L’emergenza idrica e le aiuole di villa Greppi

Insieme al caldo, esplode anche l’emergenza siccità. La Lombardia dichiara con una ordinanza lo ‘stato di emergenza regionale’ sino al 30 settembre 2022 a causa della criticità idrica nel territorio regionale ed invita i comuni a disporre analoghe misure locali.

Così anche Cernusco si adegua ed il sindaco neoeletto emette un’ordinanza di divieto di prelievo di acqua potabile per:

  • l’annaffiatura di prati pubblici e privati, con l’esclusione dell’irrigazione destinata a nuovi impianti di alberi, arbusti, aiuole e opere pubbliche;
  • il lavaggio di cortili e piazzali, fatto salvo le operazioni di lavaggio organizzato di aree stradali e spazi per il mantenimento dell’igiene pubblica;
  • il lavaggio di veicoli privati, ad esclusione di quello svolto dagli impianti di autolavaggio;
  • il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine su aree private;
  • tutti gli usi diversi da quello alimentare, domestico ed igienico.

L’ordinanza riprende quasi interamente lo schema regionale, con qualche integrazione che si presta a creare fraintendimenti.

Prendiamo il divieto di prelievo di acqua per annaffiare prati pubblici e privati che attenua il dettato regionale dando però la possibilità di “irrigare nuovi impianti di alberi, arbusti, aiuole e opere pubbliche”.

Scritta così sembra che l’acqua si possa usare solo per le piante appena messe a dimora, tanto che l’amministrazione sul suo portale social precisa che il divieto riguarda “l’annaffiatura dei prati”, mentre le nostre amate piante di orti, giardini e balconi si possono irrigare.

Il richiamo a comportamenti responsabili e sostenibili che sta alla base dell’ordinanza regionale e comunale è assolutamente condivisibile, anzi necessario, ma le azioni proposte sono estemporanee e lontane da quei provvedimenti strutturali che potrebbero avere una reale efficacia.

Lo stesso divieto di innaffiare i prati, almeno nel nostro ambito locale dove non ci sono ancora carenze idriche e si attinge l’acqua dall’acquifero profondo, risponde infatti solo a logiche di comunicazione, perché l’acqua eventualmente utilizzata in eccesso ritorna in falda e non si tiene conto che il disseccamento improvviso dei prati provocato dall’interruzione dell’irrigazione determina conseguenze sugli insetti e relativa catena alimentare.

Nell’ordinanza non ci sono limitazioni rispetto agli orari di utilizzo dell’acqua: l’introduzione di fasce orarie notturne per l’irrigazione avrebbe ad esempio ridotto l’evaporazione che si determina durante le ore diurne caratterizzate in questi giorni da temperature molto elevate.

Durante la pandemia la cura delle piante, la manutenzione di balconi e giardini era stata considerata un’attività essenziale, tanto che vivai e fioriti erano rimasti aperti mentre tutto il resto era bloccato. Oggi tutto questo non conta più e le piante possono morire, di sete. Eppure ci hanno aiutato a vivere un po’ meglio durante il confinamento per il Covid, cerchiamo ora noi di aiutarle a superare questo periodo critico.

C’è però un tema più generale, perché si possono e si devono usare comportamenti più virtuosi che riducano gli sprechi dell’acqua, ma è nello stesso tempo necessario utilizzare una base analitica che consenta una pianificazione della risorsa idrica, dall’altra occorre realizzare interventi strutturali che consentano di limitare l’uso dell’acqua potabile solo per scopi alimentari, per tutti gli altri si devono poter usare acque di recupero.

Per il primo aspetto sappiamo che a Cernusco il consumo pro-capite giornaliero è di 194 litri*, un po’ più elevato della media regionale pari a 189 litri per abitante al giorno (la Lombardia ha il primato nazionale dei consumi). Dunque uno dei primi obiettivi deve essere quello di una riduzione dei consumi giornalieri e questo deve essere un elemento che l’amministrazione deve tener d’occhio nel tempo insieme a CAP Holding, il gestore del servizio idrico.

Un altro elemento è il monitoraggio delle perdite: Cernusco rientra all’interno di un complesso sistema di rete idrica, ma è importante che l’amministrazione chieda conto al gestore della situazione di questo parametro che è anche indice del grado di efficienza del sistema.

Ma l’elemento più importate è la realizzazione di una rete delle acque reflue che ne consenta l’utilizzo per scopi non alimentari. In molti comuni i giardini vengono irrigati grazie al riutilizzo delle acque reflue, attraverso una rete dedicata che ne consente la distribuzione diffusa. E’ giunto il momento di sollecitare il gestore perché muova investimenti questa direzione. D’altra parte il Gruppo CAP è una società a capitale pubblico partecipata dagli Enti Locali, dunque anche Cernusco ha la sua quota e può far sentire la sua voce.

 Nello stesso tempo  Cernusco ha una rete di rogge e canali, realizzata nel tempo a partire dai monaci cistercensi e poi ulteriormente sviluppata dai Visconti con il Naviglio della Martesana, sino alle diramazioni del canale Villoresi alla fine dell’800. Molte rogge sono abbandonate e malridotte, meriterebbero una seria riqualificazione andando così a ricostituire quella importantissima rete irrigua che aveva consentito lo sviluppo agricolo della pianura.

Rilanciamo inoltre qui la nostra proposta dell’istituzione del Tavolo per il Clima, perché la crisi idrica è solo un aspetto dell’emergenza climatica che ha bisogno di un approccio sistemico per realizzare azioni di mitigazione rispetto al global warming.

Infine cogliamo l’occasione per segnalare la necessità di non abbandonare al loro destino gli alberi già piantumati il cui apparato radicale non è ancora sviluppato da raggiungere la falda. Molti non sono mai stati irrigati, nonostante il capitolato di appalto lo preveda e dunque ora si trovano in condizioni critiche. Segnaliamo qui i poveri liquidambar di via Gatti.

liquidambar in via Gatti

Salviamo dalla sete le aiuole di villa Greppi e con loro le piante dei nostri giardini e balconi, le nostre alberature, innaffiamo di notte e ripristiniamo le rogge.

Usiamo l’acqua in modo attento e sostenibile, ma non condanniamo a morte le piante.

*fonte DNV – Gruppo CAP

A proposito di elezioni

Passato il primo turno delle elezioni comunali 2022 a Cernusco ed in attesa del turno di ballottaggio che si terrà il prossimo 26 giugno, ci siamo inventati qualche chiave di lettura, per capire qualcosa di più di quanto è successo e dare qualche indicazione, speriamo utile, ai nostri politici, per proseguire e rendere più efficace il loro impegno per la città.

Indice di gradimento del candidato sindaco

Abbiamo definito “indice di gradimento” di un candidato sindaco il rapporto tra i voti attribuiti solo al candidato (e non quindi alle liste che lo sostengono) e i voti totali ottenuti (voti al sindaco più voti alle liste). E’ in sostanza la percentuale di voti sul totale che il candidato è riuscito ad ottenere a prescindere dalle liste che lo appoggiavano, grazie alla sua notorietà, simpatia, autorevolezza.
Ecco, in forma grafica, il risultato: ad area maggiore, corrisponde gradimento maggiore

Come si vede, la candidata Zecchini stravince su tutti gli altri, Cassamagnaghi si difende, mentre gli altri due, in particolare Marchetti, portano a casa veramente poco.

Il risultato va in realtà un po’ spiegato:

  • Zecchini era appoggiata da due liste che hanno raccolto molto poco, forse svuotate di molte aspettative e forse ormai un po’ usurate. Gli elettori però hanno comunque votato la candidata sindaco, che gode evidentemente di molta fiducia, anche se l’area che rappresenta non le ha consentito di raggiungere grandissimi numeri, come nel 2017
  • Cassamagnaghi arriva secondo, ma va segnalato un dettaglio: tra le altre, nella sua coalizione, c’era una lista che portava il suo nome (Cassamagnaghi sindaco) che ha raccolto moltissimo (di fatto il secondo partito di Cernusco). Questo significa che molti elettori hanno scelto questa lista per esprimere il gradimento al candidato, che quindi porterebbe ad una correzione verso l’alto nel grafico del gradimento
  • Zacchetti: gradimento piuttosto scarso, anche se vale lo stesso discorso fatto per Cassamagnaghi: anche Zacchetti aveva una “lista del sindaco”, che però ha raccolto di meno (e per di più i suoi voti erano apparentemente più legati all’effetto “Pizzaut”, quindi non direttamente legati alla persona del sindaco uscente); Zacchetti ha raccolto soprattutto grazie al PD, partito nazionale, sfruttando perciò l’effetto dovuto alle simpatie “generiche” verso quel partito
  • Marchetti: una vera sorpresa vederlo all’ultimo posto in questa classifica, dove senz’altro ha influito la grande “fidelizzazione” che da sempre caratterizza l’elettorato di Vivere Cernusco: si vota Vivere, indipendentemente dal candidato sindaco e Marchetti, che si è sempre molto speso per la città, ma in un ruolo forse un po’ nascosto, non è riuscito a rendersi attrattivo per chi non era già convinto di votare Vivere.

E tu, di che quadrante sei?

Abbiamo poi voluto analizzare il voto di lista, secondo due dimensioni che a nostro avviso aiutano nell’interpretazione dei risultati:

  • Una dimensione orizzontale, che abbiamo definito come “voto al simbolo – voto alle persone“. Tecnicamente è il rapporto tra la somma dei voti di preferenza all’interno di una lista ed il totale dei voti raccolti da quella lista. Come noto, chi vota una lista, segnandola con la matita, non sempre esprime una preferenza ad una o più delle persone candidate nella lista. Quindi esprimere una preferenza significa puntare sulla persona, per spingerla in alto, perchè ci piace e la vogliamo vedere in consiglio comunale; non esprimere alcuna preferenza, spesso significa che non conosciamo nessuno all’interno di quella lista, ci fidiamo del “partito” che è rappresentato da quel simbolo.
  • E poi c’è una dimensione verticale, che abbiamo chiamato “i divi e i portatori d’acqua“. Numericamente esprime la deviazione standard della serie delle preferenze raccolte da una lista. In soldoni, rappresenta il grado di dispersione delle preferenze tra i vari candidati in lista, la “distanza” tra il massimo e minimo numero di preferenze raccolte dai candidati. Valori alti di questo parametro indicano grande differenza, cioè in lista c’erano uno o più candidati, definiti “divi”, che hanno raccolto tantissimi voti, mentre altri hanno raccolto pochissimo. Al contrario, valori bassi significano poca differenza tra i candidati, tutti abbastanza vicini ad un valore medio di preferenze: in questo caso, i candidati non erano “VIP’s”, ma hanno tutti contribuito, in misura più o meno simile, a “portare acqua” per far vincere la propria lista.
  • C’è in realtà una terza dimensione, rappresentata dalla “grandezza” della ‘palla’ rappresentata nel grafico che segue: maggiore è il diametro della ‘palla’, maggiore è il numero medio di preferenze raccolte

Ed ecco infine il risultato di tutto quanto detto:

Qualche chiave di lettura, per rendere il tutto un po’ più semplice da capire e, speriamo, da utilizzare per il futuro:

  • innanzitutto il colore delle ‘palle’, che indica il candidato sindaco sostenuto da ciascuna lista (vedi legenda in alto a sinistra nel grafico);
  • quadrante 1: “voto al simbolo” e “divi”: praticamente nessuno in questa zona; vuol dire che “i divi” non amano schierarsi con simboli troppo ‘esposti’ al livello nazionale: chi sceglie il simbolo, non riconosce nella lista alcun nome VIP, le persone contano meno e non si individuano dei “divi” tra queste
  • quadrante 2: “voto alle persone” e “divi”: entrano con decisione Vivere e Lista Zacchetti: ognuna con un certo numero di “divi” che hanno fatto man bassa, ma soprattutto un gran numero di preferenze, che posizionano le due liste nella zona del “voto alle persone”. Per il PD un discorso leggermente diverso: sempre alcuni “divi” pigliatutto, ma molti voti “dal traino nazionale”, una buona dose di voto d’area, da chi conosce il simbolo, ma, ancora, non le persone
  • quadrante 3: “voto al simbolo” e “portatori d’acqua”. Qui entrano di solito i partiti nazionali: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia. Ma vi troviamo anche la Lista Cassamagnaghi (come detto in precedenza, è un voto d’area: si vota il candidato sindaco, senza conoscere le persone in lista), Città in Comune e, sorpresa sorpresa, Sinistra per Cernusco. Città in Comune era esattamente nella stessa posizione anche nella tornata elettorale precedente (2017): tanti portatori d’acqua , nessuno di grande spicco, ma anche tanto voto d’area (voto la lista perchè mi piace, ma non conosco le persone). Per Sinistra per Cernusco invece il discorso è più complesso. Nel 2017 stava dove ora c’è Lista Zacchetti: cosa è successo? hanno perso i “divi”, spariti completamente, assieme ad un gran numero di voti e di preferenze (quasi la metà del 2017).
  • quadrante 4: “voto alle persone” e “portatori d’acqua”. Questo è il quadrante delle liste civiche e in questa tornata ci troviamo solo Il Cernuschese e Cernusco Possibile, due liste nuove, ma evidentemente ben assemblate: nessun “divo”, ma tanti portatori d’acqua che hanno lavorato bene e raccolto in maniera uniforme.

A questo punto, se non vi abbiamo ancora stancato, solo qualche considerazione finale, su alcuni risultati che meritano un po’ di attenzione.

  • Affluenza: in questa tornata elettorale, ha votato il 4.35% in meno rispetto al 2017, ma per effetto dell’aumento degli elettori aventi diritto, i voti validamente espressi sono quasi uguali, solo circa 300 voti in meno rispetto alla tornata precedente. Si possono quindi fare dei confronti senza rischiare di sbagliare troppo
  • Flussi di voto da una lista all’altra: non abbiamo dati sufficienti per ipotizzare, con sufficiente sicurezza, spostamenti di elettori da una lista all’altra, confrontando il 2022 ed il 2017, se non quelli evidenti legati a spostamenti di candidati da una lista all’altra. Con queste premesse, possiamo però notare:
  • Il PD perde quasi 1000 voti (2022 vs. 2017), che vanno molto probabilmente alle altre liste della coalizione Zacchetti (nuove, rispetto al 2017); come candidato sindaco, Zacchetti guadagna circa 500 voti
  • La Lega perde 650 voti, quasi quanto invece guadagna Fratelli d’Italia. In sostanza, uno spostamento dalla Lega a FdI pari al 40% dei consensi leghisti del 2017. Forza Italia invece aumenta di qualche decina i suoi voti, raggiungendo esattamente lo stesso risultato della Lega. Il Centro-destra, sommando questi tre partiti, rimane sostanzialmente invariato, a cui andrebbero comunque aggiunti i voti delle altre liste dell’area (Il Cernuschese e Cassamagnaghi sindaco)
  • Vivere Cernusco: guadagna circa 300 voti rispetto al 2017, il 20% in più, a fronte di una scissione subita negli ultimi mesi di legislatura verso il centro (Cernusco Possibile), ma a fronte anche di nuovi apporti provenienti dall’area Zecchini e dall’area PD. Un buon risultato, in fondo, che forse avrebbe potuto anche essere migliorato con un candidato sindaco più accattivante, come visto sopra.
  • Area Zecchini: la candidata sindaca perde circa 800 voti vs. 2017 e le sue due liste quasi si dimezzano: decisamente un segno di stanchezza, che dovrebbe suggerire qualcosa per il 2027.

Tra pochi giorni si voterà per il ballottaggio, tra Zacchetti e Cassamagnaghi.
Indipendentemente da chi risulterà vincitore, si dovrà tornare ad occuparsi della città, del suo territorio, dei molti problemi non ancora risolti e delle nuove sfide che si presenteranno.
Noi di Bene Comune Cernusco abbiamo cercato di sottoporre ai candidati i temi che ci sono sembrati più importanti e urgenti (li trovate nella nostra pagina Facebook), ci auguriamo che l’amministrazione vincente sappia trovare degli spunti dalle nostre segnalazioni e pensare delle risposte all’altezza, avvalendosi anche delle competenze che molti cittadini e associazioni cernuschesi continuano a mettere a disposizione.

Buon lavoro al prossimo sindaco di Cernusco!

#Alberi: un investimento per il futuro

Abbiamo visto come purtroppo a Cernusco basti poco – le foglie, gli aghi, l’ombra, i rami fuori sagoma – a giustificare l’abbattimento di un albero.

E’ un problema di inadeguatezza dei regolamenti (fermo al 1994), ma pure di mancanza di cultura ambientale sia da parte dei privati che dell’amministrazione. Se infatti diamo un’occhiata anche al formulario che occorre compilare per ottenere l’autorizzazione all’abbattimento scopriamo che i motivi possono essere:

  1. prescrizioni del diritto pubblico
  2. un’utilizzazione ammessa secondo la norma urbanistica non può altrimenti essere realizzata o possa esserlo solo con limitazioni essenziali,
  3. dall’albero provengono pericoli per persone o cose che non possono essere evitati in altro modo e con una spesa ammissibile,
  4. albero ammalato la cui conservazione non sia possibile con una spesa tollerabile,
  5. prevalenti interessi pubblici in altro modo non realizzabili,
  6. bene della collettività

Il punto 1 possiamo immaginare che si riferisca alle rispetto delle distanze dai confini; il punto 2 non lo abbiamo capito; i punti 3 e 4 che si riferiscono allo stato dell’albero sono più chiari, specie se accompagnati da una perizia tecnica, ma i riferimenti alla spesa ammissibile e tollerabile con cui evitare il taglio dell’albero sono del tutto arbitrari; per il punto 5 pensate a tutti gli alberi sacrificati per costruire strade inutili (quanti alberi sono stati tagliati per la TEM?); il punto 6 mette in contrapposizione l’albero con un bene della collettività, anche questo un concetto che fatichiamo a comprendere.

Vorremmo quindi avere chiarimenti da parte dell’amministrazione rispetto ai motivi proposti e, nello stesso tempo, segnalare la necessità di un aggiornamento della modulistica richiesta per l’abbattimento degli alberi.

Intanto per chi volesse saperne di più sugli alberi e la loro importanza riportiamo la nostra clip di presentazione della video conferenza con Pietro Maroè del 31 marzo 2022 ed il podcast della serata.

Scoprirete perché gli alberi sono così importanti e che non possiamo più permetterci tagli dissennati.

Qual era la colpa degli alberi?

Due alberi, grandi, maestosi e apparentemente sani sono stati abbattuti tra ieri e oggi in Via Pavese.

via Pavese – intervento di abbattimento quasi completato

Qual era la loro colpa?
Forse facevano troppa ombra? O lasciavano cadere troppi aghi? Escludendo che fossero un’immediata minaccia per l’incolumità di qualcuno (ci sarà modo di appurarlo), qualunque altro sia il motivo alla base dell’abbattimento, ci chiediamo che futuro ci stiamo costruendo se ancora oggi, pur avendo quasi raggiunto un punto di non ritorno dal punto di vista ambientale, riserviamo agli alberi questo trattamento, eliminandoli al primo “fastidio”, incapaci di riconoscerne il valore per la nostra salute e per la nostra stessa vita e lontanissimi dal dare la giusta priorità alla loro tutela.

Con questo post vogliamo anche attirare l’attenzione sull’assoluta e manifesta inadeguatezza del regolamento del verde del Comune di Cernusco sul Naviglio, risalente a ben 30 anni fa: per abbattere un albero in aree private basta una semplice richiesta all’ufficio comunale preposto.

stralcio regolamento del verde di Cernusco

Ben diverso, palesemente più sensato, è il regolamento del verde della città Milano, che vincola gli abbattimenti alla presenza di valide motivazioni e lo subordina a precisi requisiti di in tutela ambientale (periodo, presenza di fauna che abita l’albero, ecc.).

stralcio regolamento del verde Milano

Qualcuno dei candidati a Sindaco ha qualche osservazione da fare sul tema?

Video conferenza con Pietro Maroè – 31 marzo 2022

A colloquio con Pietro Maroè, giovane argonauta che con passione studia e cura gli alberi, con un grande sogno, salvare il modo.

C’è ancora speranza per questo mondo. Dicono che sia sempre l’ultima a morire. Il cambiamento parte da ciascuno di noi, dalle scelte di ognuno di noi.

La vita è un’evoluzione continua e inarrestabile, un perpetuo adattamento, da quando veniamo al mondo a quando lo lasciamo. E la strada nel mezzo stabilisce chi sei.

Pietro Maroè ci racconta come ci sia bisogno di una nuova forma di società, che ci permetta di non estinguerci con le nostre stesse mani, dove gli alberi costituiscono un modello da seguire, un esempio di comunità organizzata dove le risorse vengono utilizzate in modo parsimonioso, senza che nulla vada buttato.

Dunque non sono affatto elementi dell’arredo urbano come spesso vengono considerati. Da qui la nostra provocazione del titolo.

Un’occasione da non perdere: giovedì 31 marzo – ore 21

di seguito le credenziali per la videoconferenza sulla piattaforma Zoom.

Entra nella riunione in Zoom 
https://us06web.zoom.us/j/88449731608?pwd=YmU2WHJHeGwvV29NWTlJSEZVWmdBZz09

ID riunione: 884 4973 1608 
Passcode: 738712 
Un tocco su dispositivo mobile 
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+390200667245,,88449731608#,,,,*738712# Italia

L’azzurro infinito degli alberi: colloquio con Pietro Maroè

… Ma d’altronde, a chi può interessare che l’Italia è prima in Europa per flora autoctona?

E’ la domanda che Pietro Maroè pone nel suo ultimo libro “L’azzurro infinito degli alberi” ed è una domanda senza risposta o, meglio, con una desolante risposta.

Eppure l’Italia, con ben 8.195 tra specie e sottospecie, di cui 1.708 endemiche, ovvero esclusive del territorio italiano, è al primo posto in Europa per la biodiversità della flora autoctona, dunque un elemento che dovrebbe renderci più consapevoli della necessità di attenzione nei confronti dell’ambiente che ci circonda.

Di questo e molto altro parleremo con Pietro Maroè giovedì 31 marzo alle 21 in videoconferenza (a breve invieremo il link).

Il Gelso d’oro al nostro Sergio

Sergio Pozzi

In questi giorni così bui, è arrivata una piccola bella notizia: il comune di Cernusco ha conferito il Gelso d’Oro, la massima onorificenza cittadina, al nostro caro Sergio, socio e colonna della nostra associazione.

Siamo onorati che Sergio condivida con noi e metta a disposizione il suo grande lavoro di ricerca e documentazione attenta sulla nostra città.

Riportiamo un suo breve profilo, così tutti possono conoscerlo.

Sergio Pozzi è nato a Cernusco sul Naviglio il 3 gennaio 1945 e ha sempre svolto un ruolo attivo nella comunità cittadina. E’ fra gli educatori di riferimento dell’oratorio alla fine degli anni 60, ambito formativo che costituisce elemento identitario di un’intera generazione e che la sua passione documentaristica ci ha restituito in una testimonianza costituita dalle lettere dei protagonisti dell’oratorio insieme a numerose foto e stralci di testate locali di quel periodo raccolti con pazienza ed amore nel libro “Figli di nessuno”, pubblicato nel novembre scorso. 

Ha esercitato la sua attività al servizio della Pubblica Amministrazione e della comunità attraverso il suo significativo impegno volto alla ricerca documentale delle vicende urbane ed umane. Queste ultime in particolare le ha raccontate in pubblicazioni dedicate alle attività svolte dai sacerdoti cernuschesi impegnati in missioni in Brasile e Bangladesh. Mentre la denuncia civile è l’altra faccia della sua azione dedicata a documentare l’evoluzione della città, di cui costituisce preziosa memoria storica.

la motivazione del Gelso d’Oro:

Per il suo contributo di testimone attento alle vicende della nostra città ed in particolare della lunga storia degli oratori di Cernusco sul Naviglio, conservate in modo impeccabile attraverso un archivio di materiale iconografico e documentale pluridecennale che costituisce un pilastro della memoria storica della nostra comunità, unito ad un impegno civile costantemente teso alla difesa dei beni comuni.

La cerimonia di premiazione si svolgerà giovedì 17 marzo alle 21 presso la casa delle Arti.

Caro Sergio, Bene Comune Cernusco è felice ed onorato di poter contare sempre sul tuo continuo impegno civico. Grazie!

#viaggiofraglialberi: incontro con Pietro Maroè

Il rapporto fra gli alberi e la città è complicato: sono parte dell’identità stessa e della storia di molti quartieri, ma nello stesso tempo è proprio la loro manutenzione e conservazione che costituisce una sfida fra le esigenze delle piante e quelle dei cittadini che spesso dimenticano, fra foglie cadute e radici sporgenti, il ruolo essenziale degli alberi.

Ne parliamo giovedì 31 marzo alle 21,00 con Pietro Maroè, giovane arbonauta che ha deciso di studiare, misurare e soprattutto curare gli alberi.

A breve il link per il collegamento in video conferenza

Per gli alberi il tempo è un concetto relativo. Praticamente non muoiono se non per cause esterne e, anche in quel caso, sono talmente ben organizzati che non muoiono con facilità. Il tempo passa in secondo piano.

L’albero, semplicemente, aspetta.

Aspetta il momento giusto per germinare, per fare le foglie, per fiorire. Poi aspetta il momento giusto per fare i frutti e lasciarli cadere, così come per le foglie, come se anche quella che è la sua principale fonte di sostentamento fosse comunque qualcosa di effimero.

Forse anche noi dovremmo prendere esempio da questi custodi dell’azzurro del cielo.

anticipazione da “L’azzurro infinito degli alberi” di Pietro Maroè

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