Categoria: informazione (Pagina 1 di 3)

Note a margine dell’audizione sull’interramento del lago Gabbana

lavori intorno al lago Gabbana – 07.09.2020

E’ più facile che un comitato venga ascoltato in regione che invitato in comune.

Almeno per il lago Gabbana è andata così, ed è una delle notazioni a margine della vicenda emersa nell’estate 2019 grazie alla mobilitazione dei cittadini di Vimodrone che hanno visto improvvisamente all’opera le ruspe all’interno dell’area del lago Gabbana, specchio d’acqua che si è formato per emersione della falda nella cava di inerti contigua alla cascina Gabbana, da cui prende il nome.

Un’attività estrattiva selvaggia a partire dal dopoguerra ha sfruttato intensamente le preziose sabbie e ghiaie del sottosuolo, lasciando in tutto il territorio comunale numerose e profonde ferite . Criteri di salvaguardia e modalità estrattive meno devastanti sono arrivati solo molti anni dopo, così la cava Gabbana, una volta esauriti gli orizzonti utili, è stata abbandonata, iniziando un nuovo ciclo come lago.

Per decenni lì hanno fatto il bagno e pescato gli abitanti di Vimodrone, era un luogo di svago collegato alla settecentesca cascina Gabbana in cui si trovava il dopolavoro della Cariplo. Con la crisi economica degli anni 2008-2012, l’area passa di proprietà e viene acquistata da un’immobiliare, che nel 2018 ottiene dal comune di Vimodrone l’autorizzazione ad interrare il lago grazie ad un semplice permesso di costruire: un atto amministrativo che serve per autorizzare la realizzazione di qualcosa sopra il piano campagna, ma, come in uno specchio, anche sotto: dunque viene autorizzato il riempimento di un lago con 620.000 mc di materiali, l’equivalente di due stadi. Ma, se per costruire uno stadio occorre valutare la compatibilità paesaggistica (siamo in un’area protetta, il PLIS Est delle Cave), geologica ed ambientale,  per interrare 620.000 mc basta un permesso di costruire (almeno, questa è la versione del comune di Vimodrone).

Eppure le acque del lago sono importanti, servono da ricarica dell’acquifero, pertanto qualsiasi sostanza inquinante immessa nel lago ne metterebbe a rischio la potabilità; ciò nonostante il progetto non prevede alcuna rete di monitoraggio della qualità dell’acqua, dei materiali di riempimento non si sa nulla, solo un’autocertificazione ne attesterà la provenienza.

E poi ci sono gli animali: nel lago ci sono molti pesci, specie autoctone e molte altre alloctone, di cui non si sa che fine faranno; le sue acque e le numerose piante dell’area ospitano molti uccelli che le utilizzano come area di sosta durante le migrazioni e come luogo di nidificazione. Le aree umide sono infatti essenziali per queste specie e sono tutelate da stringenti normative europee. Interrare il lago significa dunque fare una strage.

C’è il paesaggio: un tempo lì c’erano i campi, solo campi, poi venne la cava e poi il lago che è lì da più di cinquanta anni. In un contesto che ha perduto i suoi connotati rurali a causa dell’attività estrattiva e della speculazione edilizia che fanno di Vimodrone uno dei comuni con la più alta densità abitativa del milanese, il lago Gabbana ha rappresentato una forma di “appaesamento”: è diventato elemento connotativo ed identitario del paesaggio.
Modificarne l’assetto, trasformandolo nella migliore delle ipotesi in un prato verde con qualche alberello e nella peggiore in un ricettacolo di materiali di provenienza ignota, significa cancellare anche la memoria storica degli abitanti e dei luoghi

Infine il PLIS Est delle cave: mai come in questo caso è emersa l’inadeguatezza delle tutele che questo tipo di area protetta prevede, legate come sono ai soli vincoli urbanistici che ciascun comune del parco dispone sul suo territorio e che quindi possono essere sempre modificati. Né esistono regole che impongono forme di consultazione e approvazione preliminari da parte degli organi del PLIS per i progetti che ricadono al suo interno, tanto meno valutazioni di impatto.

L’interramento del lago Gabbana costituisce dunque un precedente, anzi il precedente: d’ora in poi per interrare un lago inserito in un PLIS basterà un permesso di costruire.

Perché ciò non accada, perché non vengano cancellate le istanze di tutela degli interessi della comunità rispetto agli interessi di un privato, si batte da un anno il comitato Salviamo il lago Gabbana e noi di Bene Comune Cernusco siamo stati sempre al suo fianco.

Per questo lo scorso 9 settembre abbiamo esposto insieme in audizione ai componenti la VI commissione Ambiente della regione Lombardia le criticità dell’interramento del lago. Sia il presidente Riccardo Pase che i numerosi consiglieri intervenuti hanno ascoltato con attenzione i problemi legati al progetto e le conseguenze per la collettività, elementi incontrovertibili, rispetto ai quali stava all’amministrazione comunale valutarne l’incidenza, al momento del rilascio dell’autorizzazione, e validi ancora oggi. Prima che sia troppo tardi.

un gheppio vigila sui lavori di interramento del lago gabbana

Saluti da Cernusco sul Naviglio

A breve aree preziosissime per la fauna locale che permettono e proteggono gli spostamenti verso altre aree naturali protette, spariranno per essere sostituite da un campo da baseball e da un parcheggio.

Un corridoio ecologico sacrificato per ampliare lo spazio dedicato allo sport a spese di aree verdi e con ulteriore consumo di suolo: secondo noi una diversa soluzione deve essere possibile.

Vuoi saperne di più? Leggi le nostre pillole dedicate alla variante al PGT in fase di approvazione in queste settimane:

La variante al PGT in pillole – Il PLIS delle Cave

La variante al PGT in pillole – Via Brescia

La variante del PGT in pillole – Via Cevedale

La variante del PGT in pillole – l’Ampliamento del centro sportivo

Hai anche tu qualcosa da dire su questo tema? Facci avere le tue osservazioni a questa mail benecomunecernusco@gmail.com, le integreremo alle nostre. Abbiamo poco tempo! Il termine per presentarle scade il 14 luglio.

La variante del PGT: come fare le osservazioni

Gli interventi proposti nella variante del PGT in discussione in questi giorni avranno effetti di medio periodo sulla struttura del tessuto urbano e di lungo periodo sull’ambito ambientale.
Pur essendo una variante parziale che, secondo quanto dichiarato, dovrebbe incidere solo in relazione a specifici elementi puntuali, presenta alcuni interventi di particolare valenza e rilievo dal momento che interessano aree sensibili dal punto di vista ambientale ed urbanistico.

Abbiamo già presentato alcune delle proposte (l’ampliamento del centro sportivo in un’area del PLIS Est delle Cave, l’edificazione di via Cevedale in aree che ora sono dei campi agricoli), continueremo a raccontarvi ciò che contengono le altre.

Nello stesso tempo vi segnaliamo che sino al 14 luglio è possibile far pervenire all’Amministrazione osservazioni e rilievi, perché siano valutate dai soggetti competenti per la Valutazione Ambientale Strategica.

I documenti si trovano sul portale SIVAS regionale a questo link
le osservazioni vanno inviate all’Autorità Procedente per la VAS del comune di Cernusco sul Naviglio  –  Settore Infrastrutture e Urbanistica-Edilizia Privata del Comune di Cernusco sul Naviglio –  per posta certificata all’indirizzo: comune.cernuscosulnaviglio@pec.regione.lombardia.it

In alternativa, potete mandarle a noi all’indirizzo benecomunecernusco@gmail.com
le raccoglieremo in un documento complessivo insieme alle nelle nostre.

La variante del PGT in pillole – l’Ampliamento del centro sportivo

Una delle principali variazioni proposte dalla variante n. 2 del PGT riguarda un’area posta sulla sponda Nord della Martesana, incuneata fra il margine ovest del centro sportivo ed i campi agricoli a confine con Vimodrone.

Attualmente è un’area verde, agricola, rientra nel perimetro del parco (PLIS) Est delle Cave, in particolare costituisce uno dei corridoi ecologici di Cernusco, vale a dire un’area che ha la funzione creare una connessione fra habitat naturali posti a Nord e a Sud del suo territorio, isolata da  una  fascia “tampone” rispetto agli ambiti antropizzati circostanti.
Risulta attraversata da un elettrodotto (nella relazione ambientale non è indicato il voltaggio) e ricade nell’ambito di tutela paesaggistica del Naviglio Martesana.

L’area coinvolta ha una superficie complessiva di 20.675 mq (circa tre campi di calcio),  fa parte di un “ambito di non trasformazione” ed ha come attuale destinazione d’uso “parchi e giardini” (Sg4_NP3).

La variante proposta prevede che quest’arena venga destinata all’ampliamento dell’adiacente centro sportivo di via Buonarroti ma i vincoli attuali non lo permettono. Così la variante propone di escludere l’area dal perimetro del parco e trasformarne la destinazione  in “edifici ed attrezzature” connesse a servizi per lo sport (Sv_P2).

Per non ridurre la superficie complessiva del parco e delle aree agricole tale operazione viene fatta  in compensazione: vale a dire che i metri quadri di verde  sottratto in un’area devono venire compensati da almeno altrettanti che possono essere trovati nell’intero territorio del comune in modo tale che il bilancio complessivo sia a somma positiva.

Per compensare la perdita del corridoio ecologico la variante propone di lasciare lungo il Naviglio una fascia di rispetto di 10 m (“per consentire almeno la permeabilità della fauna terrestre”) ed un’altra più a Sud, lungo il margine della statale 11 ed in un’area di fronte all’albergo Melghera.

tutto bene dunque?

Noi abbiamo alcune considerazioni:

1) IMPORTANZA DEI CORRIDOI ECOLOGICI: servono per mettere in comunicazione delle aree naturali importanti per la conservazione dell’ecosistema e della biodiversità presente, permettendo il passaggio di specie migratrici ma anche spostamenti quotidiani di molte specie animali; il corridoio ecologico che la variante vuole ridurre per ampliare il centro sportivo connette direttamente il PLIS al Parco Agricolo Sud Milano e indirettamente con altri due parchi regionali vicini.

2) SCOMPARSA INSETTI: la trasformazione di destinazione d’uso implica la cancellazione dell’attuale prato naturale. Ciò comporterà come conseguenza la diminuzione di insetti, tra cui insetti impollinatori, fondamentali per l’uomo e molti prodotti alimentari che acquista quotidianamente; queste azioni nei prossimi decenni porteranno il 40% delle specie di insetti conosciute sempre di più verso l’estinzione.

3) SCOMPARSA IRUNDINIDI: in Cascina Gaggiolo nidificano le rondini e, tutto intorno, sono di passaggio rondoni e balestrucci. L’ampliamento del centro sportivo, a cui va aggiunta la conversione dei due campi da calcio in prato sintetico, può significare l’abbandono dei nidi da parte delle rondini, perché diminuiranno le fonti di cibo (insetti) e il materiale primario per i nidi (fango).
Situazione che si è già verificata (con i balestrucci) in seguito alla conversione in sintetico del campo da calcio dell’Oratorio Paolo VI.

4) ALTRI PROBLEMI: queste non saranno le uniche conseguenze, aumenteranno infatti ancora cementificazione, frammentazione di habitat naturali, incremento di traffico e inquinamento.

A nostro avviso, questo non è il momento storico per fare scelte contro gli ecosistemi e la biodiversità, neppure in nome di strutture pubbliche destinate alle attività sportive.

Abbiamo la responsabilità etica di conservare e tutelare il nostro ambiente e gli ecosistemi fintanto che c’è il tempo per farlo.

E bisogna farlo per conservare il parco (PLIS) Est delle cave, un parco sottovalutato dai più che, con le giuste competenze e determinate azioni volte al potenziamento e alla conservazione, potrebbe diventare un’area protetta di interesse naturalistico, luogo di insegnamento, divulgazione e ricerca.

E’ necessario dunque che emergano e vengano fatte conoscere le conseguenze che la variante verrà a determinare con la cancellazione dei vincoli ambientali prodotta dalla trasformazione d’uso dell’area per ampliare il centro sportivo.

Quante rondini, quante api vale un centro sportivo? Sono state valutate le alternative a questa proposta? Qual è l’impronta ecologica, l’incidenza reale dal punto di vista ambientale di questa trasformazione?

a cura di Federico Belloni e Jasmine La Morgia

 

Variante PGT: differiti i tempi sino al 14 luglio


Importante risultato dell’azione di Bene Comune Cernusco: i termini per la messa a disposizione della documentazione della variante parziale del PGT di Cernusco sono stati differiti al 14 luglio dopo l’invio alla procura di Milano del nostro esposto che segnalava il mancato rispetto della sospensiva dei procedimenti amministrativi sino al 15 maggio.

La messa a disposizione dei documenti era avvenuta in pieno lockdown e solo da pochi giorni è stato possibile riprendere per tutti noi contatti e relazioni, pertanto ignorare tale contesto era davvero un segnale di mancata volontà di attenzione e confronto. Inoltre così come ai cittadini è stato chiesto di attenersi alle regole dell’emergenza Covid-19, lo stesso deve valere per chi ci amministra. I diritti di tutti non si possono limitare per interessi di parte, la partecipazione non può essere considerata un espediente retorico, ma va declinata con atti concreti ed è un diritto da esercitare e difendere.

Siamo confidenti che questo periodo possa essere utilizzato come opportunità di informazione e divulgazione dei contenuti della variante e delle implicazioni che avrà nei prossimi anni. Ad maiora.

La variante del PGT in pillole

Se volete scoprire cosa accadrà nelle zone di Cernusco evidenziate, seguiteci.
Vi racconteremo cosa prevede la variante parziale del Piano di Governo del Territorio.
Qui trovate la mappa che evidenzia dove sono localizzate le aree oggetto di modifica.

Le aree in grigio sono il tessuto urbano consolidato, in bianco le superfici libere.

Secondo il documento di scoping (2019) la superficie antropizzata risulta pari al 61,42%  (secondo la classificazione DUSAF relativa all’uso del suolo prodotta dalla regione Lombardia e questo valore si riferisce al 2015).

L’unico dato pubblico disponibile per una comparazione si trova nelle valutazioni sul PGT della provincia di Milano ed è del 2012.

 

Secondo tale bilancio nel 2012 k’indice di consumo di suolo per Cernusco era del 60,76% (DUSAF), ma arrivava al 67,42% con il PGT.

Dunque le analisi di corredo alla variante parziale del PGT utilizzano dati fermi al 2015 e quindi fotografano una situazione già superato ormai da cinque anni in relazione all’indice di consumo di suolo e non presentano il monitoraggio di tale parametro come avrebbe richiesto il Rapporto Ambientale che accompagna il PGT.

Non sarà così possibile valutare se le modifiche proposte dalla variante di piano rientrano o meno in obiettivi di consumo di suolo prefissati dall’amministrazione.

 

Stazione meteorologica: un importante risultato


Tutti i consiglieri comunali hanno sottoscritto la mozione, presentata grazie al consigliere Claudio Gargantini, che chiede di dare seguito al progetto proposto da Bene Comune Cernusco e CoScienza Ambientale che prevede la realizzazione di strumentazione per la stazione meteo, affiancando al rilevamento ed alla diffusione dei dati, iniziative di formazione tecnico-scientifica nel campo ambientale, meteorologico, informatico ed elettronico.

A più di un anno e mezzo dalla presentazione del progetto in un incontro pubblico svoltosi in biblioteca nell’ottobre 2018 che aveva visto la partecipazione dell’assessore all’Ambiente e raccolto la sua adesione, ieri nel consiglio comunale tutti i consiglieri hanno aderito con favore e sollecitato l’iniziativa.

Da parte dell’amministrazione comunale ora vanno superati gli impedimenti burocratici che sino a questo momento avevano impedito la stipula della convenzione, mentre sta a noi cittadini e a tutti coloro che hanno voglia di imparare e mettere a disposizione un po’ del loro tempo, realizzare questo progetto.

I dati ambientali sono importanti: ci raccontano cosa accade all’aria e all’acqua del nostro territorio, ci danno la possibilità di valutare l’effettiva variabilità del clima, dimensionare correttamente gli impianti (da quelli termici, di irrigazione alla rete fognaria), valutare le aree a maggiore rischio. Nello stesso tempo l’elaborazione dei dati e, in primo luogo la realizzazione diretta della strumentazione, offrono occasione uniche di formazione in ambiti che vanno dall’elettronica, all’informatica, alla statistica.

A breve organizzeremo un incontro – magari su web – per raccontarvi il progetto e le modalità di partecipazione. Seguiteci.

 

Facciamo il punto – incontro aperto 14 ottobre 2019

Nell’incontro aperto di lunedì 14 ottobre 2019 alle ore 21

presso la casa delle associazioni, via Buonarroti 59 a Cernusco

presenteremo

e sarà presente una delegazione di cittadini di Vimodrone per illustrare quanto sta accadendo al lago Gabbana, oggetto di un intervento di riempimento con materiali di scavo.

L’occasione mancata del nuovo Piano degli Interventi del PLIS Est delle Cave

Il PLIS Est delle Cave era nato con molte buone intenzioni per tentare di inserire un sistema di vincoli – sia pur blando – in un contesto fortemente compromesso da urbanizzazione ed attività estrattiva fra i cinque comune di Brugherio, Carugate, Cernusco, Cologno e Vimodrone, ma non ha mai funzionato: le sue valenze non sono conosciute e percepite dalle comunità, le amministrazioni che lo costituiscono hanno solo in piccola parte dato seguito agli strumenti di tutela e pianificazione coordinati.

Cosa c’è che non va e cosa serve per farlo funzionare meglio? A queste domande il nuovo Piano Pluriennale degli Interventi, presentato il mese scorso, poteva dare una risposta. In realtà troppe sono le ombre rimaste legate al metodo ed al merito del piano.

Come già evidenziato nel nostro memorandum, il PLIS soffre di un problema strutturale di gestione che le proposte del PPI non risolvono.

In primo luogo le modalità con cui si è arrivati all’approvazione non lasciano dubbi: il Forum consultivo di partecipazione è stato chiamato solo a posteriori ad esporre il suo parere, i suoi componenti sono stati ascoltati solo dopo la stesura del PPI e le proposte inviate nella fase preliminare non sono neppure state prese in considerazione. La partecipazione viene così trasformata in un espediente retorico, poiché nulla è l’incidenza dei soggetti del Forum chiamati ad esprimere a posteriori  un parere e neppure vincolante.

Nel merito vengono proposte quattro linee d’intervento rispetto alle quali vi proponiamo le nostre valutazioni:

  1. Gestione
  • Gestione ordinaria

Per migliorare la gestione ordinaria il PPI propone di potenziare la struttura tecnica con personale a tempo pieno (ora ci sono solo 16 ore settimanali di segreteria), un tecnico di livello C per 60.000 euro l’anno ed il supporto di un “cacciatore di bandi” a 25.000 euro l’anno.

Si poteva ripensare, come già suggerito, il profilo del Direttore del parcoprevisto nella convenzione: tale funzione viene ora svolta dal dirigente tecnico del comune capofila, con tutti i limiti che la somma di incarichi comporta, ma con 85.000 euro si può affidare l’incarico ad un tecnico esterno di categoria D che si occupi solo e soltanto del PLIS.

  • Gestione condivisa

Per quella che è chiamata gestione condivisa il PPI propone invece di allargare la composizione del Forum consultivo di partecipazione a tutti gli ambiti del civismo organizzato (scolastico, sportivo, associazioni di migranti, Protezione Civile).  Nel segnalare che il Forum è un soggetto misto, vale a dire composto da componenti istituzionali (consiglieri di maggioranza e minoranza dei comuni coinvolti) e componenti civiche (associazioni che si occupano di tutela del territorio), se davvero si intende realizzare un maggiore “coinvolgimento della cittadinanza nella tutela degli ambienti naturali” non serve a nulla aumentare il numero dei componenti se poi tale organismo non ha alcuna capacità decisionale e deliberativa.

Pertanto è necessaria una radicale revisione nella convenzione delle funzioni attribuite al Forum.

  1. Sviluppo delle conoscenze
    Studi sulle valenze ambientali e territoriali

La mancata valorizzazione delle valenze ecologiche e storico architettoniche presenti nel PLIS in relazione a fauna, flora, ambiti agricoli e cascine è stata uno degli elementi che abbiamo sempre sottolineato. Questo deficit informativo viene attribuito nel PPI ad una carenza di studi specifici sul territorio, da colmare attraverso l’elaborazione di studi dedicati a ciascun ambito per complessivi 35.000 euro.

In realtà ci sono già diversi studi ambientali cui riferirsi per il PLIS (ad esempio a corredo della VAS degli ambiti estrattivi presenti, dell’ampliamento del centro commerciale Carosello, dei PGT dei comuni), inoltre nel vecchio PPI ci sono sezioni dedicate alle emergenze ambientali ed architettoniche.

Gli studi proposti nel PPI sono finalizzati al censimento delle presenze faunistiche e vegetali presenti ed al loro monitoraggio, ma tali azioni hanno senso se inquadrate in un progetto complessivo che faccia del PLIS  Est delle cave un vero parco, vale a dire un ambito di tutela dell’ambiente e del territorio. Tale obiettivo è però inconciliabile con l’attività estrattiva presente.

  • Il piano cave e le istanze di tutela

Nei prossimi dieci anni il piano cave appena approvato da Città Metropolitana prevede che vengano estratti per le due cave che rientrano nel PLIS (e che sono sul territorio di Cernusco) 3.500.000 di mc di sabbie e ghiaie. Ma né il comune di Cernusco né il PLIS hanno fatto nulla per evitare tale scempio (per una cava che si sviluppa per 35 m sotto il livello della falda non è più possibile alcun ripristino ambientale), mentre il comune di Cusago ed il parco Sud che avevano presentato osservazioni al piano cave e richiesto lo stralcio dell’ambito estrattivo l’ATEg11 dal loro territorio dalla Proposta di Piano hanno visto accolta la loro richiesta. Segno evidente della scelta di campo delle amministrazioni coinvolte in favore della tutela del territorio.

  • Perimetrazione degli ambiti estrattivi

Si segnala inoltre fra la azioni proposte nel PPI la mancanza di uno studio che evidenzi gli ambiti estrattivi presenti e la loro perimetrazione, sia rispetto al Piano Cave che del PGT di riferimento (Cernusco), dal momento che abbiamo rilevato numerose incongruità fra i due dispositivi vigenti.

  1. Azioni materiali/Interventi sul territorio
    La subalternità al modello vigente

La preminenza dell’attività estrattiva rispetto alla tutela ambientale viene conferma nel piano delle azioni che prevede come intervento cardine un progetto di percorso ciclabile di interconnessione del PLIS chiamato proprio la via delle cave. Anziché emanciparsi dall’identità delle cave, così forte che è stata usata come toponimo del PLIS, nel PPI si conferma, anche dal punto di vista linguistico, la subalternità al contesto ed al modello di sviluppo legato alle cave e la sua l’inviolabilità.

  • La via delle cave e la mappa dei sentieri

Nei tratti proposti ci sono spesso percorsi misti ciclopedonali e promiscui affiancati alla viabilità stradale già esistente, laddove sarebbe stata opportuna una valorizzazione della viabilità minore presente. La mappatura dei sentieri è un altro studio che non è stato inserito nelle azioni del PPI e che invece costituirebbe un riferimento essenziale per la fruizione del parco.

Si segnala inoltre che i percorsi proposti tagliano fuori il comune di Carugate, mentre circuiti studiati sui sentieri e la viabilità minore già presente avrebbero consentito una connessione completa dei territori.

  • Il recupero della cava dismessa di cascina Gaggiolo

Gli interventi proposti per il recupero dell’area estrattiva dismessa di Cascina Gaggiolo evidenziano la difficoltà ed i notevoli costi di tali interventi, ulteriore conferma che una cava è una profonda ferita del territorio da rimarginare a prezzi altissimi e con cicatrici che rimangono per sempre.

  • La rimozione semantica del Parco degli Aironi

Inspiegabile appare la rimozione semantica operata sul parco degli Aironi: mai chiamato con il suo nome, ma attraverso la perifrasi “ramo Nord-Est del bacino di ATEg23”, cancellandone così l’identità, sebbene il suo perimetro sia quasi tutto interno al PLIS e faccia parte a pieno titolo dei parchi pubblici del comune di Cernusco, insieme al parco dei Germani ed al bosco del Fontanone.

A questo riguardo, proprio per restituire continuità al bosco del parco degli Aironi ed omogeneità agli strumenti urbanistici che prevedono sull’intera area la destinazione a forestazione urbana, è necessario che vengano ricomprese all’interno della perimetrazione del PLIS delle Cave le aree su cui grava il progetto di ampliamento del contiguo centro Commerciale Carosello e che venga restituita dignità di toponimo al parco degli Aironi.

Solo se le istanze di tutela ambientale risulteranno prevalenti rispetto agli interessi privati, il parco avrà un senso e verrà percepito come tale dalla sua comunità.

  1. Conoscenza
    L’identità del PLIS

Infine ma non ultima l’identità del PLIS Est delle Cave, a cosa serve e cosa si può far diventare.  Nel Memorandum propositivo avevamo proposto che diventasse presidio ambientale e sede di laboratori funzionali alla conservazione della biodiversità ed all’osservazione dei cambiamenti climatici attraverso l’installazioni di stazioni meteorologiche di rilevamento e lo sviluppo di percorsi collegati alla formazione scolastica e non scolastica.

  • La valorizzazione delle competenze dei cittadini

Molto importante a questo riguardo è il coinvolgimento ed il contributo che cittadini dotati di particolari competenze e conoscenze possono mettere a disposizione della comunità, occorre pertanto favorire ed agevolare tutte le forme di collaborazione fra cittadino e PLIS.

La stazione meteorologica di Cernusco: non solo un progetto, ma un piano per la città

La stazione meteorologica di Cernusco, allestita dal comune nel 2003 con più di quindici sensori e strumentazione professionale, forniva indicazioni su vento, temperatura, radiazione solare, pioggia, umidità del terreno ed ha funzionato sino al 2009 per il mancato rinnovo della convenzione di gestione con l’Osservatorio Milano Duomo. Dopo quasi dieci anni di abbandono il comitato Bene Comune Cernusco ed meteorologo Paolo Bonelli hanno proposto all’amministrazione comunale di rimettere in funzione la stazione attraverso un processo condiviso volto al coinvolgimento dell’associazionismo e del mondo della formazione.
L’iniziativa nasce dall’attenzione del comitato Bene Comune Cernusco per i beni comuni, fra cui la qualità dell’aria è uno dei principali: tiene infatti il monitoraggio delle polveri sottili a Cernusco grazie ad un rilevatore acquistato con una sottoscrizione pubblica ed ha partecipato lo scorso febbraio alla campagna dei Cittadini per l’Aria per la rilevazione del biossido di azoto (cui il settimanale del TG1 TV7 ha dedicato il servizio andato in onda lo scorso ottobre di cui trovate uno stralcio).
Si è poi aggiunta la passione del meteorologo Paolo Bonelli che ha lavorato al centro meteo di Linate ed insieme si sono fatti promotori di questa iniziativa volta a rafforzare la possibilità e la capacità dei cittadini di percepire e dare un senso al proprio ambiente, proprio attraverso lo sviluppo di una rete di sensori fai-da-te per misurare l’inquinamento, la polvere, la luce, il suono, la temperatura e l’umidità (sense your city).

«la conoscenza deriva dalle informazioni come le informazioni derivano dai dati»,

abbiamo spesso richiamato l’aforisma di Elinor Ostrom, la prima donna insignita del Premio Nobel per l’economia, acuta studiosa dei beni comuni e militante per la loro difesa, perché rende bene l’importanza della disponibilità dei dati. Anche dei dati meteorologici, anche dei dati locali della stazione di Cernusco.

Presentazione del progetto a cura del meteorologo Paolo Bonelli

La stazione meteo di Cernusco – 25 ottobre 2018

Paolo Bonelli ha così illustrato l’importanza di avere a disposizione indicazioni meteorologiche puntuali per poter fare una verifica delle previsioni meteorologiche locali e, in collegamento con altre stazioni, consentire l’elaborazione di mappe micro-climatiche del territorio e di analizzare eventi estremi, ormai sempre più frequenti. Ci sono poi delle ricadute più dirette legate alla possibilità di controllare l’efficienza del funzionamento degli impianti ad energia rinnovabile e riscaldamento privati e pubblici o di analizzare eventi di inquinamento dell’aria (vedi le nubi sprigionatesi a seguito degli incendi di depositi di rifiuti) e persino in relazione all’agricoltura con l’analisi dei fattori climatici per la crescita delle piante.

Intervento di Massimo Mazzoleni del Centro Meteorlogico Lombardo

La stazione meteo di Cernusco – 25 ottobre 2018

Massimo Mazzoleni del Centro Meteorologico Lombardo ha messo in evidenza come una rete nata nel 2006 solo grazie all’associazionismo organizzato conti oggi più di 400 stazioni in tutta la Lombardia che rilevano in continuo l’evoluzione micro climatica locale. Dai dati presentati è emerso con nettezza come ci sia stato un trend evolutivo a partire dal 2007 che ha visto il susseguirsi estati sempre più calde ed inverni sempre più miti, non solo a livello mondiale, ma anche con precise evidenze a livello regionale e locale. Stiamo andando inesorabilmente verso un riscaldamento globale che, se non ci sarà un’inversione di tendenza, comporterà scenari drammatici per tutti noi.

Intervento di Daniele Restelli, assessore delegato all'ecologia

La stazione meteo di Cernusco – 25 ottobre 2018

A fronte di queste premesse Daniele Restelli, assessore delegato all’ecologia del Comune di Cernusco, ha espresso l’attenzione e l’interesse dell’amministrazione per il progetto e l’impegno a valutare la possibilità di ripristinare la stazione di Cernusco.
Il primo passo è stato fatto, ripristino e gestione devono essere considerati non un costo, ma un investimento per tutta la nostra comunità.

Tutti coloro che volessero partecipare sono i benvenuti, vi invitiamo a segnalare la vostra adesione al progetto a: benecomunecernusco@gmail.com

 

Materiali:

 

« Articoli meno recenti