettere in atto concrete misure di riduzione dell’inquinamento, ma soprattutto è un segnale di attenzione vera per quelle categorie di persone che non hanno l’auto o non possono usarla.
Sul territorio comunale non ci sono contenitori per la raccolta dell’olio usato, né sono state messe in atto campagne di promozione dell’uso di prodotti più sostenibili dal punto di vista ambientale, tipo pannolini riciclabili per bambini, coppette mestruali per le signore, lettiere ecologiche per i gatti. Così come non c’è traccia di incentivi per gli esercizi commerciali che utilizzino meno imballi o che predispongano aree di vendita di prodotti alla spina o aree destinate alla raccolta differenziata selettiva (tipo tappi di sughero, pile, olio vegetale).
Non sono stati adottati incentivi urbanistici e/o economici per quei condominî che non hanno spazi adeguati alla raccolta differenziata (ce ne sono e sono proprio quelli ove le condizioni socio-economiche sono in stretta relazione con l’adeguatezza degli ambienti). Infine, ma non ultime non sono state previste misure di solidarietà sociale per la riduzione della TARI per i nuclei familiari in difficoltà economica.
Si trattava di misure che avrebbero significato attenzione concreta per le esigenze dei cittadini e che sono di limitato impatto economico rispetto ad un servizio complessivo che costa più di 4 milioni di euro.

Nulla di tutto questo però viene citato nel bilancio sul sacco rosso che l’amministrazione ha presentato in questi giorni: in soli cinque mesi la quantità di rifiuti indifferenziati, a detta del sindaco Eugenio Comincini e dell’assessore Ermanno Zacchetti, si sarebbe ridotta del 60,5%, la raccolta differenziata sarebbe balzata all’84% con una conseguente riduzione del 10% sulla tassa per i rifiuti del prossimo anno.
Si tratta di dati estrapolati dagli uffici tecnici del comune di Cernusco che arrivano dal CEM Ambiente. Un po’ di cautela sarebbe stata opportuna visti i precedenti: ricordiamo bene l’inattendibilità dei dati forniti nel corso della presentazione pubblica dell’ecuosacco dello scorso 17 maggio riferiti a valori diversi e non omogenei per anni e comuni, per non parlare della relazione tecnica di corredo alla delibera di giunta con cui si è introdotto l’ecuo sacco, in gran parte copiata da quella usata dal comune di Brugherio l’anno precedente. In altri paesi copiare un documento porta alle dimissioni e copre di vergogna chi lo fa, qui da noi diventa prassi istituzionalizzata .
Ai dati privi di riscontri sulla quantità di rifiuti prodotti e raccolti presentati nel bilancio del sacco rosso di questi giorni si affiancano le cifre dei costi del servizio che porterebbero il prossimo anno ad una riduzione del 10% della tassa sui rifiuti.

Sono mesi che molti cittadini evidenziano che i dati forniti non tornano, che ci sono troppi disallineamenti fra le quantità di rifiuti dichiarate nei dispositivi amministrativi che hanno formalizzato l’adozione delle tariffe TARI e del sacco rosso (quest’ultima emessa dal giunta comunale in modo tardivo e solo dopo la segnalazione di un cittadino socio del nostro comitato) ed i dati che si ricavano (con molta difficoltà!)  dalle tabelle riepilogative di CEM Ambiente), come dimostra lo studio sull’ecuo sacco di Sergio Pozzi e Sergio Rocchi.
Eppure il contratto di servizio stipulato con il gestore impone all’amministrazione precisi doveri di vigilanza e controllo, oltre che obblighi di trasparenza nei confronti dei cittadini.
Troppi e troppo diversi i valori riportati in vari documenti: ad esempio la stima sui rifiuti di CEM per il 2016 era di 10.863 tonnellate, mentre la tabella del computo della TARI dell’amministrazione riporta 14.800 ton. e, poiché nel documento presentato il 17 maggio scorso in Filanda, per il 2015 venivano indicate 15.300 tonnellate (ma in una tabella precedente della Cernusco Verde venivano indicate 15.547,42 ton), vuol dire che c’era una previsione di 500 tonnellate di rifiuti in meno rispetto all’anno precedente.
Dalle dichiarazioni del sindaco Comincini e dell’assessore Zacchetti, invece, in soli cinque mesi ci sarebbe stata una riduzione del 60% dei rifiuti secchi. Si segnala una media mensile di 336,7 ton al mese, che con l’ecuo sacco precipita al 133 ton, ma non si riporta con la stessa enfasi che il multipack ha subito un aumento del 70% . Quindi gran parte di quello che andava nel secco ora finisce nel multipack ed è più significativo rilevare che la quantità complessiva di rifiuti sarebbe diminuità di solo il 9%.
Come riferimento aggiungiamo che nel 2015 i ricavi della Cernusco Verde, il precedente gestore, sul servizio di igiene urbana erano di 3.856.894 euro. Il costo attuale è del servizio con CEM Ambiente è di 4.040.000 euro.
E’ ora il momento di far chiarezza, perché i cernuschesi sono virtuosi, ma hanno la puzza sotto il naso (cit.) e non vogliono essere presi in giro. Occorre un osservatorio sui rifiuti che valuti l’andamento del servizio, le sue criticità e l’operato del gestore. Tale ambito deve comprendere rappresentanti di tutte le parti coinvolte dal progetto: in primo luogo i cittadini, il civismo organizzato, gli amministratori dei condomini, il gestore del servizio, esperti tecnico-scientifici del settore, l’amministrazione insieme a figure di mediazione. I bilanci veri si fanno con questo tipo di strumenti, il resto è propaganda.

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