Tag: qualità dell’aria

#cheariatiraacernusco – Dicembre 2019

Con il ritorno delle alte pressioni invernali, tornano a presentarsi le condizioni atmosferiche favorevoli all’accumulo degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera e tornano quindi le criticità, a cui ci siamo ormai purtroppo abituati. Ma pare che nessuno ci faccia più caso, non se ne parla più.
Guardando il grafico qui sotto, si vede come siano stati raggiunti e superati i limiti di concentrazione delle polveri sottili PM10 per vari giorni durante il mese di dicembre, ma non sembra che Milano e la sua area metropolitana abbiano preso provvedimenti restrittivi, come dovrebbero fare dopo 5 giorni di superamento delle soglie critiche.

(cliccare sull’immagine per ingrandirla – in verde i valori misurati da noi; in rosso e blu i valori delle due stazioni di Pioltello e Lambrate; in giallo i valori simulati da ARPA per Cernusco). Si noti come i picchi misurati da noi, che sono pur sempre delle medie giornaliere, non siano mai presenti in ARPA, sia nelle misure che nelle simulazioni, quasi venissero smorzati da un algoritmo dedicato ad “ingentilire” le misure. In realtà, i giorni di superamento sono maggiori per Pioltello che per il nostro strumento, anche se con valori assoluti meno variabili.

Anche il sito di ARPA Lombardia (lo trovate a questo link) mostra da parecchi giorni una mappa con colori preoccupanti, in particolare per PM2.5 e PM10, ma sembra nessuno se ne preoccupi.
Noi di Bene Comune Cernusco continuiamo a chiedere che la normativa prevista dall’Area B della città di Milano venga estesa a tutta la città metropolitana (provincia di Milano), come misura minima per contenere l’inquinamento da polveri sottili e da Biossido di azoto (NO2), altrettanto pericoloso e critico.

Ancora una volta, poi, ci troviamo a dimostrare quanto sia dannosa per l’ambiente la pratica dei botti di fine anno: come già l’anno scorso (vedi questo post), subito dopo la mezzanotte il nostro strumento ha rilevato un picco di polveri sottili (PM10), come si vede dalla figura che segue.


Certo, gli effetti durano solo poche ore, ma le condizioni già critiche dell’inquinamento in questi giorni dovrebbero suggerirci di evitare ogni ulteriore aggravamento, per l’ambiente e per la nostra salute: ci possiamo provare l’anno prossimo?

#Cheariatiraacernusco: #sapevatelo

Prima di tutto, un augurio a tutti i nostri lettori per un felice Anno 2019, speriamo pieno di serenità, consapevolezza e partecipazione, per continuare a difendere i Beni Comuni.

Detto questo, a poche ore dalla notte di San Silvestro, volevamo mostrarvi quanto, anche i comportamenti apparentemente più innocuoi e banali, possono avere un impatto significativo e pesante sull’ambiente.
Controllando il nostro strumento rilevatore di polveri sottili, ci siamo imbattuti nei dati che pubblichiamo qui sotto:

Concentrazione di PM2.5 - 01/01/2019

Concentrazione di PM2.5 – 01/01/2019

Concentrazione di PM10 - 01/01/2019

Concentrazione di PM10 – 01/01/2019

Ci siamo subito chiesti il perchè di questi picchi di concentrazione di polveri, sia per le PM2.5 (in alto), sia per le PM10 (in basso).
Noi non abbiamo trovato spiegazione diversa dal fumo generato dai botti di fine anno, che evidentemente aveva invaso gli stati bassi dell’atmosfera (il cosiddetto PBL – Planetary Boundary Layer). L’attività “esplosiva” aveva molto probabilmente già fatto sentire i suoi effetti anche nelle ore precedenti, ma la concentrazione massima si è avuta dopo la mezzanotte, naturalmente. Lo spostamento ed il rimescolamento dell’aria nei bassi strati ha prodotto il massimo attorno alle 2 della notte, poi ridisceso a valori “consueti” nelle ore successive, comunque molto alti, come in tutto il periodo. Nella figura qui sotto una foto che mostra lo strato inquinante, di colore rossastro, in cui stiamo respirando in questi giorni (foto del 30 dicembre, ore 14)

Lo strato di inquinamento che avvolge Cernusco (30 dicembre 2018)

Lo strato di inquinamento che avvolge Cernusco (30 dicembre 2018)

Certo, l’effetto dei botti di mezzanotte dura per poco tempo, poi la circolazione dell’aria lo trasporta e lo disperde. Ma di sicuro non è un effetto trascurabile, vista anche la concomitanza di condizioni atmosferiche avverse, per quanto riguarda il ristagno degli inquinanti. Come si vede infatti dalla figura in alto, la concentrazione media di PM10 per il primo giorno dell’anno, è stata di 97 microgrammi per metro cubo (limite di legge: 50).

Perciò, non possiamo astenerci dal rivolgere un appello alla coscienza ambientale di tutti ed anche alla auspicabile capacità di indirizzare i comportamenti dei nostri concittadini più giovani e vulnerabili – i nostri figli – verso un indispensabile e responsabile rispetto dell’ambiente.

Ce la faremo? Che il 2019 ci porti un po’ di saggezza in più

 

NO2 ? No grazie!

Anche a Cernusco è iniziata la campagna di misurazioni dell’inquinamento da NO2. Il nostro comitato ha infatti aderito all’iniziativa organizzata dall’associazione “Cittadini per l’aria“, che anche quest’anno ha coinvolto scuole, associazioni, singoli cittadini in una grande iniziativa di misura della qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre città.

Scopo dell’iniziativa
Misurare la concentrazione di NO2 (biossido di azoto), sostanza emessa principalmente dalle auto diesel, attorno alle nostre scuole, parchi giochi, case private, per disegnare una mappa di distribuzione di questo pericoloso inquinante nella provincia di Milano. La distribuzione dei misuratori può essere visualizzata a questo link: mappa.

Come funziona
Per un mese, i rilevatori (simili a quello mostrato nella foto qui sopra) piazzati in vari punti della nostra città e dell’intera provincia di Milano, raccoglieranno (in maniera passiva) la concentrazione media di NO2 nell’aria. Alla fine del periodo, i misuratori saranno consegnati ad un laboratorio che fornirà il dato raccolto da ciascuno, riportandolo poi sulla mappa. Sapremo quindi se attorno alle nostre scuole ed ai nostri parchi giochi la concentrazione di NO2 supera o meno i valori stabiliti dalla legge (40 µg/metro cubo). Maggiori notizie su questo inquinante possono essere trovate qui: NO2. Avremo perciò la mappa della qualità dell’aria che respiriamo, noi ed i nostri bambini.

Noi di Bene Comune Cernusco abbiamo posizionato due misuratori in due parchi della nostra città, ma altri sono in funzione a Cernusco, presso le scuole e altri parchi giochi. Tra un mese, perciò, avremo un quadro abbastanza completo della situazione e potremo proporre e sostenere le iniziative più opportune per ridurre la concentrazione di questo inquinante nell’aria. Naturalmente, ogni azione dovrà essere presa al giusto livello, per essere efficiace su larga scala, ma dobbiamo capire che ogni miglioramento inizia dal nostro comportamento di singoli cittadini e quindi anche ciascuno di noi è responsabile, per una piccola parte, di ciò che sta avvenendo nell’ambiente che ci circonda, nel bene e nel male.

Appuntamento quindi a tra poco, per i dati raccolti e le iniziative che insieme prenderemo a favore della salute di tutti.

#CheariatiraaCernusco: le rilevazioni del 16 ottobre 2017

A cosa serve il monitoraggio qualità dell’aria

“Monitorare la qualità dell’aria nei luoghi della vita quotidiana
può migliorare le pratiche e le politiche per una buona vita urbana”

La qualità dell’aria che respiriamo è un indicatore ambientale che concorre a identificare il  benessere complessivo di una comunità non è costituito solo da fattori di natura economica, ma incidono in modo sempre più significativo anche elementi legati alla qualità dell’ambiente.

A Cernusco non si hanno stime dirette della qualità dell’aria, ma solo indicazioni estrapolate dalle centraline limitrofe (Pioltello, Milano, Monza, Vimercate). Stime tanto più indispensabili quando ci sono in progetto sul territorio opere che  implicano variazioni significative della mobilità (vedi ampliamento del centro commerciale Carosello oppure costruzione di nuove scuole) che andranno modificare i volumi di traffico previsti. Altre opere sono state realizzate senza avere a disposizione il monitoraggio dei dati sulla qualità dell’aria nei diversi quartieri e nelle diverse ore ed ora ne paghiamo le conseguenze.

All’assenza di centraline locali dell’ARPA si sarebbe potuto rimediare con una maggiore sensibilità da parte dell’amministrazione che avrebbe potuto ad esempio coinvolgere l’università e stabilire sinergie con le associazioni per le rilevazioni.

Cosa si può fare

M. Boffi, M. Rossetti – Qualità dell’aria e salute: è ora di cambiare 4 giugno 2015. Qualità dell’aria e vita quotidiana.

Come mostra la nota realizzata dai ricercatori dell’università Bicocca Mario Boffi e Massimiliano Rossetti, nel 2015 si può analizzare la distribuzione delle sostanze inquinanti all’interno di un quartiere e fra i diversi isolati attraverso la rilevazione delle nanoparticelle presenti nel tragitto casa-lavoro effettuata con un analizzatore portabile.

E’ quello che intende fare nelle prossime settimane il comitato Bene Comune Cernusco nella campagna l’#ariachetiraaCernusco, che cercherà di monitorare le aree critiche della città (scuole, nodi del traffico, mercato) attraverso la rilevazione delle polveri sottili.

Abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a rilevare (usare l’apparecchio è facile!, basta poi solo segnare i dati), chi è interessato ed ha un po’ di tempo a disposizione ci scriva all’indirizzo benecomunecernusco@gmail Anche cinque minuti del vostro tempo sono utili a mettere insieme la mappa delle emissioni della città. Scriveteci.

 

 

Il cielo sopra Cernusco

cielopadano_1112014

smog padano – 1.11.2014, credits: Luca Lombroso

Il cielo sulla pianura padana, così come appariva il primo novembre. Quella che sembra nebbia è smog. Il trasporto su strada è una delle principali fonti d’inquinamento della provincia di Milano.

E’ necessaria una valutazione più attenta dell’incidenza dell’incremento di traffico automobilistico legata all’ampliamento del centro commerciale Carosello sulle concentrazioni di sostanze inquinanti. L’amministrazione ha il dovere di richiedere e presentare ai cittadini dati aggiornati sull’inquinamento.