Prima di tutto, un grazie sincero a Voce Amica, il bollettino della Comunità Pastorale cernuschese: nel suo ultimo numero ci racconta l’assemblea dei soci della Cooperativa Edificatrice Constantes, tenutasi il 20 maggio all’Oasi di Santa Maria. E’ un articolo celebrativo, ma ugualmente prezioso: raramente due pagine hanno fotografato così bene la cultura amministrativa e l’ecosistema di relazioni che hanno portato a compimento la cementificazione di Via Cevedale – Bassano.
L’articolo completo è nelle foto. Qui ne estrapoliamo e commentiamo alcune frasi chiave. Tutte le citazioni (riportate in corsivo) sono testuali.

Un dialogo lungo 78 anni

All’assemblea dei soci di una cooperativa di costruttori erano presenti, oltre ad alcuni rappresentanti delle Parrocchie, la Sindaca Paola Colombo, il Vicesindaco Alessandro Galbiati e l’assessore all’Urbanistica Mauro Andreoni. Tre figure apicali dell’Amministrazione Comunale all’assemblea di un operatore immobiliare privato.
Nel suo saluto ai presenti, la Sindaca ha ricordato il “continuo dialogo avuto con Constantes… che ha profonde radici fin dal 1948!“; l’articolo annota che questa battuta “rimarca il ruolo primario di questa cooperativa nel tessuto sociale della nostra comunità” attraverso “tutte le precedenti compagini amministrative“.
Un rapporto lungo 78 anni, trasversale ad ogni giunta: non è una nostra accusa, come potrebbe sembrare, è la descrizione che ne danno, con orgoglio, i protagonisti stessi.
La domanda che ci facciamo è semplice: quale altro soggetto-cittadino, comitato, associazione, … può contare su un “continuo dialogo” di questa natura con l’Amministrazione? e quali obiettivi hanno accompagnato questo dialogo?

I tempi lunghi, superati insieme

E’ però nel racconto dell’iter che ha portato al permesso di costruire per via Cevedale-Bassano che la vicinanza smette di essere cortesia istituzionale e diventa metodo di lavoro.
La Sindaca ammette che “i tempi lunghi [dell’iter del progetto – n.d.r.] non sono stati facili da gestire“, “ma si sono superati grazie al continuo dialogo avuto con Constantes“. Il riferimento – lo dice l’articolo – è “al lavoro, durato anni, che ha visto l’approvazione finale dell’iter per il comparto abitativo della zona delle vie Cevedale e Bassano“.
Il presidente di Constantes, Maurizio Comi, completa il quadro: un impegno “durato, solo in questa fase preliminare, ben 7 anni“, fatto di “numerosi incontri” tra “i diversi operatori e l’Amministrazione comunale proprio per la complessità delle problematiche da risolvere“. E in apertura di serata aveva ringraziato ricordando “i tanti incontri con l’Amministrazione del comune”.
Mettiamo in file ciò che entrambe le parti, concordi, ci stanno dicendo: per 7 anni, operatori privati e uffici comunali si sono seduti allo stesso tavolo per “risolvere” insieme le “problematiche” di un progetto edilizio. Non un procedimento in cui il privato propone ed il pubblico valuta, ma un lavoro comune, prolungato, celebrato da entrambi come merito reciproco.
Sappiamo bene che un piano attuativo si negozia per sua natura: è la legge a prevederlo. Ciò che la legge non prevede è che la negoziazione venga celebrata così, con la controparte pubblica ospite d’onore che ringrazia.
Quando i “tempi lunghi” di un procedimento amministrativo si “superano grazie al continuo dialogo” con il soggetto interessato, la distinzione tra chi propone (in nome di alcuni) e chi decide (nell’interesse generale) – che è la garanzia posta a tutela di tutti gli altri cittadini – dove sta?
E quando poi la macchina parte, corre: concessione delle aree firmata il 6 marzo, richiesta di permesso di costruire protocollata il 9 marzo – tre giorni dopo – istruttoria chiusa il 14 maggio, permesso rilasciato l’8 giugno e cantiere da metà giugno. A chiunque abbia mai presentato una pratica edilizia lasciamo il confronto con i propri, di tempi.

Le politiche abitative … a cura di?

Ed è a questa platea – l’assemblea dei soci della cooperativa edilizia – che la Sindaca illustra due impegni del mandato in tema di urbanistica: le lenee guida per l’edilizia convenzionata ed il nuovo PGT “per dare risposte all’abitare”.
Non ci sono più grandi superfici come in passato” – constata la Sindaca – “ma l’offerta abitativa per Cernusco, grazie anche all’impegno ed all’esperienza di Constantes, ci indirizza a trovare soluzioni per i giovani“.
La frase non brilla per chiarezza, ma l’inciso sembra attribuire alla cooperativa un ruolo che va oltre quello di operatore immobiliare privato: quasi un co-protagonista nella definizione delle politiche abitative della città.
Su questo punto invece pretendiamo chiarezza assoluta: è l’Amministrazione che definisce l’interesse pubblico. Poi gli operatori – tutti gli operatori – possono contribuire a realizzarlo. L’interesse pubblico precede gli interessi particolari; non si adatta ad essi.

L’ultimo intervento possibile su aree libere

Il presidente Comi definisce il piano di via Cevedale-Bassano “l’ultimo intervento possibile su aree libere” del territorio locale.
Una notizia enorme per una città che discute di suolo da anni. E ce la dà un costruttore, in un consesso privato con Parrocchia e Amministrazione. Non la Sindaca in un incontro pubblico.
Ovviamente ci fa piacere sapere che a Cernusco non si consumerà più suolo libero e ci aspettiamo di vedere questa notizia tradotta nero su bianco nel prossimo PGT. Sul quale, a questo punto, forse gli aggiornamenti conviene chiederli ai costruttori anziché all’Amministrazione: ci sembrano ben informati e ben disposti a parlarne.

Aggiungi un posto al tavolo

Nell’articolo si parla di giovani, comunità, parrocchia, famiglie. Non una parola su consumo di suolo, criticità ambientali, rischio idraulico, dibattito cittadino. Il racconto descrive un progetto che è esclusivamente positivo: le criticità semplicemente non esistono.
L’obiettivo dichiarato è costruire case con “attenzione per i giovani e le famiglie“.
La salvaguardia dell’ambiente nell’interesse collettivo, invece, non sembra trovare posto. Due concezioni diverse, entrambe legittime. Il problema è che al tavolo con l’Amministrazione – per sette lunghi anni, con “numerosi incontri” e “continuo dialogo” – è stata invitata solo una delle due.
Chi ha rappresentato l’interesse di chi al tavolo non sedeva?
Una cooperativa rappresenta i propri soci. Un’impresa i propri azionisti. Un’associazioni i propri iscritti. Una Parrocchia la propria comunità. L’Amministrazione invece deve rappresentare anche:

  • chi non partecipa alle riunioni;
  • chi non ha un CdA, non ha un ufficio tecnico, un legale, una forza economica;
  • chi deve ancora nascere;
  • il paesaggio, il suolo, gli alberi, l’ambiente tutto;
  • il patrimonio pubblico.

Deve rappresentare l’interesse generale: il grande assente di quasi ogni tavolo e proprio per questo affidato alla custodia delle istituzioni.
Il racconto di Voce Amica fa emergere una domanda inevitabile: nella vicenda di via Cevedale, l’istituzione pubblica ha conservato la capacità di decidere dal punto di vista dell’interesse generale?

La giusta distanza

Quello di Voce Amica è il racconto di una relazione molto stretta tra tre mondi: Constantes, Parrocchia, Amministrazione comunale. Non è anomalo che esista un rapporto storico tra il Comune e la Cooperativa Constantes, né che un costruttore rappresenti i propri interessi: è il suo mestiere, ed è legittimo.
Spetta però alle istituzioni pubbliche garantire che quell’iniziativa e quella proprietà siano valutate alla luce dell’interesse generale, secondo il dettato costituzionale degli articoli 41 e 42, e non accompagnate come se il loro compimento fosse, di per sé, un risultato pubblico.
E’ opportuno che un’Amministrazione si mostri così vicina ad un soggetto privato che ha in corso un procedimento urbanistico di questa rilevanza – e che a breve ne avrà altri?
Qual è la giusta distanza che un’Amministrazione deve tenere da un soggetto privato sul quale esercita poteri di regolazione? Il problema non è che esistano interessi privati, il problema è quando l’interesse privato diventa il punto di vista dal quale si guarda la città.
Il ruolo di garanzia dell’Amministrazione sta nel mantenere la distanza necessaria per valutare le proposte degli operatori privati secondo i principi costituzionali di utilità sociale, tutela dell’ambiente, funzione sociale della proprietà e interesse collettivo.

Postilla sull'”insolita”

Il sotto-titolo dell’articolo parla di una “insolita assemblea della Constantes con importanti novità”. Insolita, secondo l’autore, per le novità annunciate quella sera.
Per noi l’aggettivo evoca altro: insolito è che tutto questo venga raccontato con serenità sul bollettino parrocchiale, tra un applauso ed un saluto al Prevosto, come si racconterebbe una sagra ben riuscita.
Insolito è soprattutto che l’autore non senta il bisogno di dire perché la Sindaca e due Assessori di peso siano a quella riunione, ad esempio. Nessuna spiegazione, nessuna contestualizzazione. E’ tutto perfettamente normale.
E’ esattamente questa “normalità” che vogliamo mettere in discussione. L’assuefazione a questa modalità di gestire la cosa pubblica, descritta nell’articolo, soprattutto quando c’è di mezzo il bene comune.

PS: un punto di attenzione per l’immediato futuro

A breve l’Amministrazione sarà chiamata a decidere il futuro dell’area ex-Garzanti ed il regolamento per l’edilizia convenzionata. Entrambe le questioni toccano interessi significativi della Cooperativa Constantes: l’area ex-Garzanti ed un’area destinata ad edilizia convenzionata in via Brescia (se ne parla anche nell’articolo di Voce Amica).
Una domanda è necessaria: quali “anticorpi” abbiamo perché decisioni di questa portata vengano prese guardando all’interesse collettivo?
In attesa di una risposta dall’Amministrazione, su questo e sui temi ancora aperti sulla cementificazione di via Cevedale, continueremo ad osservare, ad approfondire, a raccontare.
E a dare forza a chi – spesso – non trova posto ai tavoli che contano: il bene comune.

Fonte delle citazioni: Voce Amica, n.6/2026, pp.44-45: “Passato e futuro dell’abitare a Cernusco” e “Significativi interventi ‘in cantiere'”.

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