Siamo stati ricevuti ieri dalla Sindaca Paola Colombo, insieme all’Assessore all’Urbanistica Mauro Andreoni e all’Assessore all’Ambiente Alessandro Galbiati a seguito della richiesta di incontro inviata la scorsa settimana.
Abbiamo presentato l’attività della nostra associazione, che da più di dieci anni si occupa di beni comuni, e soprattutto esposto le preoccupazioni legate alla realizzazione del Piano Attuativo di via Cevedale-Bassano: un intervento che determinerà la perdita irreversibile degli ecosistemi presenti, dello storico paesaggio agrario, delle piante monumentali, dei servizi ecosistemici, con un rischio idraulico sottovalutato e che pone in secondo piano l’interesse generale della comunità rispetto ad interessi privati.
Abbiamo evidenziato che la Giunta Comunale ha la piena podestà di rigettare un Piano Attuativo, pur conforme allo strumento urbanistico vigente, quando ci siano ragioni di interesse pubblico, interesse che un’Amministrazione comunale è chiamata a soppesare e tutelare nelle proprie valutazioni e decisioni.
Ciò che cancelliamo oggi è perso per sempre e dunque abbiamo la responsabilità di preservare i beni comuni per chi verrà dopo di noi.
Ora la scelta è nelle mani dell’Amministrazione comunale.
Da parte nostra – e delle oltre 1.600 persone che hanno già firmato la petizione – la richiesta è chiara: i campi di Via Cevedale-Bassano non hanno il destino già scritto, né possono essere sacrificati in nome di scelte urbanistiche del passato o di automatismi procedurali. Quei campi rappresentano un bene comune da tutelare, oggi, per le generazioni future.
Il Piano Attuativo di via Cevedale-Bassano è stato adottato il 12 maggio e pubblicato il 19 maggio. Sono seguite settimane di silenzio tombale della politica, rotto solo dalla nostra voce che ha cercato di illustrare i contenuti del piano e le conseguenze su ambiente, paesaggio ed ecosistemi.
Il 12 luglio abbiamo inviato alla Sindaca Paola Colombo una richiesta formale di incontro – anche a nome dei più di 1500 cittadini che hanno firmato la nostra petizione – cui non è stata data alcuna risposta.
Dopo due mesi dall’adozione del piano, la Sindaca affida alla stampa locale una dichiarazione in cui – con l’Assessore Galbiati – sostiene che su via Cevedale “è stata creata molta confusione” e che “non è vero dire che si può intervenire”. Sindaca e Assessore ci accusano dunque di falso e di aver fomentato confusione, accuse gravi e lesive della nostra immagine rispetto alle quali ci aspettiamo scuse formali dal momento che, mentre la politica taceva, solo la nostra voce civica ha ritenuto importante raccontare il piano attuativo e le sue conseguenze ai cittadini. Una voce che l’Amministrazione ha scelto di screditare pubblicamente, anziché ascoltare e a cui non ha dato risposta, connotandosi così come inadempiente.
Nel contempo evidenziamo che rispondere a una richiesta di incontro con un’intervista priva del punto di vista della controparte è una modalità elusiva di confronto ed un grave segnale di chiusura al dialogo.
Paola Colombo potrebbe essere ricordata come la Sindaca che ha fermato la cementificazione a Cernusco, oggi invece si connota come la Sindaca che ha rifiutato il confronto con i cittadini, trattandoli da sudditi più che da interlocutori.
La Sindaca e l’Assessore Galbiati affermano inoltre che fermare il Piano Attuativo di via Cevedale è una questione ‘tecnica’ e che non approvare il piano attuativo non è possibile. Una narrazione ancora una volta elusiva perché, dietro al paravento tecnico e burocratico della “inevitabilità”, evita di affrontare il nodo politico legato alla volontà o meno di fermare il progetto, ma soprattutto evita di dare una valutazione sulla preminenza degli interessi generali rispetto a quelli dei costruttori.
Ribadiamo: fermare il progetto è possibile. La giurisprudenza e la normativa urbanistica chiariscono che non esistono “diritti edificatori acquisiti” in senso assoluto. Ogni progetto può essere rivisto o bloccato se non più conforme all’interesse pubblico. La questione dunque non è tecnica, ma quella della Sindaca è una sua precisa scelta politica che dimentica le conseguenze che il Piano Attuativo avrà su beni comuni, quali suolo, paesaggio, biodiversità e pure effetti sociali, dal momento che l’edilizia convenzionata è stata cancellata. Anche le opere pubbliche proposte sono del tutto funzionali a dare maggior valore al progetto immobiliare e il loro rilievo di pubblica utilità è tutto da dimostrare.
La Sindaca e l’Assessore riportano anche un quadro della vicenda discordante rispetto ai documenti ufficiali, sarà utile una ricostruzione più puntuale che prepareremo a breve.
Tornando alla proposta di incontro, ribadiamo: attendiamo la sua risposta alla nostra richiesta di incontro su via Cevedale. È su questo progetto che chiediamo un confronto immediato e trasparente. Il PGT sarà un altro capitolo: ci auguriamo che finalmente si inizi a parlare di pianificazione urbanistica orientata all’interesse pubblico, con un reale coinvolgimento della cittadinanza.
Infine, una cosa ci ha colpito profondamente: nell’intervista non c’è una parola sul danno ambientale, sulla perdita di suolo agricolo, sul valore ecologico di quei campi, sul paesaggio storico che sarà cancellato. Nemmeno una parola sulle 1500 firme raccolte, sulle preoccupazioni della cittadinanza.
Di tutto questo, del cuore della questione, del bene comune, nelle parole della Sindaca Colombo e dell’Assessore Galbiati non c’è traccia.
Bene Comune Cernusco
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