Tag: PLIS Est delle Cave (page 1 of 2)

Quattro passi nel bosco del Fontanone

Bastano quattro passi dalle case e sei nel bosco del Fontanone.

Praticamente un bosco in città, come si vede dalla foto aerea, a cui si arriva anche con la pista ciclabile dal margine meridionale di via Falcone e Borsellino.
Un’area riforestata che segue il profilo di un antico fontanile, il Fontanile di Lodi, già segnalato nel catasto di Carlo VI del 1721 e in quello del 1865, proprio per la fondamentale importanza per l’agricoltura che avevano queste emergenze di acqua, tipiche della pianura padano-veneta. L’acqua della falda freatica riesce a risalire in superficie perché i livelli impermeabili che la racchiudono tendono a ridursi ed innalzarsi lungo il margine meridionale padano sino ad emergere in una particolare fascia della pianura chiamata appunto la fascia dei fontanili. Il fontanile di Lodi era attivo sino agli anni sessanta, poi l’attività estrattiva della vicina cava ne ha cancellato completamente l’esistenza.

La perdita di questa emergenza ambientale, che dà origine ad un microclima che favorisce l’insediamento di flora e fauna peculiari e che era utilizzata per l’alimentazione di rogge e canali, ne ha determinato anche la rimozione semantica, dal momento che il bosco vicino ha cominciato ad essere chiamato del “Legionario” oppure “parco verde delle allodole“: un’area che è parte del verde pubblico di Cernusco, l’unica – insieme al bosco di cascina Torriano Guerrina – che è riconosciuta e mappata come bosco nel Piano di Indirizzo Foresta della Città Metropolitana, ma che non è mai diventata come il famoso bosco in città milanese.

I boschi urbani sono difficili da gestire, perché hanno bisogno di attenzioni e manutenzione, ma rappresentano un patrimonio inestimabile per la comunità, spiace quindi vedere le condizioni del bosco del Fontanone che, pur essendo stato oggetto di un importante intervento di manutenzione solo due anni fa, è praticamente in stato di abbandono: i sentieri quasi ricoperti e cancellati, la segnaletica sbiadita, ma soprattutto le piante infestate dalle larve di Ifantria ed il sottobosco infestato da fitolacca.

larve di Ifantria

albero infestato da Ifantria

fitolacca

Per non parlare delle condizioni in cui sono le panchine o la struttura di tronchi installate solo tre anni fa.

 

Non cè più alcuna manutenzione, tant’è vero che lo stesso sindaco Ermanno Zacchetti finisce per ringraziare la Protezione Civile per aver ripulito i sentieri dagli alberi caduti. E solo grazie all’intervento dei volontari della Protezione Civile che è quindi possibile attraversare il bosco del Fontanone, altrimenti  impraticabile.

Eppure la manutenzione è compito dell’amministrazione comunale, ma ci chiediamo se e quando venga effettuata viste le condizioni di abbandono in cui versa il bosco.

Nel contempo  segnaliamo che questo bosco rientra nell’ambito del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle  Cave  all’interno del quale è stato realizzato il progetto di recupero che però ha mancato sia l’obiettivo di farlo diventare uno degli elementi di forza che quello di migliorarne le condizioni.

Il parco del Fontanone, insieme al parco degli Aironi ed al sistema delle aree verdi pubbliche di Cernusco, hanno bisogno di risorse finanziare ed umane, ma soprattutto di essere messi al centro di un progetto in cui la comunità si riconosce e della volontà di realizzarlo.

 

L’occasione mancata del nuovo Programma Pluriennale degli Interventi del PLIS Est delle Cave

Il PLIS Est delle Cave era nato con molte buone intenzioni per tentare di inserire un sistema di vincoli – sia pur blando – in un contesto fortemente compromesso da urbanizzazione ed attività estrattiva fra i cinque comune di Brugherio, Carugate, Cernusco, Cologno e Vimodrone, ma non ha mai funzionato: le sue valenze non sono conosciute e percepite dalle comunità, le amministrazioni che lo costituiscono hanno solo in piccola parte dato seguito agli strumenti di tutela e pianificazione coordinati.

Cosa c’è che non va e cosa serve per farlo funzionare meglio? A queste domande il nuovo Programma Pluriennale degli Interventi, presentato il mese scorso, poteva dare una risposta. In realtà troppe sono le ombre rimaste legate al metodo ed al merito.

Come già evidenziato nel nostro memorandum, il PLIS soffre di un problema strutturale di gestione che le proposte del PPI non risolvono.

In primo luogo le modalità con cui si è arrivati all’approvazione non lasciano dubbi: il Forum consultivo di partecipazione è stato chiamato solo a posteriori ad esporre il suo parere, i suoi componenti sono stati ascoltati solo dopo la stesura del PPI e le proposte inviate nella fase preliminare non sono neppure state prese in considerazione. La partecipazione viene così trasformata in un espediente retorico, poiché nulla è l’incidenza dei soggetti del Forum chiamati ad esprimere a posteriori  un parere e neppure vincolante.

Nel merito vengono proposte quattro linee d’intervento rispetto alle quali vi proponiamo le nostre valutazioni:

  1. Gestione
  • Gestione ordinaria

Per migliorare la gestione ordinaria il PPI propone di potenziare la struttura tecnica con personale a tempo pieno (ora ci sono solo 16 ore settimanali di segreteria), un tecnico di livello C per 60.000 euro l’anno ed il supporto di un “cacciatore di bandi” a 25.000 euro l’anno.

Si poteva ripensare, come già suggerito, il profilo del Direttore del parcoprevisto nella convenzione: tale funzione viene ora svolta dal dirigente tecnico del comune capofila, con tutti i limiti che la somma di incarichi comporta, ma con 85.000 euro si può affidare l’incarico ad un tecnico esterno di categoria D che si occupi solo e soltanto del PLIS.

  • Gestione condivisa

Per quella che è chiamata gestione condivisa il PPI propone invece di allargare la composizione del Forum consultivo di partecipazione a tutti gli ambiti del civismo organizzato (scolastico, sportivo, associazioni di migranti, Protezione Civile).  Nel segnalare che il Forum è un soggetto misto, vale a dire composto da componenti istituzionali (consiglieri di maggioranza e minoranza dei comuni coinvolti) e componenti civiche (associazioni che si occupano di tutela del territorio), se davvero si intende realizzare un maggiore “coinvolgimento della cittadinanza nella tutela degli ambienti naturali” non serve a nulla aumentare il numero dei componenti se poi tale organismo non ha alcuna capacità decisionale e deliberativa.

Pertanto è necessaria una radicale revisione nella convenzione delle funzioni attribuite al Forum.

  1. Sviluppo delle conoscenze

Studi sulle valenze ambientali e territoriali

La mancata valorizzazione delle valenze ecologiche e storico architettoniche presenti nel PLIS in relazione a fauna, flora, ambiti agricoli e cascine è stata uno degli elementi che abbiamo sempre sottolineato. Questo deficit informativo viene attribuito nel PPI ad una carenza di studi specifici sul territorio, da colmare attraverso l’elaborazione di studi dedicati a ciascun ambito per complessivi 35.000 euro.

In realtà ci sono già diversi studi ambientali cui riferirsi per il PLIS (ad esempio a corredo della VAS degli ambiti estrattivi presenti, dell’ampliamento del centro commerciale Carosello, dei PGT dei comuni), inoltre nel vecchio PPI ci sono sezioni dedicate alle emergenze ambientali ed architettoniche.

Gli studi proposti nel PPI sono finalizzati al censimento delle presenze faunistiche e vegetali presenti ed al loro monitoraggio, ma tali azioni hanno senso se inquadrate in un progetto complessivo che faccia del PLIS  Est delle cave un vero parco, vale a dire un ambito di tutela dell’ambiente e del territorio. Tale obiettivo è però inconciliabile con l’attività estrattiva presente.

  • Il piano cave e le istanze di tutela

Nei prossimi dieci anni il piano cave appena approvato da Città Metropolitana prevede che vengano estratti per le due cave che rientrano nel PLIS (e che sono sul territorio di Cernusco) 3.500.000 di mc di sabbie e ghiaie. Ma né il comune di Cernusco né il PLIS hanno fatto nulla per evitare tale scempio (per una cava che si sviluppa per 35 m sotto il livello della falda non è più possibile alcun ripristino ambientale), mentre il comune di Cusago ed il parco Sud che avevano presentato osservazioni al piano cave e richiesto lo stralcio dell’ambito estrattivo l’ATEg11 dal loro territorio dalla Proposta di Piano hanno visto accolta la loro richiesta. Segno evidente della scelta di campo delle amministrazioni coinvolte in favore della tutela del territorio.

  • Perimetrazione degli ambiti estrattivi

Si segnala inoltre fra la azioni proposte nel PPI la mancanza di uno studio che evidenzi gli ambiti estrattivi presenti e la loro perimetrazione, sia rispetto al Piano Cave che del PGT di riferimento (Cernusco), dal momento che abbiamo rilevato numerose incongruità fra i due dispositivi vigenti.

  1. Azioni materiali/Interventi sul territorio

La subalternità al modello vigente

La preminenza dell’attività estrattiva rispetto alla tutela ambientale viene conferma nel piano delle azioni che prevede come intervento cardine un progetto di percorso ciclabile di interconnessione del PLIS chiamato proprio la via delle cave. Anziché emanciparsi dall’identità delle cave, così forte che è stata usata come toponimo del PLIS, nel PPI si conferma, anche dal punto di vista linguistico, la subalternità al contesto ed al modello di sviluppo legato alle cave e la sua l’inviolabilità.

  • La via delle cave e la mappa dei sentieri

Nei tratti proposti ci sono spesso percorsi misti ciclopedonali e promiscui affiancati alla viabilità stradale già esistente, laddove sarebbe stata opportuna una valorizzazione della viabilità minore presente. La mappatura dei sentieri è un altro studio che non è stato inserito nelle azioni del PPI e che invece costituirebbe un riferimento essenziale per la fruizione del parco.

Si segnala inoltre che i percorsi proposti tagliano fuori il comune di Carugate, mentre circuiti studiati sui sentieri e la viabilità minore già presente avrebbero consentito una connessione completa dei territori.

  • Il recupero della cava dismessa di cascina Gaggiolo

Gli interventi proposti per il recupero dell’area estrattiva dismessa di Cascina Gaggiolo evidenziano la difficoltà ed i notevoli costi di tali interventi, ulteriore conferma che una cava è una profonda ferita del territorio da rimarginare a prezzi altissimi e con cicatrici che rimangono per sempre.

  • La rimozione semantica del Parco degli Aironi

Inspiegabile appare la rimozione semantica operata sul parco degli Aironi: mai chiamato con il suo nome, ma attraverso la perifrasi “ramo Nord-Est del bacino di ATEg23”, cancellandone così l’identità, sebbene il suo perimetro sia quasi tutto interno al PLIS e faccia parte a pieno titolo dei parchi pubblici del comune di Cernusco, insieme al parco dei Germani ed al bosco del Fontanone.

A questo riguardo, proprio per restituire continuità al bosco del parco degli Aironi ed omogeneità agli strumenti urbanistici che prevedono sull’intera area la destinazione a forestazione urbana, è necessario che vengano ricomprese all’interno della perimetrazione del PLIS delle Cave le aree su cui grava il progetto di ampliamento del contiguo centro Commerciale Carosello e che venga restituita dignità di toponimo al parco degli Aironi.

Solo se le istanze di tutela ambientale risulteranno prevalenti rispetto agli interessi privati, il parco avrà un senso e verrà percepito come tale dalla sua comunità.

  1. Conoscenza

L’identità del PLIS

Infine ma non ultima l’identità del PLIS Est delle Cave, a cosa serve e cosa si può far diventare.  Nel Memorandum propositivo avevamo proposto che diventasse presidio ambientale e sede di laboratori funzionali alla conservazione della biodiversità ed all’osservazione dei cambiamenti climatici attraverso l’installazioni di stazioni meteorologiche di rilevamento e lo sviluppo di percorsi collegati alla formazione scolastica e non scolastica.

  • La valorizzazione delle competenze dei cittadini

Molto importante a questo riguardo è il coinvolgimento ed il contributo che cittadini dotati di particolari competenze e conoscenze possono mettere a disposizione della comunità, occorre pertanto favorire ed agevolare tutte le forme di collaborazione fra cittadino e PLIS.

Memorandum propositivo per il PLIS Est delle Cave

Il PLIS Est delle Cave nasce nel 2009 per far sì che nelle aree dell’Est Milanese dei comuni di Brugherio, Carugate, Cernusco, Cologno e Vimodrone, così pesantemente interessate dall’attività di escavazione da costituirne l’elemento connotativo e densamente urbanizzate e infrastrutturate da reti viarie ed energetiche, si potessero realizzate connessioni sovracomunali di continuità ecologica Nord-Sud all’interno di un contesto di tutela paesistico ambientale.

Obiettivo sinora mancato perché l’attività estrattiva continua ad essere elemento di pesante condizionamento ambientale, il consumo di suolo dei comuni interessati non è diminuito ed i vincoli sono solo quelli legati agli strumenti urbanistici di ciascun comune.

I PLIS si sono dimostrati uno strumento di tutela debole per le aree coinvolte che restano esposte e subordinate al variare della pianificazione locale, la loro gestione dipende da forme pattizie di natura amministrativa fra comuni (convenzione o consorzio), sono privi di personale dedicato e funzionano grazie a personale di provenienza interna agli enti locali coinvolto solo a tempo parziale.

A queste debolezze strutturali non fa eccezione il PLIS Est delle Cave che, per di più, ha avuto un iter amministrativo lungo e che vede ancora in fase di discussione la variante della convenzione di gestione.

Dieci anni di parco
A dieci anni dalla sua istituzione il PLIS Est delle Cave risulta privo di una sua identità e riconoscibilità: se venisse effettuato un sondaggio emergerebbe che solo un’esigua minoranza della popolazione è a conoscenza dell’esistenza del parco, ancora meno ne saprebbe indicare i confini e gli elementi di rilievo ambientale. Di fatto l’unica area caratterizzata da una propria riconoscibilità e fruibilità è il parco Increa, una ex cava che dopo un lungo iter di ripristino è diventata un parco.
Il parco Increa è l’emblema di ciò si dovrebbe fare nel PLIS Est delle Cave: quelle che erano cave di ghiaia e sabbia di proprietà privata sono diventate aree di proprietà pubblica trasformate in parco grazie alle prescrizioni introdotte dalla normativa regionale del 1982 che assume la necessità del recupero ambientale in relazione all’attività estrattiva.

Il passaggio fondamentale è quindi la restituzione ad un bene ambientale – la cava – considerato ed usato come merce, la valenza collettiva di bene comune, attraverso l’attribuzione della funzione sociale di parco. Inoltre è opportuno sottolineare come tale percorso implichi la mobilitazione da parte dell’Amministrazione Comunale di adeguate risorse economiche e di governance necessarie al perseguimento degli obiettivi (il comune di Brugherio ha posto il parco al centro di numerose iniziative ed investe per la sua manutenzione più di 100.000 euro l’anno).
Ma il parco Increa di Brugherio è rimasto un episodio isolato, dal momento che il parco degli Aironi a Cernusco per il quale era stato intrapreso un percorso analogo, ha una manutenzione sporadica ed è al centro di un progetto di ampliamento del contiguo centro commerciale Carosello che ne vedrebbe ridotta la superficie e modificata la funzione.
Gli unici interventi previsti per PLIS sono legati alle prescrizioni di recupero delle aree estrattive, persino le proposte del Programma Pluriennale degli interventi del 2014 sono rimaste quasi del tutto inattuate, così come non si è colta l’opportunità di presentare osservazioni al nuovo Piano Cave di Città Metropolitana in relazione agli ambiti estrattivi ATEg23 e 24 che si trovano nel PLIS EST delle Cave nel comune di Cernusco in modo da limitarne i milioni di metri cubi previsti in estrazione. Perché le cave erano e rimangono “autentiche ferite del territorio” la cui esistenza all’interno di un parco è in contraddizione con le esigenze di tutela e salvaguardia che lo contraddistinguono.

Proposte
A fronte di un bilancio così modesto, perché il nuovo Programma Pluriennale degli Interventi non rimanga un inutile esercizio professionale e perché il PLIS Est delle Cave vada finalmente verso l’attuazione degli scopi per cui è stato costituito, è necessario che vengano messe in atto una serie di misure che coinvolgono diversi ambiti:

  1. Urbanistico:
    1. pianificazione urbanistica sovraordinata in relazione a vincoli ed emergenze ambientali che poi deve essere recepita da ciascun comune
    2. l’istituzione di vincoli per le reti minori, sia in relazione al reticolo della viabilità delle strade interpoderali e rurali che al reticolo idrico di rogge e canali.
    3. omogeneizzazione degli strumenti urbanistici delle aree contigue (mosaico del PLIS);
    4. le aree di proprietà pubblica devono essere portate e/o riportate ad avere una funzione sociale,
  2. Economico:
    1. ciascuno dei comuni componenti deve contribuire al bilancio del PLIS con una quota percentuale del proprio bilancio, oltre alle quote già definite da convenzione, in modo da arrivare ad avere risorse adeguate alle finalità ed alle progettualità dichiarate;
    2. nel bilancio del PLIS devono entrare quote dei diritti di escavazione delle cave presenti, come previsto dalla legge regionale per le attività estrattive.
  3. Gestionale:
    1. revisione della convenzione in modo che gli organi gestionali abbiamo personale a tempo pieno, in particolare per gli organi tecnici;
    2. in subordine, riunificazione delle funzioni apicali amministrativa e tecnica in capo allo stesso comune;
    3. istituzione di un sistema di controlli e sanzioni (per l’ambito estrattivo, per la mancata pianificazione, etc);
    4. coordinamento delle attività/iniziative di interesse collettivo;
    5. realizzazione di un portale istituzionale con sezioni dedicate ai diversi aspetti (ambientale, storico, urbanistico, ecc) aperta alla collaborazione con l’ambito del civismo organizzato e delle scuole;
  4. Formazione:
    1. corsi per guardie ecologiche da realizzare in coordinamento con altri parchi in modo da consentire la formazione di personale volontario;
    2. istituzione di laboratori ambientali
    3. percorsi formativi destinati alla cittadinanza sui temi della tutela ambientale

Inoltre occorre definire un piano con una visione guida del ruolo da affidare al PLIS Est delle Cave.

A questo riguardo occorre indirizzarsi verso interventi che mirino alla costituzione di elementi di attrazione e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente, vale a dire veri e propri poli di richiamo per le comunità in relazione alle valenze ambientali, paesaggistiche, storiche, naturalistiche ed ecologiche presenti o da implementare.

Tali attrattori, che hanno la funzione di porte di accesso a tutto il PLIS, sono in primo luogo le aree pubbliche a parco che devono essere inserite in un sistema vincolistico sovraordinato agli strumenti urbanistici di ciascun comune. Pertanto occorre pensare al parco Increa, al parco degli Aironi, ma pure alle cave dismesse e da riconvertire ad uso pubblico come le ex cave Gaggiolo e dei Pescatori, come ambiti all’interno dei quali si trovano zone che possono ospitare attività ricreative e sportive leggere insieme ad aree di rilevanza ed interesse naturalistico ed ambientale che devono invece essere oggetto di protezione da forme di disturbo.

I parchi urbani sono inoltre aree privilegiate per la realizzazione di laboratori ambientali all’interno dei quali sperimentare progetti per il miglioramento della qualità dell’aria e della falda idrica condivisi con la cittadinanza. E’ infatti possibile realizzare una rete di monitoraggio della qualità dell’aria con stazioni meteorologiche diffuse (nell’intero territorio del PLIS non ci sono stazioni di rilevamento dell’ARPA), vedi a questo riguardo il progetto di ripristino della stazione meteorologica di Cernusco a cura del nostro comitato. Mentre per il miglioramento della qualità dell’acqua occorre eliminare o ridurre la presenza di inquinanti in falda che, pur essendo noti da tempo, non sono stati ancora bonificati.

Si tratta di spunti di lavoro che offriamo come occasione di riflessione al comitato di gestione perché finalmente il PLIS Est delle Cave diventi elemento di riconoscibilità e caratterizzazione del nostro territorio, non per la presenza delle sue cave, ma per le valenze ambientali presenti.

Infine, ma non ultima considerazione, la realizzazione di tale obiettivo sarà possibile solo attraverso una reale collaborazione con la cittadinanza, elemento questo che esula da qualsiasi vincolo economico di bilancio, ma che attiene alla volontà dei decisori.

PLIS Est delle Cave: un silenzio assordante

PLIS Est delle Cave: un silenzio assordante, più esplicito di qualsiasi parola.

Il silenzio assordante degli organi dirigenti del parco PLIS Est delle Cave e dei sindaci dei comuni che ne fanno parte, ad un mese dalla comunicazione del sindaco di Carugate Luca Maggioni della volontà di uscire dal parco, è più esplicito di qualsiasi parola.

L’inefficienza del parco, secondo quanto si coglie da un’intervista, è la ragione di questa scelta unilaterale del sindaco Maggioni che vorrebbe trasferire le aree di Carugate al più attivo parco del PANE (parco agricolo Nord Est).

Il problema della mancanza di iniziativa e visione del PLIS Est delle Cave, che noi da tempo denunciamo, viene affrontato oggi da Maggioni nel modo sbagliato poiché andrà ad indebolire una realtà già esile rispetto agli iniziali obiettivi di tutela del territorio che stavano alla base della sua costituzione.

Pensiamo che sia giunto il momento di fare davvero in modo che le aree del PLIS Est delle Cave acquistino riconoscibilità e fruibilità per le loro valenze ambientali e paesaggistiche. Pertanto al silenzio delle istituzioni del PLIS risponderemo con azioni concrete volte a costruire tutele efficaci per il nostro territorio.

Cernusco sul Naviglio 18 aprile 2018

FORUM CONSULTIVO DI PARTECIPAZIONE DEL PLIS EST DELLE CAVE

Associazioni:
Acea Onlus
Bene Comune Cernusco
Forum Ambiente Area Metropolitana Parco Est delle Cave
Legambiente Adda Martesana

Consigliere delegate:
Daniela Varisco, Carugate in Movimento,
Loredana Verzino, Cologno Solidale e Democratica

Lettera al Presidente del PLIS Est delle Cave

Egregio Presidente,

abbiamo appreso dai media della sua nomina avvenuta lo scorso 29 novembre 2017 nella conferenza dei Sindaci. Augurandole buon lavoro, auspichiamo che d’ora in avanti per il Parco si apra una nuova governance in grado di realizzare pienamente gli obiettivi per cui il Parco era stato pensato.

Negli anni scorsi abbiamo inviato numerosi suggerimenti e proposte, rimaste inevase ma valide ancora oggi, che la invitiamo a valutare attentamente. Ci preme inoltre, in un’ottica di reciproca collaborazione, stabilire con lei un dialogo aperto e franco al fine di realizzare insieme obiettivi concreti, per rendere finalmente fruibile e far conoscere ad un pubblico più vasto la potenzialità del parco nei diversi territori che ne fanno parte.

Il Plis dovrà dotarsi nel breve del nuovo programma pluriennale degli interventi (PPI) e su questo argomento vorremmo dire la nostra prima della stesura definitiva. Crediamo sia giunto il momento di dare agibilità al Forum attraverso un tavolo di lavoro permanente dove le nostre proposte possano trovare spazio.

Abbiamo maturato l’idea che sia giunto il tempo di andare oltre le vicende che ne hanno bloccato e penalizzato lo sviluppo e che si debba lavorare perché diventi occasione strategica di contrasto ai gravi problemi ambientali della nostra regione attraverso obiettivi alti di tutela del territorio.

Cogliamo con favore le sue dichiarazioni alla stampa all’indomani della nomina di voler garantire il massimo impegno per l’acquisizione di una visione comune e la realizzazione di una progettualità ampia e non limitata ai singoli comuni.

Nel rinnovare la nostra volontà di collaborazione, restiamo in attesa di cortese riscontro. Saluti cordiali

Le associazioni:
ACEA ONLUS
BENE COMUNE CERNUSCO
FORUM AMBIENTE AREA METROPOLITANA PARCO EST DELLE CAVE LEGAMBIENTE ADDA MARTESANA

i consiglieri comunali: Cologno Monzese – Loredana Verzino, Carugate – Daniela Varisco

 

Osservazioni alla bozza di regolamento del Forum del PLIS Est delle cave

Riportiamo di seguito le osservazioni inviate il 25.01.2017 al Comitato di Gestione del PLIS Est delle Cave da parte delle associazioni che fanno parte del Forum consultivo di partecipazione.

A seguito della comunicazione n. 62522 del 20.12.2016 con cui si trasmetteva la bozza del regolamento del Forum Consultivo di Partecipazione del PLIS Est delle Cave come associazioni componenti il Forum rileviamo quanto segue come notazioni preliminari:

  • non siamo mai state coinvolte nella definizione dello strumento regolamento dell’ambito di partecipazione del PLIS Est delle Cave facendo così venir meno l’assunto preliminare della partecipazione come connotazione guida del Forum consultivo;
  • veniamo ora chiamate ad esprimere un parere su una bozza che delinea già un assetto volto a ridurre sempre di più gli spazi della cittadinanza, perdendo così l’occasione per rimettere al centro il coinvolgimento delle comunità nella vita del parco;
  • tali modalità operative confermano come la gestione del parco sia rivolta al solo versante amministrativo e priva di volontà di dar voce al civismo organizzato presente sul territorio.

Per quanto riguarda il merito della bozza segnaliamo:

  • le funzioni del Forum rispecchiano quelle previste dalla convenzione che non prevedono alcuna capacità d’incidenza da parte delle associazioni, rendendo di fatto inutile la loro presenza in quest’organismo dove le rappresentanze tecniche ed istituzionali dei comuni – già presenti negli altri organismi – risultano preponderanti. Andrebbe quindi completamente ripensata nella convenzione la rappresentanza di questo ambito, riservandola al solo civismo organizzato insieme alla ridefinizione dei poteri attribuiti;
  • in ogni caso, a convenzione invariata, nella bozza proposta solo il Presidente del Parco può convocare il Forum, mentre andrebbe prevista la possibilità di convocazione anche da parte delle associazioni e/o delle altre componenti;
  • l’elezione di un coordinatore del Forum con funzione di raccordo con il comitato di gestione riduce ancora di più la possibilità di interlocuzione da parte delle associazioni dal momento che, per come si evince ora dalla bozza, tale figura potrebbe essere una qualsiasi delle parti componenti il Forum, quindi non necessariamente un rappresentante delle associazioni;

Al momento nel Forum consultivo sei sono i componenti che arrivano dalle associazioni, laddove quelli provenienti dagli organismi tecnico-istituzionali sono più di venti (due consiglieri comunali per comune, sindaci, comitato tecnico). Quindi è l’eccesso di rappresentanza tecnico-amministrativa in quest’ambito che deve essere ripensato nella convenzione, come già segnalato al punto 1);

Pertanto la nostra proposta è che le componenti amministrative si facciano parte attiva per una revisione della convenzione in tal senso;

  • dalla bozza non è chiaro se i componenti il Comitato di gestione ed il comitato tecnico, che possono partecipare alle sedute del Forum, abbiamo diritto di voto o solo di tribuna.
  • per come è definito dalla convenzione, il Forum non è un ambito decisionale, ma solo “consultivo” per l’indicazione al comitato di gestione di proposte e pareri rispetto ai quali comunque non sono previsti i criteri con cui si definirebbero priorità ed indirizzi.

Cogliamo inoltre l’occasione per ribadire la nostra contrarietà al bilancio proposto nella seduta del 14 dicembre scorso dal momento che i fondi dedicati (17.280 euro) si limitano a coprire le sole spese amministrative senza prevedere risorse per alcun tipo di progetto.

Rileviamo infine che non è stata recepita neppure la richiesta, espressa come associazioni nella lettera inviata ai sindaci lo scorso anno, di armonizzare gli strumenti urbanistici delle aree contigue fra i diversi comuni in modo da renderli omogenei rendendo così inefficace pure la sola gestione amministrativa del parco.

ACEA Onlus, Amici del Parco Medio Lambro, Comitato Bene Comune Cernusco, Forum Ambiente Area Metropolitana Parco Est delle Cave, Legambiente Adda Martesana, WWF STL Martesana Onlus

LETTERA APERTA AI SINDACI ADERENTI AL PLIS EST DELLE CAVE

Cari Sindaci

di Brugherio, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone

Vi scriviamo perché il PLIS Est delle Cave a quasi sette anni dalla sua istituzione è di fatto ancora fermo. Nelle prossime settimane dovrebbe concludersi l’iter di approvazione della nuova convenzione da parte dei comuni aderenti, cui dovrà poi seguire la nomina dei suoi organismi di funzionamento.

Si tratta di passaggi attesi da molti anni e che speriamo possano dare finalmente avvio alla sua attività, consapevoli dei limiti di tutela propri della convenzione che non amplia il regime dei vincoli ad un livello superiore rispetto a quello dei Piani di Governo del Territorio dei singoli Comuni e quindi sempre modificabili.

Vi invitiamo pertanto ad attuarne prima possibile i passaggi formali previsti che riguardano la nomina degli organismi (comitato di gestione, direttore, comitato tecnico) in modo che ne venga garantita almeno la gestione.

La percentuale di territorio comunale interessata dal PLIS è in media di circa il 18% con punte che arrivano sino al 27%: si tratta di valori importanti che meriterebbero un adeguato impegno in termini di risorse ed attenzione.

Per questo vi chiediamo che ciascun comune destini al PLIS una percentuale significativa e definita del suo bilancio, in modo che l’impegno di ciascun comune non rimanga declinato solo a parole, ma si possa misurare in termini concreti e ci sia un valore di riferimento da usare fra i diversi comuni e come confronto in anni successivi.

A nostro avviso i primi investimenti dovranno riguardare la mappatura del parco in modo da rendere omogenei gli strumenti urbanistici presenti, oltre che individuare le aree private e quelle pubbliche rispetto alle quali deve essere prevalente l’interesse comune.

Il PLIS Est delle cave era stato istituito per inserire degli strumenti di tutela paesistico-ambientale su ambiti caratterizzati da attività di escavazione. A questo scopo si deve ritornare, ponendo un limite definito al consumo di suolo sulle aree di PLIS e ripristinando le aree degradate poiché non può essere che gli unici progetti in programma siano quelli che verranno realizzati dai cavatori in virtù delle prescrizioni normative.

Un parco è efficace se alle funzioni di tutela e conservazione si aggiunge la componente identitaria delle comunità che vivono sul suo territorio. E’ importante quindi che si riconosca a chi vive nei comuni del parco capacità d’incidenza rispetto alle attività di programmazione e soprattutto funzioni di controllo.

A questo riguardo però il Forum Consultivo di partecipazione, unico organismo previsto dalla convenzione aperto alla cittadinanza, è privo di poteri, potendo esprimere solo pareri non vincolanti. Sarebbe, al contrario, l’ambito ideale per forme innovative di partecipazione, attraverso la sperimentazione di processi deliberativi su temi specifici. Non ultima la redazione dei regolamenti degli organismi del parco.

Altro tema è legato alla trasparenza: le sedute degli organismi non sono pubbliche, né sono disponibili i verbali delle sedute del Forum. Vi chiediamo quindi un passo significativo verso l’open data.

Nel ribardirVi la nostra volontà di collaborazione, restiamo in attesa di un Vs. riscontro e Vi salutiamo cordialmente

1 marzo 2016

ACEA ONLUS – ASSOCIAZIONE CONSUMI ETICI E ALTERNATIVI BENI COMUNI E STILI DI VITA AMICI DEL PARCO MEDIO LAMBRO
COMITATO BENE COMUNE CERNUSCO
FORUM AMBIENTE AREA METROPOLITANA PARCO EST DELLE CAVE
LEGAMBIENTE ADDA MARTESANA
WWF STL MARTESANA ONLUS

Osservazioni sulla convenzione al PLIS Est delle Cave

logoPLISridottoLa struttura del PLIS Est delle Cave riprende quella di molti altri PLIS, vale a dire ambiti territoriali appartenenti a diversi comuni ove i vincoli hanno valenza esclusivamente comunale perché legati al Piano di Governo del Territorio dei singoli Comuni e quindi sempre modificabili. Pertanto non aggiunge tutele, né amplia il regime dei vincoli ad un livello superiore, ma finisce per costituire una sovrastruttura solo formale fra i comuni aderenti cui vengono sommate altre funzioni regolate da una convenzione .

Un esempio emblematico è la figura del Direttore, individuato dalla convenzione nel funzionario dirigente della Gestione del Territorio del Comune Capo Convenzione (CCC) e non attraverso procedure autonome di selezione legate a competenze e merito. Né d’altra parte potrebbe essere altrimenti se non vengono assegnate al parco risorse dedicate. Tale figura non ha quindi autonomia, ma esercita funzioni di coordinamento e segreteria.
L’organo decisionale, secondo la convenzione, è il Comitato di Gestione, costituito dai sindaci dei comuni del PLIS (o loro delegati) e quindi di nuovo figure – in questo caso istituzionali – che sommano incarichi. I componenti il CdG dovrebbero, invece, essere scelte o designate tra persone particolarmente qualificate in materia di conservazione della natura e gestione delle aree protette.
Lo stesso obiettivo del parco volto alla “tutela paesistico-ambientale degli spazi aperti che si caratterizzano per l’attività di escavazione diventa un ossimoro se non si interviene con attività di ripristino delle aree degradate e si pone un limite al consumo di suolo dovuto all’estrazione. Laddove al momento gli unici interventi in programma sono quelli che verranno realizzati dai cavatori e solo perché obbligati dalle norme.
Un parco è efficace se alle funzioni di tutela e conservazione si aggiunge la componente identitaria delle comunità che vivono sul suo territorio. E’ quindi importante che si riconosca alle comunità dei comuni del parco capacità d’incidenza rispetto alle attività di programmazione e soprattutto funzioni di controllo.
A questo riguardo però il Forum Consultivo di partecipazione, unico organismo previsto dalla convenzione aperto alla cittadinanza, è privo di poteri, potendo esprimere solo pareri non vincolanti. Sarebbe, al contrario, l’ambito ideale per forme innovative di partecipazione, attraverso la sperimentazione di processi deliberativi su temi specifici. Non ultima la redazione dei regolamenti degli organismi del parco.
Altro tema è legato alla trasparenza: le sedute degli organismi non sono pubbliche (è prevista la possibilità di una seduta aperta congiunta Forum/CdG, ma soggetta ad autorizzazione), né sono disponibili i verbali delle sedute del Forum.
Infine, ma non ultima, la definizione di obiettivi rispetto ai quali si possano poi fare dei riscontri sullo stato di attuazione/realizzazione. Alcuni esempi: per ciascun comune l’obbligo di destinare almeno una percentuale definita di bilancio al PLIS; la riduzione, meglio, il limite del consumo di suolo sulle aree di PLIS.
Con risorse finalmente definite ed adeguate il parco potrebbe definire un programma di interventi ed primi investimenti dovranno riguardare la mappatura del parco in modo da rendere omogenei gli strumenti urbanistici presenti, oltre che individuare le aree private e quelle pubbliche rispetto alle quali deve essere prevalente l’interesse comune
Si tratta di obiettivi che l’attuale convenzione difficilmente potrà realizzare, proprio per la natura stessa del PLIS, che è un parco privo di soggettività propria. La stessa comunicazione fra i soggetti coinvolti è complicata, così come l’informazione verso l’esterno: dovrebbe essere istituito almeno un referente specifico per il parco cui potersi relazionare.

§§§

Schema di funzionamento del PLIS Est delle Cave secondo la convenzione regolativa fra i comuni:

COMUNE % di ripartizione quote comunali in funzione di popolazione/territorio/incidenza territoriale funzione della convenzione
BRUGHERIO 25,55% Gestione amministrativa, tecnica, vigilanza
CARUGATE 10,01%
CERNUSCO S/N 28,01%
COLOGNO M/SE 19,83%
VIMODRONE 16,60%
Totale 100,00%
Organismi Nominato da/formato da Funzioni  
Comitato di gestione Sindaci+direttore+dipendente UO che fa da segretario verbalizzante le riunioni Vedi art. 5 Riunione ogni tre mesi
Presidente Comitato di gestione Rappresentanza;

Convoca: comitato gestione – Forum

Durata 3 anni, a rotazione, rinnovabile 1 volta + altre
Direttore Dirigente UO gestione del territorio del CCC Vedi art. 7

Convoca comitato tecnico

Prende atto del verbale del comitato di gestione

Partecipa alle riunioni del Forum

Comitato tecnico sindaco di ciascun comune Vedi art. 8 Pareri obbligatori non vincolanti su: pianificazione, bilancio, relazione e rendiconti annuali

– riunioni periodiche presso il CCC

Forum composizione mista Vedi art. 9 Pareri obbligatori non vincolanti su:

-bilancio, relazione e rendiconti annuali

– pianificazione, programmazione interventi

– regolamentazione uso

Formula proposte di promozione  e recupero ambientale del parco

Riunioni almeno 3 volta l’anno

 Per saperne di più sul PLIS:

Lo sfortunato caso del parco delle Cave

Il triste destino del PLIS delle Cave

Tempi di risposta

interrogativoE con oggi sono quattro i giorni di ritardo dalla data annunciata per la comunicazione delle associazioni ammesse a far parte del “Forum Consultivo di partecipazione del P.L.I.S. EST DELLE CAVE”.

E pure la nostra richiesta di incontro per avere aggiornamenti sullo stato dell’accordo di programma per l’ampliamento del Centro Commerciale Carosello, inoltrata nove giorni fa al sindaco Eugenio Comincini ed agli assessori Giordano Marchetti e Ermanno Zacchetti, è rimasta sinora senza risposta.

L’atto d’indirizzo approvato il 28 luglio prevedeva la promozione di “percorsi di partecipazione dei portatori di interesse (commercianti, imprese, terzo settore, associazioni ambientaliste) e della cittadinanza”. Sino a questo momento c’è stato solo un incontro pubblico due mesi fa ove l’amministrazione ha illustrato il progetto, ma che non può essere spacciato per un dispositivo di partecipazione le cui procedure rimandano ad una concreta dialettica fra decisori e cittadini.

Confronto e trasparenza fanno bene alla democrazia, il silenzio invece è una pratica che la allontana.

Caroselloleaks: Forum del PLIS e perimetrazione

ext_bando_forum

estratto dal bando emesso dal comune di Cernusco 26.09.2014

Il comune di Cernusco aveva emesso lo scorso 26 settembre il bando per la selezione delle associazioni da inserire nel “Forum Consultivo di partecipazione del P.L.I.S. EST DELLE CAVE”, un organismo del Parco, nato come “strumento privilegiato per un proficuo ed efficace dialogo tra tutti i soggetti pubblici e privati con finalità consultive, propositive e partecipative“.

Una Commissione, “appositamente costituita dai Comuni costituenti il Parco Locale d’Interesse Sovracomunale Est delle Cave”, avrebbe dovuto effettuare la verifica dei requisiti di ammissibilità dei soggetti richiedenti.

In realtà non si sa chi costituisca la commissione, né se abbia preso una decisione perché per ora nulla è stato comunicato alle associazioni partecipanti.

Nel frattempo, ieri, la giunta della provincia di Milano in uno dei suoi ultimi atti di delibera (n. 337) l’ampliamento del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave del territorio di Cernusco per una superficie complessiva di circa 236 ettari.

nuova perimetrazione PLIS delle Cave

nuova perimetrazione PLIS delle Cave

Una buona notizia, se non fosse che il diavolo sta nei dettagli e, dalla mappa al momento disponibile, sembra proprio che le aree oggetto dell’ampliamento del centro commerciale Carosello non siano state inserite (come da proposta in commissione territorio del 18 settembre scorso, a proposito: quando è stata approvata? non ne troviamo evidenza dagli atti amministrativi).

Quindi vengono rimessi in discussione per l’ennesima volta i criteri guida del PGT che prescrivevano la conservazione dei corridoi ecologici e la tutela delle aree verdi, oltre che una serie di misure atte a diminuire gli impatti di traffico ed inquinamento.

perimentrazione PLIS cave - Carosello - commissione 18.09.2014

perimentrazione PLIS cave – Carosello – commissione 18.09.2014

PS: questo è un no-leaks, ma anche un’omissione è una notizia
Older posts