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L’insostenibile leggerezza dell’ecuosacco – 2a puntata

leggerezza Quarta leggerezza insostenibile.
A dispetto o nonostante l’adeguata informazione, la città appare più sporca ed alle lamentele dei cernuschesi sull’ecuosacco l’amministratore unico di CEM, invece che verificare e tener conto delle segnalazioni, ha risposto con un giudizio di valore sui cernuschesi (hanno la puzza sotto il naso). Una battuta infelice ed inopportuna che il Sindaco non si è neppure sentito in dovere di stigmatizzare per difendere i suoi concittadini.

Quinta leggerezza insostenibile.
Lo hanno chiamato ecuosacco, forse perché dovrebbe coniugare insieme ecologia ed equità. Ciò che sin dalle elementari avrebbero segnato come un errore di ortografia, viene proposto come elemento d’innovazione. In realtà è un’operazione di marketing aziendale che non pare essere in linea con gli obiettivi annunciati.
Partiamo dalla riduzione dei rifiuti secchi. Nel documento Il progetto Ecuo Sacco a Cernusco: dati e info utili, presentato nell’incontro pubblico del 17 maggio si legge che grazie all’introduzione del sacco rosso i rifiuti secchi nel 2015 hanno subito una riduzione del 66% e tutte le altre tipologie di rifiuti un incremento (umido 14%, multipack 43% e carta 22%).
Dati più che confortanti quindi. Eppure c’è qualcosa che non torna: i comuni coinvolti nel 2014, primo anno di sperimentazione sono tre (Bellusco, Grezzago e Mezzago), nel 2015 se ne aggiungono sette (Camparada, Cambiago, Caponago, Carugate, Cassano d’Adda, Lesmo e Vaprio d’Adda) e quindi il confronto su dati omogenei da un anno all’altro si potrebbe fare solo per i primi tre rispetto al 2013, invece vengono tutti messi insieme in un unico calderone.

Ma c’è di più, accade che due cittadini (SyS) poco convinti da questa approssimazione si siano dati la briga e pure il gusto di andare a verificare i dati proposti. Hanno così controllato le tabelle relative ai rifiuti per ciascun comune pubblicate da CEM Ambiente mettendo insieme migliaia di valori e ricomponendo le tipologie di rifiuti. Un lungo e paziente lavoro di analisi che ha portato a risultati diversi da quelli presentati: la riduzione dei rifiuti secchi dopo l’introduzione del sacco rosso rispetto al 2013 è del 52%, l’incremento dell’umido del 51%, il multipack 43%, la carta il 37%. Molto meno se si valuta il solo 2014: 8% di riduzione del secco, l’incremento dell’umido del 36%, il multipack 10%, la carta il 13%.
Quindi la riduzione dei rifiuti secchi c’è, ma solo a partire dal 2015 ed è del 20% inferiore a quella dichiarata.

Sesta leggerezza insostenibile.
Tali valori sono però stati ripresi anche nella relazione tecnica di accompagnamento alla delibera istitutiva del “progetto sperimentale ecuosacco”, datata 24 maggio 2016 a supporto dell’efficacia del progetto. Relazione curata dall’ufficio tecnico del comune di Cernusco ma che è praticamente uguale a quella del comune di Brugherio redatta l’anno precedente quando anche Brugherio entra a far parte del progetto. Quindi in due comuni nessuno è andato a controllare i dati forniti da CEM, è stato fatto un copia/incolla della loro relazione che è stata pure ulteriormente scopiazzata da un ufficio tecnico all’altro.

2a puntata – continua

L’insostenibile leggerezza dell’ecuosacco – 1a puntata

leggerezzaChe dietro l’ecuosacco ci fosse una insostenibile leggerezza lo si era capito sin dall’inizio, quando la giunta comunale era stata costretta ad emettere in tutta fretta i dispositivi amministrativi istitutivi cinque giorni prima dell’avvio della nuova modalità di raccolta, dopo che nell’assemblea pubblica di presentazione un cittadino* ne aveva segnalato la mancanza mentre il sindaco  dichiarava che c’erano, ma di non ricordarli.
Ed è la prima leggerezza insostenibile.

Seconda leggerezza insostenibile
Sempre all’ambito amministrativo appartiene la leggerezza del mancato riferimento alla normativa sulla privacy nella modulistica necessaria per richiedere ecuosacchi supplementari, rispetto a quelli previsti per tipologia di composizione famigliare, per chi ha la necessità di smaltire pannoloni e presidi sanitari. Così come solo dopo le numerose segnalazioni al Garante della Privacy, anche CEM Ambiente si è adeguata ed ha inserito l’informativa sulla privacy il 18 luglio 2016, un mese e mezzo dopo l’ introduzione del sacco rosso.

Terza leggerezza insostenibile.
Ma torniamo all’inizio: vale a dire all’informazione della nuova modalità di raccolta dei rifiuti urbani ai cittadini: “il progetto Ecuosacco si sta dimostrando nei fatti la più importante campagna di formazione e informazione in tema di differenziazione e di attenzione ambientale mai predisposta a Cernusco“ scrive il Sindaco. Singolare quindi che in un progetto di così ampio respiro ed ambizione sia mancato proprio il coinvolgimento diretto dei cittadini che hanno avuto solo due occasioni pubbliche di confronto con amministrazione e gestore del servizio.

Come invece  dimostra l’esperienza consolidata ormai in numerose realtà, quando si chiede alle persone di cambiare le proprie abitudini è opportuno accompagnare tali richieste con un percorso di ascolto, confronto e raccolta delle criticità nei diversi quartieri e fra le diverse tipologie di utenze.

In questo modo si sarebbe capito meglio e prima che nella zona industriale la distribuzione non copriva tutte le utenze, i giri di raccolta erano e sono ancora effettuati nel giorno sbagliato, che i condomini ad elevata concentrazione di stranieri avrebbero avuto bisogno di un’informazione multilingue, oltre che di una mediazione culturale a cui si ricorrerà tardivamente solo ora.

1a puntata

I cernuschesi hanno la puzza sotto il naso: 100 giorni di ecuo sacco

volantino_pe_CASSINA Giovedì 22 settembre alle 21, presso la biblioteca civica Penati, via Fatebenefratelli 12 a Cernusco faremo il punto sull’ecuo sacco, la nuova modalità di raccolta differenziata a 100 giorni dalla sua introduzione.

Raccoglieremo le testimonianze e le proposte dei cittadini, insieme alla presentazione di un dossier sulla raccolta differenziata e di contributi dall’assessore all’ecologia del comune di Cernusco e dall’assessora all’ambiente del comune di Segrate
Cem Ambiente è stata invitata.

Il grado di soddisfazione degli utenti e dei cittadini è uno degli elementi chiave per valutare l’andamento di un servizio. Facciamo valere la nostra voce.

Vi aspettiamo giovedì 22 settembre alle 21.

#ecuosaccoleaks: i dati sul secco che non ci sono

portaleCEM

Il comitato Bene Comune Cernusco ha inviato richiesta formale al comune di Cernusco perché eserciti le sue funzioni di vigilanza e al controllo nei confronti di CEM Ambiente, la società cui è stato affidato dal 1° gennaio 2016 il servizio di igiene urbana del comune di Cernusco.

Ricordiamo che la società affidataria è tenuta a fornire:

a) il prospetto mensile riepilogativo dei servizi effettuati;
b) il consuntivo mensile dei dati, espressi in unità di peso (o, qualora lo suggeriscano la logica e/o le consuetudini, in pezzi), concernenti le singole frazioni di rifiuto raccolte
c) un’adeguata campagna informativa, atta ad instaurare reali rapporti di collaborazione con l’utenza e poter conseguire miglioramenti dei servizi per qualità e quantità
d) l’aggiornamento del sito internet

mentre a tutt’oggi nelle sezioni DATI STATISTICI ANNO CORRENTE e DATI STATISTICI ANNI PRECEDENTI del portale internet di CEM Ambiente il foglio dati relativi al SECCO R.D. è completamente privo di dati per tutti i comuni serviti.

Ricordiamo che la mancata possibilità di reperire e confrontare i dati relativi alla raccolta differenziata impedisce la possibilità di valutare efficacia ed efficienza del servizio fornito da CEM Ambiente rispetto al monitoraggio degli indicatori di contesto, efficienza ambientale, efficienza economica-gestionale per raccolta e trasporto che servono per valutare la qualità del servizio ecuo sacco.

Pertanto il comitato Bene Comune Cernusco ha invitato il comune di Cernusco ad adempiere ai suoi doveri di vigilanza e controllo nei confronti della società affidataria affinché gli obblighi di informazione nei confronti dell’utenza vengano rispettati.

Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore gli interessi della cittadinanza a sollecitare CEM Ambiente a mettere a disposizione  i dati relativi al secco da raccolta differenziata  sia per l’anno corrente che per gli anni precedenti. Tali dati sono molto importanti per la valutazione dell’efficacia dell’ecuo sacco, la nuova modalità di raccolta differenziata del secco attraverso il sacco rosso introdotta dal 1 giugno.

Vi invitiamo pertanto a scrivere a:

info@cemambiente.it

con in copia il comune di Cernusco urp@comune.cernuscosulnaviglio.mi.it ed il nostro comitato benecomunecernusco@gmail.com

chiedendo di pubblicare i dati sulla raccolta del secco.

#ecuosaccoleakes: come/dove va il secco

comevailsecco_0616
Ci abbiamo provato ad estrarre i dati dell’andamento del secco dal portale di CEM ambiente. Quelli che vedete sono i risultati che si ottengono per il SECCO DA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Per una migliore visualizzazione abbiamo messo in evidenza solo Cernusco, ma la pagina è completamente priva di dati. Ora, anche ammesso che non vengano aggiornati con continuità, non è possibile che dall’inizio dell’anno non ci nessun valore per nessuno dei comuni serviti da CEM.

Come si fa a valutare l’adeguatezza del servizio se non ci sono elementi di comparazione fra prima che iniziasse l’ecuo sacco e dopo la sua introduzione? Come fa l’ufficio ecologia del comune a valutare se c’è qualcosa che non va nel servizio?

Ricordiamo qui cosa prevede il contratto di servizio con CEM:

Schermata 2016-07-17 alle 22.00.15
Ci aspettiamo che venga fatto rispettare e che qualcuno controlli che venga rispettato. Cosa che non ci pare si sia verificata in questo caso.

#ecuosaccoleaks: l’andamento del secco

RSU_trend_ton_agg.JPG Dopo settimane di ripetute richieste all’assessorato all’ecologia di rendere pubblici i dati relativi ai rifiuti RSU (secco indifferenziato) per gli ultimi due anni, ci sono stati appena inviati e ve li presentiamo in anteprima.

RSU_trend_perc_aggiornato.JPG

Come si rileva dall’elaborazione, per il 2016 CEM il nuovo gestore del servizio prevede una riduzione del 28% in termini di tonnellate.

Segnaliamo però che nella relazione tecnica illustrativa allegata alla recente delibera di giunta (n. 135-25.05.2016) è indicato un obiettivo del 35%.

Inoltre per poter verificare a fine anno l’efficacia del servizio affidato al nuovo gestore mancano ancora i dati relativi alla spesa procapite per il 2014 e 2015 e tutti quelli utili alla determinazione degli obiettivi di risultato per CEM Ambiente.

Schermata 2016-05-16 alle 21.02.18

Alla prossima puntata.

PS: manca la fonte – i dati riferiti al 2014 e 2015 da chi arrivano? Cernusco Verde? ARPA? E’ importante per verificare in futuro se sono confrontabili.

Ecuo sacco o della democrazia dai rifiuti

asssemblea17052016
Sudditi viziati. Così sono stati considerati gli abitanti di Cernusco perché godono del privilegio della raccolta due volte la settimana dei rifiuti secchi, mentre gli altri comuni serviti dal gestore del servizio di igiene urbana ne hanno una sola. Ma a partire dal 1 giugno, come hanno comunicato insieme il sindaco e l’assessore all’ecologia nell’assemblea convocata mercoledì 17 maggio per informare i cittadini della novità, la raccolta differenziata subirà un cambiamento strutturale con l’introduzione dell’ecuo sacco: alle famiglie verranno distribuiti sacchetti per i rifiuti indifferenziati in numero contingentato, calcolati proprio sulla base di una sola raccolta la settimana.
Far cambiare abitudini ad una comunità è sempre difficile, soprattutto se gli effetti positivi di lungo respiro della modifica non sono ben definiti e se ne percepiscono solo i contingenti aspetti negativi. Per questo sarebbe stato importante rendere partecipe del progetto la comunità cernuschese attraverso un percorso in primo luogo di comunicazione e poi di sperimentazione. Inoltre poiché la gestione dei rifiuti è un servizio di interesse collettivo, sarebbe stato l’ambito ideale di sperimentazione di quelle buone pratiche partecipative che stavano fra le promesse con cui si era presentata questa amministrazione.
Il sindaco ha invece trattato i suoi concittadini da sudditi cui comunicare solo le decisioni prese nel palazzo ed ha dichiarato di non credere affatto alla “democrazia assembleare”. Eppure proprio ad un’assemblea ha fatto ricorso per rivolgersi ai cernuschesi, perché in questo modo – come sanno bene tutti, specie quando le regole le stabilisce chi la conduce – la partecipazione dei cittadini diventa uno sfogatoio privo di incidenza concreta. La differenza fra comandare e governare sta nel modo con cui si assumono decisioni e se l’amministrazione comunale ha fatto ricorso alla democrazia assembleare piuttosto che alla democrazia partecipativa è perché preferisce evitare il percorso definito e regolato di dialettica fra la sfera dei decisori e quella degli altri soggetti coinvolti.
Gli elementi di debolezza del progetto sono emersi chiaramente. A cominciare dal motto “Chi inquina paga” usato (per il momento) come slogan di riferimento per la campagna dall’amministrazione e dal gestore. Le dirette conseguenze di ogni approccio punitivo legato a sanzioni sono sempre che chi ha i soldi inquina quanto vuole; chi fa il furbo non paga mai, nemmeno quando inquina; anche se ne becchi uno che ha infranto le regole, il ricorso favorevole è scontato e alla fine non paga mai nessuno. Meglio sarebbe passare al motto opposto: “chi non inquina viene premiato”: ad esempio, con un’applicazione solo un po’ più evoluta della CEM card si può fare il conteggio dei diversi conferimenti di ciascuna utenza a cui corrispondono poi degli sgravi fiscali o altre forme di incentivi.
Gli amministratori hanno dichiarato che la riduzione del servizio ad una sola raccolta settimanale del secco consente un risparmio di 30 mila Euro (su più di 4 milioni), disagio che sarebbe compensato da un’intensificazione di altri servizi (raccolta con mezzi piccoli nel centro, ampliamento dei giorni di raccolta post festivi, diserbo aggiuntivo). E’ quindi chiaro che non sarebbero i 30.000 euro a far saltare il banco, quanto la mancata omologazione alla scala dei comuni serviti da CEM dell’architettura complessiva del sistema di raccolta che è calibrato su costi di un solo giro ogni sette giorni.
Tale riduzione della frequenza non tiene però conto delle criticità che può comportare la conservazione in casa (o nei locali condominiali) per una settimana di pannolini, pannoloni usati e pure delle lettiere dei gatti. Ci sono categorie di persone con esigenze particolari per le quali occorreva prevedere clausole di salvaguarda con raccolte mirate, oppure – come è stato previsto in altri comuni – modalità diverse per i condomini più grandi. Così come sarebbe stato opportuno prevedere forme agevolate dal punto di vista procedurale e degli oneri urbanistici per l’adeguamento dei locali tecnici dedicati allo stoccaggio dei rifiuti.
Sarebbe stato un vero segnale di attenzione e cura da parte dell’amministrazione comunale. Ora c’è solo una vaga rassicurazione a rifare il punto della situazione fra qualche mese.
Infine, ma non ultime, le forme con cui è stata condotta l’assemblea, ove assessore all’ecologia e soprattutto il sindaco, invece che spiegare ai cittadini la bontà politica ed economica della scelta di un gestore del servizio rispetto ad un altro, si sono messi a discutere del numero di sacchetti, giorni e lettiere di gatto mentre i tecnici CEM facevano da guardaspalle. Così a difendere quella che è una scelta tecnico-operativa del gestore è stato il sindaco, che invece avrebbe dovuto convincere i cittadini della bontà di una scelta politica rivolta alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento del sistema di raccolta.
Il risultato è stato l’incapacità di controllare l’ira funesta del pubblico e soprattutto delle signore, cui verrà dimezzata l’igiene domestica, per niente convinti dalle prevedibili e precostituite risposte del sindaco e più interessati agli interventi dei tecnici CEM.
L’ecuo sacco comunque dimostra come si possano attuare o meno buone pratiche di democrazia anche a partire dalla monnezza , un esempio di democrazia dai rifiuti.

Ecuo sacco: le dieci regole dalla parte dei cittadini

foto_saccoTra due settimane Cernusco volterà pagina sulla raccolta differenziata. Ma cosa cambierà davvero, con quali obiettivi nel medio lungo periodo? Con quali stime di tempi e costi è stato affrontato questo progetto dal momento che i dati su indicatori di contesto, efficienza ambientale, efficienza economico-gestionale nella raccolta e trasporto non sono noti? I benefici attesi saranno maggiori dei costi?

La prima regola è individuare gli interlocutori e quindi coinvolgere tutti coloro che sono interessati e sui quali il progetto ha ripercussioni. Capire le loro esigenze e cercare di soddisfarle. Nonostante la data di inizio sia stata fissata da tempo e si tratti di un servizio di interesse collettivo, non è stata messa in atto nessuna pratica di coinvolgimento della comunità, neppure a livello sperimentale.

Seconda regola d’oro, stabilire un piano di comunicazione. Pensare che basti un momento di confronto pubblico per comunicare ai cittadini che tra due settimane cambiano le regole del gioco è, come abbiamo già sottolineato, un’ingenuità o una furbizia da parte dell’amministrazione comunale e del gestore del servizio. Non è così che si fa comunicazione e come amministratori dovreste saperlo meglio di noi perché il vostro mestiere è occuparvi della comunità.

Terza regola, sviluppare un piano dei tempi e dei costi. Confidiamo nelle procedure e siamo certi che il piano ci sia. Ma se così fosse, torniamo al punto due, non è stato comunicato e/o non c’è trasparenza.

Quarta regola, procedere per elaborazioni progressive ed imparare dagli errori. Partire con poco e poi man mano, poco alla volta, aggiungere. Cosa vuol dire concretamente? Si poteva prevedere una fase pilota del progetto, individuando una o più zone della città ove si potesse a sperimentare la nuova raccolta dei rifiuti. Questo primo passaggio è fondamentale per capire come mettere a punto tutto il processo, per avere tempo di far percepire il valore dell’iniziativa a tutta la città e stabilire dei meccanismi, premianti e non punitivi, di incentivo alla differenziata.

Quinta regola, sviluppare un vero e proprio piano dei rischi. Poiché si è consapevoli che esiste una fase iniziale nella quale si verificano numerosi abbandoni spazzatura di vario genere in città e persino in quelle limitrofe, non bastano le rassicurazioni tipo “siamo preparati, interverremo con le multe”. Un serio piano dei rischi dovrebbe evidenziare i livelli soglia di criticità in relazione all’abbandono dei rifiuti ed ai tempi di realizzazione degli obiettivi prefissati rispetto ai quali entrano in campo contromisure ed aggiustamenti.

Sesta regola, azioni solidali e positive verso le fasce deboli della cittadinanza. L’amministrazione comunale non è un’azienda e la gestione dei rifiuti è un servizio di interesse collettivo: il progetto non prevede forme di salvaguardia per chi ha redditi bassi, vive condizioni di disagio, disabilità o semplice anzianità. Un Ecuo Sacco Solidale (lo vogliamo chiamare ESS?), con recapito a casa e raccolte mirate e regolate due volte la settimana avrebbero dimostrato attenzione per i problemi della cittadinanza.

Settima regola, regole (!) certe. I cittadini attenti devono essere premiati e quelli che si comportano male sanzionati, ma sulla base di regole certe e sanzioni ben definite e chiare. Non basta dire: andate a guardarvi il Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti (mica tutti hanno internet e poi il regolamento non prevede neppure l’infrazione legata alla cattiva selezione dei rifiuti dell’ecuo sacco), l’amministrazione comunale ha il dovere di indicare i meccanismi premiali e le sanzioni cui i cittadini andranno incontro.

Ottava regola, non mistificare. Una riduzione di un servizio – perché il passaggio da una raccolta due volte la settimana ad una sola è una riduzione di servizio che comporta costi minori per il gestore – non può essere spacciata per una razionalizzazione del servizio.

Nona regola, l’ecuo sacco è una parte, non è tutto il rifiuto. Cernusco ha percentuali elevate di raccolta differenzata, ferme però allo stesso livello da diversi anni, l’ecuo sacco potrà forse segnare la differenza, ma occorre progettare e realizzare insieme ai cittadini un vero e proprio programma verso i rifiuti zero. Quindi ci aspettiamo azioni positive dell’amministrazione comunale che si impegna ad introdurre cestini per la raccolta differenziata nei luoghi pubblici, punti di raccolta dell’olio vegetale anche in città, punti di raccolta del sughero, convenzioni ed accordi con negozianti e supermercati perché si impegnino ad usare imballi di più facile differenziazione.

Decima regola, chi controlla i controllori. Occorre istituire un osservatorio cittadino che valuti l’andamento del servizio, le sue criticità e l’operato del gestore. Tale ambito deve comprendere rappresentanti di tutte le parti coinvolte dal progetto, in primo luogo i cittadini, l’ambito del civismo organizzato, gli amministratori dei condomini, il gestore del servizio, l’amministrazione e, soprattutto, figure di mediazione.

Ecuo sacco per chi?

assemblea16052016
“Non parlateci come politici, il risultato dell’ecuo sacco sarà il ritiro una sola volta alla settimana della m. di uomini ed animali”:  è così che sintetizza una signora come funzionerà l’eco sacco a Cernusco (la nuova modalità di raccolta dei rifiuti indifferenziati che entrerà in vigore il 1° giugno) dopo più di un’ora di discussione nell’assemblea organizzata dall’amministrazione comunale per spiegare il nuovo progetto agli anziani. E la risposta è stata: “Cernusco è l’unico comune fra quelli aderenti a CEM che ha ancora due raccolte a settimana”. E ancora, alla domanda su quali sanzioni si andrà incontro qualora nell’ecuo sacco si trovassero rifiuti che invece dovevano essere differenziati, la risposta è stata il rimando al Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti. Non propriamente la risposta più adatta ad un anziano, anzi un cittadino che chiede risposte.

A quindici giorni dall’inizio alla nuova modalità di raccolta rimangono ancora aperti molti punti e permane una sgradevole sensazione di scarsa trasparenza per la mancata comunicazione dei dati di partenza che dovrebbero servire proprio per valutare il progetto.

Eppure nella Relazione illustrativa delle ragioni e della sussistenza dei requisiti per la forma di affidamento al CEM si legge chiaramente che occorre far riferimento a precisi obiettivi:

Schermata 2016-05-16 alle 21.02.18

Bene,  a tutt’oggi e nonostante le ripetute richieste a sindaco ed assessore all’ecologia, non conosciamo ancora quali siano i valori di tali indicatori per il 2014 e per il 2015. Eppure dei dati esistono, se fra i comuni Ricicloni Cernusco è al 34° posto a livello provinciale e sconta ormai diversi anni di raccolta differenziata ferma allo stesso valore – sia pur elevato – del 65%.

L’obiettivo è quello di produrre meno rifiuti indifferenziati e quindi dover far fronte a minori costi di smaltimento, avere più rifiuti selezionati meglio da cui ricavare più guadagno, minori costi nella gestione del servizio di raccolta. L’amministrazione comunale però intende realizzare tutto questo attraverso la riduzione immediata del servizio che passa da due raccolte a settimana ad una sola e con un sistema che invece che premiare i comportamenti virtuosi, multa e penalizza economicamente chi differenzia male.

Il comitato Bene Comune Cernusco, che sin dal 2014 ha sottolineato la necessità di stabilire una connessione virtuosa con i cittadini per migliore il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti* (vedi Azioni positive verso una città a Rifiuti zero e Rifiuti: un’analisi dell’andamento negli ultimi dieci anni a Cernusco) torna a chiedere all’amministrazione che renda noti i  dati relativi agli indicatori per il 2014 e 2015 e che venga istituito

un osservatorio cittadino che valuti l’andamento del servizio, le sue criticità e l’operato del gestore. Tale ambito deve comprendere rappresentanti di tutte le parti coinvolte dal progetto, in primo luogo i cittadini,  l’ambito del civismo organizzato, gli amministratori dei condomini, il gestore del servizio, l’amministrazione e, soprattutto, figure di mediazione.

Ecuo Sacco: più eco e (forse) più equo

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“Ridurre la quantità di rifiuti e sviluppare nel tempo una tariffa più equa”: è l’obiettivo dell’ecuo-sacco, il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati che verrà adottato a Cernusco a partire dal prossimo 1 giugno.

La previsione di CEM Ambiente SpA – società a capitale pubblico che gestisce i servizi di igiene urbana di 49 Comuni dell’Est Milanese, costituita dai Comuni soci, insieme alle Province di Milano e Monza-Brianza – è di arrivare nel 2016 a produrre solo 3.396,28 tonnellate di rifiuto secco indifferenziato.

Purtroppo l’amministrazione non ha ancora reso noti i valori delle quantità di tale rifiuto gestite nel 2014 ed il 2015 dalla Cernusco Verde, elementi importanti che servono come base di valutazione per verificare l’efficacia della nuova modalità di raccolta.

andamento secco_cernuscoAl momento possiamo solo prendere come riferimento l’ultimo dato disponibile del 2013 con 4.708,96 tonnellate: significa una riduzione del 28%. L’assessore all’ecologia Ermanno Zacchetti è più ottimista: la riduzione a suo avviso sarà di più del 50%, tant’è vero che sulla base di questa previsione è stata ridotta nel contratto di servizio la cadenza di raccolta che passa da due volte la settimana ad una sola.

Si tratta di una variazione sensibile della frequenza del servizio di raccolta dei rifiuti indifferenziati (per l’umido rimane la cadenza bisettimanale) che dovrebbe avere ricadute sulla gestione collegata di tale rifiuto. Centrare l’obiettivo di dimezzare le tonnellate di secco dipenderà dalla “bravura” dei cittadini, secondo l’assessore che appunto fa appello al civismo ed alla buona volontà dei cernuschesi.

Introdurre comportamenti (più) virtuosi in senso ecologico non è mai semplice, né immediato, specie quando ci si rapporta con le comunità che tendono ad avere comportamenti conservatori delle abitudini precedenti e sono inclini al cambiamento solo a fronte di effettivi ed evidenti benefici oppure a causa di eventi che causano discontinuità forti (tipo calamità). Per questa ragione appare improvvido lo scarso tempismo – solo un mese prima dell’inizio della sperimentazione – con cui si è iniziata la distribuzione dei rotoli di ecuo-sacchi spettanti alle famiglie (circa uno ogni due settimane) e del tutto inadeguato per tempo e modi l’unico momento di confronto pubblico con la cittadinanza, convocato per il prossimo martedì 17 maggio.  A venti giorni dall’avvio del nuovo servizio pensare che un'”Assemblea pubblica informativa per la presentazione del progetto Ecuo Sacco” basti ad offrire le risposte a tutte le domande che in questi giorni circolano in rete è un’ingenuità oppure un modo calcolato per coprire l’assenza di coinvolgimento (sino a questo momento) della cittadinanza e delle associazioni che si occupano di ambiente e territorio in un progetto legato ad una buona pratica civica.

Ma c’è di più dietro la diffidenza sinora emersa dai commenti in rete: la nuova modalità di raccolta prelude (o preluderebbe), dopo la positiva sperimentazione, ad un servizio di gestione dei rifiuti meno oneroso per i cittadini, meglio, porterebbe a tariffe più eque rispetto alla tassa sui rifiuti.

costo_servizioNel 2013 a Cernusco la spesa per annua per abitante per il servizio di igiene urbana era di 126,83 euro, valore fra i più elevati rispetto a quelli analizzati in uno studio della SDA Bocconi usato come strumento di valutazione dell’adeguatezza del servizio. La CEM presenta un costo di 102,44 euro per abitante all’anno ed ha esposto una previsione per il 2016 di costi per il comune di Cernusco pari a 1.135.510 euro*.

Ma questi sono i grandi numeri cui speriamo si possa presto avere dei riscontri rispetto ai costi degli anni precedenti, ciò che invece ciascuna delle 16.400 utenze domestiche si aspetta è una riduzione effettiva della TARI a fronte di un comportamento virtuoso.

Perché quest’aspettativa non sia solo un’illusione è necessario che l’amministrazione faccia chiarezza rispetto agli obiettivi che si pone il progetto: ad esempio, a fronte di una riduzione del 25% del rifiuto secco entro il primo semestre di sperimentazione, ci sarà una riduzione della TARI del X%. Si può fare: l’ecuo sacco è infatti tracciabile grazie al un codice, inoltre sulla CEM card si potrebbero caricare le quantità di rifiuti selezionati (carta, vetro, plastica, compost**) e così si verrebbe a premiare chi ha comportamenti virtuosi.

Occorre cioè passare da: “se lo butti, ti multo” a “ti premio se mi porti rifiuti ben differenziati”.

Nello stesso tempo è necessario che venga istituito un osservatorio cittadino che valuti l’andamento del servizio, le sue criticità e l’operato del gestore. Tale ambito deve comprendere rappresentanti di tutte le parti coinvolte dal progetto, in primo luogo i cittadini,  l’ambito del civismo organizzato, gli amministratori dei condomini, il gestore del servizio, l’amministrazione e, soprattutto, figure di mediazione.

Senza queste premesse il prossimo anno ci ritroveremo, se va bene, le stesse tariffe, qualche multa, ecuo-sacchetti di plastica costosissimi e non sapremo mai se la nostra attenzione per la raccolta differenziata  sarà servita a far diminuire le quantità di indifferenziata.

*(fonte: TRATTAMENTO RIFIUTI ANNO 2016 – Allegato a relazione di Budget prot. 2446 del 19 novembre 2015)

**a proposito di compost: che fine ha fatto l’impegno del “conferimento gratuito ai privati che dispongono di spazi adeguati, di una compostiera da 300-400 litri” (vedi Cernusco Fuori dal comune – dic. 2015)?