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Comunicato stampa congiunto

Gli alberi di via Don Sturzo sono in pericolo.

Il progetto di โ€œriqualificazioneโ€ approvato dalla Giunta comunale il 23 dicembre 2024 prevede, per la realizzazione di una pista ciclopedonale lungo via Don Sturzo – costo stimato di 1.300.000 euro -lโ€™abbattimento di almeno 15 alberi per fare spazio a nuovi stalli di sosta sul lato Sud della strada, mentre sul lato opposto della carreggiata i marciapiedi verranno depavimentati, trasformati in aiuole e allargati di 2,5 mt.

Si tratta ufficialmente di un ripensamento della mobilitร  e della messa in sicurezza dei marciapiedi, danneggiati dalla presenza delle radici. Ma, come giร  avvenuto in altri interventi simili (via Adua, viale Assunta), anche in questo caso la โ€œriqualificazioneโ€ si fa a spese degli alberi.

รˆ un progetto che risale al 2021, poi inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2024โ€“2026, ma senza il promesso coinvolgimento dei residenti e senza alcuna valutazione sullโ€™impatto ambientale e sul destino degli alberi.

Ulteriore elemento di preoccupazione sono le recenti dichiarazioni della sindaca su questo argomento che alimentano una narrativa scorretta anche dal punto di vista tecnico sui bagolari.

Al contrario, le perizie disponibili indicano che gli alberi non presentano condizioni di rischio grave, anzi tutte le anomalie individuate (radici superficiali, lievi danni alle chiome, lievi inclinazioni) possono essere gestite con soluzioni tecniche moderne e giร  collaudate, che permettono la messa in sicurezza senza dover abbattere gli alberi, come avviene in molte cittร  che adottano pratiche innovative di cura del verde.

I bagolari di via Don Sturzo costituiscono ormai un elemento identitario del quartiere e di quella strada, che non puรฒ essere quindi considerata solo unโ€™arteria viabilistica, cosรฌ come gli alberi non possono essere considerati alla stregua di un arredo da inserire o togliere in funzione delle scelte degli amministratori o dei tecnici di turno. Gli alberi sono un bene comune, tutelato anche dalla Costituzione (art. 9) e pure dal recente regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi.

Come comitati civici, siamo a favore della messa in sicurezza dei marciapiedi e del potenziamento della mobilitร  sostenibile, ma non accettiamo che questo avvenga sacrificando alberi maturi, sani e parte integrante dellโ€™ecosistema urbano. E per di piรน contro il parere dei cittadini cernuschesi e del quartiere.

Il nostro impegno congiunto nasce dalla consapevolezza che a Cernusco esiste un problema strutturale legato alla gestione delle alberature e che serva un cambio di rotta immediato, basato su:

  • rispetto dei criteri minimi ambientali (CAM) DM 63/2020
  • trasparenza amministrativa e accesso agli atti completo
  • coinvolgimento reale della cittadinanza nelle scelte che riguardano il territorio

Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a partecipare al presidio pubblico che si terrร  in Piazza Matteotti sabato 8 novembre dalle 10 alle 12 per chiedere:

  • il ritiro del progetto attuale
  • la salvaguardia degli alberi esistenti
  • lโ€™avvio di un tavolo di confronto aperto

Chiediamo un intervento realmente sostenibile, che garantisca marciapiedi sicuri ed una mobilitร  dolce, senza cancellare il patrimonio verde che da cinquanta anni caratterizza via Don Sturzo. Serve soprattutto unโ€™interlocuzione strutturata e trasparente con la cittadinanza, prima che le decisioni vengano prese.

Per questo chiediamo lโ€™apertura di un tavolo di confronto con il civismo organizzato che dia voce ed incidenza a comitati, associazioni e residenti.

Bene Comune Cernusco
Comitato Quartiere Tre Torri
Salviamo gli alberi di via Don Sturzo

Riprendiamo

Lโ€™inizio dellโ€™anno porta con sรฉ riflessioni e propositi per i mesi futuri. Questo sarร  un anno importante per Cernusco sul Naviglio, poichรฉ in primavera si terranno le elezioni per scegliere il nuovo sindaco, dopo la prematura scomparsa di Ermanno Zacchetti avvenuta la scorsa estate.

Responsabilitร  verso la cittร 

รˆ fondamentale che i cittadini segnalino a chi si candida a governare le principali criticitร  che minacciano i beni comuni, indicando possibili soluzioni per proteggerli e conservarli. I temi da affrontare sono numerosi, ma uno dei piรน urgenti รจ sicuramente l’emergenza climatica, spesso sottovalutata nonostante il suo impatto sullโ€™agenda politica e sugli investimenti futuri.

Emergenza climatica: eventi estremi e necessitร  di dati

Gli effetti del cambiamento climatico sono sempre piรน evidenti. Negli ultimi anni, Cernusco ha affrontato:

  • la siccitร  del 2022 e la conseguente sofferenza idrica che ha messo in crisi i nostri alberi, specialmente quelli appena piantati.
  • i downburst del 2023, che hanno sradicato decine di alberi.
  • le intense piogge del 2024, con 1600 mm di precipitazioni, che hanno messo sotto pressione la rete idraulica cittadina.

Questi eventi estremi, sempre piรน frequenti, richiedono misure adeguate, ma una gestione efficace รจ ostacolata dalla mancanza di dati meteorologici locali, insieme alle concentrazioni di inquinanti (polveri sottili pmp 2,5 e10), che offrirebbero elementi conoscitivi utili a delineare i modelli previsionali per la prevenzione del rischio idraulico e delle mappe di rischio inquinamento, purtroppo non sono disponibili perchรฉ, nonostante una delibera del consiglio comunale del 2020 avesse previsto lโ€™installazione di una centralina meteo, lโ€™assessore Restelli non ha mai dato seguito allโ€™iniziativa. Questo ritardo mina la credibilitร  delle istituzioni e impedisce una corretta pianificazione per affrontare i rischi climatici e ambientali.

Consumo di suolo e urbanizzazione: una scelta strategica

Un altro tema cruciale รจ il consumo di suolo, strettamente connesso allโ€™emergenza ambientale. Cernusco, con il 47,13% della superficie giร  urbanizzata, รจ tra i comuni con il piรน alto livello di suolo consumato nellโ€™area Nord-Est Milano. Nonostante ciรฒ, il Piano di Governo del Territorio (PGT) prevede ancora nuove edificazioni, come il progetto per sei palazzine nei campi agricoli storici di via Cevedale-Bassano.

In una cittร  che vede una popolazione in diminuzione e in rapido invecchiamento, la strategia dovrebbe essere diversa:

  • conservare le aree verdi rimaste.
  • favorire il recupero del patrimonio immobiliare esistente, evitando nuove costruzioni.

Invece negli ultimi anni nuovi cantieri sono cresciuti in ogni spazio libero: รจ lโ€™effetto della densificazione urbana – un criterio guida del PGT, presentato come una scelta ecologista, ma cui siamo sempre stati contrari – che concentra nuovi interventi edilizi all’interno del perimetro giร  urbanizzato con significativi effetti negativi:

  • impatto sulle infrastrutture e sui servizi:
    Lโ€™aumento della densitร  abitativa ha generato una forte pressione sulle reti e sui servizi cittadini, come il sistema fognario, il traffico, le scuole e gli spazi pubblici.
  • perdita di spazi verdi urbani:
    La densificazione ha ridotto le aree verdi urbane che offrivano benefici ecosistemici come la riduzione dellโ€™inquinamento, il raffrescamento urbano, la gestione delle acque meteoriche e l’aumento delle biodiversitร  urbana.
  • Riduzione dei servizi ecosistemici:
    Con la perdita di verde urbano, la cittร  ha visto un peggioramento dei cosiddetti servizi ecosistemici, ossia i benefici naturali offerti da alberi, prati e aree non edificate. Tra questi, la capacitร  di assorbire COโ‚‚, di filtrare le polveri sottili, di prevenire allagamenti trattenendo lโ€™acqua piovana e di migliorare il comfort climatico urbano.

Un modello da ripensare
Le scelte urbanistiche dei prossimi anni e, dunque, del nuovo Piano di Governo del Territorio saranno essenziali rispetto alla conservazione dei beni comuni, facciamo appello a chi si candida a governare la cittร  perchรฉ si salvaguardino le ultime aree verdi libere e si ripensino i piani attuativi in corso tutelando gli interessi della comunitร  e dell’ambiente.

Verde urbano: manutenzione e tutela

Un altro aspetto cruciale รจ la gestione del verde : la copertura arborea di Cernusco รจ un patrimonio importante, ma necessita di interventi adeguati. Questโ€™anno รจ in scadenza anche il contratto di servizio, appaltato nel lontano 2018, i cui termini andranno pesantemente ripensati perchรฉ garantisca un servizio adeguato.

Il Garante del verde, del suolo e dell’ambiente ed il correlato comitato di cittadini appena istituiti hanno un ruolo meramente consultivo, privo di capacitร  dโ€™incidenza.

Prossimi approfondimenti

Restano molti altri temi da affrontare, in particolare la qualitร  dellโ€™aria e dell’acqua, ci torneremo presto.

URBAN NATURE 2024

Sabato 28 settembre

andremo in bici attraverso i parchi di Cernusco.
L’iniziativa รจ organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri – Sezione Ambiente e si svolge sotto l’egida del WWF, che ogni anno dedica una giornata al verde nelle cittร  (Urban Nature).

La biciclettata, dedicata soprattutto ai bambini, partirร  alle ore 15:30 davanti alla stazione Metro M2 di Cernusco sul Naviglio e seguirร  un percorso attraverso i parchi cittadini, fino al Parco Azzurro dei Germani (in circa un paio di ore).

Racconteremo storie di alberi e non solo, osserveremo come la natura urbana puรฒ aiutarci a custodire un po’ di biodiversitร , rifletteremo su come ci puรฒ difendere dagli eccessi meteorologici, ormai sempre piรน frequenti.

Portate con voi una piccola merenda, per recuperare le energie!

E’ gradita l’iscrizione a questo link: https://shorturl.at/OX5NO
oppure inquadrate il QR nella locandina qui sotto


Il Garante dimezzato

Arriva nella notte di mercoledรฌ 31 gennaio, dopo un iter travagliato ed una vivace discussione in consiglio comunale, lโ€™approvazione del Garante per la tutela del Suolo, del Verde, dellโ€™Ambiente.

La proposta – inizialmente era il โ€˜Garante degli alberiโ€™ โ€“ era stata presentata due anni fa in campagna elettorale come una figura tecnica che avrebbe dovuto introdurre forme di regia unitarie e condivise nella piantumazione degli alberi. Ci sono perรฒ voluti ventidue mesi per arrivare in consiglio comunale dove, dopo molte revisioni e ripensamenti, รจ diventato nella versione finale un โ€˜comitatoโ€™ di tre tecnici, nominati uno dal sindaco, uno dalla maggioranza ed uno dallโ€™opposizione. Dunque non propriamente indipendenti, visto che le loro selezione non risponde soltanto a criteri di formazione e merito, ma anche alla connotazione di parte politica.

Insieme al comitato dei garanti viene istituito anche un comitato di cittadini, con cui collabora nelle funzioni di monitoraggio e di promozione delle iniziative che riguardano suolo, ambiente e territorio, sia dallโ€™alto per quelle che arrivano dallโ€™amministrazione che dal basso per quelle proposte dai cittadini.

La discussione in consiglio, grazie ai rilievi presentati dai consiglieri, ha fatto emergere le numerose contraddizioni del testo del regolamento istitutivo del Garante e del comitato dei cittadini, dagli errori sintattici a quelli di contesto: il testo รจ stato quasi interamente ripreso dal regolamento del Garante del Verde di Milano, con qualche variante legata alle modalitร  di nomina dei membri del comitato ed allโ€™introduzione del comitato dei cittadini. In particolare, i rilievi hanno messo in luce come non sia un โ€œorgano tecnicoโ€ da inserire allโ€™interno degli organi collegiali con funzioni indispensabili ai fini istituzionali, e quindi lโ€™esecutivo si vede costretto ad emendare il testo declassandolo ad โ€œistituto di partecipazioneโ€, cosรฌ come previsto dallโ€™articolo 43 dello Statuto comunale che prevede appunto โ€œconsulte e comitati di organismi di partecipazione allโ€™attivitร  pubblica locale, mediante la partecipazione della popolazione alle attivitร  finalizzate allo sviluppo civile, sociale ed economico della comunitร โ€. 

Lโ€™istituzione del Garante del Suolo, del Verde, dellโ€™Ambiente perde dunque la sua portata innovativa iniziale come organo tecnico indipendente di monitoraggio, vigilanza, controllo e proposta rispetto allโ€™operato dellโ€™amministrazione per rientrare nella categoria degli istituti di partecipazione privi di capacitร  di incidenza.

Ci saranno cosรฌ due comitati, uno per i Garanti, costituito da tre persone, come giร  ricordato di nomina politica, anche se le candidature devono rispondere a vaghi requisiti tecnici, ed un comitato di cittadini(aperto anche ai sedicenni), che arrivano dagli iscritti ad un bando reperibile sul portale del Comune. Il comitato di cittadini avrร  anche un coordinatore ed un vice-coordinatore.

La nostra posizione su consulte e comitati รจ nota sin dalla loro istituzione: rappresentano istituti di partecipazione vetusti, anzi spesso sono forme di mistificazione della partecipazione dei cittadini utilizzate per inglobare la cittadinanza in forme che non garantiscono alcuna incidenza nellโ€™ambito deliberativo. Per questa ragione avevamo proposto lโ€™istituzione del Tavolo del Clima, vale a dire un ambito ove si instaura una dialettica fra le diverse componenti, da quella istituzionale, alle forme semplici o strutturate della cittadinanza, a quella scientifica, dove i dati ambientali vengono monitorati, analizzati ed elaborati in strategie di intervento condivise.

Purtroppo non vediamo alcuna portata innovativa nellโ€™istituzione del Garante del Suolo, del Verde, dellโ€™Ambiente, tantomeno in quella del Comitato dei Cittadini. Unโ€™occasione persa, unโ€™altra, intanto le emergenze ambientali e climatiche sono sempre piรน urgenti.

Presto e bene non vanno d’accordo

In rosso l’area prevista per il nuovo asilo nido

La vicenda del nuovo asilo nido nel plesso scolastico di via Don Milani dimostra, una volta ancora, quanto possano essere distanti le prioritร  e le esigenze dellโ€™amministrazione con quelle della cittร .

I fatti. Lโ€™attuale asilo nido, di circa 60 posti, รจ una struttura datata, dal un punto di vista strutturale, energetico e funzionale. Servirebbe un drastico intervento (rifacimento completo) per riportarlo a standard piรน moderni, ma le risorse economiche necessarie scarseggiano, o sono dirottate su altre prioritร  (campo da rugby?).
Per questo, giร  nel febbraio 2022, lโ€™Amministrazione partecipa ad un bando pensato per assegnare fondi PNRR a strutture per la prima infanzia. La proposta รจ quella di costruire un nuovo nido, leggermente piรน grande, e, successivamente, di abbattere quello precedente. Lโ€™esame dei progetti va per le lunghe e, inizialmente, la proposta di Cernusco รจ esclusa dallโ€™assegnazione.
Solo alla fine del mese di ottobre la nostra cittร  ottiene il finanziamento, ma ora rimangono solo due mesi per il progetto esecutivo e lโ€™individuazione della zona dove realizzarlo. Il tutto deve essere completato entro la fine dellโ€™anno.
Il progetto, oltre che rispettare i tempi richiesti, deve garantire spazi e standard adeguati, consentire la continuitร  del servizio, avere il minimo impatto ambientale (in termini di utilizzo del suolo e abbattimento di alberi). La soluzione proposta prevede di realizzare sullโ€™attuale giardino della scuola elementare un nuovo edificio โ€˜incastratoโ€™ tra la recinzione ed il campo di basket, abbattendo anche sedici alberi esistenti.

Una soluzione che perรฒ suscita i dubbi e le proteste dei genitori e dei consigli dโ€™istituto, mai consultati in precedenza (eppure il bando era di febbraio!), secondo cui la perdita di alberi e del giardino non รจ nellโ€™interesse della cittร .

Lโ€™amministrazione sostiene che la soluzione trovata sia la migliore, ma le alternative non sono note, nรฉ sono state divulgate: dunque cโ€™รจ un problema di metodo che non va bene e perchรฉ ancora una volta, come avvenne per la nuova scuola di via Boccaccio o per il parco degli Aironi, su decisioni importanti che attengono a tutta la comunitร  anche le per generazioni a venire si salta il coinvolgimento delle persone e degli enti coinvolti. Cโ€™รจ inoltre un problema di merito che riguarda lโ€™utilizzo di beni comuni – perchรฉ un giardino e gli alberi sono beni comuni โ€“ considerati a disposizione, senza alcuna attenzione alla funzione sociale che svolgono e della biodiversitร  di cui sono portatori.

La copertura economica, soprattutto quando viene da bandi nazionali od europei, รจ importante, ma non puรฒ mai essere un elemento che deroga al coinvolgimento degli utenti del servizio in questione, alla salvaguardia dellโ€™ambiente, alla tutela dei beni comuni. Anzi, ci fosse da scegliere, queste ultime sono le esigenze piรน importanti, che vanno ricercate come massima prioritร . Poi, una volta trovata la soluzione condivisa, si pensa ai finanziamenti.

Al contrario, se si antepone la finanza al parere degli utenti, della cittร  intera, si rischia solo di creare un nuovo โ€œmostroโ€, che rimarrร  anche quando i debiti saranno estinti. E anche nel nostro comune non mancano gli esempi, davanti agli occhi di tutti.

Riconfermiamo quindi il nostro appoggio al Comitato Genitori del Comprensivo Rita Levi Montalcini per lโ€™apertura di un reale e aperto confronto con lโ€™Amministrazione, per giungere ad una soluzione condivisa che non implichi la perdita di beni comuni. Anche a rischio di perdere โ€˜questoโ€™ finanziamento ed eventualmente riconsiderando completamente il piano delle Opere Pubbliche, per gestirne le prioritร  in base ai bisogni reali della cittร .

#occhiapertivariante: approvata la variante parziale n. 2

Vergogna. Imbarazzo.

Sono i sentimenti che si porta con sรฉ la variante parziale del PGT approvata dal consiglio comunale dopo un iter durato tre anni.

Chi ci segue sa bene che non ne abbiamo mai condiviso i caposaldi: nata (ufficialmente) per consentire la realizzazione del campo da baseball sui campi agricoli pluricentenari del Gaggiolo che perรฒ costituiscono il corridoio ecologico che funge da connessione fra i parchi naturali limitrofi, ha inserito interventi sugli ambiti della pianificazione rimasti inattuati nel PGT vigente, in particolare quello di via Cevedale-Pasubio, lโ€™area verde piรน vasta ( 82.000 mq) su cui gravava una previsione di immobiliare di quasi 15.000 mq, ereditata dai precedenti strumenti urbanistici e rimasta sinora inattuata.

Sul corridoio ecologico abbiamo segnalato lโ€™importanza di conservare la connessione fra aree naturali in modo da consentire il passaggio delle specie migratrici e gli spostamenti di molte altre specie animali, le conseguenze che avrebbe avuto la costruzione del campo da baseball soprattutto sulle rondini che nidificano nella contigua cascina Gaggiolo e che in quei prati trovano gli insetti di cui si alimentano ed il fango con cui costruiscono i loro nidi. Per non parlare delle conseguenze del disturbo antropico legate alla frequentazione della struttura sportiva su quella che prima era unโ€™area naturale.

Di fronte a questi problemi appaiono davvero imbarazzanti le contromisure proposte fatte proprie negli argomenti di voto dai consiglieri: dallโ€™utilizzo dellโ€™erba naturale al posto del prato sintetico, solo un palliativo perchรฉ la biodiversitร  iniziale รจ comunque distrutta, al frutteto da piantare in tre anni sul margine del Naviglio che non aiuta le rondini che si nutrono di insetti e che comunque andrebbe a costituire un ecosistema diverso dal precedente ed in tempi molto lunghi. Intanto le rondini le avremo perdute per sempre.

Come ha scritto Paolo Pileri:

Un campo agricolo a fianco di un naviglio cinquecentesco รจ paesaggio. Paesaggio, tutelato dallโ€™articolo 9 della Costituzione, che รจ bene comune. Un campo agricolo che ha mille anni รจ biodiversitร , un campo da baseball ha zero biodiversitร . Non dobbiamo farci trarre in inganno dalla parola campo. Un campo non vale lโ€™altro.

Si รจ consumata davvero la tragedia culturale di cui parla Pileri, perchรฉ abbiamo assistito a decisori che spacciano per salvifica la funzione pubblica del campo da baseball rispetto alla perdita eterna di un bene ambientale, senza neppure piรน lโ€™alibi dellโ€™ignoranza perchรฉ abbiamo cercato di spiegare in tutti i modi le conseguenze negative di questa decisione sulle risorse ambientali, di una pianificazione degli impianti sportivi pubblici slegata da quella complessiva. Non รจ servito di fronte al pregiudizio ideologico che considera preminente lโ€™attivitร  sportiva rispetto a tutto il resto. 

Ai decisori che si trincerano dietro il parere favorevole dellโ€™ARPA, che solo dice che nei documenti della variante sono state considerate le condizioni ambientali presenti nel Rapporto Ambientale, ricordiamo che รจ il minimo che si richiede dal punto di vista formale. Ma il problema sta proprio nel rapporto ambientale basato su dati non aggiornati e che comunque ha evidenziato delle criticitร , ma viene usato come copertura decisionale con lโ€™ipocrisia di ammettere nello stesso tempo che in sede di variante generale ci vorranno dati aggiornati.

Cโ€™รจ un altro elemento da considerare: il campo del Gaggiolo era dentro il perimetro del PLIS Est delle cave da cui รจ stato stralciato, perchรฉ tale vincolo non era compatibile con il campo da baseball. Si tratta di un precedente pericoloso: dโ€™ora in poi tutti i comuni del parco sanno che possono variare in funzione delle proprie esigenze locali i limiti del parco che dunque non tutelano proprio nulla, come abbiamo sempre fatto rilevare. Anche in questo caso cโ€™รจ il parere favorevole del comitato di gestione ma, come ben sa chi segue le vicende del parco, il progetto รจ stato presentato senza esporne gli elementi critici. E poi รจ ben difficile che qualcuno dei comuni dica di no ad un progetto, poichรฉ sa che un domani potrebbe presentarne uno ed avrร  bisogno del parere favorevole degli altri.

Scompariranno anche i campi di via Cevedale-Bassano: un lembo di verde agricolo ai margini del tessuto urbano ed affacciato sul parco delle cave su cui verranno realizzate palazzine per circa 11.000 mq. La possibilitร  di costruire su questi terreni era la pesante ereditร  dei dispositivi urbanistici del passato, rimasta perรฒ inattuata per decenni. Si sarebbe potuto scegliere, di fronte alle richieste degli immobiliaristi, di conservare i prati perchรฉ i diritti edificatori non sono affatto diritti acquisiti. Era scelta che implicava coraggio, perchรฉ avrebbe impegnato lโ€™amministrazione in un contezioso giuridico, i cui esiti non possono perรฒ essere definiti a priori โ€œsoccombentiโ€ dal momento che ci sono ormai diversi precedenti giuridici che hanno considerato prevalenti gli interessi pubblici di tutela dei beni ambientali rispetto a quelli immobiliari. Sarebbe stato probabilmente oneroso ma, di fronte ad un avanzo di bilancio di quasi sei milioni di euro, si puรฒ pensare di spenderne una parte per salvare dei beni comuni, magari chiedendo con trasparenza il parere alla cittadinanza. In questi tre anni cโ€™era tutto il tempo.

Invece abbiamo assistito ad una giunta che si fa dettare le delibere ed i tempi dagli immobiliaristi e spaccia la riduzione di superfice immobiliare edificabile del 25% come una conquista ambientale, non considerando che il male minore appartiene sempre alla categoria del male perchรฉ i campi non ci saranno piรน. 

Ci hanno detto che ci saranno 120 persone in meno rispetto a quelle previste inizialmente, ma pensate che questo basti? Nei giorni crudi dellโ€™emergenza caldo e siccitร  legata ai cambiamenti climatici prodotto del riscaldamento globale vedere approvare un provvedimento che cancella aree verdi รจ davvero distopico.

Cโ€™รจ un altro aspetto si cui occorre soffermarsi: gli immobiliaristi accettano, anzi sono loro stessi a proporre, la riduzione del 25% della superficie edificabile in cambio della cancellazione della quota di edilizia convenzionata. E lโ€™amministrazione accetta, non solo, fa propri gli argomenti usati nellโ€™istanza degli operatori evidenziando nella delibera di adozione del provvedimento come l’edilizia convenzionata dia adito a comportamenti elusivi o speculativi.

Il riferimento รจ particolarmente grave poichรฉ l’Amministrazione non puรฒ Iimitarsi ad una generica indicazione ma, se ne ha effettivo riscontro, deve dar seguito ad azioni conseguenti di denuncia e regolazione. In caso contrario si tratta di illazioni che non possono stare alla base di un dispositivo amministrativo, che per di piรน dichiara un “interesse pubblico”. 

Abbiamo tutti ascoltato nel consiglio comunale le balbettanti giustificazioni a questo riguardo secondo cui si tratta di episodi isolati e ben noti. Eppure sono stati usati come base argomentativa per unโ€™istanza e poi per una delibera. E ancora, perchรฉ se questi argomenti sono validi per via Cevedale, non valgono pure per lโ€™altro comparto immobiliare di via Brescia?

Come conseguenza ci saranno in via Cevedale appartamenti prestigiosi vista parco di edilizia residenziale, in via Brescia l’edilizia convenzionata vista zona industriale dismessa.

Infine ma non ultima lโ€™ipocrisia con cui si dichiara che la costruzione di palazzine per 11.000 mq non รจ consumo suolo. La realtร  fattuale รจ che ieri cโ€™erano i campi, domani non ci saranno piรน, il suolo consumato non si rigenera.

Poi, siamo nelle terre di Manzoni e ricordiamo tutti lโ€™azzeccagarbugli, e dunque รจ gioco facile dire che rispetto a quanto giร  previsto dal PGT non cโ€™รจ consumo di suolo e che lโ€™intervento รจ compatibile con le normative regionali di riduzione del consumo di suolo e con il Piano Territoriale Metropolitano. Ma noi ricordiamo bene lโ€™artificio che si portava dietro il PGT del 2010 considerato a consumo di suolo zero, pur avendo al suo interno molti comparti edificabili, via Cevedale compreso, perchรฉ tale consumo veniva in qualche modo bilanciato dalle compensazioni e dal fatto che alcune trasformazioni previste, pur sottraendo aree libere, ricadevano entro il tessuto urbano consolidato. 

Eppure la raccomandazione di monitorare tutti gli interventi immobiliari cโ€™era, ma non ne abbiamo trovato traccia, come non รจ stato possibile sapere se il comune utilizzi lโ€™applicativo regionale SIMON per il monitoraggio attuativo dei PGT, nรฉ conoscere il bilancio di consumo del suolo di Cernusco perchรฉ il PGT รจ stato approvato prima della legge regionale 31 che lo prescrive a partire dal 2014.

Beata ignoranza.

#Alberi: un investimento per il futuro

Abbiamo visto come purtroppo a Cernusco basti poco – le foglie, gli aghi, l’ombra, i rami fuori sagoma – a giustificare l’abbattimento di un albero.

E’ un problema di inadeguatezza dei regolamenti (fermo al 1994), ma pure di mancanza di cultura ambientale sia da parte dei privati che dell’amministrazione. Se infatti diamo un’occhiata anche al formulario che occorre compilare per ottenere l’autorizzazione all’abbattimento scopriamo che i motivi possono essere:

  1. prescrizioni del diritto pubblico
  2. un’utilizzazione ammessa secondo la norma urbanistica non puรฒ altrimenti essere realizzata o possa esserlo solo con limitazioni essenziali,
  3. dall’albero provengono pericoli per persone o cose che non possono essere evitati in altro modo e con una spesa ammissibile,
  4. albero ammalato la cui conservazione non sia possibile con una spesa tollerabile,
  5. prevalenti interessi pubblici in altro modo non realizzabili,
  6. bene della collettivitร 

Il punto 1 possiamo immaginare che si riferisca alle rispetto delle distanze dai confini; il punto 2 non lo abbiamo capito; i punti 3 e 4 che si riferiscono allo stato dell’albero sono piรน chiari, specie se accompagnati da una perizia tecnica, ma i riferimenti alla spesa ammissibile e tollerabile con cui evitare il taglio dell’albero sono del tutto arbitrari; per il punto 5 pensate a tutti gli alberi sacrificati per costruire strade inutili (quanti alberi sono stati tagliati per la TEM?); il punto 6 mette in contrapposizione l’albero con un bene della collettivitร , anche questo un concetto che fatichiamo a comprendere.

Vorremmo quindi avere chiarimenti da parte dell’amministrazione rispetto ai motivi proposti e, nello stesso tempo, segnalare la necessitร  di un aggiornamento della modulistica richiesta per l’abbattimento degli alberi.

Intanto per chi volesse saperne di piรน sugli alberi e la loro importanza riportiamo la nostra clip di presentazione della video conferenza con Pietro Maroรจ del 31 marzo 2022 ed il podcast della serata.

Scoprirete perchรฉ gli alberi sono cosรฌ importanti e che non possiamo piรน permetterci tagli dissennati.

Qual era la colpa degli alberi?

Due alberi, grandi, maestosi e apparentemente sani sono stati abbattuti tra ieri e oggi in Via Pavese.

via Pavese – intervento di abbattimento quasi completato

Qual era la loro colpa?
Forse facevano troppa ombra? O lasciavano cadere troppi aghi? Escludendo che fossero unโ€™immediata minaccia per lโ€™incolumitร  di qualcuno (ci sarร  modo di appurarlo), qualunque altro sia il motivo alla base dellโ€™abbattimento, ci chiediamo che futuro ci stiamo costruendo se ancora oggi, pur avendo quasi raggiunto un punto di non ritorno dal punto di vista ambientale, riserviamo agli alberi questo trattamento, eliminandoli al primo โ€œfastidioโ€, incapaci di riconoscerne il valore per la nostra salute e per la nostra stessa vita e lontanissimi dal dare la giusta prioritร  alla loro tutela.

Con questo post vogliamo anche attirare lโ€™attenzione sullโ€™assoluta e manifesta inadeguatezza del regolamento del verde del Comune di Cernusco sul Naviglio, risalente a ben 30 anni fa: per abbattere un albero in aree private basta una semplice richiesta allโ€™ufficio comunale preposto.

stralcio regolamento del verde di Cernusco

Ben diverso, palesemente piรน sensato, รจ il regolamento del verde della cittร  Milano, che vincola gli abbattimenti alla presenza di valide motivazioni e lo subordina a precisi requisiti di in tutela ambientale (periodo, presenza di fauna che abita lโ€™albero, ecc.).

stralcio regolamento del verde Milano

Qualcuno dei candidati a Sindaco ha qualche osservazione da fare sul tema?

Video conferenza con Pietro Maroรจ – 31 marzo 2022

A colloquio con Pietro Maroรจ, giovane argonauta che con passione studia e cura gli alberi, con un grande sogno, salvare il modo.

C’รจ ancora speranza per questo mondo. Dicono che sia sempre l’ultima a morire. Il cambiamento parte da ciascuno di noi, dalle scelte di ognuno di noi.

La vita รจ un’evoluzione continua e inarrestabile, un perpetuo adattamento, da quando veniamo al mondo a quando lo lasciamo. E la strada nel mezzo stabilisce chi sei.

Pietro Maroรจ ci racconta come ci sia bisogno di una nuova forma di societร , che ci permetta di non estinguerci con le nostre stesse mani, dove gli alberi costituiscono un modello da seguire, un esempio di comunitร  organizzata dove le risorse vengono utilizzate in modo parsimonioso, senza che nulla vada buttato.

Dunque non sono affatto elementi dell’arredo urbano come spesso vengono considerati. Da qui la nostra provocazione del titolo.

Un’occasione da non perdere: giovedรฌ 31 marzo – ore 21

di seguito le credenziali per la videoconferenza sulla piattaforma Zoom.

Entra nella riunione in Zoom 
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L’azzurro infinito degli alberi: colloquio con Pietro Maroรจ

… Ma d’altronde, a chi puรฒ interessare che l’Italia รจ prima in Europa per flora autoctona?

E’ la domanda che Pietro Maroรจ pone nel suo ultimo libro “L’azzurro infinito degli alberi” ed รจ una domanda senza risposta o, meglio, con una desolante risposta.

Eppure lโ€™Italia, con ben 8.195 tra specie e sottospecie, di cui 1.708 endemiche, ovvero esclusive del territorio italiano, รจ al primo posto in Europa per la biodiversitร  della flora autoctona, dunque un elemento che dovrebbe renderci piรน consapevoli della necessitร  di attenzione nei confronti dell’ambiente che ci circonda.

Di questo e molto altro parleremo con Pietro Maroรจ giovedรฌ 31 marzo alle 21 in videoconferenza (a breve invieremo il link).

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