Le cose da fare: l’acqua

 

Il 22 marzo è la giornata mondiale per dell’acqua.

A Cernusco è passata senza alcuna iniziativa o intervento.

Eppure a Cernusco, senza il decreto con cui il 31 dicembre 2018 la ministra della salute Grillo ha prorogato  sino alla fine dell’anno l’entrata in vigore dei limiti più restrittivi sulla presenza di sostanze inquinanti, quasi tutti i pozzi sarebbero fuori legge per le elevate concentrazioni di Cromo esavalente presenti.

L’amministrazione avrebbe potuto utilizzare questo momento che a livello mondiale pone l’attenzione sull’importanza delle risorse idriche del pianeta per una serie di buone pratiche (proprio quelle cose da fare su cui ci eravamo soffermati a proposito dello sciopero del 15 marzo sull’ambiente).

Alcune indicazioni:

  • aggiornamento della sezione dedicata alla qualità dell’acqua del portale del comune di Cernusco che ora è  un copia-incolla di contenuti ripresi senza citare le fonti e neppure aggiornati (la relazione sul monitoraggio dei pozzi è ferma al 2015);
  • richiesta al gestore del servizio della messa in atto di misure per l’abbattimento del Cromo esavalente nei pozzi che più risentono della contaminazione e relativa informazione ai cittadini del programma degli interventi e definizione degli obiettivi di miglioramento
  • richiesta di verifica al gestore dell’efficienza della rete idrica comunale (perdite percentuali) e definizione degli obiettivi di miglioramento
  • richiesta di verifica al gestore dell’efficienza della rete fognaria comunale al fine di evitare i frequenti allagamenti

Si tratta di azioni concrete che se messe in atto potrebbero migliorare la qualità dell’acqua della nostra città, l’efficienza del servizio idrico e fognario e, non ultima, l’informazione dei cittadini dando seguito a quanto viene dichiarato nel DUP in linea con gli obiettivi del Servizio Idrico Integrato di:

  • favorire la trasparenza delle informazioni sulla qualità acqua come bene pubblico;
  • Con l’obbiettivo di aumentare la trasparenza e la disponibilità dei dati relativi alla qualità dell’acqua proveniente dai pozzi cittadini il Comune continua l’iter approvato con La Carta d’intenti per la promozione della qualità dell’acqua di rete nel territorio della provincia di Milano.

Le cose da fare: la qualità dell’aria

Proprio per dare concretezza alla voglia di fare qualcosa per risanare l’ambiente, prima che sia troppo tardi, cominciamo ad approfondire uno dei temi che più stanno a cuore a Bene Comune Cernusco: la qualità dell’aria.

Cernusco è solo un puntino, se guardiamo dall’alto la pianura padana, ma la somma delle azioni virtuose, di cittadini ed amministrazioni, degli infiniti puntini porteranno, pian piano, ai risultati sperati.
Il comune di Milano ha iniziato, con l’introduzione dell’AREA B, un percorso che, anno dopo anno, porterà al divieto di circolazione completo degli automezzi inquinanti: dalla fine di febbraio, auto a benzina Euro 0 e Diesel fino a Euro 3 non possono entrare, per gran parte del giorno, nel territorio comunale. Dall’anno prossimo, il divieto sarà esteso anche ai Benzina Euro 1 e Diesel Euro 4 ed il programma continuerà fino al 2030, in cui saranno messi al bando tutti i diesel (noti al momento).
E’ questa una iniziativa molto coraggiosa, non compresa e criticata da molti, ma probabilmente unico rimedio, al momento, per limitare la diffusione di polveri sottili e di altri inquinanti pericolosi, come il Biossido di azoto (NO2), l’Ozono (O3) eccetera.

E’ evidente però che il comune di Milano, da solo, non riuscirà a migliorare la qualità dell’aria della Lombardia o del nord Italia. Perciò crediamo che sia indispensabile che le misure adottate dalla città capoluogo vengono estese prima a tutta la provincia di Milano, poi all’intera Lombardia, poi a tutta la Pianura Padana. Perchè l’Area B non viene subito adottata anche dal nostro Comune? Per ora valgono solo dei divieti parziali, legati a condizioni particolari di innalzamento dei valori di PM10, ma se non si decide di accellerare nella direzione già intrapresa da pochi, si rischia di vanificare i meritevoli sforzi di qualcuno con lo spreco di molti altri.

Le favorevoli condizioni meteorologiche degli ultimi giorni (in particolare il vento che ha caratterizzato l’ultima settimana), hanno prodotto un netto miglioramento dell’inquinamento atmosferico, come rilevato da ARPA ed anche dal nostro strumento (vedi grafico qui sopra), ma non hanno risolto il problema. La risalita dei valori di PM10 ( e degli altri inquinanti) è sempre in agguato, finchè non verranno eliminate le cause.
La prova è nell’immagine qui sotto, che mostra come nella mattinata di oggi, non appena le condizioni meteo sono tornate favorevoli all’accumulo di polveri sottili (calma di vento, pressione in diminuzione, ma su valori ancora alti), la risalita sia immediata e preoccupante. 

Non possiamo più aspettare, è il momento di azioni decise e coraggiose. Qualcuno l’ha fatto, e noi?

 

Le cose da fare dopo il 15 marzo

Lo sciopero cui hanno partecipato ieri i giovani di tutto il mondo ha aperto uno squarcio sui problemi ambientali ed ha messo in evidenza l’urgenza di azioni concrete.

Se non verranno messe in atto a breve termine misure di riduzione delle emissioni per l’aria, attenzione agli inquinanti e conservazione dell’acqua, arresto del consumo di suolo, riduzione della produzione di rifiuti, in particolare le plastiche, insieme all’adozione di pratiche e stili di vita più rispettosi dell’ambiente, tali problemi saranno irreversibili ed incideranno in modo drammatico sul nostro pianeta.

I giovani che hanno sfilato ieri hanno capito che alla loro generazione verrà negato il futuro, a meno che non si intervenga oggi, e tutti siamo chiamati alle nostre responsabilità e possiamo fare qualcosa. Perché ci sono problemi a grande scala per cui servono accordi e politiche internazionali, ma è la consapevolezza e l’impegno diffuso da parte delle comunità che possono svolgere un ruolo importante. Perché le comunità si occupano del loro paese, della loro terra, dei loro beni comuni.

Quindi anche qui, a Cernusco, occorre passare alle azioni concrete.

Da anni il comitato Bene Comune Cernusco si occupa della qualità dell’acqua della nostra città perché alcuni pozzi presentano concentrazioni elevate di Cromo e pesticidi ed ha portato all’attenzione del gestore del servizio idrico e dell’amministrazione la necessità di una maggiore informazione alla cittadinanza sulla qualità dell’acqua che beviamo. Era stato raggiunto un protocollo d’intesa che li impegnava  alla divulgazione dei dati sulla concentrazione delle sostanze nell’acquedotto (la Carta degli intenti per la qualità dell’acqua) che viene ancora citato nei documenti formali, ma che è rimasto appunto a livello di intenti dal momento che come cittadini abbiamo a disposizione solo dati generali e non di dettaglio che possano consentire il monitoraggio dei pozzi.

Così per la qualità dell’aria. Monitoriamo da tempo le polveri sottili ed abbiamo proposto all’amministrazione il ripristino della stazione meteorologica di Cernusco, un vero e proprio presidio di conoscenza ambientale data la ricca strumentazione presente, ma che giace ormai abbandonata da dieci anni. Il nostro progetto prevede la rimessa in funzione attraverso l’inserimento di alcuni strumenti realizzati anche attraverso il coinvolgimento di studenti e cittadini. I dati ambientali che ne deriverebbero sarebbero molto utili proprio in relazione alla conoscenza delle ripercussioni che i cambiamenti climatici determinano a livello locale.

La gestione dei rifiuti potrebbe essere migliorata inserendo una serie di misure volte la raccolta differenziata e la riduzione degli imballaggi. Anche in questo ambito i dati relativi all’andamento dei rifiuti e della raccolta sarebbero molto importanti per la valutazione delle scelte migliori da adottare.

E ancora, in una città come Cernusco ove il consumo di suolo è ormai sopra il 70% si impongono regole urbanistiche volte al suo arresto ed occorre che finalmente si investano risorse nel PLIS Est delle cave che potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio ambientale (vedi a questo riguardo il nostro memorandum).

Alla base della possibilità di interventi sull’aria e sull’acqua, ma anche sul suolo, sui rifiuti e su tutti i temi ambientali c’è la conoscenza: i cittadini informati hanno consapevolezza dei problemi e sono più attenti e disponibili ad adottare pratiche virtuose.

Perché come dice José Saramago: “Non c’è un altro mondo, difendiamolo prima che questo finisca”.

#Cheariatiraacernusco: #sapevatelo

Prima di tutto, un augurio a tutti i nostri lettori per un felice Anno 2019, speriamo pieno di serenità, consapevolezza e partecipazione, per continuare a difendere i Beni Comuni.

Detto questo, a poche ore dalla notte di San Silvestro, volevamo mostrarvi quanto, anche i comportamenti apparentemente più innocuoi e banali, possono avere un impatto significativo e pesante sull’ambiente.
Controllando il nostro strumento rilevatore di polveri sottili, ci siamo imbattuti nei dati che pubblichiamo qui sotto:

Concentrazione di PM2.5 - 01/01/2019

Concentrazione di PM2.5 – 01/01/2019

Concentrazione di PM10 - 01/01/2019

Concentrazione di PM10 – 01/01/2019

Ci siamo subito chiesti il perchè di questi picchi di concentrazione di polveri, sia per le PM2.5 (in alto), sia per le PM10 (in basso).
Noi non abbiamo trovato spiegazione diversa dal fumo generato dai botti di fine anno, che evidentemente aveva invaso gli stati bassi dell’atmosfera (il cosiddetto PBL – Planetary Boundary Layer). L’attività “esplosiva” aveva molto probabilmente già fatto sentire i suoi effetti anche nelle ore precedenti, ma la concentrazione massima si è avuta dopo la mezzanotte, naturalmente. Lo spostamento ed il rimescolamento dell’aria nei bassi strati ha prodotto il massimo attorno alle 2 della notte, poi ridisceso a valori “consueti” nelle ore successive, comunque molto alti, come in tutto il periodo. Nella figura qui sotto una foto che mostra lo strato inquinante, di colore rossastro, in cui stiamo respirando in questi giorni (foto del 30 dicembre, ore 14)

Lo strato di inquinamento che avvolge Cernusco (30 dicembre 2018)

Lo strato di inquinamento che avvolge Cernusco (30 dicembre 2018)

Certo, l’effetto dei botti di mezzanotte dura per poco tempo, poi la circolazione dell’aria lo trasporta e lo disperde. Ma di sicuro non è un effetto trascurabile, vista anche la concomitanza di condizioni atmosferiche avverse, per quanto riguarda il ristagno degli inquinanti. Come si vede infatti dalla figura in alto, la concentrazione media di PM10 per il primo giorno dell’anno, è stata di 97 microgrammi per metro cubo (limite di legge: 50).

Perciò, non possiamo astenerci dal rivolgere un appello alla coscienza ambientale di tutti ed anche alla auspicabile capacità di indirizzare i comportamenti dei nostri concittadini più giovani e vulnerabili – i nostri figli – verso un indispensabile e responsabile rispetto dell’ambiente.

Ce la faremo? Che il 2019 ci porti un po’ di saggezza in più

 

Memorandum propositivo per il PLIS Est delle Cave

Il PLIS Est delle Cave nasce nel 2009 per far sì che nelle aree dell’Est Milanese dei comuni di Brugherio, Carugate, Cernusco, Cologno e Vimodrone, così pesantemente interessate dall’attività di escavazione da costituirne l’elemento connotativo e densamente urbanizzate e infrastrutturate da reti viarie ed energetiche, si potessero realizzate connessioni sovracomunali di continuità ecologica Nord-Sud all’interno di un contesto di tutela paesistico ambientale.

Obiettivo sinora mancato perché l’attività estrattiva continua ad essere elemento di pesante condizionamento ambientale, il consumo di suolo dei comuni interessati non è diminuito ed i vincoli sono solo quelli legati agli strumenti urbanistici di ciascun comune.

I PLIS si sono dimostrati uno strumento di tutela debole per le aree coinvolte che restano esposte e subordinate al variare della pianificazione locale, la loro gestione dipende da forme pattizie di natura amministrativa fra comuni (convenzione o consorzio), sono privi di personale dedicato e funzionano grazie a personale di provenienza interna agli enti locali coinvolto solo a tempo parziale.

A queste debolezze strutturali non fa eccezione il PLIS Est delle Cave che, per di più, ha avuto un iter amministrativo lungo e che vede ancora in fase di discussione la variante della convenzione di gestione.

Dieci anni di parco
A dieci anni dalla sua istituzione il PLIS Est delle Cave risulta privo di una sua identità e riconoscibilità: se venisse effettuato un sondaggio emergerebbe che solo un’esigua minoranza della popolazione è a conoscenza dell’esistenza del parco, ancora meno ne saprebbe indicare i confini e gli elementi di rilievo ambientale. Di fatto l’unica area caratterizzata da una propria riconoscibilità e fruibilità è il parco Increa, una ex cava che dopo un lungo iter di ripristino è diventata un parco.
Il parco Increa è l’emblema di ciò si dovrebbe fare nel PLIS Est delle Cave: quelle che erano cave di ghiaia e sabbia di proprietà privata sono diventate aree di proprietà pubblica trasformate in parco grazie alle prescrizioni introdotte dalla normativa regionale del 1982 che assume la necessità del recupero ambientale in relazione all’attività estrattiva.

Il passaggio fondamentale è quindi la restituzione ad un bene ambientale – la cava – considerato ed usato come merce, la valenza collettiva di bene comune, attraverso l’attribuzione della funzione sociale di parco. Inoltre è opportuno sottolineare come tale percorso implichi la mobilitazione da parte dell’Amministrazione Comunale di adeguate risorse economiche e di governance necessarie al perseguimento degli obiettivi (il comune di Brugherio ha posto il parco al centro di numerose iniziative ed investe per la sua manutenzione più di 100.000 euro l’anno).
Ma il parco Increa di Brugherio è rimasto un episodio isolato, dal momento che il parco degli Aironi a Cernusco per il quale era stato intrapreso un percorso analogo, ha una manutenzione sporadica ed è al centro di un progetto di ampliamento del contiguo centro commerciale Carosello che ne vedrebbe ridotta la superficie e modificata la funzione.
Gli unici interventi previsti per PLIS sono legati alle prescrizioni di recupero delle aree estrattive, persino le proposte del Programma Pluriennale degli interventi del 2014 sono rimaste quasi del tutto inattuate, così come non si è colta l’opportunità di presentare osservazioni al nuovo Piano Cave di Città Metropolitana in relazione agli ambiti estrattivi ATEg23 e 24 che si trovano nel PLIS EST delle Cave nel comune di Cernusco in modo da limitarne i milioni di metri cubi previsti in estrazione. Perché le cave erano e rimangono “autentiche ferite del territorio” la cui esistenza all’interno di un parco è in contraddizione con le esigenze di tutela e salvaguardia che lo contraddistinguono.

Proposte
A fronte di un bilancio così modesto, perché il nuovo Programma Pluriennale degli Interventi non rimanga un inutile esercizio professionale e perché il PLIS Est delle Cave vada finalmente verso l’attuazione degli scopi per cui è stato costituito, è necessario che vengano messe in atto una serie di misure che coinvolgono diversi ambiti:

  1. Urbanistico:
    1. pianificazione urbanistica sovraordinata in relazione a vincoli ed emergenze ambientali che poi deve essere recepita da ciascun comune
    2. l’istituzione di vincoli per le reti minori, sia in relazione al reticolo della viabilità delle strade interpoderali e rurali che al reticolo idrico di rogge e canali.
    3. omogeneizzazione degli strumenti urbanistici delle aree contigue (mosaico del PLIS);
    4. le aree di proprietà pubblica devono essere portate e/o riportate ad avere una funzione sociale,
  2. Economico:
    1. ciascuno dei comuni componenti deve contribuire al bilancio del PLIS con una quota percentuale del proprio bilancio, oltre alle quote già definite da convenzione, in modo da arrivare ad avere risorse adeguate alle finalità ed alle progettualità dichiarate;
    2. nel bilancio del PLIS devono entrare quote dei diritti di escavazione delle cave presenti, come previsto dalla legge regionale per le attività estrattive.
  3. Gestionale:
    1. revisione della convenzione in modo che gli organi gestionali abbiamo personale a tempo pieno, in particolare per gli organi tecnici;
    2. in subordine, riunificazione delle funzioni apicali amministrativa e tecnica in capo allo stesso comune;
    3. istituzione di un sistema di controlli e sanzioni (per l’ambito estrattivo, per la mancata pianificazione, etc);
    4. coordinamento delle attività/iniziative di interesse collettivo;
    5. realizzazione di un portale istituzionale con sezioni dedicate ai diversi aspetti (ambientale, storico, urbanistico, ecc) aperta alla collaborazione con l’ambito del civismo organizzato e delle scuole;
  4. Formazione:
    1. corsi per guardie ecologiche da realizzare in coordinamento con altri parchi in modo da consentire la formazione di personale volontario;
    2. istituzione di laboratori ambientali
    3. percorsi formativi destinati alla cittadinanza sui temi della tutela ambientale

Inoltre occorre definire un piano con una visione guida del ruolo da affidare al PLIS Est delle Cave.

A questo riguardo occorre indirizzarsi verso interventi che mirino alla costituzione di elementi di attrazione e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente, vale a dire veri e propri poli di richiamo per le comunità in relazione alle valenze ambientali, paesaggistiche, storiche, naturalistiche ed ecologiche presenti o da implementare.

Tali attrattori, che hanno la funzione di porte di accesso a tutto il PLIS, sono in primo luogo le aree pubbliche a parco che devono essere inserite in un sistema vincolistico sovraordinato agli strumenti urbanistici di ciascun comune. Pertanto occorre pensare al parco Increa, al parco degli Aironi, ma pure alle cave dismesse e da riconvertire ad uso pubblico come le ex cave Gaggiolo e dei Pescatori, come ambiti all’interno dei quali si trovano zone che possono ospitare attività ricreative e sportive leggere insieme ad aree di rilevanza ed interesse naturalistico ed ambientale che devono invece essere oggetto di protezione da forme di disturbo.

I parchi urbani sono inoltre aree privilegiate per la realizzazione di laboratori ambientali all’interno dei quali sperimentare progetti per il miglioramento della qualità dell’aria e della falda idrica condivisi con la cittadinanza. E’ infatti possibile realizzare una rete di monitoraggio della qualità dell’aria con stazioni meteorologiche diffuse (nell’intero territorio del PLIS non ci sono stazioni di rilevamento dell’ARPA), vedi a questo riguardo il progetto di ripristino della stazione meteorologica di Cernusco a cura del nostro comitato. Mentre per il miglioramento della qualità dell’acqua occorre eliminare o ridurre la presenza di inquinanti in falda che, pur essendo noti da tempo, non sono stati ancora bonificati.

Si tratta di spunti di lavoro che offriamo come occasione di riflessione al comitato di gestione perché finalmente il PLIS Est delle Cave diventi elemento di riconoscibilità e caratterizzazione del nostro territorio, non per la presenza delle sue cave, ma per le valenze ambientali presenti.

Infine, ma non ultima considerazione, la realizzazione di tale obiettivo sarà possibile solo attraverso una reale collaborazione con la cittadinanza, elemento questo che esula da qualsiasi vincolo economico di bilancio, ma che attiene alla volontà dei decisori.

#Cheariatiraacernusco – PM10 a Cernusco: Novembre 2018

Riprendiamo la pubblicazione dei valori di PM10 misurati a Cernusco con il nostro strumento.
Come si può vedere dal grafico pubblicato qui sotto, le misure effettuate da noi (linea verde) coincidono in linea di massima, nell’andamento, con quelle raccolte da ARPA a Limito di Pioltello (linea rossa) ed a Milano (Via Pascal – Lambrate – linea azzurra), oltre che con il modello di stima di ARPA per Cernusco (linea gialla), però alcuni singoli valori differiscono anche significativamente. Segno questo, molto probabilmente, di diverse condizioni meteorologiche puntuali oppure di sorgenti di PM10 non completamente considerate. Va notato anche come il numero di superamenti della soglia di legge (50 ugr/m3 – linea nera tratteggiata), sia molto maggiore con le nostre misure, rispetto alle misure ufficiali di ARPA.

Ancora una volta, comunque, è da rilevare la pressochè perfetta coincidenza di molti valori, prova della buona qualità dello strumento utilizzato.

Quando sarà in funzione la stazione meteorologica cernuschese, progetto in cantiere per Bene Comune Cernusco con la collaborazione dell’Amministrazione, potremo tentare qualche correlazione tra valori meteo locali e valori dell’inquinamento da PM10/2.5, raccogliendo indicazioni utili per l’intera città.

La stazione meteorologica di Cernusco: non solo un progetto, ma un piano per la città

La stazione meteorologica di Cernusco, allestita dal comune nel 2003 con più di quindici sensori e strumentazione professionale, forniva indicazioni su vento, temperatura, radiazione solare, pioggia, umidità del terreno ed ha funzionato sino al 2009 per il mancato rinnovo della convenzione di gestione con l’Osservatorio Milano Duomo. Dopo quasi dieci anni di abbandono il comitato Bene Comune Cernusco ed meteorologo Paolo Bonelli hanno proposto all’amministrazione comunale di rimettere in funzione la stazione attraverso un processo condiviso volto al coinvolgimento dell’associazionismo e del mondo della formazione.
L’iniziativa nasce dall’attenzione del comitato Bene Comune Cernusco per i beni comuni, fra cui la qualità dell’aria è uno dei principali: tiene infatti il monitoraggio delle polveri sottili a Cernusco grazie ad un rilevatore acquistato con una sottoscrizione pubblica ed ha partecipato lo scorso febbraio alla campagna dei Cittadini per l’Aria per la rilevazione del biossido di azoto (cui il settimanale del TG1 TV7 ha dedicato il servizio andato in onda lo scorso ottobre di cui trovate uno stralcio).
Si è poi aggiunta la passione del meteorologo Paolo Bonelli che ha lavorato al centro meteo di Linate ed insieme si sono fatti promotori di questa iniziativa volta a rafforzare la possibilità e la capacità dei cittadini di percepire e dare un senso al proprio ambiente, proprio attraverso lo sviluppo di una rete di sensori fai-da-te per misurare l’inquinamento, la polvere, la luce, il suono, la temperatura e l’umidità (sense your city).

«la conoscenza deriva dalle informazioni come le informazioni derivano dai dati»,

abbiamo spesso richiamato l’aforisma di Elinor Ostrom, la prima donna insignita del Premio Nobel per l’economia, acuta studiosa dei beni comuni e militante per la loro difesa, perché rende bene l’importanza della disponibilità dei dati. Anche dei dati meteorologici, anche dei dati locali della stazione di Cernusco.

Presentazione del progetto a cura del meteorologo Paolo Bonelli

La stazione meteo di Cernusco – 25 ottobre 2018

Paolo Bonelli ha così illustrato l’importanza di avere a disposizione indicazioni meteorologiche puntuali per poter fare una verifica delle previsioni meteorologiche locali e, in collegamento con altre stazioni, consentire l’elaborazione di mappe micro-climatiche del territorio e di analizzare eventi estremi, ormai sempre più frequenti. Ci sono poi delle ricadute più dirette legate alla possibilità di controllare l’efficienza del funzionamento degli impianti ad energia rinnovabile e riscaldamento privati e pubblici o di analizzare eventi di inquinamento dell’aria (vedi le nubi sprigionatesi a seguito degli incendi di depositi di rifiuti) e persino in relazione all’agricoltura con l’analisi dei fattori climatici per la crescita delle piante.

Intervento di Massimo Mazzoleni del Centro Meteorlogico Lombardo

La stazione meteo di Cernusco – 25 ottobre 2018

Massimo Mazzoleni del Centro Meteorologico Lombardo ha messo in evidenza come una rete nata nel 2006 solo grazie all’associazionismo organizzato conti oggi più di 400 stazioni in tutta la Lombardia che rilevano in continuo l’evoluzione micro climatica locale. Dai dati presentati è emerso con nettezza come ci sia stato un trend evolutivo a partire dal 2007 che ha visto il susseguirsi estati sempre più calde ed inverni sempre più miti, non solo a livello mondiale, ma anche con precise evidenze a livello regionale e locale. Stiamo andando inesorabilmente verso un riscaldamento globale che, se non ci sarà un’inversione di tendenza, comporterà scenari drammatici per tutti noi.

Intervento di Daniele Restelli, assessore delegato all'ecologia

La stazione meteo di Cernusco – 25 ottobre 2018

A fronte di queste premesse Daniele Restelli, assessore delegato all’ecologia del Comune di Cernusco, ha espresso l’attenzione e l’interesse dell’amministrazione per il progetto e l’impegno a valutare la possibilità di ripristinare la stazione di Cernusco.
Il primo passo è stato fatto, ripristino e gestione devono essere considerati non un costo, ma un investimento per tutta la nostra comunità.

Tutti coloro che volessero partecipare sono i benvenuti, vi invitiamo a segnalare la vostra adesione al progetto a: benecomunecernusco@gmail.com

 

Materiali:

 

Zanzare: trenta giorni dopo

A più di trenta giorni dalla richiesta di conoscere i riferimenti relativi ai dispositivi amministrativi emessi dall’amministrazione per il 2018 in relazione alla lotta alle zanzare, il calendario degli interventi larvicidi ed adulticidi programmati sul territorio comunale e le misure di comunicazione ed informazione rivolte alla popolazione, inviata con posta certificata, non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Intanto nel mese di settembre le zanzare hanno continuato ad infestare tutta la città e solo l’avanzare dei primi giorni di autunno con temperature più miti ne ha ridotto la virulenza.

Eppure sarebbe interesse dell’amministrazione divulgare il più possibile quanto viene fatto in relazione alla disinfestazione dalle zanzare visti i problemi di carattere sanitario a causati dal virus della febbre del Nilo occidentale che si sono verificati e che hanno costretto l’ATS ad intervenire richiedendo a diversi comuni disinfestazioni straordinarie, Cernusco compresa, dove tale intervento è stato effettuato – secondo il comunicato stampa del comune – nella notte fra il 10 e l’11 settembre.

Sempre e solo dal comunicato stampa si apprende che c’è un piano anti-zanzare 2018 predisposto dal Comune di Cernusco sul Naviglio che prevede dieci interventi l’anno (otto larvicidi + due programmati nel periodo gennaio-febbraio contro le zanzare svernanti, + 6 nel periodo giugno-agosto nel Parco Trabattoni e nel Parco di Villa Greppi). Dunque, perché non divulgarlo e farlo conoscere alla cittadinanza? Che pure dovrebbe essere messa a conoscenza delle precauzioni e degli accorgimenti da utilizzare durante le disinfestazioni.

E’ ora il tempo del piano anti-zanzare 2019, è possibile programmare una migliore comunicazione ed informazione?

Il nubifragio del 3 luglio

Il comitato Bene Comune Cernusco ha inviato alla Procura della Repubblica di Milano un esposto con la richiesta di verifica sugli eventi e comportamenti verificatisi lo scorso 3 luglio in occasione del forte nubifragio che ha interessato Cernusco con numerosi allagamenti, disagi per la circolazione e danni alle strutture pubbliche e private.
In particolare si rileva che, nonostante fosse stato emesso il 3 luglio alle 12,30 dalla Protezione Civile della Lombardia un comunicato per Ordinaria Criticità per rischio ido-meteo in cui si evidenziava la richiesta di attivare la fase di ATTENZIONE, la popolazione non sia stata adeguatamente e tempestivamente informata.

Come già segnato in precedenza, la rete fognaria della città ha evidenziato numerose criticità, vorremmo conoscere i provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale per sanare tali situazioni  in modo da evitare per il futuro il ripetersi degli allagamenti che coinvolgono ormai con sistematicità le stesse zone della città.

La stazione meteo di Cernusco

Stazione meteo di Cernusco – foto P. Bonelli

La stazione meteorologica di Cernusco, inaugurata una ventina di anni fa, è in stato di abbandono dal 2009: era gestita dall’Osservatorio Milano-Duomo ma gli strumenti sono di proprietà del comune così come i dati rilevati sino a quella data.

Abbiamo sollecitato, insieme a Paolo Bonelli, meteorologo e promotore del progetto Coscienza ambientale volto alla promozione del monitoraggio ambientale da parte dei cittadini, l’assessore all’ambiente Daniele Restelli perché verificasse la possibilità di riattivare la stazione rendendoci disponibili a provvedere al suo ripristino e funzionamento.

Non c’è stata nessuna risposta.

Eppure pensavamo che oltre al dovere istituzionale che ha un rappresentante delle istituzione nei confronti dei suoi concittadini,  esistesse anche una civiltà delle relazioni fra le persone.

Il comitato Bene Comune Cernusco e Paolo Bonelli sono sempre disponibili a collaborare perché a Cernusco venga riattivata la stazione meteo. Attendiamo notizie dalle istituzioni cernuschesi.

PS: il 17 settembre abbiamo ricevuto un messaggio dall’assessore Daniele Restelli: ci farà dare un riscontro entro la prima settimana di ottobre.

 

 

 

 

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