Categoria: Ambiente (Pagina 1 di 7)

L’estate (non) sta finendo

30 ottobre 2022 in Liguria

Queste calde e assolate giornate di fine ottobre ci fanno naturalmente piacere, perché si sta meglio al sole che sotto la pioggia o al freddo, perché risparmiamo energia (corrente elettrica o gas, costosissimi di questi tempi), perché rinforzare l’abbronzatura anche solo stendendosi sull’erba del parco ci fa sentire ancora in vacanza.

Sappiamo bene che tutto ciò non è normale, ma forse non ce ne preoccupiamo più di tanto.
Sbagliando, dovremmo essere invece molto preoccupati.

Le temperature medie minime e massime di questo ottobre 2022 sono di circa 3.5° C superiori alle corrispondenti medie degli ultimi 30 anni (1991-2021) e circa 5°C superiori alle media dei 30 anni precedenti (1961-1990). Naturalmente questa non è una prova diretta che il nostro pianeta si sta lentamente riscaldando, però è uno dei sintomi che qualcosa sta avvenendo, che l’equilibrio precedente si sta (velocemente) spostando. Riscaldamenti e raffreddamenti del pianeta ci sono sempre stati, ma avevano tempistiche infinitamente più lunghe, non si vedevano gli effetti confrontando 30 anni con i 30 anni precedenti, servivano 3.000, forse 10.000 anni per notare variazioni di questa entità.

Se poi prendiamo in considerazione le precipitazioni di questo mese eccezionale, ci sono state (a Cernusco) 4 giornate in cui è piovuto, con un totale di circa 15 mm di pioggia. Le medie pluviometriche di ottobre, sia negli ultimi 30 anni, sia nei 30 anni precedenti, danno un valore costante di circa 100 mm: capite che l’emergenza idrica, tanto evidente nei mesi estivi appena passati, non si è per niente conclusa, anzi, si sta aggravando sempre più e ci preannuncia qualche criticità anche per l’anno prossimo.

Non è finita.
Grazie all’anticiclone africano, che mantiene il cielo sereno e alza le temperature, si sono create in valpadana le condizioni giuste per l’accumulo degli inquinanti. Durante il mese di ottobre, si è superato ben 9 volte (di cui 8 consecutive) il limite di legge (D.Lgs 155/2010) di 50 µg/m3 per le PM10 (la norma ammette il superamento della soglia per 35 giorni all’anno), mentre le PM2.5 hanno superato la soglia dei 25 µg/m3 per almeno 10 giorni, con una media durante il mese di 24.9, pericolosamente vicina al valore massimo richiesto dalla norma (25µg/m3).

Inoltre, si tenga conto che l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha emesso nel 2021 le nuove soglie per tutti gli inquinanti. Per le PM10 e PM2.5 i nuovi valori sono particolarmente stringenti: 45 µg/m3 giornalieri e 15 come media annuale per PM10; 15 µg/m3 giornalieri e 5 come media annuale per le PM2.5. Le leggi nazionali dei singoli Paesi dovranno recepire le nuove soglie nella propria legislazione, anche gradualmente, e vedete bene quanto sarà difficile per noi avvicinarsi a quei valori.

Cosa possiamo fare? Da soli, forse ben poco. Ma certamente dobbiamo almeno assumerci la responsabilità di capire quali dei nostri comportamenti sono più dannosi e, tutti assieme, cambiarli. E soprattutto dobbiamo pretendere che ci governa, a tutti i livelli, capisca la gravità della situazione e prenda i provvedimenti opportuni. Subito.

Video conferenza con Pietro Maroè – 31 marzo 2022

A colloquio con Pietro Maroè, giovane argonauta che con passione studia e cura gli alberi, con un grande sogno, salvare il modo.

C’è ancora speranza per questo mondo. Dicono che sia sempre l’ultima a morire. Il cambiamento parte da ciascuno di noi, dalle scelte di ognuno di noi.

La vita è un’evoluzione continua e inarrestabile, un perpetuo adattamento, da quando veniamo al mondo a quando lo lasciamo. E la strada nel mezzo stabilisce chi sei.

Pietro Maroè ci racconta come ci sia bisogno di una nuova forma di società, che ci permetta di non estinguerci con le nostre stesse mani, dove gli alberi costituiscono un modello da seguire, un esempio di comunità organizzata dove le risorse vengono utilizzate in modo parsimonioso, senza che nulla vada buttato.

Dunque non sono affatto elementi dell’arredo urbano come spesso vengono considerati. Da qui la nostra provocazione del titolo.

Un’occasione da non perdere: giovedì 31 marzo – ore 21

di seguito le credenziali per la videoconferenza sulla piattaforma Zoom.

Entra nella riunione in Zoom 
https://us06web.zoom.us/j/88449731608?pwd=YmU2WHJHeGwvV29NWTlJSEZVWmdBZz09

ID riunione: 884 4973 1608 
Passcode: 738712 
Un tocco su dispositivo mobile 
+390694806488,,88449731608#,,,,*738712# Italia 
+390200667245,,88449731608#,,,,*738712# Italia

#viaggiofraglialberi: incontro con Pietro Maroè

Il rapporto fra gli alberi e la città è complicato: sono parte dell’identità stessa e della storia di molti quartieri, ma nello stesso tempo è proprio la loro manutenzione e conservazione che costituisce una sfida fra le esigenze delle piante e quelle dei cittadini che spesso dimenticano, fra foglie cadute e radici sporgenti, il ruolo essenziale degli alberi.

Ne parliamo giovedì 31 marzo alle 21,00 con Pietro Maroè, giovane arbonauta che ha deciso di studiare, misurare e soprattutto curare gli alberi.

A breve il link per il collegamento in video conferenza

Per gli alberi il tempo è un concetto relativo. Praticamente non muoiono se non per cause esterne e, anche in quel caso, sono talmente ben organizzati che non muoiono con facilità. Il tempo passa in secondo piano.

L’albero, semplicemente, aspetta.

Aspetta il momento giusto per germinare, per fare le foglie, per fiorire. Poi aspetta il momento giusto per fare i frutti e lasciarli cadere, così come per le foglie, come se anche quella che è la sua principale fonte di sostentamento fosse comunque qualcosa di effimero.

Forse anche noi dovremmo prendere esempio da questi custodi dell’azzurro del cielo.

anticipazione da “L’azzurro infinito degli alberi” di Pietro Maroè

Undicesimo: non provocare – Verdi visioni o verdi provocazioni?

CLIMA E URBANIZZAZIONE NELLA CITTA’ DEL FUTURO è il tema guida in cui si articolano due approfondimenti organizzati dalla commissione biblioteca del comune di Cernusco in collaborazione con LAND, un prestigioso studio di architettura del paesaggio. Il primo si è svolto giovedì 24 febbraio ed aveva come tema “La transizione verde di Milano nella decade della sostenibilità: dai giochi olimpici invernali del 2026 ai grandi progetti di rigenerazione urbana”.

Al breve saluto dell’Assessore Luciana Gomez è seguita una lunga introduzione a cura di Carla Daturi, vice presidente della Commissione Biblioteca, che ha raccontato la storia di LAND, descrivendone i principi e valori a cui si ispira, il ruolo e il contributo del suo fondatore Andrea Kipar, con nutrito corredo di citazioni agiografiche. La parola è poi passata a Francesca Villa, Project Manager dello studio, che ha illustrato nuovamente e largamente i principi alla base del loro approccio, per poi fare una carrellata di progetti realizzati o in via di realizzazione nella Città Metropolitana di Milano (fra questi Porta Nuova e Bicocca a Milano).

Non serve riportare qui quanto esposto durante l’incontro: per averne un’idea potete semplicemente consultare il loro sito web, perché di comunicazione istituzionale si è fondamentalmente trattato*. 

Di fatto abbiamo assistito a uno spot promozionale di più di un’ora, ove le relazioni fra il clima e l’urbanizzazione non sono state analizzate e la transizione verde dai giochi olimpici invernali del 2026 ai grandi progetti di rigenerazione urbana è declinata come verniciatura di verde ai grandi progetti immobiliari realizzati ed in fase di realizzazione a Milano.

Non c’era un moderatore terzo e neutrale che potesse portare all’attenzione anche eventuali criticità, non c’era un tecnico che potesse esprimere valutazioni oggettive sui progetti o proporre modelli alternativi, nessun intervento di stimolo al dibattito da parte di esponenti della nostra amministrazione. 

Un incontro monorelatore, un palcoscenico allestito dall’amministrazione per un privato che ha potuto parlare per più di un’ora senza alcuna possibilità di contraddittorio su un tema oggettivamente delicatissimo, in cui interesse pubblico e privato sono il più delle volte in netto contrasto. 

Tant’è che alla domanda: “Lo studio LAND ha firmato anche la parte paesaggistica del progetto dell’ampliamento del centro commerciale Carosello, che di sostenibile a nostro parere ha ben poco: su questo che cosa ci può dire?” la risposta è stata: “Non rispondo perché ritengo la sua domanda una provocazione”. E qui, possiamo dire, il re è rimasto se non nudo in mutande… 

Perché, al contrario, la provocazione nei confronti della comunità di Cernusco è stata chiamare a raccontare la rigenerazione urbana chi ha collaborato al progetto di espansione del centro commerciale Carosello che, ricordiamo, sarebbe stato realizzato a spese del parco degli Aironi e che è stato accantonato proprio grazie alla tenace opposizione di cittadini ed associazioni che hanno messo in luce l’insostenibilità dell’intervento.

il progetto del carosello con il tetto verde e la pista ciclabile sopraelevata
da RELAZIONE DESCRITTIVA GENERALE – AdP Carosello – Eurocommercial Properties

E’ evidente che incontri così strutturati non possono portare valore aggiunto alla riflessione pubblica sui temi della tutela del territorio e dello sviluppo sostenibile di Cernusco sul Naviglio.

Lo studio LAND fa il suo lavoro, risponde alla committenza, ma l’amministrazione pubblica deve tutelare gli interessi generali, non quelli privati. 

In un’epoca di mistificazione in cui perfino i menù di McDonald sono presentati senza remore come bilanciati o in cui le oil company si proclamano paladine della transizione ecologica, è necessario prestare estrema attenzione a contenuti e messaggi che ci vengono proposti ed è un segnale grave se un’amministrazione pubblica non coglie tali contraddizioni o, peggio, se ne fa partecipe, lasciando così spazio agli interrogativi sul perché lo abbia fatto. 

Il prossimo incontro sarà  giovedì 3 marzo (Città di piccole dimensioni dell’area metropolitana: le infrastrutture verdi blu come risposta al cambiamento climatico).

Alla prossima puntata

verdi visioni metropolitane

*la registrazione della sola relazione di F. Villa è disponibile sul canale you tube della biblioteca https://youtu.be/XZj8sC-VCvY

5 giugno: giornata dell’ambiente

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Ambiente: la celebriamo dedicando questo video alle risorse naturali del nostro territorio e a tutti coloro che se ne prendono cura.
Tutte le fotografie sono state scattate a Cernusco e dintorni e provano a trasmettere la bellezza dell’ambiente che ci circonda… vi siete mai soffermati ad ammirarla?
Purtroppo però consumo di suolo, inquinamento, scelte poco lungimiranti stanno velocemente compromettendo il fragile equilibrio su cui questa bellezza si regge.
Per evitarlo servono azioni concrete da parte di ognuno di noi, tutti i giorni, non solo oggi.
Vuoi essere al nostro fianco? Scrivici a benecomunecernusco@gmail.com

Foto di Federico Belloni e Claudia Galas

#tuloconosciilPLIS? – 2° uscita

Dopo il successo della prima uscita, eccoci pronti per la seconda:
bosco del Fontanone e Parco INCREA.

Il PLIS è il parco Est delle Cave: un parco speciale che fa da cuscino tra aree urbanizzate e dove, insieme alle profonde ferite delle cave, ci sono ecosistemi importanti che consentono di entrare in contatto con la natura, e nello stesso tempo testimonianze storiche ed architettoniche che narrano l’evoluzione del territorio e del paesaggio nel tempo.

I nostri itinerari intendono far conoscere il parco, perché conoscere è il primo passo per proteggere una risorsa preziosa ma poco tutelata e poco valorizzata

In questo secondo itinerario, ci immergeremo nel bosco del Fontanone, piccolo campione dell’ambiente che un tempo ricopriva gran parte della pianura Padana. Entreremo poi nel Parco INCREA, un esempio di come le cave dismesse possono essere recuperate e restituite all’uso della cittadinanza, valorizzando risorse naturali e rispetto dell’ambiente.

Il ritrovo è per le ore 10:00 presso la rotonda di via Fontanile – via Falcone e Borsellino, proprio all’ingresso del bosco.

L’uscita durerà all’incirca 2 ore  e verrà svolta nel rispetto delle normative anti-covid (anche per questo i posti sono limitati!).

Per iscriverti invia una mail a benecomunecernusco@gmail.com  entro il 4 giugno.

Ti aspettiamo!

# tu lo conosci il PLIS?

Il PLIS è il parco Est delle Cave: un parco speciale che fa da cuscino tra aree urbanizzate e dove, insieme alle profonde ferite delle cave, ci sono ecosistemi importanti che consentono di entrare in contatto con la natura, e nello stesso tempo testimonianze storiche ed architettoniche che narrano l’evoluzione del territorio e del paesaggio nel tempo.

I nostri itinerari intendono far conoscere il parco, perché conoscere è il primo passo per proteggere una risorsa preziosa ma poco tutelata e poco valorizzata

Fra terra e acqua: il primo appuntamento è per domenica 30 maggio alle 10.00: esploreremo la zona del Naviglio e di Cascina Gaggiolo, condividendone storia, informazioni sulla fauna locale e aspetti geologici. 

Ci ritroveremo lungo il Naviglio (via della Martesana), all’altezza del ponte pedonale dietro il centro sportivo. 

L’uscita durerà all’incirca 2 ore  e verrà svolta nel rispetto delle normative anti-covid (anche per questo i posti sono limitati!).

Per iscriverti invia una mail a benecomunecernusco@gmail.com  entro il 28 maggio.

Ti aspettiamo!

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Come arrivare:  il Naviglio è raggiungibile solo a piedi o in bicicletta 

Per chi arriva in auto:

– da Nord, può parcheggiare in via Buonarroti presso il centro sportivo e poi raggiungere il luogo d’incontro sulla sponda sinistra della Martesana, attraversando il ponte pedonale sul Naviglio presso la sede dell’associazione Canoa Fluviale Martesana

– da Sud: in fondo a via Melghera c’è un piccolo parcheggio, da lì a piedi si prosegue sul ponte della metropolitana sino al punto d’incontro sulla sponda sinistra del Naviglio.

Una strage nascosta

Sagome di uccelli applicate su finestre

Gli uccelli nei loro habitat sono perfettamente in grado di evitare in volo gli ostacoli, tuttavia i vetri degli edifici (ma non solo) rappresentano per loro una duplice fonte di pericolo in quanto trasparenti e riflettenti.
Nel primo caso, l’uccello può vedere l’albero dietro la lastra di vetro ma non riuscire a percepire la presenza dell’ostacolo in mezzo, nel secondo caso invece, l’uccello vede il riflesso dell’ambiente circostante (cielo, alberi, ecc.) oppure vedendo la sua stessa immagine riflessa, ha l’istinto di attaccarla.
Quest’ultimo caso tuttavia, avviene maggiormente in primavera che coincide con il periodo di riproduzione quando gli individui mostrano una maggiore territorialità.
Per farvi capire quanto non sia un problema da sottovalutare, prendiamo in considerazione qualche dato:

  • secondo uno studio del 2014, circa 1 miliardo di uccelli muore in questo modo negli Stati Uniti (Loss et al. 2014);
  • sempre negli Stati Uniti, il 50% di questi uccelli muore in seguito all’impatto con finestre di case e appartamenti;
  • in Italia, alcuni studi effettuati lungo strade e autostrade, hanno stimato una mortalità superiore di 800 uccelli all’anno, per ogni chilometro di strada! (Galuppo e Borgo 2006; Capitani et al. 2007; Costa 2012; Campedelli et al. 2014).

Ma esistono delle soluzioni a questo problema? Certamente!
Sono tante, a costi estremamente moderati e sono anche semplicissime da applicare:

  • soluzioni a strisce orizzontali (veneziane);
  • soluzioni a strisce verticali (tende e/o lamelle);
  • i cosidetti “dot pattern”, ovvero delle trame a punti da applicare sul vetro;
  • zanzariere;
  • tende;
  • adesivi di varie forme e dimensioni;
  • adesivi quasi invisibili all’occhio umano e al contrario ben visibili agli uccelli.

E cosa possiamo fare se l’uccello fortunatamente non muore immediatamente in seguito all’impatto?
Prima di fare qualsiasi altra cosa, chiamare un CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) o un CRFS (Centro Recupero Fauna Selvatica).
Per la provincia di Milano (nello specifico ad Est), abbiamo tre contatti disponibili:

  • CRAS WWF Vanzago;
  • CRFS LIPU Milano;
  • ENPA Monza e Brianza.

Loro saranno perfettamente in grado di consigliarvi cosa fare e come farlo, in attesa dell’eventuale recupero dell’animale.
Ricordiamo infatti che, oltre ad essere illegale gestire e detenere un animale selvatico senza un permesso, le nostre azioni per quanto fatte con le migliori intenzioni, possono rivelarsi più dannose del previsto.

Per concludere, proviamo un attimo a metterci nei panni degli uccelli con questo video in cui nei primi secondi vediamo quello che vedono loro (visione stereoscopica(*) limitata) e mano a mano quello che invece vediamo noi (visione stereoscopica elevata):

(*) : campo visivo coperto da entrambi gli occhi.

Abbiamo voluto approfondire l’argomento perchè anche qui a Cernusco ci sono costruzioni con vetrate che sono pericolose per i volatili.
In particolare, più di una volta abbiamo visto uccelli schiantati contro le vetrate della palestra dell’oratorio Paolo VI. Abbiamo già avvisato chi di dovere e ci siamo resi disponibili per applicare le opportune sagome anti collisione.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi

Note a margine della presentazione del “Progetto di recupero di cava* Gabbana”

il lago Gabbana: nel luglio 2019 (in basso) e a marzo 2021 – foto: Franco Ingangaro

L’amministrazione comunale di Vimodrone ha presentato il progetto per il recupero dell’area che si produrrà a seguito del controverso interramento del lago Gabbana attraverso scelte insolite, di rottura: in primo piano nella locandina di promozione dell’evento viene utilizza la foto del lago che non ci sarà più a causa del riempimento, una foto rubata, realizzata da uno degli esponenti di Salviamo il lago Gabbana, il comitato che contrasta l’intervento; per la diretta Facebook di presentazione del progetto è stata scelta la data 22 marzo, giornata mondiale per l’acqua, quell’acqua che il riempimento del lago andrebbe a cancellare.

Scelte dettate dal calcolo, dal gusto del paradosso oppure della provocazione: ciascuna opzione porta con sé valutazioni che non indulgono al dialogo dei cittadini.

Alcuni elementi sono emersi con chiarezza nel corso della presentazione:

  • il riconoscimento ai comitati contrari: l’ammissione – esplicita e rimarcata più volte – da parte di tutte le componenti il tavolo di lavoro, sindaco ed assessore per primi, seguiti dalle associazioni e dalla facilitatrice, che senza la pressione dell’opinione pubblica ed i rilievi arrivati dai comitati Salviamo il lago Gabbana e Bene Comune Cernusco, non sarebbero mai state valutate tutte le criticità dell’intervento di interramento, né ci si sarebbe preoccupati del destino e del recupero dell’area. Dunque una conferma che non erano stati considerati in modo adeguato rischi ed impatti ambientali, anche in relazione alla destinazione futura dell’area .
  • l’interesse per l’acqua: quel lago che l’interramento andrà a cancellare rispunta nel progetto di recupero come elemento cardine rispetto al quale ricostruire la biodiversità. Così il profondo bacino lacustre di 28110 mq, prodotto di un’attività estrattiva da rapina che ha cavato sino all’ultimo orizzonte utile, diventa un’area umida di 15000 mq. L’acqua è dunque sempre al centro ed anche in questo caso le proteste hanno messo in evidenza l’importanza delle zone umide in un sistema di aree protette.
  • la valenza ecologica del lago Gabbana: quell’area – sempre descritta come degradata – rappresenta, al contrario, un ecosistema consolidato con vegetazione e fauna significative;
  • l’interesse pubblico dell’area: le polemiche hanno portato l’amministrazione ad interrogarsi sul destino funzionale di questa area, che è sì privata, ma dove ci sono un ecosistema importante ed un lago la cui acqua alimenta la falda e la rete idrica locale, elementi che avrebbero dovuto costituire i presupposti per dichiararla d’interesse pubblico. Elementi che oggi emergono con ancora maggiore nettezza e dunque la strada non può essere che quella.
  • La mancanza di garanzie: l’impegno vincolante al recupero ambientale che è stato richiesto (tardivamente) alla proprietà dell’area, non presenza sanzioni; i termini esecutivi della polizza fidejussioria di 100000 euro non sono noti e, comunque, la cifra non basterebbe a risarcire nessun danno ambientale. Dunque non ci sono elementi che possano garantire l’effettiva realizzazione di tutti i passaggi e, soprattutto, il controllo.

Infine, ma non ultima, la contaminazione da solventi clorurati delle acque, segnalata dal geologo incaricato dalla proprietà dell’area: è stata esposta come se fosse normale e non fossero coinvolte sostanze inquinanti che provocano effetti cancerogeni e teratogeni, nel più completo silenzio da parte del sindaco che pure è responsabile della salute pubblica.

Al di là del progetto di recupero, da realizzare nel futuro, è importante affrontare i problemi ed i rischi del presente, rispetto al quale chiediamo all’amministrazione di Vimodrone che tipo di provvedimenti intende intraprendere. E’ necessario continuare a vigilare segnalando che la nostra attività non è meramente ostativa, anzi, è soprattutto rivolta a capire quali siano i problemi e le soluzioni per meglio intervenire.

*la cava è in realtà un lago

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