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#occhiapertiurbanistica: i campi di via Cevedale-Bassano

i campi di via Cevedale

Un silenzio assordante è seguito alla dichiarazione di interesse pubblico lo scorso 10 novembre per la riduzione di superfice immobiliare edificabile nell’area di via Cevedale-via Bassano, uno degli interventi più importanti e, nello stesso tempo contestati, della variante parziale del PGT.

Variante di cui si erano perse le tracce dopo il parere favorevole condizionato al recepimento delle osservazioni dello scorso 19 gennaio che, come prescritto dalla procedura di Valutazione Ambientale strategica iniziata nel luglio 2019, dovrebbe essere discussa in consiglio comunale.

Sinora non ci sono stati passaggi o evidenze pubbliche delle variazioni prescritte e dunque questo provvedimento della giunta che, di fatto, avalla l’intervento immobiliare proposto dalla variante, arriva senza che siano emersi i dati conoscitivi aggiornati sulle caratteristiche ambientali e quindi sugli impatti che si produrranno.

Il provvedimento riconosce implicitamente la grande importanza dei campi di via Cevedale su cui verranno costruiti palazzine per 11.098 mq, così importanti da poter reclamare nei confronti degli operatori immobiliari un indennizzo per la loro perdita costituito da una riduzione del 25% delle superfici previste ed una cessione in compensazione di circa 70.000 mq.

Dunque, i campi di via Cevedale-Bassano sono aree pregiate, ma molto di più valgono le palazzine che ci verranno costruite, anche perché l’onerosa cessione di aree e la riduzione dei mq verrà fatta ricadere sul prezzo delle abitazioni, su cui andrà ad incidere anche la cancellazione prevista dalla variante della quota di edilizia convenzionata spostata nel comparto di via Brescia meno appetibile dal punto di vista immobiliare: il risultato è quindi un comparto di sola edilizia residenziale, affacciato sul parco Est delle Cave e circondato da verde agricolo, case che potrà permettersi solo chi ha un reddito elevato.

prospetti degli edifici previsti su via Cevedale

Degli effetti perversi sulla trasformazione del tessuto sociale e soprattutto della perdita di aree verdi che nessuna compensazione potrà mai risarcire, nessuna traccia. Anzi nella delibera si parla di miglior risultato possibile in termini ambientali ed urbanistici, con riduzione di consumo di suolo e sfruttamento volumetrico, compatibilmente con un generale principio di affidamento degli atti e sostenibilità tecnico-giuridica.

Non abbiamo capito quale sia il generale principio di affidamento degli atti, mentre sulla sostenibilità tecnico-giuridica del provvedimento riteniamo che l’interesse pubblico venga tutelato preservando i beni comuni, evitando il consumo di suolo e non avallando ulteriori interventi immobiliari.

I campi di via Cevedale-Bassano rientrano in un comparto destinato a trasformazione immobiliare, rimasto sinora inattuato, ereditato senza modifiche nel PGT del 2011 dalle precedenti pianificazioni urbanistiche, ma costituiscono l’ultimo lembo di verde rimasto prima del tessuto urbano, contiguo alle aree del parco Est delle Cave.

sulla destra i campi di via Cevedale, perimetrati in rosso, interessati dal progetto immobiliare

Negli ultimi anni la cultura ambientale è cambiata e cresciuta, portando elementi di maggiore consapevolezza rispetto alle conseguenze ed ai costi esterni delle realizzazioni immobiliari (dal consumo di suolo, alla qualità dell’aria, agli impatti del carico antropico correlati alla maggiore domanda di servizi, infrastrutture), nel contempo la nostra città si è ingrandita occupando gran parte delle poche aree rimaste libere. E dunque la variante parziale era l’occasione per fare il punto e rivedere un’espansione immobiliare che sacrifica aree verdi preziose.

Certo ci vuole un’amministrazione coraggiosa, disposta a far prevalere l’interesse generale della comunità rispetto all’interesse economico di pochi, disposta a sostenere un eventuale contenzioso con i proprietari dell’area in nome del bene comune. Ci sono ormai numerosi esempi a questo riguardo, anche molto vicini a noi (vedi vicenda del parco agricolo di Segrate).

A Cernusco è giunto il momento di rivedere le scelte urbanistiche sbagliate fatte in passato perché le conseguenze non vengano pagate dalle generazioni future. Apprendiamo invece con preoccupazione di una città che arriverà a 40.000 abitanti, 5.000 più degli attuali ed 8.000 in più di quelli previsti dal PGT.

Come dice Saramago “Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Non possiamo restare ciechi o, peggio, far finta di non vedere che Cernusco diventerà un ammasso di mattoni, sia pur attraversato dal Naviglio, dagli arredi urbani sciccosi, densificato urbanisticamente, gentrificato e con il verde residuale dei giardini pubblici.

Prima o poi la variante parziale arriverà in consiglio comunale per l’approvazione e ci sarà il confronto pubblico fra chi intende preservare i beni comuni e chi difende gli interessi immobiliari.

*** per saperne di più su cosa prevede la variante parziale del PGT su via Cevedale consultate la nostra pillola di urbanistica dedicata.

#occhiaperti: il PGT ha detto stop!

Uno degli elementi cardine di ogni Piano di Governo del Territorio è la stima del numero di “abitanti teorici” attesi a fine piano come risultato dell’attuazione degli interventi immobiliari previsti.
E’ un numero molto importante: questo dato è collegato ai servizi pubblici che andranno rafforzati (es. con la costruzione di nuove scuole) in proporzione ai nuovi abitanti, al nuovo terziario che si potrà insediare e alla quantità di territorio che verrà impattato.

Nel grafico proviamo a confrontare la previsione del PGT del 2010 relativa agli abitanti di Cernusco con l’andamento demografico reale al 2019.

A fine 2019 (dato ISTAT) il numero di abitanti di Cernusco superava di 1.904 unità quanto stimato dal PGT: la previsione era di 32.294 abitanti, ma siamo arrivati a 34.828 residenti, vale a dire che c’è stato un impatto demografico pari quasi al doppio di quello previsto.

Le nuove costruzioni hanno portato a Cernusco un numero eccessivo di persone, e continueranno a portarne: si affacciano infatti all’orizzonte ulteriori importanti interventi immobiliari, come quello di Via Bassano/Cevedale che il Comune si avvia ad autorizzare invece di conservare una delle poche aree verdi libere rimaste.

L’ultimo Rapporto sul Consumo del Suolo di ISPRA (dati 2019) rileva a Cernusco il 47,7% di urbanizzazione, valore che ci vale il 110° posto in Italia su più di 7.000 Comuni per maggiore cementificazione!
E anche limitando l’osservazione alla zona Adda-Martesana le cose non vanno meglio: l’indice medio di urbanizzazione per la zona è 33,9%, noi lo superiamo di circa 12 punti percentuali.

Ancora più critica la situazione se si prendono i dati sull’indice di consumo di suolo elaborati dalla provincia di Milano proprio sui valori dei PGT nel 2012: per Cernusco si arriva al 67,42%. Dopo quasi dieci anni sarebbe interessante e, temiamo, inquietante, conoscere a che percentuali siamo arrivati.

In ogni caso, non è possibile prevedere un ulteriore aumento della popolazione a spese delle risorse ambientali, che non sono infinite. Occorre una riflessione profonda e condivisa fra Amministrazione e cittadini sul futuro di Cernusco: una città dove a influenzare le decisioni strategiche sono gli interessi di pochi o dove la priorità è il bene comune?

Per saperne di più:

ISPRAhttps://www.snpambiente.it/2020/07/22/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2020/

PGT – Rapporto ambientale https://comune.cernuscosulnaviglio.mi.it/wp-content/uploads/2019/09/Rapporto-ambientale-1.pdf

Leggi anche la nostra proposta al Consiglio Comunale per il coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione del nuovo PGT https://www.benecomunecernusco.it/wordpress/2021/02/19/pgt-aaa-amministrazione-coraggiosa-cercasi/