Due alberi, grandi, maestosi e apparentemente sani sono stati abbattuti tra ieri e oggi in Via Pavese.
via Pavese – intervento di abbattimento quasi completato
Qual era la loro colpa? Forse facevano troppa ombra? O lasciavano cadere troppi aghi? Escludendo che fossero unโimmediata minaccia per lโincolumitร di qualcuno (ci sarร modo di appurarlo), qualunque altro sia il motivo alla base dellโabbattimento, ci chiediamo che futuro ci stiamo costruendo se ancora oggi, pur avendo quasi raggiunto un punto di non ritorno dal punto di vista ambientale, riserviamo agli alberi questo trattamento, eliminandoli al primo โfastidioโ, incapaci di riconoscerne il valore per la nostra salute e per la nostra stessa vita e lontanissimi dal dare la giusta prioritร alla loro tutela.
sequenze dell’abbattimento
Con questo post vogliamo anche attirare lโattenzione sullโassoluta e manifesta inadeguatezza del regolamento del verde del Comune di Cernusco sul Naviglio, risalente a ben 30 anni fa: per abbattere un albero in aree private basta una semplice richiesta allโufficio comunale preposto.
stralcio regolamento del verde di Cernusco
Ben diverso, palesemente piรน sensato, รจ il regolamento del verde della cittร Milano, che vincola gli abbattimenti alla presenza di valide motivazioni e lo subordina a precisi requisiti di in tutela ambientale (periodo, presenza di fauna che abita lโalbero, ecc.).
stralcio regolamento del verde Milano
Qualcuno dei candidati a Sindaco ha qualche osservazione da fare sul tema?
Il rapporto fra gli alberi e la cittร รจ complicato: sono parte dell’identitร stessa e della storia di molti quartieri, ma nello stesso tempo รจ proprio la loro manutenzione e conservazione che costituisce una sfida fra le esigenze delle piante e quelle dei cittadini che spesso dimenticano, fra foglie cadute e radici sporgenti, il ruolo essenziale degli alberi.
Ne parliamo giovedรฌ 31 marzo alle 21,00 con Pietro Maroรจ, giovane arbonauta che ha deciso di studiare, misurare e soprattutto curare gli alberi.
A breve il link per il collegamento in video conferenza
Per gli alberi il tempo รจ un concetto relativo. Praticamente non muoiono se non per cause esterne e, anche in quel caso, sono talmente ben organizzati che non muoiono con facilitร . Il tempo passa in secondo piano.
L’albero, semplicemente, aspetta.
Aspetta il momento giusto per germinare, per fare le foglie, per fiorire. Poi aspetta il momento giusto per fare i frutti e lasciarli cadere, cosรฌ come per le foglie, come se anche quella che รจ la sua principale fonte di sostentamento fosse comunque qualcosa di effimero.
Forse anche noi dovremmo prendere esempio da questi custodi dell’azzurro del cielo.
anticipazione da โLโazzurro infinito degli alberiโ di Pietro Maroรจ
โGli alberi sono utili, ma sono anche un costo e nelle cittร creano molti problemiโ. โUna bella potatura รจ quel che ci vuole: lโalbero dร meno fastidio e si rinforza.โ โSe un albero รจ malato va tagliato! Eventualmente si compensa piantandone un altroโ.
Affermazioni come queste sono molto comuni e purtroppo sono alla base di molte delle scelte di gestione del verde delle nostre cittร . Il problema รจ che poggiano su presupposti non aggiornati, parziali, semplificati o โ peggio โ sbagliati.
Oggi, 21 novembre, รจ la Giornata Nazionale degli Alberi: il giorno ideale per fare qualche passo avanti nella conoscenza di questi esseri viventi che ogni giorno svolgono tantissime funzioni utili anche per noi, in rigoroso silenzio.
Un albero รจ un organismo perfetto.
Cresce costantemente e si modifica per adattarsi allโambiente in cui vive, indirizzando tutta la sua attivitร verso il suo principale (se non unico) obiettivo: assicurarsi il giusto apporto di energie per vivere, minimizzando lโuso di risorse ed evitando ogni spreco.
Questo meraviglioso โpianificatoreโ, questo sopraffino โelaboratore viventeโ calcola lโesatta superficie fogliare e lโesatta dimensione del proprio apparato radicale necessarie per supportare la propria sussistenza e la propria crescita.
Lasciato libero e nelle condizioni giuste, questo sistema โfunzionaโ in modo impeccabile, facendo sviluppare allโalbero una chioma dalle dimensioni e forma ideali, commisurate alla quantitร di luce che puรฒ ricevere. Dimensiona inoltre il suo apparato radicale in modo che assicuri, da un lato, lโequilibrio strutturale della pianta, dallโaltro lโapprovvigionamento della giusta quantitร di acqua e sostanze nutritive dal terreno, con le radici piรน superficiali e che si dedicano ai nutrienti e quelle piรน profonde e robuste allโequilibrio.
In caso di malattia o di attacco di parassiti o funghi, inoltre, lโalbero รจ in grado di reagire e di contrattaccare. Il suo approccio รจ molto diverso da quello umano: non ricorre a medicine, ma tenta di isolare la parte malata, privandola di nutrimento per farla morire (togliendo la fonte di sussistenza al patogeno, che di conseguenza viene soppresso). Nel caso la parte malata sia un ramo, lโepilogo รจ la caduta della branca malata, nel caso sia il tronco, รจ una modificazione della crescita dei tessuti in modo da costruire una barriera fisica contro la malattia e da compensare eventuali squilibri strutturali.
Un albero, รจ scientificamente provato, รจ un vero e proprio maestro dellโautoregolazione.
Questo accade quando lโalbero, come accennato, si trova in una condizione ideale. Ma sappiamo bene che nel contesto urbano raramente tale situazione si verifica.
Asfalto che soffoca le radici, escavazioni che le danneggiano, drastiche potature โdi contenimentoโ ma di fatto spesso immotivate che in pochi minuti annullano anni di misurata e attenta crescita, cellula dopo cellula. Piantumazioni di alberi giovani e quindi ancora fragili in contesti inadatti, senza il necessario e periodico apporto dโacqua, con la corteccia lasciata alla mercรฉ dei tagliaerba, le cui ferite sono una porta aperta per i patogeni.
A tutto questo non possono che seguire svariati โeffetti indesideratiโ:
Lโalbero le cui radici non riescono a trovare spazio e a ossigenare i propri tessuti, non puรฒ che sollevare lโasfalto (un esempio tra i tanti a Cernusco รจ il caso dei bagolari di Via Don Sturzo, su cui proprio in queste settimane si sta animatamente discutendo)
lโalbero sottoposto a potature eccessive e mal eseguite, risponde โricacciandoโ rami a crescita superveloce (per tornare rapidamente a un adeguato approvvigionamento di luce e CO2), ma proprio per questo piรน deboli e soggetti a malattie (quale miglior modo per assicurarci la caduta di rami alla prima neve o per una raffica di vento appena piรน forte del solito!)
lโalbero le cui radici vengono compresse o danneggiate oppure a cui vengono tagliati rami importanti risponde cambiando il proprio assetto o la propria chioma per rimanere in equilibrio, magari inclinandosi
gli alberi, magari capitozzati in passato, che oggi avrebbero bisogno di un intervento (potature mirate) e che invece vengono trascurati, fino al momento in cui qualcuno dirร : โSono troppo compromessi, vanno abbattuti!โ (quante volte abbiamo sentito questa frase?)
infine, ci sono alberi che hanno avuto la sfortuna di crescere troppo vicini ad una nuova costruzione, togliendole la luce o la vista: non si sposta mai una nuova costruzione โperchรฉ ci sono gli alberi da salvaguardareโ, si fa sempre il contrario: si eliminano gli alberi, per far posto al nuovo progetto; un caso emblematico ed ancora vivo nella nostra memoria รจ quello di via Verdi, al civico 26, dove due grandi tigli sono stati eliminati perchรฉ interferivano col nuovo cantiere.
Non si puรฒ piรน considerare un albero in cittร come semplice โarredo urbanoโ. Lโalbero รจ un essere vivente la cui complessitร e perfezione commuovono. Se le conosci, ti lasciano letteralmente senza fiato. In piรน, nellโemergenza ambientale in cui ci troviamo, lโalbero di cittร assume funzioni nuove, da studiare e utilizzare in maniera appropriata: la mitigazione delle bolle di calore, il rallentamento o la deviazione delle raffiche di vento, la cattura degli inquinanti dispersi nellโatmosfera. Sono solo alcune delle potenzialitร di un โverde urbanoโ sapientemente progettato e valorizzato, su cui spesso le Amministrazioni sono, quanto meno, impreparate.
Perciรฒ la gestione del verde nelle nostre cittร รจ unโattivitร strategica, che va affidata a personale altamente competente e su cui non si possono fare gare al ribasso. Deve poggiare su una visione avanzata e intelligente, fondata sulla ricerca di un perfetto equilibrio tra salvaguardia del pianeta, esigenze umane ed esigenze degli altri esseri viventi.
Vi lasciamo con un consiglio di lettura: โLa timidezza delle chiomeโ di Pietro Maroรจ, edizioni Rizzoli. ร il testo a cui molti dei contenuti di questo articolo sono ispirati e che ci ha aperto gli occhi su come sia inadeguato il modo in cui gli alberi, queste stupefacenti creature, sono percepite e gestite nelle nostre cittร . Lo regaleremo a breve alla biblioteca di Cernusco: se vorrete leggerlo, lo troverete anche lรฌ.
Ci vogliono ben 5 persone per abbracciare il cedro del Libano di Ronco! Il suo tronco ha una circonferenza di 6m e 80cm: un girovita di tutto rispetto, tra i piรน ampi di tutta la Cittร Metropolitana di Milano! Lo potete ammirare nel parco pubblico di Via Taverna, in tutti i suoi 27 metri di altezza. Scampato alla motosega allโinizio del secolo grazie a una raccolta firme degli abitanti della zona, vive con noi da circa 250 anni. Quello di Ronco รจ il piรน possente, ma non lโunico cedro del Libano a Cernusco: potete ammirarne altri, ad esempio, nel parco lungo il Naviglio vicino a Villa Alari (andando verso il parco dei Germani) o nel parco dellโospedale Uboldo.
Per la loro sorprendente bellezza e maestositร , i Cedrus libani sono molto utilizzati nei parchi e nelle cittร e si puรฒ dire senza timore di sbagliare che ormai ce ne sono di piรน nei contesti urbani in giro per il mondo che nel loro luogo di origine, il Medio Oriente.
Un tempo i cedri erano diffusissimi nella zona dalla Turchia allโIran. Le foreste libanesi erano quelle piรน estese, ma nel corso dei millenni furono a poco a poco depauperate: il legno dei cedri veniva utilizzato dai Fenici per la costruzione di navi e di edifici e fu impiegato per il Tempio e il trono di Re Salomone e per il Palazzo di Davide a Gerusalemme, la resina veniva invece largamente utilizzata dagli Egizi per lโimbalsamazione e per i sarcofagi. Vista la โcomodaโ collocazione geografica del Libano, queste conifere furono sfruttate anche da molti altri popoli, tra cui Greci, Romani, Babilonesi e Persiani. Foreste un tempo immense e rigogliose furono quasi completamente disboscate e mai piรน ricostituite. In Libano il cedro rimane nella bandiera nazionale e alcuni esemplari sopravvivono in unโarea protetta, la Foresta dei Cedri di Dio ma oggi รจ la regione della catena montuosa del Tauro, in Turchia, la zona in cui lโalbero รจ piรน diffuso.
In Europa il Cedrus libani รจ sbarcato nel 1683, in Italia il primo fu piantato nellโorto botanico di Pisa nel 1782 (lโesemplare รจ sopravvissuto fino al 1935).
ร facilmente riconoscibile sia per lโaspetto maestoso sia per lo sviluppo tortuoso dei rami, che si innalzano verso lโalto assumendo una forma a candelabro. Gli esemplari giovani hanno una chioma piramidale mentre con l’etร la pianta assume una forma a ombrello, con i rami che deviano verso una posizione orizzontale. ร proprio questa forma che differenzia il Cedrus libani dal Cedro dell’Atlante e dal Cedrus deodara (o dellโHimalaya), che conservano invece la forma di cono.
Maโฆ attenzione! Il cedro che si trova vicino alla scuola Manzoni non ha la puntaโฆ ma รจ un Cedro deodara! Lo si capisce dagli aghi, piรน sottili e lunghi e dai rami penduli: evidentemente nel tempo la sua cima รจ stata tagliata per contenerne la crescita.
Il Cedrus libani, che non teme nรฉ freddo nรฉ siccitร , รจ un campione di longevitร : puรฒ vivere fino a 2.000 anni e arrivare fino a 40 metri di altezza. Raggiunge la maturitร a circa 40 anni: possiamo capire che lโalbero ha raggiunto gli โantaโ dal fatto che inizia a produrre i suoi frutti, delle grosse pigne erette, con l’apice appiattito, da cui a fine estate originano i semi, simili a scaglie.
Avendo una forma policormica (con piรน fusti che si dipartono da un solo ceppo) il suo legno non รจ molto ricercato (viene oggi usato essenzialmente per gli strumenti musicali) ma sono vari gli impieghi in fitoterapia: le foglie e la corteccia, che contengono abbondante olio volatile, possono essere utilizzate a scopo balsamico e antisettico, il macerato glicemico viene invece usato per alcuni problemi della pelle. Lโolio essenziale รจ anche un buon repellente per gli insetti: versandone poche gocce su un materiale assorbente si puรฒ ottenere un utile sacchetto antitarme.
Uno dei principali nemici di questo gigante รจ un insetto minuscolo, lโafide (Cenara laportei) mentre uno dei suoi principali alleati รจ la coccinella, che di afidi si nutre: un altro buon motivo per amare questo piccolo coleottero a pallini!
(Gli alberi di Cernusco sono tanti e bellissimi: non perdere i prossimi numeri del #CernuscoTreeTour per conoscerli sempre meglio!).
Cedrus deodara (Himalaya)
Cedrus libani (Libano)
Cedrus atlantica (Atlante)
lunghezza aghi
piรน di 2.5 cm
tra 0.8 e 2.5 cm
tra 0.8 e 2.5 cm
Forma dei coni (pigne)
appuntiti, tondeggianti
Ovoidali, troncati, ma poco incavati all’apice
Ovoidali, nettamente incavati all’apice
Orientamento dei rami
generalmente orizzontali
generalmente verso l’alto o decisamente ascendenti
generalmente verso l’alto o decisamente ascendenti
โCi sono piรน cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofiaโ
I famosi versi di William Shakespeare con cui Amleto si rivolge allโamico evidenziando la difficoltร di conoscere misteri dell’universo e delle cose di questo mondo ben si addice alla vicenda venuta di nuovo alla ribalta grazie alla mozione presentata in consiglio comunale dal consigliere del Pd Daniele Mandrini, che impegna lโAmministrazione ad intervenire per risolvere il problema dellโosservatorio astronomico che non riesce quasi piรน a vedere il cielo perchรฉ la sua visuale รจ coperta dagli alberi. Dunque, stelle contro alberi in una battaglia che vede contrapposta lโosservazione delle stelle alla tutela delle piante? Abbiamo voluto capire meglio come stessero le cose ed abbiamo chiesto un confronto con gli astrofili, da cui รจ emerso che la vicenda รจ complessa e coinvolge molti aspetti.
In primo luogo si tratta di un problema che si trascina da molti anni, conseguenza della scelta di inserire lโosservatorio astronomico nel contesto del Naviglio Martesana in unโarea ove era stato realizzato un rimboschimento; nel corso del tempo gli alberi sono cresciuti cosรฌ tanto da limitare pesantemente la visuale dellโosservatorio che ora ha a disposizione solo una esigua porzione di cielo libero sulla sua verticale, tutto il resto รจ mascherato da rami e fronde.
Gli astrofili ci hanno segnalato anche un difetto di gestione del bosco, lasciato privo di manutenzione, tanto che ci sono frequenti cadute di rami, ma pure errori nella pianificazione iniziale dellโarea, ove una piantumazione troppo ravvicinata ha prodotto alberi con un notevole sviluppo in altezza o laterale in cerca della luce, spesso con una stabilitร compromessa. La visuale ristretta limita lโosservazione degli astri e dunque la possibilitร di esperienze dirette con il telescopio, e non รจ la prima volta che lโamministrazione comunale viene investita di questo problema. La mozione, presentata nel marzo scorso ed approvata allโunanimitร dal consiglio comunale, impegna lโamministrazione a valutare tutte le ipotesi possibili per risolvere il problema e, tra queste, anche lโabbattimento delle piante.
Dal nostro confronto con gli astrofili non รจ emersa una difesa della possibilitร di osservare le stelle a spese degli alberi, ma una piรน generale richiesta di rivalutazione e riprogettazione del contesto ambientale: chiedono che intorno allโosservatorio venga creata una fascia di rispetto costituita da piante di altezze non superiori ai 10-12 mt, mantenendo quindi il resto del bosco su cui perรฒ andrebbe effettuata manutenzione periodica. Infine, ma non ultimo, segnalano il tema dellโinquinamento luminoso, elemento questo ulteriormente penalizzante e troppo spesso dimenticato nello sviluppo urbanistico.
Sicuramente la gestione del verde urbano รจ un aspetto dolente: la cattiva o addirittura assente manutenzione รจ un problema che si ritrova anche in altre importanti aree verdi della cittร (es. parco degli Aironi, parco del Fontanone) e ne limita la fruibilitร ed il valore naturalistico.
Sembra perรฒ assente anche una visione culturale che riconosca gli ambiti utili allo sviluppo della conoscenza nella nostra comunitร , dallโosservatorio scientifico alla stazione meteorologica, nella consapevolezza che, come ricorda la premio Nobel Elinor Ostrom, ยซla conoscenza deriva dalle informazioni come le informazioni derivano dai datiยป. E dunque i dati che derivano dalle osservazioni scientifiche sono un patrimonio immateriale che costituisce un bene comune, importante tanto quanto se non maggiore di unโinfrastruttura sportiva. Eppure come gli astrofili aspettano da anni una soluzione al loro problema di schermatura della visuale, anche noi aspettiamo la convezione per il ripristino della stazione meteorologica.
Sino a quando dovremo aspettare? Non รจ ora il momento per mettere in campo una pianificazione che valorizzi la conoscenza ed il confronto fra ambiti, utile a trovare le soluzioni a somma positiva, ove un intervento su una realtร non sia fatto a spese di un’altra, ma dove tutti ci guadagnano? E dove possa intervenire il contributo dei cittadini e dellโassociazionismo organizzato?
Noi pensiamo che sia possibile e ci faremo promotori di una proposta che possa trasformare lโarea dellโosservatorio in un polo di ricerca e sperimentazione.
Uno ci fa compagnia mentre aspettiamo di entrare alle Poste di Via Pietro da Cernusco, altri ci accompagnano verso l’entrata del cimitero in Via Cavour, altri ancora ci fanno ombra mentre ci riposiamo nei giardini di Villa Greppi. Tronco liscio e massiccio, chioma arrotondata e maestosa, alto mediamente fino a 25 metri, alcuni toccano anche i 30 metri, foglie ellittiche o lanceolate e seghettate ai margini, drupe (frutti) piccole e scure: di bagolari a Cernusco possiamo riconoscerne tantissimi. I suoi nomi popolari ci raccontano molto di lui:
“bagolaro” deriva da “bagola” che nei dialetti dell’Italia settentrionale significa “manico”: il suo legno, chiaro, molto resistente e facile da lavorare per la sua flessibilitร , รจ da sempre usato per creare manici, bastoni da passeggio, mobili, attrezzi, carrozze, remi e altri manufatti sottoposti ad usura. Addirittura, per gli ingranaggi sommersi dei mulini ad acqua!
“spaccasassi“, perchรฉ le sue radici sono talmente forti che riescono a sgretolare i sassi, facendosi largo nel terreno. Non ha problemi a crescere anche in terreni rocciosi o sui pendii e viene usato spesso per il consolidamento e il rimboschimento di terreni sassosi;
“albero dei rosari“, perchรฉ i suoi semi un tempo venivano usati per i grani dei rosari (oltre che come munizioni per le cerbottane dei bambini!).
ร rustico e resistente, ama gli spazi soleggiati e caldi ma รจ in grado di sopportare anche climi piรน rigidi, piogge e venti forti. Per questo, per la sua capacitร ombreggiante e ornamentale, per la sua funzione di barriera anti-inquinamento, per la sua resistenza ai parassiti e alle frequenti potature, รจ molto utilizzato nelle cittร . Cresce molto lentamente ed รจ uno degli alberi piรน longevi: puรฒ vivere fino a 500 anni!
Ora i bagolari di Cernusco sono quasi a fine fioritura, ma forse non ve ne siete neanche accorti: per vedere le sue piccole infiorescenze giallo-verdi bisogna prestare un pรฒ di attenzione! Sono giร visibili le piccole drupe, che maturano a fine estate: si tratta di piccoli frutti (sono drupe anche la ciliegia e la pesca) di circa 1 cm, con una buccia scura molto sottile e una polpa dal sapore dolciastro. Eh sรฌ, lo sapevate che sono commestibili?
Ne sono golosi gli uccelli, che in autunno si radunano per banchettare sui suoi rami, spargendo poi, con la digestione, i semi. Noi umani ne ricaviamo invece confetture e liquori. I regali che quest’albero ci fa non finiscono qui: i semi, se spremuti, danno un olio simile a quello delle mandorle dolci, mentre dalla corteccia e dalle radici viene estratto un colorante giallo per i tessuti di seta. Infine, le foglie sono un ottimo foraggio. Un’ultima curiositร : i suoi rami piรน alti ospitano spesso la Vanessa Antiopa (Nymphalis antiopa), un’elegante farfalla.
Hai suggerimenti o domande? Vuoi partecipare alle attivitร di Bene Comune Cernusco? Scrivici o commenta!
Passeggiando lungo il nostro Naviglio รจ impossibile non notare e riconoscere le chiome verde brillante di questo splendido albero, con i lunghi rami penduli che spesso intinge in acqua.
Arrivati dallโoriente (dalla Cina, percorrendo la Via della Seta), i salici a Cernusco sono numerosi: il Naviglio risponde infatti allโidentikit del loro habitat ideale, vale a dire le zone umide vicine allโacqua, soleggiate o in mezzโombra. Sopportano molto bene il freddo e non temono le gelate, dโinverno perdono le foglie e ricoprono la propria corteccia con una specie di cera che la rende impermeabile e protegge lโalbero dalla disidratazione.
I salici sono una specie โdioicaโ: i fiori (detti โamentiโ) maschili e femminili si trovano su esemplari diversi. In primavera รจ una delle prime piante a fiorire: di questo ringraziano le api che possono cosรฌ disporre, alla ripresa del periodo produttivo, di unโimportantissima fonte di sostentamento.
Oltre a questa funzione fondamentale e al loro valore decorativo, nei secoli i salici sono venuti in aiuto dellโumanitร in vari modi: i loro rami lunghi e flessibili sono ideali per fabbricare ceste, sedie, canne da pesca o come legacci in agricoltura, i celti usavano il loro legno per costruire strumenti musicali, non si contano le poesie e le opere dโarte ispirate alla loro formaโฆ Ma forse non tutti sanno che nella corteccia del salice si trova la salicina, molecola alla base dellโacido acetilsalicilico, il principio attivo dellโAspirina! Fu un vicario inglese a scoprirla nel 1763, quando somministrรฒ ai suoi pazienti della corteccia di salice essiccata, ottenendo significativi miglioramenti.
Il salice รจ uno degli alberi piรน facili da moltiplicare: le sue talee attecchiscono facilmente, aiutate eventualmente da un poโ di ormoni radicanti. Ma facciamo attenzione: bisogna evitare di piantarli vicino alle abitazioni, visto che con il tempo le loro radici sono in grado di danneggiare muri e tubature. Se disponiamo di un posto adatto a loro, ricordiamoci che necessitano di annaffiature costanti e regolari e che temono molto la siccitร .
Restrizioni Covid permettendo, i salici vi aspettano lungo il Naviglio per farsi conoscere!
Hai suggerimenti o domande? Vuoi partecipare alle attivitร di Bene Comune Cernusco? Scrivici o commenta!
Durante tutta la carriera scolastica riceviamo soltanto brandelli di conoscenze in ambito ecologico, insufficienti per stimolare la nostra curiositร e volontร di approfondimento. Il risultato รจ che non sviluppiamo alcuna sensibilitร in materia. Azioni virtuose, come il corretto conferimento dei rifiuti o guidare unโauto ibrida sono il minimo sindacale, utili a non fare troppi danni e a lavare la propria coscienza. Troppo poco per migliorare lโambiente in cui viviamo.
Cernusco sul Naviglio spicca, oltre che per la condizione socioeconomica nettamente superiore alla media nazionale, per una reputazione โverdeโ rispetto alle cittadine contigue. I parchi lungo il Naviglio, sapientemente curati nei punti di attraversamento, assolvono perfettamente allโimmagine โgreenโ che le amministrazioni comunali amano trasmettere e convogliano lโattenzione degli stessi cittadini, perennemente alla ricerca di un contatto con la natura.
Nel frattempo perรฒ, si continua a spargere cemento in ogni direzione.
Le varie amministrazioni comunali hanno dato prova in passato (e continuano a farlo), attraverso le famigerate varianti al PGT, di saper piegare le leggi della matematica e della fisica arrivando a dimostrare contortamente che piรน si costruisce, piรน aumenta il verde, attraverso meccanismi che portano il Comune ad acquisire terreni non edificati per incrementare il โverde pubblicoโ in cambio di permessi di costruire in altri lotti di costruttori privati. Lโunico concreto incremento cui stiamo assistendo, in realtร , รจ quello dei metri cubi di cemento, anno dopo anno.
Qualcosa non torna.
ร proprio il concetto di โverdeโ ad essere distorto. Il pericolo รจ non riuscire piรน a concepire alcunchรฉ di diverso dal Parco dei Germani, di abituarci ad una natura totalmente addomesticata, piegata, standardizzata, di preferire il verde di un campo da golf a quello di un bosco spontaneo.
A Cernusco cโรจ un campo da golf, riservato ai soci del Contry Club, e cโรจ anche un bosco, aperto a tutti. ร il โBosco del Fontanoneโ, una piccola selva a nord della cittร che merita un approfondimento.
Non si tratta di un relitto dei boschi planiziali che secoli fa ricoprivano la pianura padana ma, piรน prosaicamente, รจ lโevoluzione di una sorta di rimboschimento attuato nei primi anni โ80, tra lโaltro con metodologie che oggi troveremmo quanto meno approssimative.
Il bosco rientra in toto nel perimetro del mitico quanto evanescente โPLIS (Parco locale di interesse sovracomunale) Est delle caveโ, e potrebbe costituirne un punto focale, se solo il PLIS godesse di qualche tutela degna di questo nome.
Nellโimpianto originario furono piantumate, assieme ad alcune essenze nostrane, due specie altamente invasive che oggi nessuno oserebbe infilare in un bosco: la robinia e la quercia rossa, entrambe di origine nordamericana. La prima si caratterizza per l’elevata invasivitร nei primi anni, ma รจ poco longeva; la seconda invece cresce rapidamente e giร dopo pochi anni produce ghiande in abbondanza e con alto tasso di germinabilitร . Inoltre, la quercia rossa รจ una specie longeva, per cui, nel lungo periodo, potrebbe impadronirsi di tutto il bosco causando una grave riduzione delle specie autoctone.
Per ovviare a questo problema nel 2015 il Comune, grazie a risorse provenienti da oneri di urbanizzazione e stanziamenti della fondazione Cariplo, decise di โriqualificareโ il bosco. Termine che, associato ad elementi naturali, provoca senso di allarme e repulsione, come se la natura tendesse a dequalificarsi da sola.
ย In tale โriqualificazioneโ, oltre allโespianto delle due principali specie infestanti (robinia e quercia rossa) erano previsti i rifacimenti dei sentieri con pietrisco (quindi introducendo un materiale che, seppur naturale, non รจ presente in questa zona) e la piantumazione di essenze locali, tra cui alcune di cui il boschetto era privo.
Solitamente, quando si taglia un bosco, il proprietario non solo non affronta spese, ma spesso ci guadagna, perchรฉ viene pagato da chi provvede al taglio, il quale poi venderร la legna che si sarร prodotta. Ma in questo caso non รจ successo.
Tuttavia lโaspetto principale della vicenda riguarda la valutazione sui risultati attesi, dopo 5 anni.
Le robinie, che dovevano essere estirpate in unโampia parte del bosco, sono palesemente aumentate di numero, e con rinnovato vigore. La robinia รจ sรฌ poco longeva, ma se la si taglia alla base produce polloni in gran numero che crescono molto piรน velocemente delle specie autoctone (farnia, frassino, aceroโฆ) finendo per soffocarle e impossessandosi di estese porzioni di bosco, con grave riduzione della biodiversitร . Ci sono quindi due strategie: o le si lascia morire di vecchiaia (giร dopo 30/40 anni la robinia mostra evidenti segni di declino) incentivando altre specie che pian piano iniziano a crescere sotto di essa, oppure si adotta la scelta opposta, cioรจ tagliarle, purchรฉ si intervenga strappando i polloni fino a che il ceppo non ne produce piรน. In questa seconda modalitร sono necessari, ottimisticamente, 3-4 anni di interventi continui.
Lโeradicazione delle querce rosse invece ha successo se si parte dalla rimozione degli esemplari di maggiori dimensioni, intervenendo progressivamente sulle piante piรน giovani, in modo da ridurre di anno in anno la produzione di ghiande e quindi di nuove piante.
Anche in questo caso occorrono diversi anni di interventi mirati.
Ad oggi dobbiamo rilevare che la quercia rossa รจ ancora abbondantemente presente nel bosco e ad ogni primavera nascono centinaia di piccole plantule.
Riguardo le piantine autoctone messe a dimora (1250 alberi e 4450 arbusti), ne restano poche decine, la maggior parte รจ morta per la competizione con le piante piรน grandi da cui erano circondate. Un epilogo facilmente prevedibile.
Il bosco non ha potuto estendere la sua superficie, benchรฉ i campi che lo circondano siano di proprietร del Comune. Questi preferisce darli in locazione ad aziende agricole senza intaccarne minimamente i confini. Il bosco quindi cโรจ, ma non deve disturbare.
Non sono state create zone umide, fatto degno di nota se si considera che il nome โFontanoneโ deriva dalla presenza di una risorgiva che, a causa delle escavazioni nelle cave circostanti, รจ ormai asciutta. A questo va aggiunto che persino la roggia che lo delimita a sud non รจ stata liberata dai suoi argini di cemento.
Eppure qualche segnale di ottimismo va colto: delle poche piantine sopravvissute qualcuna si spera possa raggiungere la maturitร ed iniziare a riprodursi, arricchendo la biodiversitร . La natura trova sempre una sua armonia, soprattutto se lโintrusione umana รจ contenuta e rispettosa, e riesce a regalarci scorci affascinanti.
Il Bosco del Fontanone andrebbe valorizzato (non riqualificato!) avvalendosi di tecnici professionisti che operino in sinergia con lโassociazionismo locale, che con la continua osservazione e presenza sul campo traggano un quadro completo e costantemente aggiornato dello stato di fatto. I massivi interventi una tantum andrebbero evitati perchรฉ fortemente impattanti, costosi e spesso effettuati da ditte o associazioni non radicate sul territorio che non hanno al primo posto il bene comune.
Infine una considerazione: la vocazione del bosco del fontanone รจ quella di un ambiente naturale che unitamente ad altri, contenuti nel PLIS, andrebbe a costituire quella fascia verde di cui Cernusco ha disperatamente bisogno per restare separata dalla dilagante piovra della cintura milanese, di cui Cologno Monzese e Vimodrone fanno ormai parte. Per questa ragione il Bosco del Fontanone, come del resto il PLIS su cui insiste, deve essere inquadrato in unโottica diversa rispetto a quella dei parchi urbani.
Il bosco รจ un ecosistema ricco, migliora la qualitร dellโaria, della falda superficiale, spezza la bolla termica della metropoli, regala un paesaggio piacevole ed offre rifugio a piccoli mammiferi, anfibi e diverse specie di uccelli che arricchiscono e migliorano la nostra qualitร della vita.
A Cernusco un piccolo bosco cโรจ e sta a noi proteggerlo e promuoverlo.
Il primo riscontro alla nostra campagna per gli alberi รจ una denuncia: arriva da Leo, otto anni, che ha voluto raccontarci la potatura feroce e violenta che hanno subito gli alberi della sua scuola.
Dai rami mozzati, come fossero arti amputati, scorre il sangue, il grande albero piange. L’uomo con la motosega ha giร tagliato un altro albero e continua il suo terribile lavoro.
La sofferenza dell’albero ha colpito Leo e la domanda che ci pone รจ: perchรฉ?
Cercheremo di capire perchรฉ tanti alberi della nostra cittร siano stati tagliati lasciandone solo dei monconi. Alcuni di loro sembrano non volersi arrendere e ogni anno a primavera rispollonano, ma sadicamente vengono nuovamente potati. Molti li trovate nella mappa interattiva, aiutateci a completarla segnalando gli alberi mozzati o malamente potati, in modo da avere un quadro piรน completo dello stato degli alberi della nostra cittร e valutare cosa si puรฒ fare per farli stare meglio.
Arredo urbano a chi? Definire gli alberi in cittร “arredo urbano” รจ riduttivo e ingiusto. Soprattutto oggi, 21 novembre, Giornata nazionale degli alberi, questi nostri amici “ben piantati per terra”. Riduttivo, perchรฉ un albero in cittร รจ molto di piรน: รจ un piccolo polmone che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno, senza il quale non ci sarebbe vita sulla Terra. E poi รจ un riparo dalla calura estiva, รจ una barriera contro i venti, รจ indispensabile per innumerevoli animali che ne utilizzano le fronde o le radici o il fusto, aiuta a trattenere l’umiditร del terreno, a produrre l’humus che rigenera il suolo, a risparmiare energia elettrica ombreggiando le nostre case d’estate. E, non ultimo, un albero รจ un essere vivente. E, dicevamo, รจ ingiusto, perchรฉ a ben pensarci loro, gli alberi, c’erano prima di noi, occupavano il suolo dove ora sorgono le nostre cittร e noi li abbiamo sostituiti con costruzioni e nastri di asfalto all’infinito. Eppure li trattiamo come un complemento d’arredo.
La convivenza tra noi e gli alberi, in cittร , รจ diventata conflittuale: cโรจ da far spazio a un parcheggio? Concedere piรน metri quadri a una nuova costruzione? Tracciare una nuova pista ciclabile? La motosega รจ subito pronta, e a rimetterci sono proprio gli alberi. Raramente, o potremmo dire anche mai, vengono valutate soluzioni alternative. Parassiti, condizioni ambientali particolarmente critiche, una cattiva manutenzione ne compromettono la salute e spesso vengono grossolanamente potati o addirittura eliminati piuttosto che curati. Come un oggetto qualunque, che si butta quando รจ rotto o occupa troppo spazio in garage.
Ogni albero รจ patrimonio della comunitร . ร un bene comune e come tale va tutelato.
In questa giornata speciale che ha per protagonisti i nostri alberi vorremmo iniziare un progetto di conoscenza e di sensibilizzazione rivolto a tutti i cittadini, articolato in tre filoni.
Gli alberi cernuschesi Abbiamo iniziato a riempire una mappa navigabile, che vedete qui di seguito e che resterร sempre consultabile nella colonna destra del nostro sito, sulla quale mapperemo:
gli alberi che vediamo tagliati, in maniera a volte incomprensibile, sparsi a decine lungo le strade e nei parchi di Cernusco. Con un โmoncherinoโ che viene lasciato a perenne memoria.
gli alberi importanti, monumentali o comunque particolarmente imponenti e belli. Quelli individuati sinora sono anch’essi riportati sulla mappa, evidenziati con un colore diverso. Il nostro obiettivo รจ iniziare a conoscerli, a dare loro un nome ed un volto, perchรฉ ciascuno di loro ci appartiene. Vuoi contribuire anche tu? Segnalaci altri esemplari non ancora presenti nella mappa, possibilmente con foto e posizione, e noi li aggiungeremo.
Le funzioni degli alberi Un albero contribuisce al benessere della cittร e ad attenuare le criticitร ambientali. Pubblicheremo degli approfondimenti per far conoscere meglio l’importanza e la funzione indispensabile del verde urbano.
Ripensare la qualitร ambientale della nostra cittร Nel terzo filone affronteremo il tema della qualitร urbana della nostra cittร attraverso la lente della qualitร ecologica ed ambientale, anche in considerazione dei cambiamenti climatici e, come ignorarli, dei problemi legati alla pandemia. Oggi occorre progettare il verde urbano e la vegetazione per generare benessere, favorire lโesercizio fisico, supportare la mobilitร lenta, migliorare la qualitร dellโaria e la mitigazione delle temperature estive. Vorremmo che nella nostra cittร queste buone pratiche venissero adottate dallโamministrazione. Da parte nostra (e anche qui chiederemo la vostra collaborazione), faremo sentire ancora piรน forte la voce di chi vuole proteggere l’ambiente e migliorarne le condizioni attraverso alcune iniziative.
Ci aspetta un grande lavoro, che ci auguriamo possa raccogliere attorno a questi progetti lโadesione di molte persone, grandi e piccine, particolarmente attente e sensibili verso i temi ambientali. Sperando di festeggiare la prossima Giornata degli alberi, tra un anno, con un po’ piรน di speranza.
Bene Comune Cernusco รจ un Ente del Terzo Settore (ETS), quindi le donazioni in suo favore godono dei benefici fiscali previsti dalla legge.
Puoi anche destinare il 5 per 1000 a Bene Comune Cernusco ETS, utilizzando il codice fiscale 91583990154
Tutte le informazioni a questa pagina
Bene Comune Cernusco fa parte della rete "Salviamo il Paesaggio
Cliccare sul simbolino in alto a destra per aprirla in una nuova pagina
Centraline PM2.5 e PM10
Abbiamo installato alcuni rilevatori di PM2.5 e PM10.
Cliccare QUI per vedere tutte le informazioni relative. QUI invece si possono vedere i dati raccolti in tempo reale. Questa la rete completa dei nostri strumenti
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterร di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso puรฒ influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformitร volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicitร , o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Ultimi Commenti: