Tag: Via Cevedale

🌧️ ALLERTA METEO E ASSENZA DI DATI LOCALI: COME SI PIANIFICA DAVVERO IL TERRITORIO?

Quanta pioggia sia caduta a Cernusco durante l’ondata di maltempo che ha colpito ieri gran parte delle regioni settentrionali non lo sapremo mai perché, ad oggi, Cernusco sul Naviglio non dispone di una centralina meteo locale con dati pubblici, continuativi e consultabili sulle precipitazioni.
E questo non è un dettaglio tecnico.
È un problema di conoscenza del territorio, di prevenzione, di pianificazione urbanistica e di trasparenza amministrativa.
Nei giorni scorsi erano state emesse allerte meteo: la Protezione Civile nazionale aveva segnalato criticità per temporali e Regione Lombardia aveva diffuso allerte per il nostro nodo territoriale, compresa un’allerta arancione per rischio idrogeologico nell’area in cui ricade anche Cernusco.

Eppure questi messaggi di rischio non risultano essere stati ripresi dalle pagine social del Comune, normalmente molto attente a comunicare eventi e iniziative cittadine.
La mancanza di dati meteorologici e e di una comunicazione tempestiva sui rischi non è un dettaglio tecnico, ma riguarda il modo in cui una città si prepara agli eventi estremi, informa i cittadini e pianifica il proprio futuro e segna la grave mancanza di visione, trasparenza e responsabilità amministrativa.
Questa assenza è ancora più grave perché Bene Comune Cernusco aveva proposto il ripristino di una centralina meteo già nel 2018 e il 21 maggio 2020 il Consiglio Comunale aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava l’Amministrazione a dare seguito a quel progetto.
Sul finire del 2024 l’Amministrazione, a seguito di una nostra segnalazione all’Ispettorato della Pubblica Amministrazione, ha comunicato l’acquisto di una nuova stazione meteorologica e l’intenzione di installarla entro gennaio 2025. Nel Consiglio Comunale dell’11 novembre 2025 l’assessore Enrico Quartiroli ha dichiarato che sarebbe stata installata “entro l’anno”. Ad oggi, però, non abbiamo notizie sulla sua installazione, sulla pubblicazione dei dati, sulla gestione, sulla conservazione delle serie storiche, né sul coinvolgimento delle scuole, come previsto nello spirito del progetto originario.

Dal 2018 avremmo oggi una serie storica di dati che avrebbe coperto più di cinque anni.
Da allora sono passati anni.
Anni di silenzio.
Anni di sollecitazioni senza risposta.
Anni di dati locali persi.

Dal 2020 avremmo potuto disporre di almeno cinque anni di dati pubblici e continuativi sulle precipitazioni locali.
E quei dati oggi sarebbero preziosi.

I dati meteorologici sono fondamentali per la pianificazione urbanistica, per la gestione delle reti idrauliche, per la prevenzione del rischio idrogeologico e per valutare gli effetti concreti della trasformazione del territorio.

E intanto il territorio cambia.
In via Cevedale-Bassano sono intanto arrivate le ruspe.

👉 Come possiamo valutare davvero la tenuta del territorio se Cernusco non dispone di dati meteorologici locali?

I dati meteorologici sono molto importanti per la pianificazione urbanistica e per la gestione delle reti idrauliche della città così, per valutare gli eventi meteo che interessano il nostro territorio, siamo costretti a fare riferimento alle centraline più vicine, come Milano Lambrate, di cui riportiamo come esempio i giorni con precipitazioni ≥ 20 mm e ≥ 50 mm.

Sono dati utili, non pienamente sostitutivi di una rilevazione locale ma che mostrano il ripetersi, in pochi anni, di eventi intensi e concentrati. E dunque in un territorio classificato ad alta criticità idraulica, in piena crisi climatica, con piogge sempre più concentrate e violente, la pianificazione urbanistica dovrebbe basarsi anche su dati locali, aggiornati, pubblici e accessibili.
Invece, la mancata attuazione della mozione approvata all’unanimità ha prodotto una perdita concreta: anni di dati ambientali che oggi mancano proprio quando sarebbero utili per valutare interventi come quello di via Cevedale-Bassano, dove si impermeabilizza nuovo suolo e si affida la gestione delle acque meteoriche a sistemi di drenaggio e infiltrazione.

Ci avete chiesto a cosa sia servito il nostro impegno contro la cementificazione delle ultime aree agricole di Cernusco, ora che nei campi di via Cevedale sono comparse le ruspe.
Le nostre osservazioni purtroppo non sono state accolte, ma sono servite a rompere il silenzio in cui il Piano Attuativo era stato adottato in piena campagna elettorale e a introdurre elementi di valutazione aggiuntivi nelle delibere di approvazione.

Ora chiediamo all’Amministrazione di dare seguito concretamente a quelle indicazioni.

Senza dati locali, la città pianifica al buio.

E una città che continua a consumare suolo, in un tempo di eventi meteorologici estremi, non può permettersi di pianificare al buio e neppure di approvare nuove costruzioni.

Di che suolo parliamo?

Il 5 dicembre, giornata dedicata al suolo su iniziativa delle le Nazioni Unite e la FAO per far crescere la consapevolezza sulla sua importanza per la vita umana, è stato praticamente ignorato, sebbene l’erosione di suolo libero costituisca ormai un’emergenza: l’Italia perde 2 metri quadri di suolo al secondo e la progressiva impermeabilizzazione del territorio, collegata all’intensificazione dei fenomeni meteo estremi, determina conseguenze devastanti sulle aree più fragili.

Anche a Cernusco la giornata del suolo è passata sotto silenzio, un silenzio assordante dopo l’approvazione estiva della variante del Piano di Governo del Territorio con cui verranno costruiti sui prati di via Cevedale più di 10.000 mq di palazzi e un nuovo campo da baseball prenderà il posto del secolare campo del Gaggiolo.

Il tutto però, ci raccontano, a consumo di suolo zero, perché i campi di via Cevedale erano già considerati edificabili dal vecchio piano regolatore e il PGT non ne ha modificato la destinazione e dunque, dal punto di vista teorico, non c’è consumo di suolo. Una narrazione mistificante: la realtà è che fra qualche mese al posto dei campi verdi vedremo palazzi e al posto del prato del Gaggiolo dove cacciano gli insetti le rondini che nidificano nella vicina cascina, un campo da baseball. E nessuna compensazione potrà restituirceli.

Dal 2011, anno di approvazione del PGT, sono cambiate molte cose, soprattutto è cresciuta la consapevolezza culturale delle conseguenze che la perdita di aree verdi determina per l’ambiente e le comunità. In dieci anni e, soprattutto, nei tre anni di discussione sulla variante si potevano mettere in atto misure volte a preservare le aree verdi di Cernusco per sottrarle alla speculazione immobiliare e per evitare consumo di suolo per realizzare strutture che avrebbero potuto essere costruite su aree di minor pregio ambientale.

Sarebbe stata una scelta onerosa per il contenzioso da sostenere con gli immobiliaristi sui mancati guadagni, ma sono ormai diverse le amministrazioni coraggiose che hanno visto riconosciuta dal punta di vista giuridico la volontà di preservare le aree verdi rimaste come di interesse preminente per la comunità rispetto agli interessi privati.

Ma in gioco non ci sono solo gli interessi privati: capita che vengano sacrificate aree ancora verdi anche per strutture pubbliche. È accaduto con il polo scolastico di via Goldoni realizzato sui prati della cascina Galanta, accadrà per il già citato campo da baseball sui prati del Gaggiolo ed è in programma per il giardino della scuola primaria del plesso di via Don Milani su cui verrà costruito un nuovo nido.

Che siano strutture di pubblica utilità non cambia la sostanza: è il verde che sarà cancellato per sempre e con il verde perderemo la biodiversità che porta con sé.

Consideriamo grave la mancata valutazione delle alternative: in tutti i casi citati non sono state prese in considerazione soluzioni che prevedessero il riuso di altre aree già compromesse, di minor pregio ambientale o funzionalità sociale.

Realizzare il nuovo nido a spese del giardino della scuola primaria è l’indicatore esplicito di come vengano considerate le aree verdi e la biodiversità: significa che sono una merce a disposizione, da poter utilizzare in funzione di esigenze private e pubbliche.

Ma i beni ambientali sono beni comuni, non sono a disposizione: devono essere tutelati e, soprattutto, devono essere valutate tutte le alternative praticabili per la loro conservazione.

Il giardino della scuola di via Don Milano ha avuto il merito di rompere il silenzio sul consumo di suolo, ha fatto capire cosa significhi perdere un prato, perdere gli alberi sotto cui si gioca, reso palesi le conseguenze della perdita della funzione sociale di un bene ambientale.

Bene Comune Cernusco condivide le perplessità dei genitori del consiglio d’Istituto e del Comitato dei Genitori dell’Istituto Rita Levi Montalcini che chiedono all’amministrazione un ripensamento ed una più attenta valutazione del progetto.

#occhiapertiurbanistica: i campi di via Cevedale-Bassano

i campi di via Cevedale

Un silenzio assordante è seguito alla dichiarazione di interesse pubblico lo scorso 10 novembre per la riduzione di superfice immobiliare edificabile nell’area di via Cevedale-via Bassano, uno degli interventi più importanti e, nello stesso tempo contestati, della variante parziale del PGT.

Variante di cui si erano perse le tracce dopo il parere favorevole condizionato al recepimento delle osservazioni dello scorso 19 gennaio che, come prescritto dalla procedura di Valutazione Ambientale strategica iniziata nel luglio 2019, dovrebbe essere discussa in consiglio comunale.

Sinora non ci sono stati passaggi o evidenze pubbliche delle variazioni prescritte e dunque questo provvedimento della giunta che, di fatto, avalla l’intervento immobiliare proposto dalla variante, arriva senza che siano emersi i dati conoscitivi aggiornati sulle caratteristiche ambientali e quindi sugli impatti che si produrranno.

Il provvedimento riconosce implicitamente la grande importanza dei campi di via Cevedale su cui verranno costruiti palazzine per 11.098 mq, così importanti da poter reclamare nei confronti degli operatori immobiliari un indennizzo per la loro perdita costituito da una riduzione del 25% delle superfici previste ed una cessione in compensazione di circa 70.000 mq.

Dunque, i campi di via Cevedale-Bassano sono aree pregiate, ma molto di più valgono le palazzine che ci verranno costruite, anche perché l’onerosa cessione di aree e la riduzione dei mq verrà fatta ricadere sul prezzo delle abitazioni, su cui andrà ad incidere anche la cancellazione prevista dalla variante della quota di edilizia convenzionata spostata nel comparto di via Brescia meno appetibile dal punto di vista immobiliare: il risultato è quindi un comparto di sola edilizia residenziale, affacciato sul parco Est delle Cave e circondato da verde agricolo, case che potrà permettersi solo chi ha un reddito elevato.

prospetti degli edifici previsti su via Cevedale

Degli effetti perversi sulla trasformazione del tessuto sociale e soprattutto della perdita di aree verdi che nessuna compensazione potrà mai risarcire, nessuna traccia. Anzi nella delibera si parla di miglior risultato possibile in termini ambientali ed urbanistici, con riduzione di consumo di suolo e sfruttamento volumetrico, compatibilmente con un generale principio di affidamento degli atti e sostenibilità tecnico-giuridica.

Non abbiamo capito quale sia il generale principio di affidamento degli atti, mentre sulla sostenibilità tecnico-giuridica del provvedimento riteniamo che l’interesse pubblico venga tutelato preservando i beni comuni, evitando il consumo di suolo e non avallando ulteriori interventi immobiliari.

I campi di via Cevedale-Bassano rientrano in un comparto destinato a trasformazione immobiliare, rimasto sinora inattuato, ereditato senza modifiche nel PGT del 2011 dalle precedenti pianificazioni urbanistiche, ma costituiscono l’ultimo lembo di verde rimasto prima del tessuto urbano, contiguo alle aree del parco Est delle Cave.

sulla destra i campi di via Cevedale, perimetrati in rosso, interessati dal progetto immobiliare

Negli ultimi anni la cultura ambientale è cambiata e cresciuta, portando elementi di maggiore consapevolezza rispetto alle conseguenze ed ai costi esterni delle realizzazioni immobiliari (dal consumo di suolo, alla qualità dell’aria, agli impatti del carico antropico correlati alla maggiore domanda di servizi, infrastrutture), nel contempo la nostra città si è ingrandita occupando gran parte delle poche aree rimaste libere. E dunque la variante parziale era l’occasione per fare il punto e rivedere un’espansione immobiliare che sacrifica aree verdi preziose.

Certo ci vuole un’amministrazione coraggiosa, disposta a far prevalere l’interesse generale della comunità rispetto all’interesse economico di pochi, disposta a sostenere un eventuale contenzioso con i proprietari dell’area in nome del bene comune. Ci sono ormai numerosi esempi a questo riguardo, anche molto vicini a noi (vedi vicenda del parco agricolo di Segrate).

A Cernusco è giunto il momento di rivedere le scelte urbanistiche sbagliate fatte in passato perché le conseguenze non vengano pagate dalle generazioni future. Apprendiamo invece con preoccupazione di una città che arriverà a 40.000 abitanti, 5.000 più degli attuali ed 8.000 in più di quelli previsti dal PGT.

Come dice Saramago “Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Non possiamo restare ciechi o, peggio, far finta di non vedere che Cernusco diventerà un ammasso di mattoni, sia pur attraversato dal Naviglio, dagli arredi urbani sciccosi, densificato urbanisticamente, gentrificato e con il verde residuale dei giardini pubblici.

Prima o poi la variante parziale arriverà in consiglio comunale per l’approvazione e ci sarà il confronto pubblico fra chi intende preservare i beni comuni e chi difende gli interessi immobiliari.

*** per saperne di più su cosa prevede la variante parziale del PGT su via Cevedale consultate la nostra pillola di urbanistica dedicata.

#occhiaperti: il PGT ha detto stop!

Uno degli elementi cardine di ogni Piano di Governo del Territorio è la stima del numero di “abitanti teorici” attesi a fine piano come risultato dell’attuazione degli interventi immobiliari previsti.
E’ un numero molto importante: questo dato è collegato ai servizi pubblici che andranno rafforzati (es. con la costruzione di nuove scuole) in proporzione ai nuovi abitanti, al nuovo terziario che si potrà insediare e alla quantità di territorio che verrà impattato.

Nel grafico proviamo a confrontare la previsione del PGT del 2010 relativa agli abitanti di Cernusco con l’andamento demografico reale al 2019.

A fine 2019 (dato ISTAT) il numero di abitanti di Cernusco superava di 1.904 unità quanto stimato dal PGT: la previsione era di 32.294 abitanti, ma siamo arrivati a 34.828 residenti, vale a dire che c’è stato un impatto demografico pari quasi al doppio di quello previsto.

Le nuove costruzioni hanno portato a Cernusco un numero eccessivo di persone, e continueranno a portarne: si affacciano infatti all’orizzonte ulteriori importanti interventi immobiliari, come quello di Via Bassano/Cevedale che il Comune si avvia ad autorizzare invece di conservare una delle poche aree verdi libere rimaste.

L’ultimo Rapporto sul Consumo del Suolo di ISPRA (dati 2019) rileva a Cernusco il 47,7% di urbanizzazione, valore che ci vale il 110° posto in Italia su più di 7.000 Comuni per maggiore cementificazione!
E anche limitando l’osservazione alla zona Adda-Martesana le cose non vanno meglio: l’indice medio di urbanizzazione per la zona è 33,9%, noi lo superiamo di circa 12 punti percentuali.

Ancora più critica la situazione se si prendono i dati sull’indice di consumo di suolo elaborati dalla provincia di Milano proprio sui valori dei PGT nel 2012: per Cernusco si arriva al 67,42%. Dopo quasi dieci anni sarebbe interessante e, temiamo, inquietante, conoscere a che percentuali siamo arrivati.

In ogni caso, non è possibile prevedere un ulteriore aumento della popolazione a spese delle risorse ambientali, che non sono infinite. Occorre una riflessione profonda e condivisa fra Amministrazione e cittadini sul futuro di Cernusco: una città dove a influenzare le decisioni strategiche sono gli interessi di pochi o dove la priorità è il bene comune?

Per saperne di più:

ISPRAhttps://www.snpambiente.it/2020/07/22/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2020/

PGT – Rapporto ambientale https://comune.cernuscosulnaviglio.mi.it/wp-content/uploads/2019/09/Rapporto-ambientale-1.pdf

Leggi anche la nostra proposta al Consiglio Comunale per il coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione del nuovo PGT https://www.benecomunecernusco.it/wordpress/2021/02/19/pgt-aaa-amministrazione-coraggiosa-cercasi/