Autore: Bene Comune Cernusco (Pagina 2 di 19)

#occhiapertielezioni: incontri e confronti

Le elezioni, scrive Amartya Sen, possono essere drammaticamente inadeguate a rendere la complessità della democrazia. Sono però lo strumento più utilizzato nei sistemi democratici per la scelta della rappresentanza e dunque costituiscono un elemento importante cui far riferimento, perché chi si candida a governare deve fare ai suoi elettori proposte utili ad ottenere consenso.

Per questa ragione Bene Comune Cernusco in vista delle prossime elezioni comunali ha intrapreso una serie di colloqui-confronti con le componenti politiche in campo per le amministrative centrati sulle problematiche ambientali.

Alcuni incontri sono già stati realizzati, altri sono in programma nei prossimi giorni. Cercheremo di avere un quadro completo su ambiente, territorio e società e, appena possibile, vi aggiorneremo.

Intanto potete seguirci sulla pagina Fb Cernusco: territorio, ambiente e società

Undicesimo: non provocare – Verdi visioni o verdi provocazioni?

CLIMA E URBANIZZAZIONE NELLA CITTA’ DEL FUTURO è il tema guida in cui si articolano due approfondimenti organizzati dalla commissione biblioteca del comune di Cernusco in collaborazione con LAND, un prestigioso studio di architettura del paesaggio. Il primo si è svolto giovedì 24 febbraio ed aveva come tema “La transizione verde di Milano nella decade della sostenibilità: dai giochi olimpici invernali del 2026 ai grandi progetti di rigenerazione urbana”.

Al breve saluto dell’Assessore Luciana Gomez è seguita una lunga introduzione a cura di Carla Daturi, vice presidente della Commissione Biblioteca, che ha raccontato la storia di LAND, descrivendone i principi e valori a cui si ispira, il ruolo e il contributo del suo fondatore Andrea Kipar, con nutrito corredo di citazioni agiografiche. La parola è poi passata a Francesca Villa, Project Manager dello studio, che ha illustrato nuovamente e largamente i principi alla base del loro approccio, per poi fare una carrellata di progetti realizzati o in via di realizzazione nella Città Metropolitana di Milano (fra questi Porta Nuova e Bicocca a Milano).

Non serve riportare qui quanto esposto durante l’incontro: per averne un’idea potete semplicemente consultare il loro sito web, perché di comunicazione istituzionale si è fondamentalmente trattato*. 

Di fatto abbiamo assistito a uno spot promozionale di più di un’ora, ove le relazioni fra il clima e l’urbanizzazione non sono state analizzate e la transizione verde dai giochi olimpici invernali del 2026 ai grandi progetti di rigenerazione urbana è declinata come verniciatura di verde ai grandi progetti immobiliari realizzati ed in fase di realizzazione a Milano.

Non c’era un moderatore terzo e neutrale che potesse portare all’attenzione anche eventuali criticità, non c’era un tecnico che potesse esprimere valutazioni oggettive sui progetti o proporre modelli alternativi, nessun intervento di stimolo al dibattito da parte di esponenti della nostra amministrazione. 

Un incontro monorelatore, un palcoscenico allestito dall’amministrazione per un privato che ha potuto parlare per più di un’ora senza alcuna possibilità di contraddittorio su un tema oggettivamente delicatissimo, in cui interesse pubblico e privato sono il più delle volte in netto contrasto. 

Tant’è che alla domanda: “Lo studio LAND ha firmato anche la parte paesaggistica del progetto dell’ampliamento del centro commerciale Carosello, che di sostenibile a nostro parere ha ben poco: su questo che cosa ci può dire?” la risposta è stata: “Non rispondo perché ritengo la sua domanda una provocazione”. E qui, possiamo dire, il re è rimasto se non nudo in mutande… 

Perché, al contrario, la provocazione nei confronti della comunità di Cernusco è stata chiamare a raccontare la rigenerazione urbana chi ha collaborato al progetto di espansione del centro commerciale Carosello che, ricordiamo, sarebbe stato realizzato a spese del parco degli Aironi e che è stato accantonato proprio grazie alla tenace opposizione di cittadini ed associazioni che hanno messo in luce l’insostenibilità dell’intervento.

il progetto del carosello con il tetto verde e la pista ciclabile sopraelevata
da RELAZIONE DESCRITTIVA GENERALE – AdP Carosello – Eurocommercial Properties

E’ evidente che incontri così strutturati non possono portare valore aggiunto alla riflessione pubblica sui temi della tutela del territorio e dello sviluppo sostenibile di Cernusco sul Naviglio.

Lo studio LAND fa il suo lavoro, risponde alla committenza, ma l’amministrazione pubblica deve tutelare gli interessi generali, non quelli privati. 

In un’epoca di mistificazione in cui perfino i menù di McDonald sono presentati senza remore come bilanciati o in cui le oil company si proclamano paladine della transizione ecologica, è necessario prestare estrema attenzione a contenuti e messaggi che ci vengono proposti ed è un segnale grave se un’amministrazione pubblica non coglie tali contraddizioni o, peggio, se ne fa partecipe, lasciando così spazio agli interrogativi sul perché lo abbia fatto. 

Il prossimo incontro sarà  giovedì 3 marzo (Città di piccole dimensioni dell’area metropolitana: le infrastrutture verdi blu come risposta al cambiamento climatico).

Alla prossima puntata

verdi visioni metropolitane

*la registrazione della sola relazione di F. Villa è disponibile sul canale you tube della biblioteca https://youtu.be/XZj8sC-VCvY

#occhiapertielezionicomunali: la raccolta differenziata

Il 5 febbraio di venticinque anni fa entrava in vigore il decreto Ronchi sulla raccolta differenziata che, sulla scia delle direttive europee in materia di rifiuti, sanciva un passaggio culturale importante: dallo smaltimento dei rifiuti si passa al loro recupero e circolarità. Così a partire dal 1997 la raccolta differenziata diventa l’elemento cardine della gestione dei rifiuti che viene progressivamente adottata in tutti i comuni italiani, con formule e modalità via via più articolate.

Anche Cernusco subisce la stessa evoluzione: dopo l’emergenza lombarda del 1995, si passa dalle isole ecologiche ai margini delle strade alla raccolta porta a porta, sino al maggio del 2016 in cui viene introdotto come innovazione della raccolta differenziata l’ecuosacco, un sacco rosa dotato di identificativo numerico in cui conferire i rifiuti indifferenziati. Lo scopo è infatti quello di aumentare le quantità di rifiuti selezionati dai cittadini in modo che nel sacco rosa finisca solo ciò che non si può differenziare. I sacchi rosa sono infatti forniti in numero limitato in funzione dei componenti familiari, anche se la presenza di bambini ed anziani dà diritto ad una piccola quota integrativa di sacchi necessari per lo smaltimento dei pannolini. Chi dunque non ha comportamenti attenti e butta tutto insieme, una volta esauriti i sacchi a disposizione, deve acquistarne altri, inoltre il codice identificativo sul sacco porterebbe a risalire all’utenza in caso di rifiuti non conformi.

Con questa innovazione, secondo quanto dichiara a fine 2016 l’amministrazione comunale, la raccolta differenziata passa dal 65% all’84% e la produzione di rifiuti si riduce del 60,5%.


Questi dati però non ci avevano mai troppo convinto, soprattutto avevamo segnalato la mancanza di misure di compensazione e solidarietà sociale da affiancare all’ecuosacco (dalle raccolte dedicate per pannoloni e pannolini, olio vegetale e la necessità di istituire un osservatorio sui rifiuti) e di meccanismi premiali rispetto ai comportamenti virtuosi.

Nessuno dei nostri suggerimenti proposti è stato adottato, nel frattempo abbiamo tenuto d’occhio i dati sulla raccolta differenziata, almeno per quanto è stato possibile, perché CEM Ambiente (gestore del servizio di igiene urbana) ha messo a disposizione i dati statistici – per tutti i comuni su cui eroga il servizio – per poco tempo e solo in relazione agli impianti ed oggi la pagina dedicata ai dati è vuota.

Ci sono però quelli pubblicati dall’ARPA relativi alla produzione e gestione dei rifiuti in Lombardia da cui è possibile estrapolare per Cernusco alcuni elementi significativi. Che vi proponiamo:

elaborazione da: dati rifiuti urbani Cernusco -ARPA Lombardia 2016-2019

La raccolta differenziata dal 2017 non ha fatto ulteriori progressi (è ferma all’85%)

elaborazione da: dati rifiuti urbani Cernusco -ARPA Lombardia 2016-2019

mentre la produzione di rifiuti, dopo un calo iniziale, dal 2019 è in netta ripresa. Purtroppo non sono ancora disponibili i dati del 2020, primo anno di pandemia, da cui si potrebbe valutare come abbia influito il covid nella produzione di rifiuti.

C’è inoltre da tener presente un elemento importante: a partire dal 2017 sono state modificate le modalità di calcolo della raccolta differenziata, introducendo nel conteggio anche altre tipologie di rifiuti (ingombranti, spazzamento strade, inerti da demolizione conferiti da utenze domestiche, compostaggio domestico e rifiuti recuperati da parte dei produttori), elementi che aumentano le percentuali di raccolta differenziata, a prescindere dall’ecuosacco.

A sei anni dall’introduzione dell’ecuo sacco è giunto il momento di fare il punto sul servizio di igiene urbana, valutandone i risultati attraverso fonti terze rispetto al gestore ma, come dicevamo, da tempo CEM Ambiente non pubblica più i dati su rifiuti e raccolta differenziata e dunque non è purtroppo possibile fare confronti diretti fra le diverse fonti di dati. Avere dati certi ed attendibili è fondamentale, perché è proprio sulla base di questi indicatori forniti da CEM Ambiente all’amministrazione che si basano le tariffe della tassa sui rifiuti. E sono in gioco milioni di euro.

elaborazione da: dati rifiuti urbani Cernusco -ARPA Lombardia 2016-2019

Secondo i dati dell’ARPA il costo della gestione dei rifiuti a Cernusco è cresciuto, passando da 96,3 euro/abitante*anno del 2016 a 105,3 nel 2019. La nostra domanda è quindi: a fronte di costi maggiori, il servizio è migliorato? Vorremmo avere i vostri pareri.

Ricordiamo inoltre che il contratto di servizio stipulato – per nove anni – con il gestore prevede per l’amministrazione precisi doveri di vigilanza e controllo, oltre che obblighi di trasparenza nei confronti dei cittadini. E dunque vorremmo avere dei riscontri concreti rispetto a tali indicazioni.

Come pure vorremmo capire se tutte quelle misure che dimostrano attenzione nei confronti dei cittadini, dai punti di raccolta nel territorio per quei materiali di uso quotidiano (tazzine rotte, lampadine, olio vegetale, ecc), agli incentivi per gli esercizi commerciali che limitano gli imballi, ospitano aree per i prodotti alla spina, o destinate alla raccolta differenziata selettiva (tipo tappi di sughero, pile, olio vegetale). Per non parlare dell’osservatorio sui rifiuti.

A pochi mesi dalle elezioni comunali, il servizio di igiene urbana è uno dei temi su cui si misureranno le risposte di chi si candida a governare la città.

#occhiapertiurbanistica: la variante elettorale

Il 2021 potrà essere ricordato come l’anno che ha segnato il futuro urbanistico della nostra città: in gennaio era arrivato il parere motivato sulla Valutazione Ambientale Strategica che imponeva una lunga serie di revisioni, correzioni e prescrizioni alla variante parziale del PGT. Una variante molto controversa e contestata, soprattutto per la realizzazione del campo da baseball nel corridoio ecologico del Gaggiolo e del comparto immobiliare di via Cevedale-Bassano.

Le numerose osservazioni arrivate da cittadini ed associazioni compresa la nostra, e persino da partiti appartenenti alla giunta comunale, avevano messo in luce la mancata considerazione dei danni ambientali conseguenti agli interventi previsti, la subordinazione agli interessi immobiliari privati ed una pianificazione degli impianti sportivi pubblici slegata da quella complessiva.

Solo in dicembre, il 15 in commissione territorio e poi il 21 con la discussione in consiglio comunale, emerge il risultato della revisione e si assiste ad un inaudito scambio di veleni fra i tecnici responsabili della variante e della VAS che si accusano reciprocamente di inadeguatezza ed inadempienza.

Ma è proprio il consiglio comunale a costituire finalmente un elemento di trasparenza perché diventano palesi il supponente decisionismo dell’amministrazione che ha voluto una variante del PGT, falsamente definita parziale, quando in realtà modifica elementi e criteri strutturali dell’impianto del PGT, la domanda di partecipazione da parte dei cittadini sistematicamente elusa nel corso di un procedimento in cui è stato persino necessario ricorrere ad un esposto per fare rispettare i dovuti termini di messa a disposizione dei documenti presentati in piena pandemia.

Infine, ma non ultimi, si sono palesati gli interessi economici sottesi ai campi di via Cevedale-Bassano: un lembo di verde agricolo ai margini del tessuto urbano ed affacciato sul parco delle cave, su cui grava però una previsione di edificabilità di quasi 15.000 mq di slp, rimasta inattuata da decenni, distribuiti su diverse palazzine. La giunta era intervenuta lo scorso 10 novembre e, nel valutare “gli effetti di previsioni di PGT non più rispondenti alla diffusa sensibilità ambientale”, aveva recepito la disponibilità espressa dagli immobiliaristi a ridurre del 15% la slp portandola sino al 25% e dichiarando tale riduzione di superfice immobiliare edificabile di interesse pubblico.

Dunque l’amministrazione riconosce l’importanza dei campi e la necessità di porre un argine al consumo del suolo, ma poi come atto conseguente si limita a ridurre la superficie edificabile e a valutare la potenziale incidenza dell’intervento sui servizi ecosistemici. Inoltre si pensa di sanare il danno irreversibile per tutta la comunità costituito dalla perdita dei campi di via Cevedale, perché il suolo è una risorsa non riproducibile, attraverso una compensazione con altre aree che andrebbero ad ampliare gli ambiti di proprietà pubblica del Parco Est delle Cave ed il cannocchiale paesaggistico di Villa Lari. Ma tali aree sono già superfici libere e dunque non aggiungerebbero nulla al computo delle aree verdi.

Analogamente per il campo di baseball da realizzare nel campo del Gaggiolo, nonostante ne sia stata rilevata la sensibilità paesistica ed ambientale, la perdita del corridoio ecologico verrebbe compensato allo stesso modo, perché l’ampliamento dell’offerta di spazi sportivi è considerato preminente rispetto alle esigenze di tutela ambientale.

Nel corso della discussione in consiglio comunale diversi consiglieri hanno esposto puntuali obiezioni e critiche ai progetti ma, al momento del voto, la variante è stata adottata con due soli voti contrari, gli altri si sono astenuti o hanno lasciato l’aula.

Dopo la discussione delle osservazioni ci sarà un altro passaggio in consiglio comunale per la sua approvazione definitiva. I tempi sono ridotti perché incombono le elezioni amministrative, in ogni caso la variante parziale ed il PGT saranno l’oggetto principale di discussione della prossima campagna elettorale.

È qui che chiediamo un confronto con le forze politiche che si candidano nei prossimi mesi a governare la città. Pensiamo sia necessario far conoscere a tutti i cittadini quali sono le posizioni di ciascuna, in particolare sulle scelte urbanistiche, il tipo di progetto di città che propongono per noi e per i nostri figli.

Bene Comune Cernusco avvierà un occasioni di dibattito pubblico, consapevoli che se “le promesse dei politici valgono solo per chi le ascolta”, possono però essere elementi utili nella scelta di un candidato/a rispetto ad un altro/a.

#occhiapertiurbanistica: i campi di via Cevedale-Bassano

i campi di via Cevedale

Un silenzio assordante è seguito alla dichiarazione di interesse pubblico lo scorso 10 novembre per la riduzione di superfice immobiliare edificabile nell’area di via Cevedale-via Bassano, uno degli interventi più importanti e, nello stesso tempo contestati, della variante parziale del PGT.

Variante di cui si erano perse le tracce dopo il parere favorevole condizionato al recepimento delle osservazioni dello scorso 19 gennaio che, come prescritto dalla procedura di Valutazione Ambientale strategica iniziata nel luglio 2019, dovrebbe essere discussa in consiglio comunale.

Sinora non ci sono stati passaggi o evidenze pubbliche delle variazioni prescritte e dunque questo provvedimento della giunta che, di fatto, avalla l’intervento immobiliare proposto dalla variante, arriva senza che siano emersi i dati conoscitivi aggiornati sulle caratteristiche ambientali e quindi sugli impatti che si produrranno.

Il provvedimento riconosce implicitamente la grande importanza dei campi di via Cevedale su cui verranno costruiti palazzine per 11.098 mq, così importanti da poter reclamare nei confronti degli operatori immobiliari un indennizzo per la loro perdita costituito da una riduzione del 25% delle superfici previste ed una cessione in compensazione di circa 70.000 mq.

Dunque, i campi di via Cevedale-Bassano sono aree pregiate, ma molto di più valgono le palazzine che ci verranno costruite, anche perché l’onerosa cessione di aree e la riduzione dei mq verrà fatta ricadere sul prezzo delle abitazioni, su cui andrà ad incidere anche la cancellazione prevista dalla variante della quota di edilizia convenzionata spostata nel comparto di via Brescia meno appetibile dal punto di vista immobiliare: il risultato è quindi un comparto di sola edilizia residenziale, affacciato sul parco Est delle Cave e circondato da verde agricolo, case che potrà permettersi solo chi ha un reddito elevato.

prospetti degli edifici previsti su via Cevedale

Degli effetti perversi sulla trasformazione del tessuto sociale e soprattutto della perdita di aree verdi che nessuna compensazione potrà mai risarcire, nessuna traccia. Anzi nella delibera si parla di miglior risultato possibile in termini ambientali ed urbanistici, con riduzione di consumo di suolo e sfruttamento volumetrico, compatibilmente con un generale principio di affidamento degli atti e sostenibilità tecnico-giuridica.

Non abbiamo capito quale sia il generale principio di affidamento degli atti, mentre sulla sostenibilità tecnico-giuridica del provvedimento riteniamo che l’interesse pubblico venga tutelato preservando i beni comuni, evitando il consumo di suolo e non avallando ulteriori interventi immobiliari.

I campi di via Cevedale-Bassano rientrano in un comparto destinato a trasformazione immobiliare, rimasto sinora inattuato, ereditato senza modifiche nel PGT del 2011 dalle precedenti pianificazioni urbanistiche, ma costituiscono l’ultimo lembo di verde rimasto prima del tessuto urbano, contiguo alle aree del parco Est delle Cave.

sulla destra i campi di via Cevedale, perimetrati in rosso, interessati dal progetto immobiliare

Negli ultimi anni la cultura ambientale è cambiata e cresciuta, portando elementi di maggiore consapevolezza rispetto alle conseguenze ed ai costi esterni delle realizzazioni immobiliari (dal consumo di suolo, alla qualità dell’aria, agli impatti del carico antropico correlati alla maggiore domanda di servizi, infrastrutture), nel contempo la nostra città si è ingrandita occupando gran parte delle poche aree rimaste libere. E dunque la variante parziale era l’occasione per fare il punto e rivedere un’espansione immobiliare che sacrifica aree verdi preziose.

Certo ci vuole un’amministrazione coraggiosa, disposta a far prevalere l’interesse generale della comunità rispetto all’interesse economico di pochi, disposta a sostenere un eventuale contenzioso con i proprietari dell’area in nome del bene comune. Ci sono ormai numerosi esempi a questo riguardo, anche molto vicini a noi (vedi vicenda del parco agricolo di Segrate).

A Cernusco è giunto il momento di rivedere le scelte urbanistiche sbagliate fatte in passato perché le conseguenze non vengano pagate dalle generazioni future. Apprendiamo invece con preoccupazione di una città che arriverà a 40.000 abitanti, 5.000 più degli attuali ed 8.000 in più di quelli previsti dal PGT.

Come dice Saramago “Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Non possiamo restare ciechi o, peggio, far finta di non vedere che Cernusco diventerà un ammasso di mattoni, sia pur attraversato dal Naviglio, dagli arredi urbani sciccosi, densificato urbanisticamente, gentrificato e con il verde residuale dei giardini pubblici.

Prima o poi la variante parziale arriverà in consiglio comunale per l’approvazione e ci sarà il confronto pubblico fra chi intende preservare i beni comuni e chi difende gli interessi immobiliari.

*** per saperne di più su cosa prevede la variante parziale del PGT su via Cevedale consultate la nostra pillola di urbanistica dedicata.

Gli alberi in città: un equilibrio (im)possibile?

“Gli alberi sono utili, ma sono anche un costo e nelle città creano molti problemi”.
“Una bella potatura è quel che ci vuole: l’albero dà meno fastidio e si rinforza.”
“Se un albero è malato va tagliato! Eventualmente si compensa piantandone un altro”.

Affermazioni come queste sono molto comuni e purtroppo sono alla base di molte delle scelte di gestione del verde delle nostre città. Il problema è che poggiano su presupposti non aggiornati, parziali, semplificati o – peggio – sbagliati.

Oggi, 21 novembre, è la Giornata Nazionale degli Alberi: il giorno ideale per fare qualche passo avanti nella conoscenza di questi esseri viventi che ogni giorno svolgono tantissime funzioni utili anche per noi, in rigoroso silenzio.

Un albero è un organismo perfetto.

Cresce costantemente e si modifica per adattarsi all’ambiente in cui vive, indirizzando tutta la sua attività verso il suo principale (se non unico) obiettivo: assicurarsi il giusto apporto di energie per vivere, minimizzando l’uso di risorse ed evitando ogni spreco.

Questo meraviglioso “pianificatore”, questo sopraffino “elaboratore vivente” calcola l’esatta superficie fogliare e l’esatta dimensione del proprio apparato radicale necessarie per supportare la propria sussistenza e la propria crescita.

Lasciato libero e nelle condizioni giuste, questo sistema “funziona” in modo impeccabile, facendo sviluppare all’albero una chioma dalle dimensioni e forma ideali, commisurate alla quantità di luce che può ricevere. Dimensiona inoltre il suo apparato radicale in modo che assicuri, da un lato, l’equilibrio strutturale della pianta, dall’altro l’approvvigionamento della giusta quantità di acqua e sostanze nutritive dal terreno, con le radici più superficiali e che si dedicano ai nutrienti e quelle più profonde e robuste all’equilibrio.

In caso di malattia o di attacco di parassiti o funghi, inoltre, l’albero è in grado di reagire e di contrattaccare. Il suo approccio è molto diverso da quello umano: non ricorre a medicine, ma tenta di isolare la parte malata, privandola di nutrimento per farla morire (togliendo la fonte di sussistenza al patogeno, che di conseguenza viene soppresso). Nel caso la parte malata sia un ramo, l’epilogo è la caduta della branca malata, nel caso sia il tronco, è una modificazione della crescita dei tessuti in modo da costruire una barriera fisica contro la malattia e da compensare eventuali squilibri strutturali.

Un albero, è scientificamente provato, è un vero e proprio maestro dell’autoregolazione.

Questo accade quando l’albero, come accennato, si trova in una condizione ideale. Ma sappiamo bene che nel contesto urbano raramente tale situazione si verifica.

Asfalto che soffoca le radici, escavazioni che le danneggiano, drastiche potature “di contenimento” ma di fatto spesso immotivate che in pochi minuti annullano anni di misurata e attenta crescita, cellula dopo cellula. Piantumazioni di alberi giovani e quindi ancora fragili in contesti inadatti, senza il necessario e periodico apporto d’acqua, con la corteccia lasciata alla mercé dei tagliaerba, le cui ferite sono una porta aperta per i patogeni.

A tutto questo non possono che seguire svariati “effetti indesiderati”:

  • L’albero le cui radici non riescono a trovare spazio e a ossigenare i propri tessuti, non può che sollevare l’asfalto (un esempio tra i tanti a Cernusco è il caso dei bagolari di Via Don Sturzo, su cui proprio in queste settimane si sta animatamente discutendo)
  • l’albero sottoposto a potature eccessive e mal eseguite, risponde “ricacciando” rami a crescita superveloce (per tornare rapidamente a un adeguato approvvigionamento di luce e CO2), ma proprio per questo più deboli e soggetti a malattie (quale miglior modo per assicurarci la caduta di rami alla prima neve o per una raffica di vento appena più forte del solito!)
  • l’albero le cui radici vengono compresse o danneggiate oppure a cui vengono tagliati rami importanti risponde cambiando il proprio assetto o la propria chioma per rimanere in equilibrio, magari inclinandosi
  • gli alberi, magari capitozzati in passato, che oggi avrebbero bisogno di un intervento (potature mirate) e che invece vengono trascurati, fino al momento in cui qualcuno dirà: “Sono troppo compromessi, vanno abbattuti!” (quante volte abbiamo sentito questa frase?)
  • infine, ci sono alberi che hanno avuto la sfortuna di crescere troppo vicini ad una nuova costruzione, togliendole la luce o la vista: non si sposta mai una nuova costruzione “perché ci sono gli alberi da salvaguardare”, si fa sempre il contrario: si eliminano gli alberi, per far posto al nuovo progetto; un caso emblematico ed ancora vivo nella nostra memoria è quello di via Verdi, al civico 26, dove due grandi tigli sono stati eliminati perché interferivano col nuovo cantiere.

Non si può più considerare un albero in città come semplice “arredo urbano”. L’albero è un essere vivente la cui complessità e perfezione commuovono. Se le conosci, ti lasciano letteralmente senza fiato.
In più, nell’emergenza ambientale in cui ci troviamo, l’albero di città assume funzioni nuove, da studiare e utilizzare in maniera appropriata: la mitigazione delle bolle di calore, il rallentamento o la deviazione delle raffiche di vento, la cattura degli inquinanti dispersi nell’atmosfera. Sono solo alcune delle potenzialità di un “verde urbano” sapientemente progettato e valorizzato, su cui spesso le Amministrazioni sono, quanto meno, impreparate.

Perciò la gestione del verde nelle nostre città è un’attività strategica, che va affidata a personale altamente competente e su cui non si possono fare gare al ribasso. Deve poggiare su una visione avanzata e intelligente, fondata sulla ricerca di un perfetto equilibrio tra salvaguardia del pianeta,  esigenze umane ed esigenze degli altri esseri viventi.

Vi lasciamo con un consiglio di lettura: “La timidezza delle chiome” di Pietro Maroè, edizioni Rizzoli. È il testo a cui molti dei contenuti di questo articolo sono ispirati e che ci ha aperto gli occhi su come sia inadeguato il modo in cui gli alberi, queste stupefacenti creature, sono percepite e gestite nelle nostre città.
Lo regaleremo a breve alla biblioteca di Cernusco: se vorrete leggerlo, lo troverete anche lì.

Le foto del 1° Concorso

Abbiamo pubblicato in una pagina dedicata tutte le foto partecipanti al
1° Concorso fotografico di Bene Comune Cernusco.
Le trovate a questo link, oppure cliccando sul menu in alto “Concorso Fotografico”.

Nel frattempo prosegue la mostra con alcune foto del concorso e con le foto del PLIS Est delle Cave, presso Villa Casati (sede del comune) di Cologno Monzese.

Potete visitarla fino a mercoledì 6 ottobre 2021

chiamatemi Parco

sguardi e riflessioni sul PLIS Est delle Cave – mostra fotografica

Lo chiamano PLIS (parco locale di interesse sovracomunale) Est delle Cave per la presenza di numerose aree estrattive, ma noi lo chiamiamo Parco perché, oltre alle cave, ci sono cascine, campi, canali, boschi e laghi che potrebbero diventare un vero parco urbano fra i comuni di Brugherio, Carugate, Cernusco, Cologno Monzese e Vimodrone.

Attraverso una selezione di immagini, Bene Comune Cernusco racconta la storia del parco Est delle cave, le sue caratteristiche ambientali e paesaggistiche, i suoi problemi e le sue prospettive.

Mostra fotografica1 al 6 ottobre 2021,

sabato e domenica: 10-12 e 16,30-18,30, feriali: 16,30.18,30

presso la sala Crippa di villa Casati, palazzo comunale, Via Mazzini 9 Cologno Monzese

Inaugurazione venerdì 1 ottobre 2021, ore 17,30

Nel corso dell’inaugurazione ci sarà la premiazione dei finalisti del primo concorso fotografico “La fotografia e l’arte nel PLIS Est delle Cave” e nella mostra verranno esposte le foto selezionate.

Crediti:

foto: Federico Belloni e Sergio Pozzi

grafica: Claudia Galas

Bene Comune Cernusco ringrazia il comune di Cologno Monzese per l’ospitalità concessa alla mostra.

#tuloconosciilPLIS? – 4° uscita – cave e cascine

uomo e territorio: relazioni fra passato e presente

Cave e cascine“: un accostamento ardito che propone come chiave di lettura comune l’intervento dell’uomo sull’ambiente.

Il PLIS (parco locale di interesse sovracomunale) si chiama parco Est delle cave, proprio per la presenza di alcune fra le più importanti aree estrattive della provincia di Milano. Così grandi e diffuse da costituire profonde ferite nel territorio, da qui l’esigenza di tutelarne almeno una parte.

A vent’anni dalla sua istituzione il PLIS Est delle cave non ha sanato la sua contraddizione: la tutela dell’ambiente non può coesistere con l’attività estrattiva.

Eppure il territorio del parco Est delle cave ha molti altri elementi che potrebbero connotarne l’identità, in particolare il suo contesto agricolo, frutto dell’intervento pluricentenario dell’uomo sull’ambiente e la ridefinizione del territorio attraverso gli insediamenti delle cascine.

Vi offriremo una chiave di lettura diversa del parco Est delle Cave, con l’accostamento ardito fra cave e cascine.

Venite a scoprirlo insieme a noi domenica 1 agosto 2021.

ATTENZIONE – evento rinviato per maltempo

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