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Stazione meteo di Cernusco: 1° webinar 17 giugno ore 18

Mercoledì 17 Giugno 2020 dalle ore 18 – alle 19:30 

Primo webinar sul progetto di riqualificazione della stazione meteorologica di Cernusco sul naviglio a cura del meteorologo Paolo Bonelli che presenterà il progetto per la riqualificazione in chiave didattica e volontaria della stazione meteorologica del Parco dei Germani di Cernusco, in abbandono da molti anni e ne discuterà con i partecipanti.

Il 21 maggio scorso il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione su questo progetto promosso dal comitato Bene Comune Cernusco e questa vuole essere la prima iniziativa di scienza attiva volta a coinvolgere i cittadini interessati e a promuovere la cultura ambientale della nostra città.

per collegarsi:

inviare una mail a: paolob087@gmail.com  oppure a benecomunecernusco@gmail.com

 

Stazione meteo di Cernusco: 1° webinar 17 giugno ore 18


La stazione meteorologica del Parco dei Germani è rimasta abbandonata per molti anni e come associazione Bene Comune Cernusco intendiamo ripristinarla. A questo proposito un anno e mezzo fa abbiamo presentato al Comune di Cernusco sul naviglio un progetto per la sua riqualificazione in chiave didattica e volontaria.
Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità nei giorni scorsi una mozione che lo impegna a dar seguito al nostro progetto e ci aspettiamo a breve la possibilità di iniziarne le attività.

Il nostro criterio guida è un ripristino basato sul volontariato e motivato da interessi culturali nelle varie discipline: dal monitoraggio della qualità dell’aria alla meteorologia, dall’elettronica all’informatica. Pertanto vorremmo formare un gruppo di persone, non necessariamente esperte, che prendano a cuore questo progetto dando un contributo di tempo e passione.

Ne parleremo in dettaglio in un seminario on line (webinar) mercoledì 17 Giugno 2020 dalle ore 18 – alle 19:30

Ci sarà la presentazione del progetto sulla realizzazione della stazione meteo di Cernusco sul naviglio,  con l’indicazione degli obiettivi, dei costi, il programma didattico e poi seguirà la discussione.

Chi è interessato può mandare la sua mail (necessaria per connettersi al webinar) a:

paolob087@gmail.com

o

benecomunecernusco@gmail.com

Stazione meteorologica: un importante risultato


Tutti i consiglieri comunali hanno sottoscritto la mozione, presentata grazie al consigliere Claudio Gargantini, che chiede di dare seguito al progetto proposto da Bene Comune Cernusco e CoScienza Ambientale che prevede la realizzazione di strumentazione per la stazione meteo, affiancando al rilevamento ed alla diffusione dei dati, iniziative di formazione tecnico-scientifica nel campo ambientale, meteorologico, informatico ed elettronico.

A più di un anno e mezzo dalla presentazione del progetto in un incontro pubblico svoltosi in biblioteca nell’ottobre 2018 che aveva visto la partecipazione dell’assessore all’Ambiente e raccolto la sua adesione, ieri nel consiglio comunale tutti i consiglieri hanno aderito con favore e sollecitato l’iniziativa.

Da parte dell’amministrazione comunale ora vanno superati gli impedimenti burocratici che sino a questo momento avevano impedito la stipula della convenzione, mentre sta a noi cittadini e a tutti coloro che hanno voglia di imparare e mettere a disposizione un po’ del loro tempo, realizzare questo progetto.

I dati ambientali sono importanti: ci raccontano cosa accade all’aria e all’acqua del nostro territorio, ci danno la possibilità di valutare l’effettiva variabilità del clima, dimensionare correttamente gli impianti (da quelli termici, di irrigazione alla rete fognaria), valutare le aree a maggiore rischio. Nello stesso tempo l’elaborazione dei dati e, in primo luogo la realizzazione diretta della strumentazione, offrono occasione uniche di formazione in ambiti che vanno dall’elettronica, all’informatica, alla statistica.

A breve organizzeremo un incontro – magari su web – per raccontarvi il progetto e le modalità di partecipazione. Seguiteci.

 

Giornata dell’acqua – facciamo il punto


Nella giornata mondiale dell’acqua facciamo il punto su ciò che sappiamo dell’acqua di Cernusco.

Dal portale del gestore del servizio idrico sappiano che sono in esercizio otto pozzi, dalla relazione della AST del 2016 (ma relativa al monitoraggio dei pozzi dell’anno 2015) si rileva che sono stati chiusi i pozzi di via Firenze, Don Sturzo e Vespucci a causa delle eccessive concrezioni di Cromo.


Riportiamo di seguito l’andamento del Cromo, estrapolato dai dati riportati nelle relazioni ATS degli ultimi cinque anni, da cui si rileva come in quasi tutti i pozzi di Cernusco i valori di Cromo siano sopra i 10 μg/l.

Nella stessa relazione  si legge che che AST ha richiesto di valutare l’utilizzo di nuove tecnologie di decontaminazione per ridurre le concentrazioni presenti.

I valori delle analisi relative ai singoli pozzi per Cernusco non sono disponibili, sono riportate sul portale del gestore del servizio le medie ponderate per gli ultimi tre anni

da cui si rileva che la concentrazione media ponderata è migliorata da 8 μg/l del 2015 a 6 del 2017.

I valori di Cromo delle case dell’acqua riportano per il 2017 valori di Cromo di 11  μg/l


Segnaliamo come in molte città si sia cercato di far riferimento a concentrazioni inferiori a 5  μg/l in modo cautelare e siano disponibili in rete per i cittadini i dati relativi alle analisi dei pozzi (vedi ad esempio Brescia e Treviglio).

Sarebbe inoltre interessante conoscere l’andamento delle case dell’acqua, vale a dire se si sono osservate differenze nel tempo rispetto ai litri erogati,  le variazioni nel consumo medio cittadino e gli obiettivi che l’amministrazione si pone rispetto alla riduzione dei consumi pro capite, alla possibilità di utilizzare le acque di prima falda per l’irrigazione di strutture sportive e giardini pubblici e privati, alla verifica dell’efficienza della rete (qual è la percentuale di perdite dell’acquedotto e come varia negli anni)

Nella giornata mondiale per l’acqua auspichiamo che l’amministrazione eserciti i suoi doveri di vigilanza e controllo nei confronti del gestore del servizio idrico e rivendici per sé e per i suoi cittadini il diritto ad un’informazione completa.

La giornata mondiale dell’acqua – 22 marzo 2018

Domani sarà la giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per evidenziare l’importanza dell’acqua e la necessità di preservarla e renderla accessibile a tutti. Il tema di quest’anno riguarda come si possano ridurre inondazioni, siccità ed inquinamento utilizzando soluzioni che già si trovano in natura. 

Il riscaldamento climatico ed il consumo di suolo sono fattori che incrementano eventi estremi come inondazioni e siccità, mentre l’inquinamento delle falde compromette la qualità dell’acqua che beviamo.

Nel nostro piccolo il tema dell’inquinamento dell’acqua che beviamo è sempre stato al centro della nostra attenzione ed attività. A noi si deve la proposta della Carta d’intenti per la qualità dell’acqua, protocollo procedurale fra gestore del servizio, amministrazione ed associazioni volto a garantire a noi cittadini il diritto all’informazione sull’acqua.

Il bilancio dopo quattro anni di questa iniziativa è negativo proprio sul quello che doveva essere l’obiettivo primario: il diritto del cittadino  all’informazione sulla qualità dell’acqua. Di fatto gli elementi conoscitivi per valutare l’andamento degli inquinanti nei diversi pozzi della rete idrica cittadina non sono disponibili, né è disponibile la relazione aggiornata della ATS sul monitoraggio dei pozzi.

fonte: CAP Holding

Sono disponibili solo i valori medi relativi alle case dell’acqua, ove per Cernusco si rileva per il 2017 un valore di Cr pari a 10 µg/l, valore che è nei limiti di legge solo perché lo scorso 6 luglio il ministero della Sanità ha esteso ha prorogato l’entrata in vigore delle modifiche all’Allegato I del D.Lgs. 31/2001 al 31.12.2018  che stabilisce limiti più stringenti di concentrazione massima per il Cromo esavalente nell’acqua dei nostri acquedotti (di fatto molti dei pozzi di Cernusco, sarebbero fuori legge).

Avevamo auspicato nel luglio scorso che l’informazione per i cittadini sulla qualità fosse uno dei criteri guida della nuova amministrazione, in autunno in un incontro con l’assessore all’ecologia Daniele Restelli abbiamo di nuovo fatto presente questo tema, ma ad oggi rileviamo che non c’è nessuna iniziativa in campo da parte dell’amministrazione.

L’inquinamento da Cromo interessa da decenni interessa il nostro acquifero, eppure non è stato ancora affrontato il tema della bonifica delle aree da cui arriva né sono stati adottati per i pozzi quei dispositivi per l’abbattimento del Cromo a valori più bassi usati in altre città (vedi Brescia). Le amministrazioni interessate dal problema dovrebbero far pressione insieme perché finalmente si intervenga per la bonifica.

Speriamo che domani in occasione della giornata mondiale per l’acqua venga almeno pubblicata sul portale dell’amministrazione la relazione aggiornata della AST.

Vedi alla voce Cromo per le case dell’acqua di Cernusco

fonte: portale isituzionale CAP Holding

Valori medi ponderati – I semestre 2016 – case dell’acqua di Cernusco

Come si vede, la concentrazione di Cromo totale, valutata come media ponderata per il primo semestre 2016, è di 13 µg/l.
Qual è la concentrazione del Cromo esavalente? Quali sono i valori aggiornati al primo semestre 2017 della qualità dell’acqua dei pozzi di Cernusco e delle due case dell’acqua?
L’amministrazione chieda al gestore del servizio i valori aggiornati. Acqua ed informazione sono beni comuni da tutelare.

Il sortilegio e le elezioni

Alla vigilia elettorale Cernusco si guarda allo specchio e l’immagine riflessa, a seconda dei candidati, diventa un racconto sospeso fra incanto, nostalgia e disincanto. Una città da cartolina, tutta verde, sport e concerti che rende felici (!) i cittadini  grazie alla sua grande bellezza attuale oppure una città dallo smalto perduto che va riconquistato per ristabilire la primazia nella Martesana (!).

Più banalmente e prosaicamente è una città che negli ultimi quindici anni ha visto un notevole incremento della popolazione (circa il 15% ) grazie ad un’espansione urbanistica andata a saturare le poche aree verdi rimaste libere. Cernusco è infatti l’approdo privilegiato di una domanda immobiliare che non può permettersi i prezzi della metropoli e quindi cerca nella sua periferia nuove costruzioni in un contesto urbanistico in parte preservato dall’espansione edilizia del secolo scorso. Le case costano meno che a Milano centro, sebbene molto di più che nel resto della periferia urbana, così interi quartieri sono stati costruiti là dove c’erano campi, in un crescendo di consumo di suolo e territorio e di problemi connessi ad un così rapido incremento della popolazione.

A cominciare dalla gestione dei servizi di interesse collettivo, come la raccolta dei rifiuti – ripensata da un anno a questa parte con l’introduzione del sacco rosso (falsamente) tracciabile – che non prevede forme di aiuto per quelle famiglie o situazioni che si trovano a dover smaltire molto più rifiuto indifferenziato a causa di pannoloni e pannolini per i quali non è previsto alcun ritiro dedicato come accade in molti altri comuni, più attenti e solidali con chi ha problemi. Così come non esistono forme di solidarietà fiscale della tariffa sui rifiuti destinate a chi è in difficoltà, né forme di attenzione per chi non può recarsi in piattaforma ecologica, né attivazione quelle misura di incentivazione della raccolta differenziata legate all’informazione  con il coinvolgimento delle scuole e  del civismo organizzato, all’adozione di incentivi per gli esercizi commerciali  per la riduzione e l’uso di imballaggi a minor impatto,  la creazione  di aree di vendita dei prodotti sfusi, la promozione di  prodotti  più sostenibili (lettiere ecologiche, pannolini riciclabili) , sino all’importante centro del riuso.  Nulla di tutto ciò è stato messo in atto e per di più  l’assoluto rifiuto di dialogo ha prodotto un  vero e proprio corto circuito con la cittadinanza: se da una parte con il sacco rosso la raccolta differenziata è arrivata all’85%, dall’altra c’è stato un peggioramento della qualità del multipack e del decoro complessivo della città per i numerosi abbandoni di rifiuti .  E neppure un bilancio  dell’andamento vero si può fare per i dati farlocchi che vengono forniti ai cittadini.

Eppure un osservatorio sui rifiuti, strumento che come comitato Bene Comune Cernusco avevamo proposto sin dall’inizio del sacco rosso, sarebbe molto utile, soprattutto per effettuare verifiche di efficacia del servizio e conciliazione  delle parti in gioco.

Nella bella perla della Martesana  (cit.) si respira però un’aria cattiva (le concentrazioni di polveri sottili sono elevate e nel periodo invernale sempre a livelli fuori dai limiti) e si beve acqua che presenta concentrazioni elevate – sebbene nei limiti, ma ancora per poco – di Cromo. Eppure l’entità di tali inquinamenti per Cernusco non è un dato disponibile perché non ci sono stazioni di rilevamento della qualità dell’aria e per l’acqua i dati degli inquinanti dei pozzi non sono disponibili.

Così come non è noto l’indice di consumo di suolo, indicatore fondamentale per capire come è cresciuta la  città e verso quale modello  di sviluppo intenda andare. Sino a cinque anni fa era circa il 30 % del territorio ma, fra l’avanzare delle case costruite e delle aree di escavazione, la percentuale  di suolo libero oggi sarà notevolmente più bassa, senza che questo rientri  fra gli elementi di allarme ed induca ad adottare piani di blocco del consumo del suolo entro tempi definiti .

A questo riguardo è emblematica la volontà da parte dell’amministrazione di vendere di una porzione del parco degli aironi ad un fondo immobiliare con sede in Olanda per consentirgli di ampliare il centro commerciale Carosello. Il comitato Bene Comune Cernusco  è sempre stato contrario a tale operazione che trasforma un bene comune con funzione sociale di parco in una merce, ne ha ribadito la sua contrarietà dopo che l’atto d’indirizzo è stato riproposto nel gennaio scorso in consiglio comunale e la ribadisce oggi, alla vigilia elettorale.

I cittadini hanno poche occasioni per far sentire la loro voce,  le elezioni sono una di queste,  e con il voto  di oggi possono disegnare il futuro di Cernusco. E’ bene ricordare che  il parco degli Aironi è stato lasciato in abbandono ed ora si spaccia l’intervento del privato come una panacea grazie al ripristino ambientale del parco di cui si farebbe carico e per i benefici economici dell’operazione (sette milioni di euro). Si tratta al contrario di urbanistica contrattata volta a far cassa (Cernusco non ne avrebbe neppure bisogno, non è un comune in dissesto, anzi) e a favorire interessi di privati.

Il ritiro dell’atto di indirizzo ed il rigetto dell’accordo di programma sull’ampliamento del centro commerciale Carosello sono pertanto condizioni essenziali per la tutela del bene comune della città, sia in relazione ai beni materiali (suolo, territorio, aria) che immateriali (aspetti compensativi ed etici).

Dalla trappola che vuole la città, a partire dal parco degli Aironi, trasformata in un divertificio si può uscire: la città non è più quella di un tempo, le sue radici rurali sono ormai quasi perdute ed è avviata verso  un processo di  progressiva gentrification.  Così non è con la patetica  e stucchevole forzatura del recupero di un lontano ricordo letterario trasformato in gastronomico che si recupera il passato, ma con l’attenzione e la cura per le sue testimonianze. Guardate a come sono ridotte oggi le cascine di Cernusco, tutte assediate da nuove costruzioni e nuove strade senza alcuna fascia di rispetto, mentre si sprecano iniziative e progetti per il divertimento.

La cancellazione delle testimonianze del passato e l’alienazione del patrimonio comune privavano le comunità del loro senso collettivo. E’ oggi l’occasione per rompere  il sortilegio .

 

Elezioni e beni comuni: i dati sul Cromo che non abbiamo


Le analisi della ASL riportano solo i valori di Cromo totale, non sono disponibili i valori del CromoVI. Ma  poiché “nell’acqua degli acquedotti la concentrazione di Cr totale è normalmente uguale o di poco superiore alla concentrazione di Cr (VI)”, ne risulterebbe che a partire dal prossimo 17 luglio tutti i pozzi di Cernusco, eccetto quello di Cascina Ronco (codice pozzo 015 070 0 179), presenterebbero concentrazioni fuori soglia.

I candidati sindaco hanno l’occasione per dimostrare la loro vera attenzione per l’ambiente e salute dei cittadini:  dal momento che le “fonti di approvvigionamento di Cernusco sul Naviglio continuano ad essere interessate da importanti fenomeni di contaminazione chimica di diversa origine (cromo, pentametilentetrazolo, composti organoalogenati, nitrati)” è importante chiedere al gestore del servizio l’utilizzo di tecnologie di decontaminazione ed abbattimento , come indicato pure dalla ATS, per ridurre ulteriormente le concentrazioni presenti.

Inoltre devono chiedere che siano resi pubblici e disponibili i dati relativi a tali inquinanti.

Solo così  dimostreranno la loro attenzione per l’acqua e la  trasparenza.

 

La Carta degli intenti per l’acqua: un bilancio

Tre anni fa veniva firmata la Carta degli intenti per l’acqua, il protocollo d’intesa fra il gestore del servizio idrico CAP Holding, l’ente locale, i cittadini e le associazioni volto a fornire un’informazione puntale e periodica sulla qualità dell’acqua della rete del loro comune.

L’acqua di Cernusco arriva da un acquifero interessato da un inquinamento da metalli pesanti che risale ormai a molti decenni fa, la cui origine era stata identificata in Brugherio e per il quale era stato effettuato un intervento di bonifica. In falda però permangono ancora tracce di questa contaminazione da cromo esavalente e in due pozzi in particolare si rilevavano sempre valori molto elevati di tale elemento, sebbene sotto i limiti prescritti dalla legge. Per questa ragione abbiamo iniziato ad interessarci della qualità dell’acqua di falda e a cercare le analisi sui pozzi attivi a Cernusco. I dati non erano disponibili o, meglio, venivano inviati in modo parziale ed estemporaneo dal gestore al comune che li pubblicava attraverso rielaborazioni fra i valori forniti dal gestore e dalla ASL.

Così la proposta del comitato Bene Comune Cernusco, che ha come principi ispiratori l’acqua come bene comune e l’esigenza di colmare il deficit di informazione sulla qualità dell’acqua, è stata ripresa dall’amministrazione comunale di Cernusco, quindi proposta ed accettata dal gestore del servizio dopo una lunga trattativa sugli impegni da assumere.

La Carta per l’acqua prevede la possibilità di accesso ai dati relativi alle caratteristiche chimico-fisiche dei pozzi dei comuni serviti dal gestore (più di 200), la pubblicazione della relazione che ogni anno la ASL (ora ATS) invia ai comuni sullo stato di salute dell’acqua, indicazioni sulle caratteristiche dell’acquifero, della rete acquedottistica locale e sul consumo idrico. Cernusco sarebbe stato il comune pilota del progetto della durata di tre anni a cui avrebbero potuto aderisce anche gli altri comuni gestiti da CAP.

Inoltre era prevista una sorta di sinergia fra le parti che si erano impegnate a realizzare verifiche semestrali sull’andamento, effettuate poi solo una volta l’anno.

Dopo tre anni è quindi tempo di fare il bilancio. L’elemento positivo è che l’informazione sulla qualità dell’acqua è stata considerata un diritto ma, come tutti i diritti, la sua attuazione non è stata semplice né immediata. Il gestore del servizio e l’amministrazione hanno inserito nei loro portali una sezione dedicata, ma il dettaglio relativo ai dati sulla concentrazione delle sostanze analizzate per i singoli pozzi non è ancora disponibile. Inoltre informazioni significative legate alla nostra rete idrica non sono state segnalate, come la chiusura nel 2015 dei pozzi Vespucci e Melghera che presentavano sempre delle concentrazioni medie elevate di cromo, anche se sotto i limiti normativi. Sarebbe quindi oggi importante conoscere da dove arriva l’acqua delle immissioni sostitutive e qual è il reticolo dei punti di prelievo dei controlli della AST.

Segnaliamo che la Carta per l’acqua è stata anche usata dal gestore del servizio come un elemento di marketing aziendale sulla base del coinvolgimento di quelli che chiama “stakeholders”. In realtà, come abbiamo sottolineato, i cittadini sono portatori di diritti, in questo caso del diritto all’informazione sull’acqua, e non (solo) d’interessi.

In attesa che anche gli altri sottoscrittori della Carta dell’acqua facciano un loro bilancio, noi chiediamo a chi si candida ad amministrate la nostra città di inserire precisi impegni sulla trasparenza e sul diritto all’informazione, qualità dell’acqua compresa,  prendendo spunto ed esempio da quanto è stato fatto in altri comuni (vedi a Brescia sulla riduzione del cromo in falda).

 

A cosa serve il monitoraggio qualità dell’aria

“Monitorare la qualità dell’aria nei luoghi della vita quotidiana
può migliorare le pratiche e le politiche per una buona vita urbana”

La qualità dell’aria che respiriamo è un indicatore ambientale che concorre a identificare il  benessere complessivo di una comunità non è costituito solo da fattori di natura economica, ma incidono in modo sempre più significativo anche elementi legati alla qualità dell’ambiente.

A Cernusco non si hanno stime dirette della qualità dell’aria, ma solo indicazioni estrapolate dalle centraline limitrofe (Pioltello, Milano, Monza, Vimercate). Stime tanto più indispensabili quando ci sono in progetto sul territorio opere che  implicano variazioni significative della mobilità (vedi ampliamento del centro commerciale Carosello oppure costruzione di nuove scuole) che andranno modificare i volumi di traffico previsti. Altre opere sono state realizzate senza avere a disposizione il monitoraggio dei dati sulla qualità dell’aria nei diversi quartieri e nelle diverse ore ed ora ne paghiamo le conseguenze.

All’assenza di centraline locali dell’ARPA si sarebbe potuto rimediare con una maggiore sensibilità da parte dell’amministrazione che avrebbe potuto ad esempio coinvolgere l’università e stabilire sinergie con le associazioni per le rilevazioni.

Cosa si può fare

M. Boffi, M. Rossetti – Qualità dell’aria e salute: è ora di cambiare 4 giugno 2015. Qualità dell’aria e vita quotidiana.

Come mostra la nota realizzata dai ricercatori dell’università Bicocca Mario Boffi e Massimiliano Rossetti, nel 2015 si può analizzare la distribuzione delle sostanze inquinanti all’interno di un quartiere e fra i diversi isolati attraverso la rilevazione delle nanoparticelle presenti nel tragitto casa-lavoro effettuata con un analizzatore portabile.

E’ quello che intende fare nelle prossime settimane il comitato Bene Comune Cernusco nella campagna l’#ariachetiraaCernusco, che cercherà di monitorare le aree critiche della città (scuole, nodi del traffico, mercato) attraverso la rilevazione delle polveri sottili.

Abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a rilevare (usare l’apparecchio è facile!, basta poi solo segnare i dati), chi è interessato ed ha un po’ di tempo a disposizione ci scriva all’indirizzo benecomunecernusco@gmail Anche cinque minuti del vostro tempo sono utili a mettere insieme la mappa delle emissioni della città. Scriveteci.

 

 

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