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Ecuo sacco: le dieci regole dalla parte dei cittadini

foto_saccoTra due settimane Cernusco volterà pagina sulla raccolta differenziata. Ma cosa cambierà davvero, con quali obiettivi nel medio lungo periodo? Con quali stime di tempi e costi è stato affrontato questo progetto dal momento che i dati su indicatori di contesto, efficienza ambientale, efficienza economico-gestionale nella raccolta e trasporto non sono noti? I benefici attesi saranno maggiori dei costi?

La prima regola è individuare gli interlocutori e quindi coinvolgere tutti coloro che sono interessati e sui quali il progetto ha ripercussioni. Capire le loro esigenze e cercare di soddisfarle. Nonostante la data di inizio sia stata fissata da tempo e si tratti di un servizio di interesse collettivo, non è stata messa in atto nessuna pratica di coinvolgimento della comunità, neppure a livello sperimentale.

Seconda regola d’oro, stabilire un piano di comunicazione. Pensare che basti un momento di confronto pubblico per comunicare ai cittadini che tra due settimane cambiano le regole del gioco è, come abbiamo già sottolineato, un’ingenuità o una furbizia da parte dell’amministrazione comunale e del gestore del servizio. Non è così che si fa comunicazione e come amministratori dovreste saperlo meglio di noi perché il vostro mestiere è occuparvi della comunità.

Terza regola, sviluppare un piano dei tempi e dei costi. Confidiamo nelle procedure e siamo certi che il piano ci sia. Ma se così fosse, torniamo al punto due, non è stato comunicato e/o non c’è trasparenza.

Quarta regola, procedere per elaborazioni progressive ed imparare dagli errori. Partire con poco e poi man mano, poco alla volta, aggiungere. Cosa vuol dire concretamente? Si poteva prevedere una fase pilota del progetto, individuando una o più zone della città ove si potesse a sperimentare la nuova raccolta dei rifiuti. Questo primo passaggio è fondamentale per capire come mettere a punto tutto il processo, per avere tempo di far percepire il valore dell’iniziativa a tutta la città e stabilire dei meccanismi, premianti e non punitivi, di incentivo alla differenziata.

Quinta regola, sviluppare un vero e proprio piano dei rischi. Poiché si è consapevoli che esiste una fase iniziale nella quale si verificano numerosi abbandoni spazzatura di vario genere in città e persino in quelle limitrofe, non bastano le rassicurazioni tipo “siamo preparati, interverremo con le multe”. Un serio piano dei rischi dovrebbe evidenziare i livelli soglia di criticità in relazione all’abbandono dei rifiuti ed ai tempi di realizzazione degli obiettivi prefissati rispetto ai quali entrano in campo contromisure ed aggiustamenti.

Sesta regola, azioni solidali e positive verso le fasce deboli della cittadinanza. L’amministrazione comunale non è un’azienda e la gestione dei rifiuti è un servizio di interesse collettivo: il progetto non prevede forme di salvaguardia per chi ha redditi bassi, vive condizioni di disagio, disabilità o semplice anzianità. Un Ecuo Sacco Solidale (lo vogliamo chiamare ESS?), con recapito a casa e raccolte mirate e regolate due volte la settimana avrebbero dimostrato attenzione per i problemi della cittadinanza.

Settima regola, regole (!) certe. I cittadini attenti devono essere premiati e quelli che si comportano male sanzionati, ma sulla base di regole certe e sanzioni ben definite e chiare. Non basta dire: andate a guardarvi il Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti (mica tutti hanno internet e poi il regolamento non prevede neppure l’infrazione legata alla cattiva selezione dei rifiuti dell’ecuo sacco), l’amministrazione comunale ha il dovere di indicare i meccanismi premiali e le sanzioni cui i cittadini andranno incontro.

Ottava regola, non mistificare. Una riduzione di un servizio – perché il passaggio da una raccolta due volte la settimana ad una sola è una riduzione di servizio che comporta costi minori per il gestore – non può essere spacciata per una razionalizzazione del servizio.

Nona regola, l’ecuo sacco è una parte, non è tutto il rifiuto. Cernusco ha percentuali elevate di raccolta differenzata, ferme però allo stesso livello da diversi anni, l’ecuo sacco potrà forse segnare la differenza, ma occorre progettare e realizzare insieme ai cittadini un vero e proprio programma verso i rifiuti zero. Quindi ci aspettiamo azioni positive dell’amministrazione comunale che si impegna ad introdurre cestini per la raccolta differenziata nei luoghi pubblici, punti di raccolta dell’olio vegetale anche in città, punti di raccolta del sughero, convenzioni ed accordi con negozianti e supermercati perché si impegnino ad usare imballi di più facile differenziazione.

Decima regola, chi controlla i controllori. Occorre istituire un osservatorio cittadino che valuti l’andamento del servizio, le sue criticità e l’operato del gestore. Tale ambito deve comprendere rappresentanti di tutte le parti coinvolte dal progetto, in primo luogo i cittadini, l’ambito del civismo organizzato, gli amministratori dei condomini, il gestore del servizio, l’amministrazione e, soprattutto, figure di mediazione.

referendum 17 aprile: ricordati la tessera elettorale

referendum_2016DUPLICATO DELLE TESSERE ELETTORALI

Coloro che necessitano di un duplicato della tessera elettorale devono presentare all’Ufficio Elettorale un’apposita domanda specificando la motivazione della richiesta:

• IN CASO DI SMARRIMENTO dell’originale è sufficiente la relativa dichiarazione da compilare sull’apposito modulo di domanda;

• IN CASO DI FURTO, il titolare si deve allegare copia della denuncia presentata al’Autorità di Pubblica Sicurezza
• IN CASO DI DETERIORAMENTO, è necessario allegare alla richiesta l’originale deteriorato.
• IN CASO DI ESAURIMENTO DEGLI SPAZI DISPONIBILI NELLA TESSERA per il timbro di avvenuta votazione, è sufficiente esibire la tessera esaurita.

– Chi ha già compilato il modello per il rilascio della nuova tessera in occasione delle ultime elezioni, può ritirarla presso l’ufficio elettorale.
– Chi invece esaurirà gli spazi in questa tornata elettorale potrà compilare il modello per il rilascio della nuova tessera rivolgendosi al personale comunale che sarà presente presso i seggi.

Per il rilascio delle tessere elettorali l’Ufficio Elettorale del Comune è aperto in via straordinaria:
>Venerdì 15 e Sabato 16 aprile
(dalle 9 alle 18 con orario continuato)
>Domenica 17 aprile
(giorno di votazione, l’Ufficio è aperto per tutta la durata delle operazioni di voto)

>Per qualsiasi informazione o chiarimento:
Ufficio Elettorale – tel. 02/9278290 – 216
e-mail: elettorale@comune.cernuscosulnaviglio.mi.it

(dal sito istituzionale del comune di Cernusco sul Naviglio)

Domande dei cernuschesi sul 17 aprile

REF_17aprile«Io a questo governo ci tengo, ma non mi è piaciuto quando figure istituzionali mi hanno detto di non andare a votare il 17 aprile perché se dei cittadini, o dei livelli di governo, pongono una questione che poi supera anche l’ammissibilità, allora chi rappresenta le istituzioni ne è anche il custode e non può non difendere il diritto di voto» questo il commento che ci ha lasciato una signora sabato scorso al banchetto di volantinaggio al favore del SI al referendum del 17 aprile cui il comitato Bene Comune Cernusco ha partecipato.

Oppure la stretta di mano del signore che ci dice: «sono tanti anni che vivo qui, ma io a Licata ci sono nato e  mi ricordo come era il mare dove andavo a fare il bagno ed ora, a soli dodici chilometri dalla costa sono previsti due pozzi chiamati Cassiopea, insieme al pozzo Argo 2 a poco più di undici. E, oltre ai pozzi, costruiranno pure una serie di oleodotti collegati ad una nuova piattaforma, la Prezioso K, che sorgerà nei pressi della piattaforma Prezioso che c’è già. Voterò SI perché desidero che il mare di Licata torni ad essere quello di un tempo».

E poi ci sono persone che si sono fermate a leggere il volantino per capire meglio il quesito del referendum: perché i giacimenti di petrolio e gas, che sono beni indisponibili dello Stato, sono soggetti a concessione, quali conseguenze implica l’estensione della loro durata sino alla fine del giacimento e cosa significa invece porre dei limiti temporali, quali possono essere le conseguenze economiche ed ambientali se rinunciamo all’estrazione degli idrocarburi.

La domanda più difficile è arrivata da Davide, sei anni, che voleva sapere cosa fosse un referendum.

A queste domande abbiamo cercato di rispondere, a tutti abbiamo detto che è importante andare a votare, perché se a Davide spieghiamo che nella nostra civiltà democratica un referendum serve a far decidere direttamente i cittadini, è importante essere conseguenti, dare il buon esempio e rendere questo strumento efficace ed incisivo.

Eppure a Cernusco siamo in pochi a parlare del referendum del 17 aprile.

A favore del SI, insieme a noi, ci sono l’associazionismo sociale e le associazioni ambientaliste e, sul versante politico, il Movimento 5 stelle. Gli altri esponenti politici locali, con la sola lodevole eccezione del sindaco (a favore del No) non si sono espressi. A nostro avviso conoscere quale sarà scelta sul referendum del 17 aprile dei nostri rappresentanti in consiglio comunale è importante. E’ un atto dovuto e di rispetto per chi li ha eletti.

In attesa che rispondano alle domande dei cittadini, noi del comitato Bene Comune Cernusco vi invitiamo nuovamente a votare SI.

il 17 aprile vota SI

REF_17aprile
Il 17 Aprile 2016 si vota per il referendum che chiede ai cittadini di decidere se vietare o meno il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana.

Con il tuo voto puoi cancellare la norma che ha esteso la durata della concessione sino all’esaurimento del giacimento.

Il comitato Bene Comune Cernusco è a favore del SI

PERCHE’:

è una scelta che riguarda tutti, non solo chi vive lungo le coste, ma anche noi, cittadini lombardi, perché i giacimenti di idrocarburi sono un bene comune la cui disponibilità deve tornare allo Stato entro un tempo definito e non regalata ai petrolieri senza limiti di tempo

questo voto ci offre l’occasione per definire finalmente la politica energetica del nostro Paese, dando concretezza all’impegno preso a Parigi con la Cop21 di riduzione delle emissioni di anidride carbonica ed abbandono progressivo dei combustibili fossili.

il quesito del referendum riguarda anche il nostro futuro, perchè l’Italia si doti di un Piano Energetico efficiente, investa nelle fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione.

con il tuo SI il nostro Paese può dare un segnale di cambiamento verso un modello di sviluppo che innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e la febbre del Pianeta, per un’economia più giusta e sostenibile.

Il Governo non ha voluto accorpare il Referendum con le elezioni amministrative, sprecando così soldi pubblici per 360 milioni di euro, e lo ha anticipato al 17 aprile, ostacolando così la campagna di informazione verso i cittadini. A questo si aggiunge che alcuni esponenti politici di rilievo si sono espressi per l’astensione, cercando di rendere inutile la consultazione popolare.

Noi invece pensiamo che sia stato un calcolo sbagliato e pericoloso: in tempi di grave disaffezione per la politica è importante che i cittadini facciano sentire la loro voce ed esprimano la propria scelta.

Come sempre, il tuo voto conta davvero. Vota. Vota SI

#oggidonoqui: gli aiuti del 12 dicembre

europa politicaErano appena arrivati a Milano e già cercavano sulla cartina dell’Europa appesa su una parete dell’hub della stazione di Milano la rotta migliore per arrivare nel Nord Europa, col dito tracciavano percorsi verso Gran Bretagna, Germania e Svezia. Erano una ventina i profughi di passaggio alla stazione Milano domenica mattina, giovani eritrei, così esili e magri che ti rendi subito conto quanto siano importanti le indicazioni dei volontari che si raccomandano di portare indumenti di taglie piccole. I loro sguardi spauriti, i volti provati e quel loro avvolgersi nei giacconi e berretti anche all’interno erano l’esplicita testimonianza del lungo e terribile viaggio che avevano affrontato per raggiungere quell’Europa che considerano una terra promessa, diventata invece sempre più ostile.
Nell’Europa dei muri, Milano è stata ed è tutt’ora un’eccezione, un esempio internazionale di accoglienza: nei mesi scorsi grazie al lavoro dei volontari e al supporto dell’assessorato alle politiche sociali, Milano ha accolto migliaia di profughi di passaggio verso il Nord Europa.

I flussi, che nel periodo estivo hanno toccato punte di più di mille persone al giorno, si sono ora ridotti a causa della stagione invernale che rende più difficili e pericolose le traversate. Sono cambiate anche le nazionalità, oggi sono prevalentemente eritrei, dal momento che gli iracheni ormai passano dalla rotta balcanica.
Ciascuno di noi di fronte alle terribili immagini di migranti sui barconi o in cammino lungo confini nuovamente segnati da vergognosi muri e filo spinato si è chiesto come fosse possibile e cosa si potesse fare. E la cosa più semplice è raccogliere almeno aiuti, cibo e vestiario. Non cambierà il mondo, ma almeno lenisce per un po’ qualche sofferenza.

#oggidonoqui di sabato 12 dicembre è stata la terza raccolta cernuschese di aiuti per i profughi della stazione di Milano e il CARA di via Corelli promossa da ACLI e Bene Comune Cernusco, cui hanno aderito in quest’occasione le associazioni di Cernuscoaccogliente.

Vorremmo qui ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, dal signore che è arrivato con il bagagliaio dell’auto pieno all’inverosimile di viveri, all’anziana signora che ci ha donato il suo piccolo contributo per la colletta con cui abbiamo comprato biancheria nuova per i bambini, scusandosi persino di non poter dare di più a causa del suo bilancio limitato. Vi abbracciamo tutti, grazie ancora.

Un altro grazie va agli splendidi volontari della stazione di Milano e del CARA di via Corelli che tutti i giorni rendono possibile l’accoglienza a Milano. Con il vostro lavoro riscattate l’Europa dei muri e date una concreta speranza di futuro a coloro che fuggono un presente terribile.

Un’ultima cosa riguarda la necessità di andare oltre le buone azioni individuali ed occasionali: Cernusco ha messo a disposizione della Prefettura un’abitazione ove hanno trovato ospitalità quattro richiedenti asilo ed altri posti verranno presto grazie alla disponibilità delle parrocchie. Costituisce quindi un esempio di comunità accogliente in un panorama di amministrazioni che invece rifiutano i profughi. Ma, di fronte a migrazioni che sono da considerare un dato strutturale e non un’emergenza, occorre attrezzarsi di più e meglio: un primo passo è la riapertura dello sportello stranieri del comune ed un’adeguata formazione del personale amministrativo. Tali passaggi erano stati evidenziati nella serata del 24 novembre scorso Accoglienza è conoscenza organizzata dalle associazioni di Cernuscoaccogliente ed erano stati raccolti dalle assessore Silvia Ghezzi e Rita Zecchini, in rappresentanza anche del sindaco. Non lasciamoli cadere.

* qui trovate il link con le foto degli aiuti raccolti e la consegna

L’incendio della guerra si può spegnere

aereoanticendioUn aereo antincendio. “Per spegnere gli incendi della guerra”.
Lo ha costruito Mattia con i suoi Lego e ce lo ha portato sabato mattina insieme agli aiuti messi insieme dalla sua mamma perché ha pensato che i profughi bambini in transito alla stazione di Milano hanno bisogno anche di giocare e sperare che un aereo possa spegnere la guerra da cui sono fuggiti con le loro famiglie.

A Cernusco la seconda raccolta di aiuti per i profughi della stazione di Milano si è svolta sabato 26 settembre organizzata da ACLI e Bene Comune Cernusco e, grazie alla generosità dei cernuschesi, sono stati raccolti più di dieci scatoloni di viveri e prodotti igienici consegnati la mattina seguente al centro profughi del sottopasso Mortirolo a Milano.
Sono arrivati in tantissimi, dal sindaco Eugenio Comincini al piccolo Mattia, in un continuo di mamme, papà, nonni, nonne, ragazzi, segno esplicito che le persone sono sempre migliori di quanto la cronaca ci racconti e che la generosità e disponibilità all’accoglienza sono più diffuse di quanto gli episodi di intolleranza e razzismo ci vogliano far credere.
Per molti di noi è l’unico modo per sentirsi utili in questi giorni in cui l’Europa sembra ripiombata indietro nel tempo con i profughi ammassati alle frontiere, in marcia lungo strade e ferrovie, in fuga su gommoni e barconi. Ma è anche un segnale netto rivolto a chi ha gli strumenti istituzionali e diplomatici per dire loro che occorre mettere in capo iniziative di buona volontà per trovare una soluzione al grande tema delle migrazioni, che non può più essere considerato un’emergenza ma una condizione strutturale di questi tempi.
La comunità cernuschese ha dimostrato grande generosità (agli aiuti si sono aggiunte iniziative di accoglienza diretta dei profughi – una promossa dall’amministrazione e l’altra dalla parrocchia – volte ad ospitare in due appartamenti alcuni profughi) e continua a chiederci di ripetere le occasioni di aiuto. Di più, ci interrogano su cosa ciascuno di noi può fare per le famiglie in transito, per i minori non accompagnati (che sono tantissimi ed i primi a finire vittime di situazioni tremende di sfruttamento), su come si possano concretamente offrire occasioni di accoglienza e/o lavoro, a come si possa parlare nelle scuole dei nostri bambini di profughi, migranti, povertà e guerra.
Noi volontari vogliamo continuare a raccogliere aiuti, ma è chiaro che ormai occorre anche rendere più strutturata la generosità e l’accoglienza attraverso il raccordo con ciò che le istituzioni possono fare. Il nostro appello è che Cernusco diventi la città dell’accoglienza grazie proprio alla collaborazione fra la sfera sociale e quella delle istituzioni. Noi ci siamo.

Ricominciamo dal suolo

locandina 19 maggio 2015_final 1Cernusco sul Naviglio è fra le prime venti città della provincia di Milano per consumo di suolo, una risorsa non rinnovabile ed in continuo esaurimento a causa dello sviluppo urbano, commerciale, industriale e viabilistico a spese delle aree agricole e boscate.

Il 2015 è l’anno internazionale del suolo e di suolo e territorio parleremo martedì 19 maggio con Paolo Pileri e Maria Agostina Cabiddu, docenti del Politecnico di Milano che si occupano da tempo di questi temi, perché ci aiutino a capire quali siano gli strumenti ed i criteri utili a conservare per le generazioni future questa risorsa che appartiene alle comunità. Alla discussione parteciperà anche Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco e vicesindaco metropolitano.

 

Vi aspettiamo martedì 19 maggio 2015 alle 21, presso la sala conferenze della Vecchia Filanda, a Cernusco s/N in via Pietro da Cernusco 2.

Carosello: riflessioni etiche a margine della negoziazione

La cacciata dei mercanti dal tempio – Giotto 1303-1305

lapiazzetta

Gentile redazione di Cernuscoinsieme.it,
abbiamo letto con interesse la nota firmata da Guido Brovelli sulla vicenda Carosello nel numero di Settembre del periodico Voce Amica, testimonianza dell’attenzione con cui anche la comunità parrocchiale guarda ai temi che coinvolgono la città.
Vorremmo portare un piccolo contributo al dibattito in corso, certi che l’argomento sia di grande interesse per molti. Avevamo inviato l’articolo alla Redazione di Voce Amica, ma per varie ragioni, tra cui il poco spazio a disposizione, non è stato possibile trovare ospitalità sulle pagine del giornalino parrocchiale. Chiediamo quindi a voi la disponibilità a pubblicare il nostro contributo nello spazio web “La Piazzetta”.
Grazie anticipatamente.

Il comitato Bene Comune Cernusco si occupa del “bene comune”, concetto ampio che comprende anche il nostro territorio e per questo abbiamo cercato di approfondire alcuni elementi che andassero al di là della vendita di un bene comune – il parco degli Aironi è un’area verde pubblica soggetta a vincoli urbanistici (PGT e Parco delle Cave) – in cambio di (molto) denaro e di una contropartita di aree verdi in compensazione.
A nostro avviso la domanda preliminare che un buon amministratore deve porsi è se una scelta risponda o meno al bene della comunità e a questo riguardo non bastano le virtù “coraggio, responsabilità e lungimiranza”, ma occorrono anche dei principi etici di riferimento.
In questa vicenda un bene comune viene venduto per consentire l’ampliamento di un centro commerciale e questo ci ha fatto molto pensare alle parole di Papa Francesco che nella sua esortazione apostolica EVANGELII GAUDIUM denuncia “la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo”.
Il Papa ricorda anche come “i meccanismi dell’economia attuale promuovono un’esasperazione del consumo” e come “il consumismo sfrenato, unito all’inequità, danneggia doppiamente il tessuto sociale”.
La questione più profonda che sta quindi dietro questa transazione è se risponda o meno a quella domanda di responsabilità cui Papa Francesco faceva riferimento o se, al contrario, continui ad assecondare “un sistema che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici” e dove “qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta”.
“No a un denaro che governa invece di servire”: una buona politica è capace di non farsi condizionare dal denaro e dal consenso contingente e si preoccupa del futuro. Le contropartite economiche non possono essere l’unica leva che garantisce il benessere di una comunità, occorre lo sguardo lungo che si preoccupa del consumo di suolo per noi e per chi verrà dopo di noi e che è in grado di proporre sistemi alternativi al “feticismo del denaro”.
Il Consiglio Comunale dello scorso 28 luglio ha dato l’avvio alla negoziazione sull’accordo di programma: così la nostra amministrazione diviene parte del processo di trattativa. Vogliamo ricordare che molti degli elementi della proposta di accordo derivano dai vincoli che regolano tali transazioni e non dalla buona volontà dell’operatore che, comunque, fa i suoi interessi. Un progetto che avrà così significative ripercussioni sulla vita del nostro paese e di quelli vicini (l’attuale bacino di utenza del Carosello è di quasi due milioni di persone) non può restare confinato alla discussione fra le diverse componenti politiche del consiglio o della sola giunta, ma deve coinvolgere i cittadini rendendoli parte attiva del processo. E’ quindi necessario attivare un percorso di coinvolgimento che non si limiti all’informazione, ma implichi la discussione degli elementi oggetto dell’accordo attraverso forme di deliberazione partecipativa della cittadinanza.

Il comitato Bene Comune Cernusco si farà parte attiva di questa richiesta di incidenza per i cittadini, anche per far emerge quegli aspetti etici e valoriali sopra ricordati, rimasti sinora nell’ombra.
Ringraziamo Voce Amica per l’opportunità che ci ha dato di richiamarli.

Per il Comitato Bene Comune Cernusco
Jasmine La Morgia
Fabio Battagion

ICS – Indice di consumo del suolo di Cernusco

ics_CERNUSCO

Cernusco sul Naviglio ha un indice di consumo del suolo, vale dire un rapporto percentuale tra la superficie urbanizzata (S.U.) e la superficie territoriale complessiva del comune (S.C.). fra i più elevati della provincia di Milano: è pari al 67,42%, secondo i dati rilevabili dal documento datato 31.12.2012 della provincia di Milano. 

L’analisi riguarda 78 comuni e Cernusco è fra i primi dieci per consumo di suolo. Dalla tabella si ricava come il nuovo PGT non abbia introdotto ulteriore consumo di suolo rispetto al precedente strumento urbanistico. Si tratta però, come sottolinea la Valutazione Ambientale Strategica del PGT di Cernusco di una valutazione “de iure, in quanto tutte le trasformazioni sono all’interno del perimetro del tessuto urbano consolidato”.

Occorre però dire anche che le quote di consumo sono ridotte dal fatto che solo una parte della superficie territoriale viene interessata dalle modificazione, ovvero la superficie fondiaria. In fase di attuazione tale quantità sarà più dettagliatamente calcolabile.

È importante che il comune vigili su tali cessioni e sul loro uso futuro.

A tre anni dall’approvazione del PGT qual è il bilancio delle superfici interessate dalle trasformazioni? E’ un importante elemento di valutazione, anche rispetto alla decisione dell’eventuale cessione dell’area pubblica per l’ampliamento del centro commerciale Carosello ed alla raccomandazione di vigilare rispetto alle cessioni ed al loro uso futuro.

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