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Premiati i vincitori del concorso dedicato al Parco Est delle Cave

Sabato 27 settembre, nella sala consiliare del Comune di Brugherio, si è svolta la premiazione del 4° Concorso di Fotografia e Disegno Naturalistico dedicato al Parco Est delle Cave, un appuntamento ormai consolidato, nato proprio per far conoscere le sue caratteristiche del parco per iniziativa di Bene Comune Cernusco con il patrocinio del  Parco e  dei Comuni aderenti al PLIS Est delle Cave.

A fare gli onori di casa l’assessore Carlo Nava di Brugherio, affiancato dall’assessore Piergiorgio Comelli di Carugate, in rappresentanza del Comitato di Gestione del Parco. Un ringraziamento particolare va al Comune di Brugherio che ha messo a disposizione la sala consiliare e la calda ospitalità.

Quest’anno le opere arrivate sono state di particolare qualità ed interesse ed hanno messo in luce particolari della fauna e della flora del parco che speriamo possano diventare sempre più riconoscibili da tutti. È proprio questo lo spirito con cui il concorso è nato: imparare a osservare e a riconoscere ciò che ci circonda.

Le immagini premiate non sono solo belle: sono anche molto importanti come contributo alla conoscenza scientifica del territorio. Possono infatti trasformarsi in strumenti di citizen science, quella pratica di “scienza partecipata” che coinvolge i cittadini nella raccolta di dati e osservazioni. Ogni scatto che documenta specie, ambienti e comportamenti animali diventa un tassello che arricchisce la conoscenza della biodiversità locale e può aiutare a monitorarne lo stato di salute.

I vincitori delle categorie per

  • Disegno Ragazzi – Alessandro Ciampi
  • Foto Minori 14 anni – Samuele Tresoldi
  • Intervento Umano – Maurizio D’Alterio
  • Acqua – Raffaele Piazzolla
  • Fauna – Grazia Tasselli
  • Flora – Sabrina Tresoldi
  • Disegno Adulti – Liliana Luciano

Segnaliamo con piacere i diversi contributi al concorso che sono arrivati da Brugherio e Carugate, segno di un forte legame con il parco. Al contrario, registriamo con dispiacere l’assenza delle rappresentanze istituzionali di Cernusco e Vimodrone: due comuni che fanno parte del PLIS ma che hanno scelto di non presenziare a questo momento.

La mostra delle foto vincitrici sarà ospitata a Carugate dal 15 novembre al 23 novembre, nell’atrio della Biblioteca Civica Atrion Via Santa Caterina da Siena 1. Inaugurazione ore 17:00 di Sabato 15 Novembre. Un’occasione per ammirare da vicino gli scatti premiati e riflettere insieme sul valore di questo parco come bene comune, come scrigno di biodiversità e spazio di comunità.

Un grazie va a tutti i partecipanti che con le loro immagini hanno saputo regalarci sguardi nuovi sul paesaggio che viviamo ogni giorno, al Parco Est delle Cave e ai Comuni per il patrocinio.

Samuele Tresoldi – foto ragazzi

Alessandro Ciampi – disegno ragazzi

Grazie Tasselli – sezione fauna

Sabrina Tresoldi – sezione flora
Raffaele Piazzolla – sezione acqua

Maurizio D’Alterio – intervento umano
Liliana Luciano – disegno adulti

Le foto della quarta sezione del concorso le trovate qui

Concorso Foto e Disegno nel PLIS: cambia il luogo della premiazione

A seguito di problemi relativi alla sicurezza nell’accesso alla galleria espositiva di Palazzo Ghirlanda Silva (biblioteca) – di cui siamo stati avvisati solo pochi giorni fa – e grazie alla disponibilità degli uffici preposti del comune di Brugherio, ci è stato proposto un luogo alternativo per la sola cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso.
La tradizionale mostra delle opere migliori sarà purtroppo posticipata dopo la soluzione dei problemi di accesso alla biblioteca, oppure non appena riusciremo a trovare la disponibilità in un altro comune.

La premiazione delle opere migliori, nelle varie categorie, avverrà quindi:

Scusandoci per l’inconveniente, indipendente dalla nostra volontà, speriamo di incontrarvi numerosi per la conclusione del nostro tradizionale concorso fotografico e di disegno nel Parco Est delle Cave.

Via Cevedale: lo strano caso della delibera approvata due volte

L’11 agosto la Giunta comunale ha approvato la delibera n. 208 che chiudeva l’iter del Piano Attuativo con le controdeduzioni alle osservazioni inviate dopo l’adozione. Una settimana dopo, però, la Giunta è stata costretta a riunirsi nuovamente nell’ultimo giorno utile per confermare … la stessa delibera a causa di “errore formale” che ne avrebbe compromesso la validità: mancava infatti la registrazione puntuale dei votanti su ciascuna delle osservazioni esaminate.

E così c’è una delibera approvata due volte, procedura singolare ma che evidenza la volontà di voler chiudere in fretta la vicenda, rimediando in corner all’errore.

In sostanza le due delibere rigettano in blocco le criticità sollevate da cittadini e associazioni, salvo un paio di parziali accoglimenti .

Questa vicenda mostra con chiarezza la scelta dell’Amministrazione di assecondare gli interessi privati dell’operatore, sacrificando i beni comuni.

Nonostante i richiami di comitati e associazioni, la Giunta ha deciso di non rimettere in discussione un impianto progettuale che cancella l’occasione di conservare gli ultimi spazi agricoli, i servizi realmente utili, una pianificazione condivisa.

Cosa succede ora?

  • Entro 60 giorni dalla conclusione della procedura espropriativa deve essere stipulata la convenzione urbanistica, salvo proroga concessa dalla Giunta.
  • In assenza di espropri ancora pendenti, la stipula può avvenire anche più rapidamente, ma resta vincolata all’approvazione definitiva della delibera (che ora è stata confermata con l’atto n. 210).

Una volta stipulata la convenzione:

  • entro 120 giorni deve essere richiesto almeno un Permesso di Costruire o una SCIA per il 40% delle volumetrie previste;
  • la convenzione ha validità 10 anni, entro i quali devono essere completate tutte le edificazioni;
  • entro 60 giorni dal collaudo le opere e le aree cedute devono essere trasferite formalmente al Comune;
  • gli operatori restano obbligati a curare la manutenzione del verde per 2 anni dopo il collaudo, oltre a un ciclo stagionale

Tutti questi passaggi avverranno secondo una procedura che non è più pubblica, i cui atti vengono resi disponibili solo attraverso un formale accesso civico.

Per questo sarebbe molto importante che l’Amministrazione comunale garantisse trasparenza, rendendo pubblici i passaggi intermedi e mettendo a disposizione la documentazione relativa. Solo così si può assicurare un controllo diffuso sull’attuazione di un intervento di tale impatto per la città.

Emblematico che la convenzione preveda 6.000 euro per “Spese di comunicazione” per la pianificazione urbanistica da versarsi alla stipula: dunque, il Comune, consapevole della grande opposizione pubblica a questo piano, destina una parte dei soldi per promuovere il suo operato .

La sindaca Paola Colombo porta la responsabilità della cementificazione di Cernusco.
La giustificazione secondo cui “non si poteva fare altrimenti” non regge: il Piano Attuativo poteva essere respinto, Bene Comune Cernusco denuncia le responsabilità dell’Amministrazione che, invece di ripensare l’intervento alla luce delle osservazioni dei cittadini, ha blindato il piano.

Con questo Piano Attuativo, invece, si sarebbe potuto cambiare verso: un’Amministrazione coraggiosa, cui stiano davvero a cuore i beni comuni, avrebbe scelto la difesa dei beni comuni, perché oggi la consapevolezza culturale e ambientale impone scelte radicalmente diverse da quelle del passato e oggi la crisi climatica richiama ciascuno a fare la propria parte, anche a livello locale con azioni concrete che implicano:

  • arresto del consumo di suolo,
  • conservazione della copertura verde e la biodiversità,
  • pratiche concrete per la riduzione dei cambiamenti climatici.

Avevamo anche segnalato alla Sindaca che avrebbe potuto essere la prima in Italia a seguire il Regolamento europeo sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), il nuovo strumento giuridico che riguarda il ripristino degli ecosistemi e la conservazione del suolo e della copertura vegetale, ma non ha voluto cogliere questo suggerimento importante,

Non solo, registriamo anche la mancanza di interlocuzione: la sindaca non ha risposto alla nostra lettera aperta e ci ha ricevuto solo la formale richiesta di incontro a seguito della polemica apparsa sulla stampa.

Anche il presidente del parco Est delle Cave ha brillato per la sua assenza, nonostante la nostra lettera aperta in cui chiedevamo al parco di svolgere un ruolo attivo e coerente con la sua missione, opponendosi a interventi che compromettono gli equilibri ecologici, la biodiversità, i corridoi ecologici e il paesaggio agrario storico.

Il caso del Piano Attuativo di via Cevedale-Bassano è emblematico: quando la politica si piega alle esigenze dei privati, gli interessi generali – il paesaggio, gli ecosistemi, la biodiversità – che sono beni comuni, restano fuori gioco e viene pure messo a rischio l’equilibrio idraulico della zona.

Infine, ma non ultima evidenziamo l’inerzia dell’Amministrazione rispetto alla nostra segnalazione della presenza del pioppo con caratteristiche di albero monumentale.

A questo link trovate il dettaglio delle osservazioni e controdeduzioni.

Ci uniamo alla Global Sumud Flotilla

Siamo molto in ansia per i coraggiosi equipaggi della Global Sumud Flotilla, l’iniziativa umanitaria che cerca di portare cibo e acqua alla popolazione stremata di Gaza.

Se quelle piccole imbarcazioni solcano in questi giorni il Mediterraneo è solo grazie all’attivismo e alla determinazione dei cittadini e delle cittadine, mentre le istituzioni – a tutti i livelli – sono rimaste spesso latitanti, se non addirittura elusive, davanti al genocidio in corso contro il popolo palestinese.

Ringraziamo la sindaca Paola Colombo per le parole di sostegno rivolte alla Sumud Flotilla, ma non possiamo limitarci agli auspici: servono atti concreti, anche a livello locale. Come hanno dimostrato i camalli di Genova, ognuno può fare la propria parte.

Per questo chiediamo alla nostra sindaca Paola Colombo che si adoperi perché Cernusco interrompa qualsiasi tipo di relazione che il nostro comune intrattiene con Israele e intraprenda iniziative atte a favorire l’accoglienza degli studenti palestinesi che hanno ottenuto borse di studio in Italia nell’ambito del progetto IUPALS, promosso dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ma non riescono ad uscire da Gaza. 

Il futuro del popolo palestinese – e il nostro – dipende dalla capacità del mondo civile di dire basta a violenza, odio e complicità. #GlobalSumudFlotilla #FreePalestine #BeneComuneCernusco

Comunicato a seguito dell’incontro con l’Amministrazione su via Cevedale-Bassano

Siamo stati ricevuti ieri dalla Sindaca Paola Colombo, insieme all’Assessore all’Urbanistica Mauro Andreoni e all’Assessore all’Ambiente Alessandro Galbiati a seguito della richiesta di incontro inviata la scorsa settimana.

Abbiamo presentato l’attività della nostra associazione, che da più di dieci anni si occupa di beni comuni, e soprattutto esposto le preoccupazioni legate alla realizzazione del Piano Attuativo di via Cevedale-Bassano: un intervento che determinerà la perdita irreversibile degli ecosistemi presenti, dello storico paesaggio agrario, delle piante monumentali, dei servizi ecosistemici, con un rischio idraulico sottovalutato e che pone in secondo piano l’interesse generale della comunità rispetto ad interessi privati.

Abbiamo evidenziato che la Giunta Comunale ha la piena podestà di rigettare un Piano Attuativo, pur conforme allo strumento urbanistico vigente, quando ci siano ragioni di interesse pubblico, interesse che un’Amministrazione comunale è chiamata a soppesare e tutelare nelle proprie valutazioni e decisioni.

Ciò che cancelliamo oggi è perso per sempre e dunque abbiamo la responsabilità di preservare i beni comuni per chi verrà dopo di noi.

Ora la scelta è nelle mani dell’Amministrazione comunale.

Da parte nostra – e delle oltre 1.600 persone che hanno già firmato la petizione – la richiesta è chiara: i campi di Via Cevedale-Bassano non hanno il destino già scritto, né possono essere sacrificati in nome di scelte urbanistiche del passato o di automatismi procedurali. Quei campi rappresentano un bene comune da tutelare, oggi, per le generazioni future.

Bene Comune Cernusco Ets

Cernusco s/N, 24.07.2025

Comunicato stampa

Il Piano Attuativo di via Cevedale-Bassano è stato adottato il 12 maggio e pubblicato il 19 maggio. Sono seguite settimane di silenzio tombale della politica, rotto solo dalla nostra voce che ha cercato di illustrare i contenuti del piano e le conseguenze su ambiente, paesaggio ed ecosistemi.

Il 12 luglio abbiamo inviato alla Sindaca Paola Colombo una richiesta formale di incontro – anche a nome dei più di 1500 cittadini che hanno firmato la nostra petizione – cui non è stata data alcuna risposta.

Dopo due mesi dall’adozione del piano, la Sindaca affida alla stampa locale una dichiarazione in cui – con l’Assessore Galbiati – sostiene che su via Cevedale “è stata creata molta confusione” e che “non è vero dire che si può intervenire”.  Sindaca e Assessore ci accusano dunque di falso e di aver fomentato confusione, accuse gravi e lesive della nostra immagine rispetto alle quali ci aspettiamo scuse formali dal momento che, mentre la politica taceva, solo la nostra voce civica ha ritenuto importante raccontare il piano attuativo e le sue conseguenze ai cittadini. Una voce che l’Amministrazione ha scelto di screditare pubblicamente, anziché ascoltare e a cui non ha dato risposta, connotandosi così come inadempiente.

Nel contempo evidenziamo che rispondere a una richiesta di incontro con un’intervista priva del punto di vista della controparte è una modalità elusiva di confronto ed un grave segnale di chiusura al dialogo.

Paola Colombo potrebbe essere ricordata come la Sindaca che ha fermato la cementificazione a Cernusco, oggi invece si connota come la Sindaca che ha rifiutato il confronto con i cittadini, trattandoli da sudditi più che da interlocutori.

La Sindaca e l’Assessore Galbiati affermano inoltre che fermare il Piano Attuativo di via Cevedale è una questione ‘tecnica’ e che non approvare il piano attuativo non è possibile. Una narrazione ancora una volta elusiva perché, dietro al paravento tecnico e burocratico della “inevitabilità”, evita di affrontare il nodo politico legato alla volontà o meno di fermare il progetto, ma soprattutto evita di dare una valutazione sulla preminenza degli interessi generali rispetto a quelli dei costruttori.

Ribadiamo: fermare il progetto è possibile. La giurisprudenza e la normativa urbanistica chiariscono che non esistono “diritti edificatori acquisiti” in senso assoluto. Ogni progetto può essere rivisto o bloccato se non più conforme all’interesse pubblico. La questione dunque non è tecnica, ma quella della Sindaca è una sua precisa scelta politica che dimentica le conseguenze che il Piano Attuativo avrà su beni comuni, quali suolo, paesaggio, biodiversità e pure effetti sociali, dal momento che l’edilizia convenzionata è stata cancellata. Anche le opere pubbliche proposte sono del tutto funzionali a dare maggior valore al progetto immobiliare e il loro rilievo di pubblica utilità è tutto da dimostrare.

La Sindaca e l’Assessore riportano anche un quadro della vicenda discordante rispetto ai documenti ufficiali, sarà utile una ricostruzione più puntuale che prepareremo a breve.

Tornando alla proposta di incontro, ribadiamo: attendiamo la sua risposta alla nostra richiesta di incontro su via Cevedale. È su questo progetto che chiediamo un confronto immediato e trasparente.  Il PGT sarà un altro capitolo: ci auguriamo che finalmente si inizi a parlare di pianificazione urbanistica orientata all’interesse pubblico, con un reale coinvolgimento della cittadinanza.

Infine, una cosa ci ha colpito profondamente: nell’intervista non c’è una parola sul danno ambientale, sulla perdita di suolo agricolo, sul valore ecologico di quei campi, sul paesaggio storico che sarà cancellato. Nemmeno una parola sulle 1500 firme raccolte, sulle preoccupazioni della cittadinanza.

Di tutto questo, del cuore della questione, del bene comune, nelle parole della Sindaca Colombo e dell’Assessore Galbiati non c’è traccia.

Bene Comune Cernusco

Lettera aperta alla Sindaca Paola Colombo

Cara Sindaca Paola Colombo

ci rivolgiamo a lei e alla sua Giunta perché quello che si deciderà nelle prossime settimane sul Piano Attuativo dell’ambito M1_3 “Cevedale-Bassano” riguarda il futuro della nostra città e la qualità della vita di chi la abita oggi e la abiterà domani.

Il progetto, come sa, prevede di costruire nove palazzi ed una serie di opere connesse sull’ultimo terreno agricolo di Cernusco, una zona preziosa dal punto di vista paesaggistico ed altrettanto importante dal punto di vista ambientale ed ecosistemico. Come conseguenze ci saranno la perdita irreversibile di suolo agricolo e del paesaggio rurale, l’impatto sugli ecosistemi del vicino Parco Est delle Cave, l’abbattimento di alberi storici, il potenziale rischio idraulico dell’area.

Elementi che hanno destato la preoccupazione di tanti cittadini e cittadine che si sono mobilitati, hanno scritto osservazioni e firmato una petizione che ha raccolto più di 1500 firme in pochissimi giorni, sostenuta anche da figure di grande autorevolezza come Luca Mercalli, Tomaso Montanari e Paolo Pileri.

Non esiste nessun automatismo che vi obblighi ad approvare questo piano: può essere approvato, spianando e facilitando la strada agli interessi privati, oppure bocciato, se subentrano motivazioni di interesse pubblico, che abbiamo ampiamente documentato. Chi amministra ha il dovere di ascoltare i propri cittadini e valutare con attenzione le conseguenze delle decisioni che assume, specie se riguardano i beni comuni. Non approvare questo piano non implica alcuna inadempienza, sarebbe un atto di coraggio, di responsabilità e di rispetto verso la nostra comunità e verso le future generazioni e.

Per questo, con questa lettera aperta, torniamo a chiedere ciò che abbiamo già chiesto in forma ufficiale: l’Amministrazione, che rappresenta tutta la comunità di Cernusco, scelga di stare dalla parte dell’interessi generali e non da quella degli interessi privati. Perché non si tratta solo di cemento o di edifici, ma di scelte che cambiano per sempre il volto e l’identità del nostro territorio.

Fermi il Piano Attuativo come primo atto del suo mandato: sarà ricordata come la sindaca che ha bloccato la cementificazione di Cernusco,

Bene Comune Cernusco
e i cittadini e le cittadine che hanno a cuore il futuro di Cernusco sul Naviglio.

Lettera aperta a Don Antonio Novazzi contro il consumo di suolo a Cernusco

Lettera aperta a Don Antonio Novazzi
Vicario episcopale per la Zona VII – Cernusco sul Naviglio

Appello alla coscienza cristiana contro il consumo di suolo a Cernusco

Cernusco sul Naviglio, 09.07.2025

Caro Don Antonio,

ci rivolgiamo a Lei con profonda preoccupazione per il Piano Attuativo M1_3 – via Cevedale-Bassano a Cernusco sul Naviglio, la cui approvazione da parte della Giunta Comunale potrebbe avvenire nelle prossime settimane.

Il piano prevede la costruzione di nove palazzi, parcheggi, una piazza e un edificio pubblico, in una delle ultime aree agricole libere della città, a ridosso del Parco Est delle Cave e in una zona riconosciuta per la sua rilevanza ecologica, agricola e paesaggistica. Un intervento che comporterebbe la cancellazione definitiva del suolo fertile, la perdita della biodiversità, l’abbattimento di alberi storici e l’interruzione della continuità ecologica del territorio.

Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a un intervento irreversibile di distruzione del creato.

Siamo convinti che le parole di Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ ci interpellino direttamente:

«Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale» (LS, n. 139),

«Non ci sarà una nuova relazione con la natura senza un essere umano nuovo. […] L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme» (n. 118)

Anche la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace si è espressa con grande chiarezza sul consumo di suolo in “Custodire le nostre terre. Il suolo bene comune”:

«Il suolo è una realtà viva, la cui distruzione equivale a un suicidio ambientale. È urgente un cambiamento culturale, economico e politico. Le istituzioni locali hanno una responsabilità fondamentale.»

Parole che ci sembrano profondamente disattese da quanto sta accadendo a Cernusco.

Come comunità cristiana, non possiamo ignorare la responsabilità morale e civile che ci chiama a custodire per le generazioni future il paesaggio rurale della Martesana – fatto di campi, rogge, filari, siepi e alberi storici – parte della nostra memoria collettiva e che rappresenta un bene comune. Cancellarlo in nome della rendita immobiliare, significa tradire la responsabilità che ci è stata affidata come custodi del creato.

Confidiamo nella Sua voce profetica, affinché richiami tutti a operare davvero per il bene comune e non per gli interessi di pochi.

Ci rivolgiamo a Lei, che da sempre rappresenta una guida spirituale attenta ai temi sociali e ambientali, affinché si faccia interprete presso gli amministratori pubblici di un richiamo etico forte e chiaro che restituisca voce a chi crede in una città più giusta, solidale e attenta ai beni comuni.

Un invito che trova fondamento nella nostra Costituzione, laddove l’art. 42 afferma con chiarezza che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, ma deve avere una funzione sociale.
La proprietà e l’urbanistica non possono essere strumenti di rendita, ma devono essere orientati alla giustizia, all’equità e alla sostenibilità.

A sostegno di queste richieste, la petizione da noi promossa per salvare i campi di via Cevedale (vedi link in calce) ha già raccolto oltre 1400 firme in pochi giorni, a dimostrazione di una profonda sensibilità civica. Tra i firmatari vi è anche il climatologo Luca Mercalli.

La invitiamo a incontrare le associazioni e i cittadini firmatari, ad ascoltare le loro ragioni e a farsi promotore di una riflessione condivisa sul significato autentico di “abitare” e “costruire” in un tempo segnato dalla crisi ecologica e climatica.

La ringraziamo fin d’ora per l’ascolto e restiamo in attesa di un Suo riscontro.

Un cordiale saluto

Il presidente

Fabio Battagion

Bene Comune Cernusco ETS

La petizione è disponibile a questo link:

https://www.openpetition.eu/it/petition/online/p-a-cevedale-bassano-salviamo-lultimo-terreno-agricolo-dal-cemento

Firma anche tu per fermare il P.A. Cevedale-Bassano

C’è bisogno di te, di una tua firma, per fermare il Piano Attuativo Cevedale-Bassano e conservare uno degli ultimi terreni agricoli di Cernusco.

Chiediamo al Sindaco, alla giunta ed al Consiglio Comunale di non approvare questa ennesima speculazione edilizia, che distruggerà per sempre, per noi e per i nostri eredi, questo storico campo coltivato, con tutta la sua capacità di mitigare gli avversi cambiamenti climatici sempre più frequenti

Siamo già a buon punto, firma anche tu, vai su: openpetition.eu/!btdln

Il P.A. Cevedale-Bassano nei luoghi del P.A. Cevedale-Bassano

Ieri sera, all’incrocio tra Via Cevedale e Via Bassano, si è svolta la conferenza stampa organizzata da Bene Comune Cernusco per la presentazione delle osservazioni al P.A. Cevedale-Bassano ai cittadini e alla stampa.

Ha partecipato un folto gruppo di persone, oltre 50, tutte molto interessate alla questione e incredule del fatto che l’insediamento sia ormai destinato alla realizzazione.
A meno di una presa di coscienza, improbabile, da parte dell’Amministrazione di Cernusco.

Mettiamo qui di seguito il documento a disposizione di tutti, corredato dell’Allegato sugli aspetti naturalistici, in modo che ci si possa rendere conto di quanto sia grave e invasivo questo ennesimo sfregio alla campagna agricola che ci circonda

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